Museo Storico Alfa Romeo: vivere la leggenda

Un viaggio nel tempo fra stupore e meraviglia

Finalmente anche Alfa Romeo torna ad avere il suo museo storico. Una struttura notevole che riesce ad appassionare anche il più disinteressato al mondo dei motori. Con questo articolo, speriamo di riuscire ad avvolgervi nella magia vissuta durante la nostra visita.

Conoscete la differenza fra stupore e meraviglia? C’è chi dice che siano la stessa cosa, chi copia e incolla lo Zanichelli e chi, invece, si stupisce che sia così difficile arrivare a capire questa differenza.

Spieghiamola in breve: lo stupore è una domanda, la meraviglia è una risposta.

Capita spesso che quando andiamo a visitare un museo conosciamo già gli oggetti esposti: magari li abbiamo studiati prima oppure entrano nell’ambito del nostro lavoro o ancora rappresentano la passione che coltiviamo nel nostro tempo libero.

È un peccato. Perché?

“Se fai una domanda, ti sei già mosso, ti sei avviato verso la risposta. Per questo più l’umanità diventa acculturata, disciplinata ad avere risposte scientifiche più smarrisce il senso di meraviglia” (Lao Tzu, maestro di Confucio).

Calmi! Ciò non vuol dire mica che dobbiamo rimanere capre ignoranti. Però pensateci: immaginate di sapere tutto su… tutto! Non so cosa potrebbe succedere, però una cosa è certa: la vita diventerebbe noiosa.

Quando sono andato al Museo storico Alfa Romeo ho pensato tra me e me: “magari poter dimenticare tutto all’improvviso per poi stupirmi e meravigliarmi di nuovo!”. Questo perché non solo nella mia vita ho letto un sacco di pagine sulla storia del marchio milanese, ma (ovviamente) ho monitorato e tenuto sott’occhio ogni singola novità divulgata nel web riguardo “la rinascita del biscione”.  Compresa l’apertura del nuovo museo di Arese.

Si sa, le domande dell’uomo non finiscono mai…

Se la mission del Museo Storico Alfa Romeo è “custodire la leggenda”, si può dire che il risultato è in linea con le aspettative.
L’entrata è una scalinata completamente avvolta da una struttura rossa, una sorta di macchina del tempo, in grado di riportare il visitatore ai fasti della leggenda Alfa Romeo. Ci si accorge di aver completato il viaggio nel tempo quando, dopo il buio del primo gradino, si viene abbagliati dalla luce che attraversa la finestra affacciata sull’ex pista prove riportata in auge.

L’avventura parte con la sezione “Timeline” e con la prima automobile: la A.L.F.A. (Anonima Lombarda Fabbrica Automobili) 24 HP. L’emozione di poter stare così vicini ad un’auto del genere, l’alba di uno dei marchi automobilistici più gloriosi al mondo, è qualcosa che difficilmente è possibile buttar giù con le parole. Alcune cose vanno vissute.
Oltre alla 24 HP ci sono molte altre opere d’arte esposte sullo stesso piano tra cui l’A.L.F.A. 15 HP Corsa, la 6C 1750 Gran sport (una delle tante auto di Lupin, d’altronde quello dell’Alfa è un marchio molto apprezzato anche in Giappone) ed in particolare consiglio di fermarvi qualche minuto in più su un esemplare di rara bellezza: l’Alfa Romeo 6C 2500 Sport “Freccia d’Oro”, un capolavoro del 1947 dalla forte presenza scenica.

Proseguendo nella timeline si è accompagnati da numerosi pezzi d’arte italiana: la Montreal, la Giulia, fino ad arrivare ad una delle auto più premiate per la sua innovatività quale è la 156, posta al fianco di quella che Jeremy Clarkson definì “the best looking car ever made”, ovvero l’8C competizione.

Timeline è quella che io definisco una sezione di “assaggio”, una infarinatura generale di ciò che Alfa Romeo è capace di creare, il suo know-how, la sua capacità di emozionare le persone. Dopo l’antipasto (quel genere di portata che se non stai attento ti impedisce di godere adeguatamente il resto del pranzo. In soldoni non basta un’ora di visita se siete veri appassionati del marchio) arriva il primo: la sezione “Bellezza”.

Lo sanno tutti: se si tratta di stupire il mondo, noi italiani non abbiamo rivali. Non è nazionalismo, è un dato di fatto dimostrabile semplicemente girando il nostro Paese e incontrando tutte quelle opere che rendono la nostra arte indubbiamente viva.
Il piano “Bellezza” è stato progettato per far rivivere tutto lo stile, lo spirito e l’audacia di quella voglia di stupire che spingeva, allora come oggi, “quelli dell’Alfa” (come li chiamava Enzo Ferrari) a costruire capolavori d’altissimo pregio, capaci di creare invidia al resto della concorrenza.

Momenti da assaporare. Non capita tutti i giorni di poter stare davanti ad una 6C 2500 Super Sport “Villa d’Este”, realizzata in collaborazione con la Touring Superleggera (storica carrozzeria milanese da poco tornata in auge con la realizzazione della Disco Volante su base 8C) e prodotta solo in 36 esemplari.
E come non soffermarsi davanti alle opere di Franco Scaglione? Tra le tante rarità è presente la 2000 Sportiva, una concept coupé dal cuore molto sportivo: era solo l’anno 1954 e con 915 kg di peso e 138 CV sfiorava i 220 km/h!

Si arriva, finalmente, al piano più basso della struttura, preambolo di tutte le “emozioni” di cui abbiamo parlato sinora. Protagonista è il mondo delle corse, fatto di storie, di persone, di ingegno, di tenacia ma soprattutto di passione. Il vero spirito Alfa Romeo pone le sue fondamenta nelle competizioni: assegnare la sezione “Velocità” al piano inferiore è stata una mossa assolutamente vincente.

Dalla 155 V6 TI, con la quale Larini annientò gli avversari nel campionato DTM, per poi proseguire con la leggendaria Alfa Romeo 158 che vinse il primo campionato di F1 nel lontano 1950, anno in cui non tutti erano capaci di raggiungere i 290 km/h. C’è anche l’auto che diede origine al mito del quadrifoglio verde, la RL Targa Florio.
Ma fra tutte c’è lei: prodotta in soli 18 esemplari, più costosa delle Ferrari, Jaguar, Porsche dei suoi tempi (quasi dieci milioni di lire. Per una Ferrari ne bastavano “appena” sei), considerata una delle auto più belle di tutti i tempi. Sì, sto parlando della 33 Stradale, l’ennesimo capolavoro di Franco Scaglione. Un plauso va all’architetto, Benedetto Camerana, che l’ha posizionata in un punto strategico: sembra quasi che quest’auto sia il perno di tutta l’essenza del marchio.

Nel “custodire la leggenda” si è deciso di voler dare un accento esperienziale per vivere al meglio lo spirito Alfa. Così, alla conclusione della visita, è possibile intrattenersi ancora un po’ con il cinema 4D: un’immersione nel mondo delle corse Alfa Romeo dagli albori fino ai brividi scatenati dalla nuova 4C.
L’organizzazione è perfetta e il personale gentilissimo. Anche l’app è degna di lode!

Una volta uscito dal museo ero impaziente e pieno di interrogativi, tutti potenzialmente riassumibili in un’unica, grande domanda: se adesso sto vivendo il momento della “rinascita” dell’Alfa Romeo, cosa dovrò aspettarmi per il futuro? D’un tratto non ci ho pensato più.
Perché avevo capito che “quelli dell’Alfa” sono ancora capaci di stupire.
Ed io non vedo l’ora di essere meravigliato.

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