Dacia Sandero Stepway, ti porta dove vuoi senza chiedere molto [PROVA SU STRADA]

Parca nei consumi e nel prezzo, offre anche una ricca dotazione

Una macchina che chiede poco ed in compenso da offrire ha tanto, che si è rinnovata nella linea, negli interni e nella meccanica per piacere di più al pubblico ma senza per questo stravolgere la sua essenza. La Dacia Sandero Stepway è rialzata di 10 cm rispetto al modello base e con la trazione interiore promette di percorrere anche sentieri sterrati non troppo impegnativi, ma nella nostra prova si è dimostrata adatta anche agli asfalti di tutti i giorni. Con il 1.5 diesel da 90 CV non ha uno sprint eccezionale, ma con la modalità ECO sa certamente portare lontano.

Dacia Sandero Stepway 1.5 dCi Prestige – Forse qualche anno fa potevamo definirla una vera low cost, ma le intenzioni che il marchio di proprietà Renault sta mostrando sono davvero improntate a togliersi questo appellativo, tante volte fastidioso sia per il nome stesso che per l’acquirente. Quella della nostra prova è la versione aggiornata della “rialzata” Sandero, giunta nel 2012 con importanti aggiornamenti, fuori e dentro. Il motore in dotazione per la nostra prova su strada è stato il 1.5 dCi, dimostratosi parsimonioso nei percorsi da noi scelti ma non esente da imperfezioni, come andremo spiegando. L’unica dotazione disponibile è la Prestige e possiamo dire che non fa rimpiangere quasi nulla (intervengono poi gli optional qualora si voglia aggiungere qualcosa). Si è dimostrata adatta a qualsiasi tipo di terreno: dall’asfalto autostradale al terriccio delle campagne non ha mai dato segno di stanchezza.  Per finire un prezzo davvero invitante che strizza l’occhiolino a tutti, partendo da un pubblico giovanile.

Design e interni:

Rating: ★★★½☆ 

È più personale grazie a tanti piccoli dettagli

La Stepway ha una linea semplice ma personale, più decisa rispetto al modello “da sola città”. L’assetto rialzato da terra fa sì che si notino i rinforzi che da sotto la scocca spuntano fuori da davanti e dietro (sono di plastica ma colorati per essere simili all’alluminio), cui si aggiungono i rinforzi di colore nero lungo i passaruota e nei sottoporta. Il frontale ridisegnato ospita al centro il logo, da cui si prolungano due baffi cromati che si collegano ai fari. I fendinebbia, gli specchietti e le barre sul tetto sono bicolore e nel complesso rendono la vettura più armoniosa. I suoi 408 centimetri di lunghezza (+2 rispetto alla Sandero) la rendono agevole da guidare e da parcheggiare, la larghezza di 176 centimetri (+3) e l’altezza di 162 (+10) la fanno apparire di primo impatto più grande di quanto non sia, donandole quel carattere da offroad che serve. A contributo di ciò anche i cerchi in lega da 16” 195/60 a cinque razze (di serie) danno una mano a confermare l’aspetto robusto ricercato. La fiancata è leggermente scavata nella parte bassa e spezza un po’ la monotonia, sulle portiere davanti è presente la scritta “Stepway” per differenziarla ulteriormente dalla sorella; peccato per le maniglie delle porte, in semplice plastica nera non hanno un aspetto robusto ed al momento dell’apertura sono molto leggere. Dietro i fari hanno una forma quasi squadrata, mentre al centro del portellone si ritrova il logo Dacia e poco più sotto il poco originale pulsante per l’apertura del baule.

Interni: è pratica ed economica, di certo non povera

L’accessibilità per la Stepway risulta essere molto buona davanti e dietro. I sedili presentano un tema dedicato e ripropongono la scritta “Stepway” davanti, risultano piuttosto comodi (nelle lunghe percorrenze) e contenitivi  (lungo le strade tortuose), decisamente meglio di auto di categorie superiori – una vera sorpresa. In generale le plastiche scelte risultano essere piuttosto dure al tatto, anche quelle per la plancia. Fortunatamente si alternano quelle ruvide a quelle lisce e sono presenti delle cornici di plastica satinata o cromate ad impreziosire l’abitacolo. L’assemblaggio complessivamente è accettabile. Il volante in pelle, di serie (così come la leva del cambio), è abbastanza largo ma poco spesso nell’impugnatura e regolabile solo in altezza. In compenso il sedile è regolabile in profondità, altezza e reclinazione. Il quadro strumenti è semplice e ben leggibile: al centro il contachilometri, a sinistra l’indicatore del numero di giri mentre a destra un piccolo schermo LCD indica il livello del carburante e funge da computer di bordo. Il pulsante sull’indicatore destro permette di cambiare tra le varie funzioni, ma ci sembra uno spreco che tutto quello spazio consenta di visualizzare una sola informazione per volta. Una mancanza importante è l’assenza di un indicatore della temperatura motore. Al centro della plancia si trova lo schermo touchscreen del sistema infotainment MEDIA NAV, di serie: risponde bene al tocco ed è intuitivo, contiene tutte le funzioni tra cui navigatore e Bluetooth per connettere il proprio smartphone (l’audio nelle chiamate è buono), dispone di ingresso AUX e USB, niente lettore CD. I comandi al volante sono posti sotto l’indicatore destro, bisogna farci l’abitudine in quanto inizialmente distraggono.  Il climatizzatore manuale è subito sotto lo schermo e risulta anch’esso pratico.  Ancora più sotto i comandi per i finestrini – questi davvero scomodi, perché non montarli sulle portiere? – e per attivare il cruise control: molto utile per le autostrade, trovarlo sulla Stepway rappresenta un “plus” rispetto ad auto del suo stesso segmento che lo offrono come optional (e pure a caro prezzo). Diverse le tasche portaoggetti e portabottiglie davanti, il cassetto dal lato guidatore è davvero grande ma non ha la luce.  Anche dietro l’abitabilità non è niente male e di spazio per le gambe ce n’è, due adulti viaggiano comodamente, tre è meglio solo se per brevi tratti. Il baule è un altro punto forte della Stepway: 320 litri che diventano 1200 a schienali abbassati, peccato per il pulsante d’apertura, un po’ rozzo e lontano dalla presa d’apertura. Inoltre lo “scalino” di 15 centimetri creato dalla carrozzeria non aiuta se si devono caricare oggetti pesanti.

Comportamento su strada:

Rating: ★★★½☆ 

È agile, ma non chiedetele di correre

Pur essendo più alta dalla versione di serie la Stepway non ha la trazione integrale, mantenendo quella anteriore, riuscendo a dare subito sicurezza alla guida: in città gli spostamenti non sono un problema, ma il volante poteva essere reso un po’ più leggero almeno nelle fasi di parcheggio. Un peccato anche non aver avuto i sensori di parcheggio: il lunotto posteriore non offre grande visibilità in ogni situazione; ad ogni modo è possibile richiederli come optional (250 euro posteriori, 145 anteriori),  ve li consigliamo se vi muovete molto nella “giungla urbana”. Per quanto riguarda le sospensioni sono ben tarate per affrontare le curve (il rollio è basso) mentre nell’assorbire le buche o affrontare i dossi non risultano sempre efficaci, potevano essere un po’ più morbide. Nel misto si destreggia impostando bene le curve a media velocità, oltre il volante tende a perdere precisione ma non si ha mai la sensazione di perdere il veicolo, merito delle gomme da 16” 195/60. In autostrada la velocità da codice si raggiunge senza troppa fatica, in compenso i rumori creati dal vento sulla carrozzeria sono un po’ fastidiosi, abbiamo rilevato che una velocità intorno ai 110 km/h invece è più consona alla Stepway, che in quanto ad insonorizzazione non è messa poi così male. Le ripartenze non sono il suo forte, specialmente quando il propulsore tira in basso, ma grazie all’indicatore del cambio marcia (appare sul cruscotto in verde) diventa tutto un po’ più semplice. Se poi decidete di inserire la modalità “ECO” (il pulsante si trova alla sinistra del guidatore, leggermente nascosto dal volante), sappiate prenderla con più calma appena diventa verde o avete bisogno di più potenza in salita, verrete ripagati in termini di consumi. La frenata è ben modulabile ed il fatto che dietro si abbiano dei freni a tamburo non crea alcun problema in nessuna situazione.

Motore e prestazioni:

Rating: ★★★½☆ 

Il 1.5 diesel ha la giusta dose di potenza se tenuto su di giri

Il propulsore di origine Renault da 1461 cm3 è nuovo ed aggiornato secondo le normative Euro 6. I 90 cavalli a 3750 giri/min che sviluppa e la coppia di 220 Nm a 1500 giri/min richiedono un bel po’ prima di esprimersi appieno, ciononostante la vettura non risulta mai ferma e risponde abbastanza prontamente se si preme sul pedale. La punta massima dichiarata di 167 km/h ci è sembrata raggiungibile, sebbene occorra un lungo lancio, così come i secondi per coprire lo 0-100 km/h: 11,8. Il cambio a cinque marce è abbastanza fluido negli innesti ma occorre tenere un numero di giri sufficientemente alto, nella fascia 1500-2000, se non si vogliono sentire fastidiosi rumori e soprattutto una lenta risposta; se si tenta una guida più sportiva diventa invece più ruvido ed impreciso. Inoltre a vettura ferma le vibrazioni si sentono un po’ troppo, ma non è colpa del propulsore in quanto, come abbiamo poi rilevato, il cofano è risultato essere un po’ ballerino e poco insonorizzato. Le emissioni di CO2 sono di 105 g/km, pertanto la Stepway si dimostra anche Eco-friendly. Inserendo il cruise control (i comandi si trovano al volante) il motore risponde prontamente sia all’aumentare che al diminuire della velocità, che viene mostrata nel display del quadrante in modo chiaro e preciso.

Consumi e costi:

Rating: ★★★★½ 

A poco più di 13mila euro difficile chiedere di più (e consumare di meno)

Partiamo subito con il prezzo della versione da noi provata: 13.550 € con iva e messa su strada incluse. E di tutte le cose che vi abbiamo elencato precedentemente non vi era neanche un optional in più montato, tutto di serie. Come vi abbiamo detto sono consigliati i sensori di parcheggio mentre se desiderate la vernice metallizzata dovrete sborsare 500 euro. Parlando di consumi la Stepway ci ha davvero fatti felici: 5,7 litri richiesti per percorrere 100 chilometri ci ha detto il computer di bordo, ossia 17,5 km con 1 litro di carburante. Per essere certi del dato abbiamo studiato un percorso di 200 chilometri tra città, percorsi extraurbani e brevi tratti autostradali. In città, con continui stop e ripartenze ovviamente il consumo sale e si sente la mancanza di un dispositivo Start&Stop, ma ad ogni modo grazie alla funzione ECO2, disponibile solo per la versione diesel, si risparmia qualcosa a discapito dello sprint in partenza. Ovviamente poi si recupera negli altri tratti ed il benzinaio alla fine si vede anche poche volte, specialmente se si opta per il pieno (l’autonomia è di ben 1315 chilometri). In definitiva la Sandero Stepway 1.5 dCi Prestige sa coniugare personalità, una ricca dotazione e bassi consumi ad un prezzo davvero onesto, non pretende di sfrecciare lungo le strade ma sa essere la giusta compagna di mille avventure, ovunque vogliate andare, ogni giorno.

Pro e Contro

Ci PiaceNon Ci Piace
Ricca dotazione, bassi consumi.Sospensioni rigide, rumorosità ai bassi regimi.

Dacia Sandero Stepway 1.5dCi Prestige: la Pagella di Motorionline

Motore:★★★½☆ 
Ripresa:★★★½☆ 
Cambio:★★★★☆ 
Frenata:★★★★☆ 
Sterzo:★★★½☆ 
Tenuta di Strada:★★★★☆ 
Comfort:★★★½☆ 
Posizione di guida:★★★★☆ 
Dotazione:★★★★½ 
Qualità/Prezzo:★★★★☆ 
Design:★★★½☆ 
Consumi:★★★★★ 

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    4 commenti

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    • orazio adolfo ha detto:

      la tengo d’occhio e una macchina la Sandero che ha molte virtù,fra le quali la qualità/prezzo.

    • Giuseppe ha detto:

      La versione 1.5dci 90 cv Prestige non ha i cerchi in lega ma i copri cerchi in plastica che grazie ai cerchioni con i fori corrispondenti danno l’effetto cerchio in lega (sono quelli della vettura in foto e di tutte le STEP che vedete in giro). Le misure degli pneumatici inoltre sono 205/55 R16.

    • Alberto ha detto:

      Confermo la misura delle gomme e i copricerchi in plastica.
      L’ho provata: le plastiche non sono affatto male….sicuramente non al di sotto della media!
      Il motore confermo sia molto parsimonioso, benché non “seduto”.

    • Paolo ha detto:

      …. beh! Mi avete convinto…….

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