Jeep Cherokee, faccia “ibrida” e contenuti moderni [PROVA SU STRADA]

Un frontale che non lascia indifferenti per il SUV Made in…Italy

Motore concepito e costruito in Italia per il fuoristrada americano, look che taglia in parte con il passato e si ripropone con forti tocchi moderni. L’abbiamo provata con l’ultima arrivata delle motorizzazioni ed il 9 marce ZF.

Jeep Cherokee 2.2 MJT II 200 CV 4WD Aut. Limited – Stupisce inizialmente, questo è una certezza. Merito (o colpa) di un frontale che fonde concetti legati alla storia, come la calandra con i 7 elementi cromati verticali, ad altri molto più moderni, come i fari larghi e sottili che rientrano nell’accresciuta importanza che è stata destinata all’aerodinamica. Oltre alle linee il Cherokee di recente introduzione è una svolta verso il SUV, anche se mantiene un’anima da vero fuoristrada. Migliora per qualità, anche se qualche plastica rigida fa ricordare che siamo su una Jeep, mentre la tecnologia a bordo evolve come sulle migliori berline. Non rinnega però le origini, perché se la guida su asfalto diventa il suo habitat sempre più naturale, restano le doti fuoristradistiche che con la gran parte dei SUV nemmeno si possono immaginare. Abbiamo testato il nuovo 2.2 litri MJT, che si è rivelata di gran lunga l’unità migliore (anche sul fronte costi / benefici), tra quelle disponibili.

Design e Interni:

Rating: ★★★★☆ 

Moderna ed equilibrata, con un frontale che deve piacere
Jeep_Cherokee-Pss_2016_estetica

Il cambiamento è ben evidente anche a guardarla da fuori, dove la tradizione si fonde con concetti un tempo sconosciuti. La Cherokee ha infatti ceduto alle linee tondeggianti ed all’attenzione all’aerodinamica. L’elemento più di carattere sono i gruppi ottici anteriori, sottili ed allungati, grazie ai quali il muso è più basso e la calandra quindi piegata all’indietro. Per alcuni le due anime di questa porzione della vettura fanno a pugni tra di loro, con l’identità Jeep che per gran parte delle forme resta fedele a se stessa, grazie certamente alla mascherina con i 7 elementi verticali cromati, ma anche la parte bassa del frontale “di presenza”, come ci si aspetta da questo modello. Di certo non le manca il carattere e dopo averci “fatto l’occhio” la si apprezza per il fatto di non essere allineata con il look di nessun’altra vettura. Il tre quarti posteriore è invece molto meno stravagante, moderno e ben curato, con la vetratura che si assottiglia per dar slancio alla linea, il classico fascione in plastica nera nella parte bassa dell’auto e senza eccessivi fronzoli. I passaruota squadrati sono un omaggio allo stile di Casa, in particolar modo richiamano modelli come la Wrangler. Linee pulite e semplici, con una coda tronca e molto verticale, gruppi ottici sottili ed allungati (questi sono però meno estrosi di quelli anteriori) e due elementi che sottolineano la sua sportività. Ci riferiamo allo spoiler sopra il lunotto ed agli scarichi squadrati incastonati ai due lati inferiori del paraurti. Dissimula bene le sue dimensioni, perché da fuori non sembra affatto un’auto da 4,6 per 1,85 metri, alta 1,67, mentre da dentro la sensazione è molto simile a quella che si ha al volante della sorella maggiore Grand Cherokee.

Interno: Un po’ Renegade, un po’ Grand Cherokee
Jeep_Cherokee-Pss_2016_interni

Dentro, lo abbiamo appena detto, la Cherokee dà tutta un’altra impressione di quella che si prova guardandola da fuori. Lo diciamo in senso positivo, perché, almeno dal nostro punto di vista, una Jeep la si sceglie anche per questo. Per la “voglia di dominare il mondo”, con quel sapore yankee che ha il mettersi al volante di una vettura come questa. Provate a salire prima sulla 500X e poi sulla Renegade, la principale differenza, malgrado il pianale sia lo stesso e le dimensioni siano similari, è che la seconda sembri grande il doppio, imponente e massiccia. Dal punto di vista del design e della qualità dei materiali, la Cherokee prende alcuni elementi della sorella minore, altri di quella maggiore. Così troviamo alcuni dettagli già visti sulla Renegade, come il “Since 1941” sul volante o la CJ stilizzata sul bordo inferiore del parabrezza, alcune plastiche rigide sulla parte alta dell’interno delle porte e della plancia, ma anche altri dettagli di qualità maggiore e finiture accurate come sull’ammiraglia di Casa Jeep. Lo spazio e l’abitabilità sono molto buoni, così come degno di nota è il nuovo infotainment, il sistema Uconnect con un grande schermo touchscreen da 8,4″. Pratici i molti vani portaoggetti, incluso quello nella parte alta della plancia per riporre gli occhiali da sole ed oggetti di piccole dimensioni. Ben curati i portabottiglie con bordo illuminato sul tunnel centrale. Come detto l’abitabilità è ottima, anche per chi siede dietro, a patto di tenere il divanetto “tutto indietro”. La scelta di renderlo scorrevole è utile, soprattutto per dar spazio ai bagagli, che in configurazione standard non ne hanno granché. La capacità parte infatti da meno di quella di una segmento C qualsiasi, con 412 litri fino alla cappelliera. Si tratta di una “quota base” a cui si vanno a sommare i 70 litri sotto al pianale, che ha la peculiarità di allineare il vano al livello dell’apertura, sono poi quasi 200 gli ulteriori litri a disposizione se si decide di riempire il bagagliaio a tutta altezza. Se poi il divanetto posteriore viene fatto avanzare si guadagnano quasi 90 litri di capacità (500 dai 412 di partenza).

Comportamento su Strada:

Rating: ★★★★☆ 

Comfort su strada, quasi inarrestabile fuoristrada
Jeep_Cherokee-Pss_2016_guida

Ad un’auto come la Jeep Cherokee non si chiedono doti dinamiche esuberanti, sembra una evidenza, ma in un contesto in cui i SUV sono sempre più allineati alle berline per prestazioni e guida, non lo è più così tanto. Chi sceglie Jeep però predilige fondamentalmente altri due aspetti, il comfort e la possibilità di affrontare senza timori, se non un percorso in fuoristrada, almeno una strada di montagna copiosamente innevata. Sul fronte comfort qui non manca praticamente nulla. In allestimento Limited la tecnologia e la dotazione sono molto ricche, incluso un impianto audio con 9 altoparlanti, subwoofer ed amplificatore da 506 Watt ed il caricabatterie wireless per smartphone! Nella guida la sicurezza attiva e passiva sono davvero ai massimi livelli, troviamo infatti ben 70 (!!) sistemi di sicurezza! Ne citiamo solo alcuni, come un sistema anticollisione con frenata automatica, il TCS (Controllo elettronico della trazione), il cruise control utilizzabile sia in modo attivo che “normale” con due comandi separati, ma anche l’assistenza in parcheggio con sensori e telecamera posteriore, l’Hill Start Assist, il Line Assist e molto altro. La silenziosità è buona, anche perché il motore, con il cambio a nove rapporti, a velocità autostradale gira molto basso, a circa 1.700 giri. Proprio in autostrada emerge un piccolo difetto, con la gestione delle cambiate eccessivamente “nervosa”, anche mettendo la leva sulla posizione manuale. Il software scala uno o più rapporti appena si scende sotto i 1.500 giri, quando la coppia del propulsore consentirebbe di evitarlo, a vantaggio del comfort. Nelle riaccelerazioni gestite dal cruise attivo invece la velocità viene così riacquistata prontamente, quando il tutto potrebbe essere più “morbido”. La piattaforma del Cherokee è un altro elemento, oltre al motore, made in Italy. La “CUS-wide” è infatti la medesima della Giulietta, qui in versione allungata. Le sospensioni sono tarate per assorbire le asperità mantenendo il comfort a bordo elevato.

Jeep_Cherokee-Pss_2016_lathuile

Nel nostro test abbiamo anche portato la Cherokee da Milano a La Thuile e ritorno, mettendola alla prova in vari contesti, tra loro molto eterogenei. Che sia comoda lo abbiamo apprezzato sia nella tratta cittadina che nel trasferimento autostradale. Quando la strada si è fatta più tortuosa il rollio sulle curve si è fatto notare, ma non è eccessivo, soprattutto considerando la stazza e l’altezza della vettura. Abbiamo anche avuto il piacere di metterla alla prova con una copiosa nevicata, verificando la bontà della trasmissione integrale Active Drive, a controllo elettronico con il Selec-Terrain a 4 modalità: Auto, Snow, Sport, Sand/Mud. Normalmente si usa sempre in Auto e già così l’elettronica è in grado di gestire ogni situazione. La Sport è utile quando si vuole mantenere bassa la marcia e alto il regime, ad esempio scendendo da una strada ricca di tornanti, mentre la Snow rende tutto più dolce, evitando il più possibile perdite di aderenza su fondi scivolosi. Anche eliminando i controlli elettronici la Cherokee resta tendenzialmente neutra. Nemmeno esagerando in ingresso curva è sottosterzante come ci saremmo aspettati, mentre in uscita il sovrasterzo è solo accennato, mai esagerato. Lo abbiamo provato anche percorrendo il tracciato con neve e ghiaccio di La Thuile, utilizzato abitualmente per specifici corsi di guida. Qui qualche bella derapata siamo riusciti a farla, ma è impressionante quanto sia sempre tutto sotto controllo. Merito della trazione integrale, ma non solo. La Cherokee, però qui non abbiamo avuto modo di sperimentarlo, è in grado di guadare fino ad una profondità dell’acqua di 48 cm, tanto per ribadire la differenza con un altro SUV “normale”.

Motore e Prestazioni:

Rating: ★★★★☆ 

Il nuovo 2.2 litri è tutto nuovo e perfetto per la Cherokee
Jeep_Cherokee-Pss_2016_motore

In un’epoca in cui telai e motori sono sempre più a fattor comune tra vari modelli delle Case automobilistiche, spesso anche condivisi tra le varie Case con accordi e partnership, stupisce la scelta di sviluppare una unità ad hoc per quest’auto. Non si tratta infatti del 2.2 litri della VM che sarà utilizzato sulla Giulia, ma di un propulsore completamente diverso. Progettato e costruito in Italia, a Pratola Serra (AV), manda in pensione il 2 litri, da cui deriva, nella versione da 170 cavalli. Resta in produzione solo l’entry level da 140 cavalli. Le differenze sono molto corpose, ben oltre quello che i 200 cc in più potrebbero far pensare. Nuova la testata, che funziona con un common rail la cui pressione sale fino a raggiungere i 2.000 bar, che gestisce ben otto iniezioni di gasolio ad ogni ciclo. Declinato in due step di potenza, 185 e questo 200 cavalli, erogati a 3.500 giri, prende importanti vantaggi dal 2 litri sul fronte coppia. Entrambe le versioni arrivano infatti a ben 440 Nm di coppia massima erogata a 2.500 giri, contro i 350 dell’unità di partenza (un incremento di oltre il 25%). Merito dell’accresciuta cilindrata, con 2.184 cc ottenuti modificando sia l’alesaggio che la corsa, del nuovo sistema common rail, ma anche di tante altre novità, inclusa una nuova turbina a geometria variabile. Uno dei motivi per cui non si è scelto di optare il VM di pari cilindrata è legato anche all’uso specifico di questa unità, votata all’offroad. Un particolare sistema di aspirazione la protegge dall’acqua e consente quei 48 cm di guado di cui abbiamo parlato, mentre grazie alla pompa ed alla circolazione dell’olio appositamente studiate, può funzionare ad inclinazioni longitudinali del 60% e trasversali del 45. Si tratta naturalmente di un propulsore Euro6 con una grossa attenzione anche ai consumi ed alle emissioni. L’alternatore, ad esempio, funziona normalmente solo in rilascio ed in frenata, evitando inutili assorbimenti di energia. Il cambio ZF a nove marce, unico abbinamento possibile con questa motorizzazione, qui lavora finalmente in modo ottimale. Sarà merito dell’accresciuta coppia e cilindrata, ma ci è piaciuto molto di più delle precedenti esperienze con Renegade e 500X. Il funzionamento è qui più fluido ed aumenta il comfort a bordo, ma anche più veloce quando si cercano le prestazioni. Queste ultime sono di tutto rispetto, perché le oltre 2 tonnellate in ordine di marcia (sono 1.953 i Kg a vuoto) vengono portate a spasso staccando uno 0 – 100 in 8,8 secondi ed una velocità massima di 201 Km/h.

Consumi e Costi:

Rating: ★★★★☆ 

Buoni i consumi, soprattutto considerata la stazza, molto completa la Limited
Jeep_Cherokee-Pss_2016_chiusura

Lo abbiamo accennato, il 2.2 litri a 130 Km/h gira in 9° marcia ad appena 1.700 giri. Anche questo incide in modo positivo sui consumi, che alla fine della nostra prova si sono assestati intorno ai 12,5 Km con un litro come valore medio. Si riesce infatti a scendere sotto gli 8 L/100 Km, a patto di usare il Cherokee lontano dal traffico cittadino, dove la sua stazza si fa sentire ed incide in modo ovviamente negativo sul consumo. Il prezzo per il Cherokee parte appena sotto quota 40.000 euro, per il 2.0 Mjt II 140cv FWD Longitude, per salire via via che si scelgano le versioni a trazione integrale (+ 2.000 euro), l’allestimento Limited (+ 4.600), o altre motorizzazioni. Sul fronte diesel, al 2.0 (unico abbinabile anche alla sola trazione anteriore) si è recentemente affiancato il 2.2 della nostra prova, disponibile in due step di potenza, 185 e 200 cavalli. Il primo parte dai 45.900, il secondo è a listino solo in allestimento Limited da 50.500 e 54.000 euro (Limited +) se lo si sceglie nella versione dotata di ridotte grazie, alla trasmissione Active Drive II. Appena sotto, a quota 53.500 euro, troviamo l’unica Cherokee con motore benzina, la mostruosa 3.2 V6 Pentastar 272cv 4WD Trailhawk, destinata a chi non voglia rinunciare al vero fascino jankee del fuoristrada americano. Entrando nel dettaglio della vettura da noi provata, i 50.500 euro non sono pochi, ma c’è da dire che l’allestimento Limited è davvero molto ricco. Include, tanto per fare qualche esempio, gli interni in pelle, regolazione elettrica del sedile di guida, Uconnect con schermo da 8,4”, navigatore e un impianto audio di ottimo livello, cerchi da 18” e tantissimo altro. Restano esclusi praticamente solo la vernice metallizzata (90 euro) ed il tetto panoramico (1.500).

Il video del nostro primo contatto

[review pros=”Il motore perfetto per quest’auto, spazio e comfort al top, si presta anche all’offroad” cons=”Qualche plastica rigida, capacità di base del bagagliaio un po’ deludente.”]

Jeep Cherokee 2.2 MJT II 200 CV 4WD Aut. Limited: la Pagella di Motorionline

Motore:★★★★☆ 
Accelerazione:★★★★☆ 
Ripresa:★★★★☆ 
Cambio:★★★★☆ 
Frenata:★★★★☆ 
Sterzo:★★★½☆ 
Tenuta di Strada:★★★★☆ 
Comfort:★★★★☆ 
Infotainment:★★★★½ 
Abitabilità:★★★★½ 
Bagagliaio:★★★★☆ 
Posizione di guida:★★★★☆ 
Dotazione:★★★★½ 
Prezzo:★★★★☆ 
Design:★★★★☆ 
Finitura★★★★☆ 
Piacere di guida:★★★½☆ 
Consumi:★★★★☆ 

Scopri le Offerte



    Trova l'auto giusta per te
    Compilando il presente form acconsento a ricevere le informazioni relative ai servizi che mi interessano ai sensi dell’Informativa Privacy
    Leggi altri articoli in Notizie

    Lascia un commento

    1 commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    • lucfont80 ha detto:

      Stanno migliorando i sistemi di infotainment. Sulla foto mi sembra di vedere una versione più grande. Comunque molto figo!

    Articoli correlati