Lamborghini Huracán LP 610-4: V10 da 610cv per un travolgente uragano di emozioni [PROVA SU STRADA]

Una delle ultime aspirate in commercio: il V10 che canta a 9000 giri/min...che goduria unica!

La guardi, e già viene meno il fiato. Sali a bordo, premi il tasto start, e l'urlo del V10 aspirato porta i battiti a 9000 giri/min. Emozioni a fiumi, che grazie alla trazione integrale raggiungono livelli prestazionali sbalorditivi. La Huracán va come il vento, ovunque. Anche nel misto stretto, dove bastona la sorella maggiore Aventador.

Servizio fotografico: LINGEGNERE

Lamborghini Huracán – Una potenza devastante, una vera forza della natura, che quando arriva sconvolge tutto e tutti. Di norma, gli uragani, vengono classificati su una scala da 1 a 5. I più potenti, quelli di scala 5, raggiungono una velocità dei venti superiore ai 250km/h. Questa volta, però, si va totalmente fuori scala perché la velocità è addirittura superiore ai 325 km/h. Sempre questa volta, però, l’ “Huracán” non è portatore di morte e distruzione, ma portatore di gioia, adrenalina ed emozioni. Fortissime. E’ la nuova Lamborghini Huracán, erede della mitica Gallardo, il modello che ha consacrato la rinascita definitiva della casa di Sant’Agata dopo anni bui e difficili.

Design e Interni:

Rating: ★★★★★ 

Aggressiva, unica, con un fascino senza eguali
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Anche questa volta, il nome, non può che appartenere ad un toro da combattimento che è riuscito ad entrare nella storia per la sua ferocia, per la sua potenza. Il presidente ed amministratore delegato Winkelmann, durante la presentazione alla stampa della nuova vettura, ha tenuto a sottolineare come il toro “Huracán”, che combatté nell’arena di Alicante, riuscì a rimanere imbattuto tutto le volte in cui scese sul campo di battaglia. L’arena come la pista, anche per questa nuova Lamborghini l’obiettivo è proprio quello: essere la migliore. Dalle parti di Sant’Agata, si sa, quando progettano una nuova vettura, fanno le cose alla perfezione e senza fretta, dato che ogni modello, al momento del suo arrivo, non fa altro che ridefinire ogni standard in termini di potenza, tecnologia, prestazioni. D’altronde non è un caso se la Gallardo è rimasta sulla cresta dell’onda dal 2003 al 2014, essendo tutt’oggi una macchina con i fiocchi, desiderabilissima. Però, proprio l’evoluzione è tale che il vecchio modello, di fronte alla Huracán, sembra improvvisamente dimostrare tutto il peso dei suoi dieci anni e più. Se la Aventador la guardi e sembra sconfinata, lunghissima, la Huracán appare decisamente più compatta. Lunga 446cm, meno di una berlina, è bassissima ed al tempo stesso larghissima. Le linee, così tese e spigolose, la rendono di una cattiveria e di una aggressività esagerate. La Huracán sembra essere disegnata da un unico tratto che dal muso arriva fino alla coda. Proprio il muso è cortissimo, molto affusolato, con le grosse prese d’aria sul paraurti ed i fari che disegnano dei bellissimi giochi di luce grazie alla tecnologia full-led. Nella fiancata, invece, troviamo il perfetto gioco d’incastri tra i finestrini laterali e la presa d’aria che garantisce respiro al possente V10.
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La coda, poi, è spettacolo puro. Taglio netto, quasi tronco dei fari, ed estrattore posteriore con i quattro scarichi ben in vista, che soltanto a guardarli, a vettura spenta, fanno già presagire musiche da “prima della Scala”. Le emozioni continuano anche salendo sulla vettura. Anzi, più che salire, sulla Huracán ci si cala letteralmente, perché la seduta è proprio rasoterra. Così rasoterra, con il bellissimo sedile sportivo che ti avvolge abbracciandoti manco fosse la tua fidanzata, sembra proprio di trovarsi a bordo di una vettura da corsa. Le superfici vetrate ridotte al minimo, il parabrezza molto inclinato, sono tutti elementi che rendono il cockipt di questa Lambo qualcosa di unico. Come sull’Aventador, nel tunnel centrale, non può mancare la copertura di plastica rossa del tasto start. La si solleva, proprio come nei caccia da combattimento, si preme start, ed ecco la magia…Una novità che per la prima volta ritroviamo su una vettura di Sant’Agata è il manettino sulla razza inferiore del volante, che consente di selezionare le modalità di guida sport, strada, corsa. Inutile, invece, cercare lo schermo del sistema di infotainment: su questa nuova Lambo, riprendendo in qualche modo quanto accade con il virtual cockpit della nuova Audi TT, tutte le informazioni vengono visualizzate nel grande schermo a colori TFT da 12,3 pollici, proprio dietro al volante. Volante che ingloba, tra l’altro, tutti gli altri comandi come devioluci e tergicristalli. Sulle prime, data la gran quantità di tasti presenti anche sul tunnel centrale, il tutto non sembra essere molto intuitivo, ma basta poco per iniziare a padroneggiare le diverse funzioni. L’abitacolo riesce a mixare in modo esemplare quello che è il sapore e l’essenza di una lavorazione artigianale con la qualità nei dettagli e nelle finiture che ci si aspetterebbe da una “tedesca” (Audi docet). L’unica grossa pecca, date le linee, rimane sempre la visibilità posteriore, in questo caso praticamente inesistente. Proprio per questo la telecamera posteriore ci vuole come l’acqua durante un raid nel deserto.

Motore, tecnica e prestazioni:

Rating: ★★★★★ 

Sottopelle è un capolavoro di tecnica e tecnologia
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Che la Huracán non è altro che una vettura praticamente da competizione con fari e targhe per circolare su strada lo si capisce ancor di più “studiando” com’è fatta sottopelle. Prima ancora che il motore, infatti, troviamo grandissima raffinatezza nel telaio, che utilizza solo ed esclusivamente allumino e fibra di carbonio, al fine di garantire la massima rigidità strutturale insieme ad una leggerezza ineguagliabile: meno di 200 kg il peso dell’intera struttura. Passando al cuore della vettura, il V10 da 5204 cm3 è stato interamente riprogettato, ed adesso è in grado di sviluppare la potenza monstre di 610 cv. Cavalli puro sangue, che per la gioia del palati fini della bella guida, vengono erogati a 8250 giri/min. Sono le gioie che soltanto un aspirato può regalare. Aspirato che, vale la pena di sottolinearlo, garantisce una potenza specifica di ben 117,3 cv/litro, traguardo facile da raggiungere con la sovralimentazione, molto meno senza: soltanto gli aspirati veramente sportivi riescono a superare la soglia dei 100 cv/litro. Il valore di coppia massimo, di 560 Nm, viene erogato poco sopra i 6000 giri/minuto: altro dato che provocherà un brivido di piacere agli appassionati della bella guida. Niente coppia “tutta e subito” dei moderni turbo, perché qui allungo ed ululato del V10 sono tutti da cercare verso la zona rossa. Quando si spinge per davvero da Huracán regala numeri semplicemente pazzeschi: grazie al peso di appena 1420 Kg, ogni cavallo deve portare a spasso appena 2,3 kg, e questo consente di raggiungere i 100 km/h in appena 3.2 secondi. Ancora più sbalorditivo è lo 0-200km/h in appena 9.9 secondi. Un’accelerazione del genere è possibile anche grazie al nuovo cambio, adesso doppia frizione. La trasmissione LDF (Lamborghini Doppia Frizione), che riesce anche a pesare meno del vecchio robottizzato, garantisce tempi di cambiata più che dimezzati rispetto alla Gallardo. La ripartizione della trazione, come in tutte le “Lambo” più recenti, avviene sulle quattro ruote: la frizione multidisco a controllo elettronico ripartisce istantaneamente la coppia tra gli assi. In condizioni di normalità la Huracán è praticamente una trazione posteriore, ma la spinta trasferita alle ruote anteriori può arrivare fino al 50% nel caso di perdita di aderenza. Un’ultima novità è il nuovo servosterzo ad assistenza variabile LDS (Lamborghini Dyamic Steering) che varia automaticamente la prontezza e la demoltiplicazione del volante in funzione della velocità.

Comportamento su Strada:

Rating: ★★★★★ 

Guidarla è un’esperienza sconvolgente: il mondo sembra andare troppo lento per lei
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Quando si prova un nuovo modello, ovviamente, il principale metro di paragone non può che essere il modello precedente. E dunque andiamo subito al punto: rispetto alla Gallardo, ciò che è davvero d’un altro pianeta è il cambio. Proprio l’elettroattuato era l’elemento della vettura che sentiva maggiormente il peso degli anni: troppo lunghe e troppo avvertibili le interruzioni di spinta tra una marcia e l’altra. E poi c’è il benchmark: il doppia frizione Ferrari. Ecco, con il nuovo doppia frizione di Lamborghini, il toro ha praticamente eguagliato il cavallino. Anche sulla Huracán, come sulla 458, ritroviamo infatti quell’esaltante continuità nella spinta, quell’inebriante rapidità nel buttar giù il rapporto successivo senza neanche darti il tempo di rilasciare il paddle. Tutto questo, splendido nella guida impegnata, non va però a discapito della versatilità: in drive, nel traffico, il cambio LDF snocciola le marce in maniera quasi inavvertibile, lasciando sonnecchiare il V10 a bassissimi regimi. Si procede così in scioltezza, senza sobbalzi, tanto che la Huracán non appare in sofferenza neanche nel traffico congestionato. Se non fosse per la visibilità la si potrebbe quasi lasciare alla moglie per andare a fare la spesa all’Esselunga. Insomma, chi ha la fortuna di poterla comprare, volendo, potrebbe anche avere la fortuna di poterla utilizzare ogni giorno. Persino in autostrada, a velocità di codice, sembra quasi di essere su una qualsiasi berlina, dato che il motore, anche questa volta, sonnecchia a bassissimi regimi, e si gode di un comfort quasi insospettabile.

Ma una Lamborghini non può e non deve essere soltanto questo. Se qualche anno fa una utilizzabilità day by day era qualcosa di assolutamente impensabile, risulta altrettanto impensabile, ancora oggi, una Lamborghini che rinneghi il suo DNA di vettura “selvaggia”, di vettura fatta di potenza bruta e prestazioni da jet al momento del decollo. Ma non è il caso di preoccuparsi, perché all’occorrenza la Huracán sa bene come far scorrere adrenalina a fiumi: come le “Lambo” del passato riesce ad essere così potente e cattiva al punto intimorire chi si trova al volante. Con 610 cv, infatti, non si può mica scherzare: su strada diventa quasi impossibile riuscire a fare anche soltanto un allungo di prima-seconda-terza. Ci abbiamo provato ripartendo al casello autostradale, e per evitare una denuncia omettiamo di scrivere a che velocità ci siamo ritrovati. Quando si preme tutto il V10 sembra quasi proiettarti in un’altra dimensione: se in basso risulta tutto sommato docile e regolare, addentrandosi verso la zona rossa l’allungo e la progressione ti tolgono il respiro. Anche tenendo i muscoli del collo in tensione, è impossibile non finire con la testa spiaccicata sul poggiatesta, mentre un brivido di adrenalina percorre il tuo corpo dal mignolo del piede fino all’ultimo capello sulla cute, mano a mano che la lancetta del contagiri si avvicina a quota 9000 giri/min. Passiamo al comportamento su strada che conta davvero: quello nella guida impegnata tra le curve. Se la Huracán, riesce ad essere quasi una insospettabile compagna di ogni giorno, in modalità Sport e Corsa il toro si scatena rendendo onore al nome di Ferruccio Lamborghini. Questa volta, il parametro di riferimento è in primis l’Aventador: della sorella maggiore la Huracán riprende l’incredibile immediatezza nelle risposte, il comportamento piatto, l’irresistibile sensazione di collegamento tra ruote-sterzo-telaio che soltanto una vettura con una scheda tecnica così raffinata può regalare. Rispetto alla sorella maggiore, però, le dimensioni più contenute si sentono tutte. Se la Aventador, nel misto stretto, fa sentire tutti i suoi 478 cm, la Huracán la senti molto più compatta, decisamente più agile. Cucita addosso come poche, consente una precisione di guida senza eguali. Lo sterzo chirurgico e millimetrico, insieme alla tenuta esagerata, su strada, consentono di pennellare traiettorie con una precisione nucleare. Impossibile anche soltanto pensare di avvicinarsi ai limiti della vettura perché si raggiungono ben prima quelli dell’uomo più che del mezzo. Non abbiamo potuto provarla su pista, ma abbiamo comunque avuto la sensazione (che andrebbe approfondita tra i cordoli) che la trazione integrale della Huracán sia molto più “real wheel drive oriented” rispetto alla Gallardo. Esagerando con il gas, in uscita di curva, c’è un accenno di scodata che stampa istantaneamente un sorriso ai più smaliziati. E poi il cambio, che nella guida sportiva diventa un compagno meraviglioso: le mani danzano sui bellissimi paddle con una velocità da pianista: tenere il ritmo di quell’indiavolato del V10 non è cosa facile, perché quando viaggia dai 6000 giri in su, la progressione è di una rapidità disarmante. Gli input che arrivano al guidatore sono come una raffica di una mitragliatrice. Esci dal tornante, non fai neanche in tempo a passare dalla seconda alla terza, che sei di nuovo a ridosso del limitatore. Tocco sul paddle, non fai neanche in tempo a rilasciarlo che ti ritrovi a 160 km/h, e ti rendi conto che i 100 metri che ti separavano dalla curva successiva sono finiti senza neanche accorgetene. Ma è un falso problema, perché basta un pestone deciso sul pedale, e gli enormi dischi carboceramici ti riportano a velocità da comuni mortali in un batter d’occhio. E così, con un ritmo frenetico, si sussegue questa danza bellissima tra le curve. Estremamente appagante, ma non certo alla portata di tutti. Per spingere a dovere la Huracán bisogna avere assolutamente cognizione di causa. La sfida con la 488 GTB? Non avendo ancora provato la rivale del cavallino non possiamo pronunciarci. Ma un 1-0 a favore della Lamborghini possiamo già annotarlo sul taccuino: contro il sound dell’aspirato V10 di Sant’Agata non può esserci motore turbo che regga. Il canto che proviene dagli scarichi è qualcosa di inebriante. Rispetto alla Gallardo, in rilascio, il V10 si lascia andare con dei backfire letteralmente da paura: in galleria le altre macchine, sentendovi arrivare, si spostano di mezzo metro. Così bello che non aspetti altro che la prossima galleria per fare l’ebete, continuando ad accelerare e rilasciare il gas per fare un po’ di botti manco fosse la festa del santo patrono (chi vive al sud Italia capirà). Per dovere di cronaca chiudiamo, come di consueto, con il capitolo costi: il sogno parte da circa 208.000€, ma data la grande possibilità di personalizzazione si possono facilmente aggiungere altri 20-30.000€ in un batter di ciglia. Per quanto riguarda i consumi la situazione non è affatto negativa. Anche dalle parti di Sant’Agata hanno lavorato in un’ottica di contenimento delle emissioni, ed i risultati si notano: in autostrada, a 130km/h costanti, il cdb indica 11.5 lt/100km, niente male per un 5.2 V10. P.s. Se volete “risparmiare” qualcosina è in arrivo la “gustosissima” versione con la sola trazione posteriore, che, essendo rimasta praticamente l’unica tra le competitor con motore aspirato, potrebbe diventare la sportiva “definitiva” per i prossimi anni e non solo…

Pro e Contro

Ci PiaceNon Ci Piace
Prestazioni sbalorditive, così come lo sono la guida ed il fascino incredibile che emana ogni millimetro di carrozzeriaLa visibilità e la percezione degli ingombri sono piuttosto difficoltose.

Lamborghini Huracán LP 610-4: la Pagella di Motorionline

Motore:★★★★★ 
Accellerazione:★★★★★ 
Ripresa:★★★★★ 
Cambio:★★★★★ 
Frenata:★★★★★ 
Sterzo:★★★★★ 
Tenuta di Strada:★★★★★ 
Comfort:★★★½☆ 
Infotainment:★★★½☆ 
Abitabilità:★★★½☆ 
Bagagliaio:★★★☆☆ 
Posizione di guida:★★★★★ 
Dotazione:★★★★☆ 
Prezzo:★★★½☆ 
Design:★★★★★ 
Finitura★★★★½ 
Piacere di guida:★★★★★ 
Consumi:★★★½☆ 

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