Porsche 911 Targa 4 GTS, l’ultima GTS aspirata ed anche la più affascinante [PROVA SU STRADA]

Per la prima volta nasce una GTS su base Targa

La gamma GTS si allarga ed arriva a ben 9 auto, praticamente tutti i modelli ad esclusione (per ora) della Macan. Tre lettere magiche per la Casa di Zuffenhausen, capaci di rendere migliori auto già superlative, avvicinandosi se non alla perfezione, alla realizzazione di auto per molti “definitive”

Servizio fotografico: LINGEGNERE

Porsche 911 Targa 4 GTS – Quando nel 2014 la guidammo per la prima volta prima di amarla per quello che è in grado di regalare dietro al suo volante, ne restammo affascinati per un’estetica che per molti è la migliore che si possa avere da una 911. Si tratta del ritorno dopo 20 anni ad un classico, con richiami al passato tanto evidenti quanto spettacolari, su tutti quel rollbar color alluminio con la targhetta Targa che rende questa 991 la più iconica, per molti la più bella, con il piacere della guida en plein air unito alle linee di una configurazione che più di ogni altra rappresenta il marchio a cui appartiene. Dopo aver guidato la Targa 4, la 4S con pacchetto Pasm, PDCC ed assetto ribassato già ci aveva entusiasmato, facendoci affermare che sembrano due auto completamente diverse tra loro. Ora, con la GTS il gioco si fa ancor più serio, con modifiche che portano la 991 Targa a rasentare la perfezione.

Se la modifica più tangibile sulla carta è l’aggiunta dei 30 cavalli, che arrivano a quota 430, ciò che rende eccezionale questa 911 è il “pacchetto” che riguarda l’assetto, ribassato di 10 mm, con carreggiata allargata di 44, sospensioni attive PASM e cerchi da 20”. Non mancano tocchi fortemente emozionali con uno scarico sportivo con il “magico” tasto che permette di dare una voce davvero interessante al flat-six, oltre alle piccole modifiche estetiche e negli interni. L’abbiamo provata a lungo, sia in modo dinamico che turistico e possiamo garantirvi che il mix che contraddistingue il marchio Porsche da sempre qui raggiunge uno dei suoi apici, con un’auto in grado di farvi innamorare di lei in ogni situazione in cui la si guidi.

Design e Interni:

Rating: ★★★★★ 

Una delle auto più affascinanti che si possano acquistare
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Migliorarla non era facile, perché la 991 Targa era già una delle più belle vetture che si possano desiderare. Ancora una volta Porsche ha saputo stupirci con piccoli, ma mirati tocchi, che regalano emozioni anche ai primi sguardi. Su tutti i cerchi di un bellissimo nero satinato lucido da 20” con fissaggio monodado centrale, elemento che la accomuna con la sportivissima Turbo S. Frontalmente una “bocca” aggiuntiva per il radiatore la rende più aggressiva, mentre i proiettori sono dei Bi-Xeno oscurati con il Porsche Dynamic Light System (PDLS). L’altra grossa novità riguarda le carreggiate posteriori, allargate di ben 22 mm, che rendono sinuoso il tipico “culone” 911. Ospitano gomme più larghe di 10mm, con delle enormi 305/30 ZR 20 al posteriore, mentre davanti trovano posto due 245/35, sempre ZR 20.

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A completare l’allestimento GTS le classiche scritte, oltre che nella parte posteriore dell’auto, nell’angolo in basso delle due portiere, vicino ai parafanghi anteriori. Le targhette “Targa” sul rollbar infine diventano nere lucide. Oltre all’aspetto, la Targa attuale sa regalare emozioni anche mentre si apre o si chiude il tetto (che a dispetto di un aspetto che lo fa sembrare i tela è di tipo rigido).

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Il meccanismo di apertura infatti è qualcosa che definire coreografico è poco, come altrettanto d’impatto è il movimento del lunotto che permette di accedere allo spazio alle spalle dei due sedili posteriori. Da qui si possono comodamente collocare piccoli oggetti (ma di grande lunghezza, soprattutto a schienali abbattuti) su quella che è una sorta di cappelliera, dove a vettura aperta si ripone il tetto rigido, oltre che accedere ai serbatoi di olio e liquido di raffreddamento. Peccato non poter invece avere accesso al motore, a cui si arriva solo smontando alcune parti di carrozzeria. Un piacere negato, chissà se in futuro tornerà ad essere ammirabile al di fuori degli interventi di officina. Resta anche per la GTS il vincolo che impone di azionare la capote solo a vettura ferma, non tanto per la delicatezza del meccanismo, ma per il fatto che vengano modificati gli ingombri della vettura durante le operazioni di chiusura e riapertura, grazie all’arretramento del lunotto oltre il paraurti posteriore.

Interni: GTS significa sedili sportivi ed alcantara
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Dentro la Targa 4 GTS si riconosce principalmente dai sedili, che sono gli sportivi Plus regolabili in quattro posizioni, con scritta GTS sui poggiatesta. Di serie il pacchetto Sport-Crono con lo strumento al centro della plancia in bella vista, oltre a rivestimenti in alcantara che prendono il posto della pelle, regalandole un sapore più corsaiolo. L’esemplare in prova era oltretutto dotato del pacchetto alcantara (quasi 3.500 euro), che se dal punto di vista estetico è meraviglioso, nel nostro caso grazie anche ad un abbinamento a profili in alluminio nero satinato, espone il volante ad un invecchiamento purtroppo più precoce. Nell’esemplare in prova, con meno di 20 mila chilometri, ad esempio, mostrava già qualche segno di usura. Sempre all’insegna della pignoleria segnaliamo altre due piccole note negative, anche se restiamo nell’ambito della ricerca del pelo nell’uovo. Abbiamo constata in questo esemplare, a differenza delle altre 911 Targa che in passato avevamo già lungamente guidato, degli scricchiolii provenienti dal tetto e dal lunotto a vettura chiusa. Probabilmente il lungo utilizzo tra i cordoli delle piste di questa singola vettura ha inciso non poco, rendendo necessario qualche intervento di regolazione e ripristino. L’ultima nota è l’ormai cronica assenza di un portaoggetti sul tunnel centrale, ricco di tasti tra cui con il tempo diviene un piacere destreggiarsi, ma privo di un “buco” dove poter riporre, ad esempio, il proprio cellulare mentre si guida. Chi ha studiato questa configurazione evidentemente ha deciso che su una vettura sportiva il telefono (come in effetti dovrebbe giustamente essere) vada chiuso nel vano davanti al passeggero, dove infatti si trovano la presa USB e quella 12 volt. Tolte queste piccole lacune, la 911 si conferma la regina della praticità e del comfort. Se pensate che siamo di fronte alla versione più estrema della Targa, che resta comunque perfetta per lunghi viaggi o per andare a fare la spesa al supermercato, capite il perché del successo di questo modello, tanto splendido da guidare in modo dinamico, quanto fruibile nella vita di tutti i giorni. Sono ad esempio due i vani per i bagagli, il principale davanti (in cui noi abbiamo riposto, tanto per portarvi un esempio, 30 bottiglie di acqua da 1,5 litri più due sacchetti della spesa) più quello sotto al lunotto posteriore a cui, come detto, si accede comodamente aprendo il lunotto e che, a tetto chiuso, rappresenta un discreto spazio aggiuntivo.

Comportamento su Strada:

Rating: ★★★★★ 

Una GTS tagliente, ma non eccessivamente aggressiva
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Lo abbiamo accennato nell’introduzione a questa prova, un anno e mezzo fa, alla presentazione della 911 Targa, avevamo avuto impressioni nettamente diverse dopo aver guidato la “4” ed un esemplare di “4S” con Pasm (Porsche Active Suspension Management ) e PDCC (Porsche Dynamic Chassis Control), ovvero sospensioni attive regolabili e compensazione attiva del rollio. La prima l’avevamo trovata sorprendentemente comoda e più “morbida” di ciò che ci si potrebbe aspettare da una Porsche, mentre la seconda decisamente più secca e reattiva. Salendo sulla GTS ci aspettavamo quindi un passo in avanti, sia per la presenza di serie del Pasm con assetto ribassato di 10 mm e tarature specifiche delle sospensioni, oltre al Porsche Torque Vectoring con autobloccante, ma anche per gli interventi sapienti e mirati che sono stati effettuati proprio in funzione dell’handling. In particolare, le modifiche approntate sulla Targa GTS riguardano le carreggiate posteriori allargate (di ben 44 mm in totale), insieme agli pneumatici maggiorati, sia in larghezza che nelle misure dei cerchi, con enormi 20” x 11,5 al posteriore, che calzano addirittura dei 305. La GTS non delude le aspettative ed alla guida regala un gusto incredibile, è rigida e reattiva al punto giusto, intuitiva nelle reazioni quando si guida oltre il limite ad elettronica spenta, a conferma di una bontà telaistica notevole. Rappresenta però al 100% lo spirito Porsche che tanto successo ha portato alla Casa tedesca. Resta infatti la vocazione da gran turismo, perché la 911 Targa 4 GTS non è eccessivamente rigida e impegnativa, per questo ci sono GT3 e la sua più estrema versione RS, realizzate rigorosamente solo sulla base della versione chiusa. In circa 1.500 chilometri percorsi durante la nostra prova non è mai stata fuori contesto, sposandosi perfettamente sia con un week end in montagna che con il tragitto casa – ufficio nel traffico oppure con il giretto a cercare qualche curva per divertirsi. Ci siamo riusciti anche ad effettuare il percorso di abilità sulla neve sotto l’occhio attento degli istruttori della Porsche Sport Driving School durante l’evento di apertura del Porsche sci Club 2015/2016 Sono davvero pochissime le auto ad avere un fascino incredibile, qualità da auto sportiva, ma anche la possibilità di essere fruibili quotidianamente in ogni contesto. Sul fronte freni, anche qui, come tutte le Porsche siamo di fronte ad un’auto che è pronta ad un utilizzo in pista, che quindi su strada non teme nemmeno l’utilizzo più aggressivo che si possa fare. Un impianto, lo ricordiamo, basato su pinze in alluminio monoblocco a 6 pistoncini davanti e 4 dietro, dischi freno ventilati e forati da 340 mm e 330 mm, il tutto coadiuvato da una elettronica che, oltre all’ABS, offre il Porsche Stability Management (PSM), amplificatore della forza frenante a depressione e assistente di frenata. Opzionalmente si possono scegliere anche i PCCB, dischi freno carboceramici.

Motore e Prestazioni:

Rating: ★★★★★ 

Un piacere unico per quella che potrebbe essere l’ultima delle aspirate
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Con il passaggio al turbo anche per la Carrera e Carrera S di recente introduzione (incluse le versioni cabrio), la Targa 4 GTS che abbiamo guidato potrebbe rappresentare l’ultima di una stirpe di auto in via di estinzione. Porsche, lo sappiamo bene, ha saputo portare questo modello attraverso oltre 50 anni di sviluppo tecnologico, mantenendolo fedele a se stesso, ma al passo con i tempi. Sembrava cadesse il mondo quando si è passati al raffreddamento a liquido con la 911 “996”, ora ecco un altro epocale cambiamento, con l’abbandono del motore atmosferico. Un obbligo dettato dalle esigenze su emissioni e consumi, ottenuto con un propulsore che conserva gran parte delle sue peculiarità, ma è innegabile che qualche rinuncia l’abbia imposta. Allora noi ci siamo goduti il flat-six della Targa GTS che rappresenta forse il canto del cigno dei propulsori aspirati per la 911. Il 3.8 litri raggiunge qui la potenza di 430 cavalli (sono 350 sul Targa 4 e 400 sul “4S”), erogati a 7.500 giri. Anche la coppia non è da meno, con ben 440 Nm a 5.750 giri. L’accresciuta potenza consente alla 911 Targa 4 GTS di sorpassare la soglia dei 300 Km/h di velocità massima (301 per la precisione) e, con il launch control abbinato all’opzione Sport Plus, di bruciare in 4,3 secondi lo 0-100 Km/h (mezzo secondo in meno di un “4S”). La GTS non giova di un mero aggiornamento a livello di elettronica, ma di interventi sostanziali, che includono un nuovo impianto di aspirazione a risonanza variabile ed uno specifico albero a camme con un diverso profilo. Il Powerkit da 30 cavalli è infatti il medesimo ottenibile sulla “4S” per il non irrisorio costo di 14 mila euro, giustificando così oltre ogni ragionevole dubbio i circa 13 mila euro in più del listino della GTS, che offre un pacchetto di opzioni aggiuntive ad un prezzo scontato non di poco. Con queste modifiche il 6 cilindri guadagna ai regimi medio alti, senza perdere la sua proverbiale elasticità in basso. Se poi si sceglie la trasmissione automatica in sostituzione del manuale a 7 rapporti, la 911 incrementa la sua vocazione di auto sportiva che sa essere fruibile e comoda nella guida di tutti i giorni. Il comfort di guida infatti sale, nel traffico come in autostrada, dove rilasciando l’acceleratore si veleggia, con il cambio che disinserisce la marcia, ma le prestazioni sono migliori di quelle della trasmissione manuale. Sono 20 i kg aggiuntivi (1580 totali) per la 911 Targa 4 GTS abbinata al PDK 7 marce. Curioso, anche se non così stravagante, che la settima sia di riposo e non venga quindi utilizzata se si impostata la Targa GTS in Sport Plus. Modalità con la quale, oltre ad ottenere una diversa configurazione dei parametri di elettronica, servosterzo e sospensioni, si apre anche la valvola sullo scarico, regalando un sound da pelle d’oca. Valvola che è comunque comandabile anche in modo separato con un tasto dedicato sulla console centrale.

Consumi e Costi:

Rating: ★★★½☆ 

Il fascino ed il piacere di guida si pagano oltre 140 mila euro
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La Porsche 911 Targa 4 GTS ha un prezzo decisamente impegnativo, visto che con gli optional montati su questo esemplare si passa la soglia dei 150 mila euro, ma non è una richiesta esagerata, se guardiamo più attentamente il listino. Sono infatti circa 13 mila euro in più di un Targa 4S, da cui però differisce per non pochi elementi “di sostanza”, come abbiamo visto. La 911 Targa, disponibile in tre versioni tutte a trazione integrale, parte da 113 mila euro circa, sale a quota 128 mila per la “4S”, mentre la Targa 4 GTS sfiora i 142 mila euro. Alla luce del propulsore da 430 cavalli e di una dotazione di serie che include tra l’altro il pacchetto Sport Chrono, sospensioni regolabili Pasm, cerchi da 20″ con attacco monodado e scarico sportivo, non è regalata, ma vale sicuramente tutta la differenza con la “4S”. Se pensate che auto di questo tipo siano assetate di benzina, sbagliate di grosso. Durante il nostro test abbiamo rilevato consumi intorno ai 7 Km/l con una guida decisamente sportiva, mentre quando ci si gode il comfort che è in grado di regalare questa vettura, viaggiando più rilassati, non è per nulla difficile avvicinarsi alla soglia dei 10 con un litro, vicinissimo al dato dichiarato nel ciclo combinato, che è di 9,2 L/100 Km. A fine prova la nostra media si era attestata intorno ai 9 Km/l, risultato degno di nota per il tipo di vettura.

Pro e Contro

Ci PiaceNon Ci Piace
Una tra le nostre 5 auto preferite, sportiva, ma fruibile, forse il miglior compromesso possibileQualche scricchiolio a tetto chiuso, prezzo impegnativo.

Porsche 911 Targa 4 GTS: la Pagella di Motorionline

Motore:★★★★★ 
Accelerazione:★★★★★ 
Ripresa:★★★★★ 
Cambio:★★★★★ 
Frenata:★★★★★ 
Sterzo:★★★★★ 
Tenuta di Strada:★★★★★ 
Comfort:★★★★½ 
Infotainment:★★★★½ 
Abitabilità:★★★★☆ 
Bagagliaio:★★★½☆ 
Posizione di guida:★★★★★ 
Dotazione:★★★★½ 
Prezzo:★★★½☆ 
Design:★★★★★ 
Finitura★★★★★ 
Piacere di guida:★★★★★ 
Consumi:★★★★☆ 

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