La Capitale Automobile Service 2016: filtra ottimismo dalla sede di Toyota Italia

Nuova edizione del summit dedicato agli operatori

Si è tenuta presso la sede di Toyota Italia a Roma la nuova edizione de La Capitale Automobile Service, giunta ormai alla quarta edizione. Tra interventi e presentazioni, filtra finalmente un certo ottimismo nei confronti della crescita del mercato dell'auto italiano

Nell’auditorium della sede della Toyota Italia il 5 febbraio si è svolta la 4° edizione de La Capitale Automobile Service, il summit dedicato agli operatori della telematica, del post-vendita, dell’assistenza e della componentistica avanzata. La Toyota a Roma è sita presso un complesso opera di Kenzo Tange, il cui stile architettonico mescola tradizioni orientali con l’uso di materiali romani come il travertino. La bella costruzione comprende anche un laghetto giapponese, che ha ospitato a lungo pesci giapponesi rari e preziosi, fino a quando, i gabbiani nostrani, sembra, ne abbiano fatto incetta. Nella sede è presente anche il magazzino ricambi nazionale della Toyota, il quale, è gestito con criteri all’avanguardia sia per il minimo numero di pezzi e la disponibilità on demand, che per la grande attenzione alla sicurezza e alla organizzazione del lavoro.

Il convegno è stato organizzato dal Centro Studi Fleet&Mobility, il cui direttore Pier Luigi del Viscovo, anche docente di Sistemi di distribuzione presso la LUISS, ha accolto gli ospiti e soprattutto offerto prospettive nuove ed ottimistiche sul mercato italiano. Sono 29,4 i miliardi di euro spesi in Italia nel 2015 per acquistare nuove automobili, 4,0 miliardi in più del 2014. Il 62% degli acquisti (pari a quasi 18,2 miliardi) è stato effettuato dai privati, segmento che include anche le Partite IVA, con un incremento sull’anno precedente di 2,9 miliardi. La domanda dei noleggiatori è aumentata del 18% passando dai 4,9 miliardi del 2014 a oltre 5,8 miliardi del 2015 (+900 milioni di euro di auto acquistate), e rappresenta il 20% del totale. Le società, che coprono il 18% del mercato, hanno acquistato auto per 5,4 miliardi, con una crescita di 200 milioni e con un prezzo medio netto di acquisto pari a 20.563 euro.

Se, finalmente, la crisi sembra in via di superamento, appare evidente quante novità abbia prodotto nella articolazione del mercato, secondo Del Viscovo, infatti, “La robusta crescita da parte dei privati (+19%) è il segno di una fiducia ritrovata, perché l’auto nuova si acquista quando la prospettiva economica personale è positiva. La crescita di oltre 600 milioni dei noleggi a lungo termine a fronte di una appena modesta ripresa degli acquisti da società, invece – prosegue del Viscovo – è il segno di una migrazione di clientela dall’acquisto/leasing al noleggio, fenomeno che potrebbe intaccare la redditività delle concessionarie, se gestito male dai costruttori e dalle reti”.

All’incontro hanno partecipato numerosi esponenti della filiera del noleggio e della post vendita come Marc Aguettaz di Gipa Italia, Benito De Filippis della Mercedes-Benz, Fabrizio Guidi di Asconauto, Gianluca Ercolani di Nissan, Francesco del Pizzo di Telepass, Valerio Gridelli di Aci Global e molti altri.

In una contingenza che sembra foriera di grandi cambiamenti (dal caso Volkswagen, ai nuovi sviluppi delle auto elettriche, l’arrivo di nuovi player come Google e Apple, l’incertezza riguardo le normative antinquinamento del futuro, in ogni caso il ruolo della rete nella dinamica di acquisto e di conoscenza dei prodotti), una attenta analisi dei dati ha permesso di fare della necessaria chiarezza riguardo il comparto auto. La crisi Volkswagen, ad esempio, ha prodotto un decremento delle vendite solo nell’ottobre 2015, già in novembre le vendite sono riprese segnando valori positivi persino superiori alle medie del mercato.

Le caratteristiche del mercato italiano sono tra l’altro del tutto peculiari, nonostante l’età avanzata del parco macchine e gli alti costi assicurativi in parte addebitabili ad illegalità diffuse nel sud, ebbene il 2016 è iniziato in maniera molto positiva. Ben 188 mila vetture vendute, grazie soprattutto alle campagne promozionali delle case e delle reti, capaci di spingere la domanda. Le auto più anziane, del resto, saranno da sostituire sia per ragioni strutturali che per le esigenze della legislazione antinquinamento. In questo contesto il noleggio ha acquistato un ruolo rilevante e sembra davvero appetibile anche per settori di mercato una volta lontani, come ad esempio le partite IVA. In questo senso giocherà sicuramente un ruolo di primo piano il legislatore se, davvero, sarà capace di politiche fiscali e di incentivi in grado di assecondare le esigenze dei consumatori verso auto più ecologiche e meno inquinanti. Ad esempio persino il bollo della auto a gpl e metano al momento è svincolato da una normativa nazionale, ma è rimesso alla volontà delle regioni. Nel caso del Lazio non vi è alcuna differenza tra auto a benzina e a gpl nella considerazione fiscale, nonostante le due fattispecie siano davvero diversissime quanto ad emissioni.

Il tono e la confidenza dei numerosi relatori autorizzano a nutrire un certo ottimismo riguardo il mercato italiano, che nelle previsioni di UNRAE conterà 1.680.000 vetture vendute nel 2016, 1.720.000 nel 2017 e 1.790.000 nel 2018. Si è spesso riscontrata la necessità di riarticolare le politiche di marketing, mettendo in evidenza il ruolo cruciale delle concessionarie non solo per la vendita delle vetture, ma specialmente per l’assistenza post-vendita, in cui il ruolo del concessionario può essere davvero cruciale nell’orientare al meglio le scelte del consumatore. Alla fine di questo lungo periodo di crisi il numero delle concessionarie si è ridotto, ed i servizi richiesti dai consumatori probabilmente sono cresciuti in quantità e qualità.

Graditissimo fuori programma è stato l’intervento di Eugenio Razelli, ex amministratore delegato di Magneti Marelli e presidente dell’Anfia (l’associazione dei costruttori automobilistici italiani). Tradizionalmente una posizione di vertice come quella di Razelli permette un punto di vista privilegiato sull’industria automotive, si legge ancora con piacere il libro scritto da Giorgio Garuzzo Fiat: i segreti di un’epoca, un altro ingegnere che ha ricoperto incarichi di rilievo nell’industria automobilistica nazionale. Razelli ha confermato i grandi cambiamenti nell’industria automotive e la necessaria spinta verso le nuove tecnologie, e la presenza di nuovi grandi player capaci di forti investimenti avrà inevitabilmente conseguenze di rilievo nella stessa identità di prodotto dell’auto nei prossimi 10-15 anni.

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