Opel Astra CDTI, un’auto dell’anno di sostanza [PROVA SU STRADA]

Punta senza indugi alla vetta del segmento C, le avversarie sono avvisate

Si è partiti da un progetto completamente nuovo per realizzare un’auto in grado di convincere su tutti i fronti. L’abbiamo provata con una delle motorizzazioni più interessanti, l’1.6 litri diesel da 136 cavalli

Opel ASTRA 1.6 CDTI 136 CV InnovationAuto dell’anno 2016, un premio che fa discutere, che in alcune edizioni ha visto vincere idee più che concetti, ricordiamo il biennio 2011-2012 con la Leaf e la Volt/Ampera, ma anche il secondo e terzo posto della i3 e della Model S due anni fa, tanto per farvi capire che spesso si è voluto votare più per dare una indicazione sul futuro che si vorrebbe, piuttosto che per premiare un risultato realmente acquisito. Almeno a nostro avviso però ha più senso giudicare ciò che è stato realizzato davvero e non tanto la capacità di essere precursori, soprattutto senza avere certezza che tra qualche anno staremo raccontando lo scenario che si sta così ipotizzando. Se le auto elettriche/ibride non avranno la meglio sul “vecchio” propulsore termico, i premi di cui sopra saranno ricordati come quello del 1968 alla NSU Ro 80 dotata di motore Wankel, che ora che sono passati quasi 50 anni, possiamo raccontare come una potenziale innovazione i cui punti deboli hanno però prevalso e tutt’oggi non hanno trovato una soluzione concreta. Pur rispettando il giusto spazio che deve avere l’innovazione tecnologica, in un settore dove gli investimenti in questa direzione sono ingenti, abbiamo quindi apprezzato che quella del 2016 sia stata una edizione che ha visto prevalere un’auto come la nuova Opel Astra, che ci ha saputo convincere nell’utilizzo quotidiano sotto ogni aspetto, ve lo raccontiamo nella nostra prova su strada.

Design e Interni:

 ★★★★☆ 

Tutta nuova, sobria e con tanti assi nella manica
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La nuova Opel Astra, denominata “K “ (per tradizione le generazioni in Casa Opel sono associate ad una lettera e non ad un numero), ha davvero ben poco in comune con la precedente J. Lo si vede in modo evidente fin dal primo sguardo. Nuovo stile, ma soprattutto ogni aspetto è studiato in funzione di ottenere vantaggi pratici. Ad esempio i montanti sono più piccoli e riducono gli angoli morti, sia all’anteriore che al posteriore. Diminuisce la lunghezza di ben 5 centimetri (sono ora 437), al contempo però aumentano l’abitabilità interna (ad esempio +3,5 cm per le gambe dei passeggeri) e lo spazio per i bagagli. L’aerodinamica è studiata per garantire una efficienza molto elevata, il Cx di 0,28 è uno degli assi nella manica per garantire consumi molto bassi. Lo si è ottenuto eliminando il fondo piatto ed in parallelo curando in maniera maniacale i passaggi dell’aria. Il look non è fatto per stupire, non potrebbe essere altrimenti per un’auto che si propone ad una platea che deve essere il più ampia possibile, ma trasuda la volontà di apparire curata e più premium che in passato.

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Non mancano quindi dettagli come la grossa calandra, dove in realtà le aperture sono limitate alla porzione superiore, nella zona delimitata dai listelli orizzontali cromati ce circondano il logo della Casa, oppure i bei fari IntelliLux (optional da 1.300 euro). Si tratta di dispositivi LED Matrix, in grado di adattare il fascio di luce in base alle informazioni rilevate da una telecamera (Opel Eye). Questo garantisce una ottima visibilità, senza infastidire chi è dal lato opposto, con una soluzione che se non è una novità assoluta, era solitamente abbinata ad auto di fascia alta e segmenti superiori a quello dell’Astra. Le nervature sul cofano e sulle fiancate rendono l’aspetto più sportivo, sempre senza eccessi. Passando alla porzione posteriore della vettura troviamo un tetto spiovente ed una coda molto pulita, forse anche troppo. Dal nostro punto di vista è questa la zona dove si poteva osare di più, ma si è preferito privilegiare appunto la pulizia delle linee.

Interni: Grandi passi in avanti in stile e qualità, abbinati a tecnologia al top
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La sua eterna rivale la conosciamo tutti, si chiama Golf ed in passato dalla sua ha sempre avuto un appeal maggiore, almeno dal punto di vista della qualità percepita e dell’immagine. Con la undicesima generazione (avete capito bene, la storia parte dalla Kadett del 1936 ed attraversa ben 80 anni di storia con 24 milioni di vetture prodotte), Opel lancia la sfida proponendosi questa volta sullo stesso livello dell’avversaria, da cui comunque la separa un divario di prezzo di circa il 10%, a pari allestimento. Che la sfida sia più diretta lo si evince soprattutto quando si sale a bordo. Più che in passato la qualità c’è, nei materiali e nelle finiture, lo spazio e l’ergonomia sono al top del suo segmento e la tecnologia non teme il confronto nemmeno con avversarie più blasonate e che si fanno pagare parecchio di più. L’Astra appare sobria dentro, molto buona la qualità, a nostro avviso con la sola eccezione di alcune plastiche lucide, che non ci fanno impazzire. Dal punto di vista tecnologia parleremo sulle pagine di Motorionline di Astra e del CarPlay in un articolo dedicato, per ora possiamo anticiparvi che se avete a disposizione un iPhone è possibile replicare sull’8” pollici della vettura le principali funzionalità, restando connessi anche quando si è a bordo ed in marcia. La medesima cosa si potrà fare a breve anche con Android Auto, per soddisfare l’altra metà del mercato degli Smartphone (ne restano esclusi pochi e rari altri). Altro dettaglio ripreso anche dalla campagna pubblicitaria, l’OnStar, con cui l’auto può essere connessa 365 giorni all’anno e 24 ore su 24 ad un operatore (il costo del servizio è un canone annuale di 99 euro), una sorta di angelo custode che può impostare sul navigatore dell’auto una destinazione, oppure intervenire in caso di SOS, che viene lanciato in automatico dalla vettura in caso di incidente. Come per i fari IntelliLux si tratta di qualcosa di già visto, ma che fa dell’Astra una classe C con elementi oggi comuni alle vetture di lusso. La lista è corposa, oltre agli appena citati OnStar e CarPlay, l’Astra mette a disposizione un HotSpot per connettere i device di tutti gli occupanti dell’auto, il nuovo Intellilink (di base con schermo da 7”, Navi900 con schermo da 8″ sulla più ricca Innovation o in optional sugli altri allestimenti) e molto altro. Per chi siede dietro, ad esempio, sono a disposizione due prese USB, vicino al comando per il riscaldamento dei sedili posteriori. Come accennato il bagagliaio è capiente, soprattutto grazie alla profondità. Sarà meno pratico di quelli con il pianale al medesimo livello dell’accesso, ma lo scalino garantisce una capienza ben superiore a quanto non si possa immaginare prima di aprire il portellone. L’unica nota che ci sentiamo di farle riguarda la regolazione del sedile in uscita con l’opzione “comfort”, che lo sposta indietro allo spegnimento dell’auto, per facilitare la discesa e la risalita in auto. Peccato che non torni da solo in posizione, ma che sia necessario agire richiamando una delle memorie o con il tasto per lo scorrimento.

Comportamento su Strada:

 ★★★★☆ 

Leggera e con una tenuta di strada ottima, l’avremmo preferita più rigida
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Prima di parlarvi della guida, è doverosa una parentesi su un aspetto decisamente importante della nuova Astra. Il peso rispetto alla precedente generazione scende di circa 200 chilogrammi. Questo rappresenta certamente una delle novità più eclatanti, dato che parliamo di una riduzione percentuale in doppia cifra abbondante. Si è fatto un lavoro a 360° che ha coinvolto tutte le componenti dell’auto. Opel dichiara che dal nuovo telaio provengano 50 Kg di risparmio, dalle lamiere ben 77, grazie all’uso di nuove tecnologie per la lavorazione ed acciai più resistenti, 10 Kg ciascuno da motori più piccoli e leggeri (con però prestazioni e consumi migliori), dai sedili e dalle nuove trasmissioni. Continuando si passa poi dall’elettronica (-11 Kg) e dall’impianto di scarico (-4,5). Gli altri quasi 30 Kg che mancano all’appello sono frutto dell’affinamento di tutto il resto della vettura. Il salto in avanti si avvisa anche quando ci si siede dietro al volante, perché il peso di ripercuote (ovviamente) sulla dinamica di guida. La tenuta di strada ottima, anche se abbiamo trovato la taratura delle sospensioni eccessivamente votata al comfort, quindi con un rollio accentuato. Una volta che l’auto è “in appoggio” in curva, è però sorprendente come si riesca ad alzare l’andatura senza metterla in crisi. La sensazione è che tanto rollio la penalizzi nei cambi di direzione, dove la fisica si fa sentire e non è il caso di esagerare troppo, anche se l’elettronica corre sempre a rimediare. Elettronica che è presente in modo corposo, frenata automatica inclusa, fino a 60 Km/h. Dal quadro strumenti si possono anche monitorare dati come la distanza di sicurezza dal veicolo che precede espressa in secondi, oltre alla ripetizione dei segnali stradali, come quelli del limite di velocità, che l’auto legge attraverso la telecamera. La nuova Astra risulta particolarmente comoda, silenziosa ed una perfetta compagna anche nei lunghi viaggi, dove la tecnologia accresce la qualità della vita a bordo.

Motore e Prestazioni:

 ★★★★½ 

Efficienza elevatissima, senza rinunciare al piacere di guida
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La gamma motori con cui è disponibile la nuova Astra è abbastanza vasta: quattro opzioni sia sul fronte benzina che su quello diesel. Nel primo caso sono tre propulsori, con il tre cilindri mille da 105 cavalli, il più tradizionale 1.4 litri da 100 e 150 cavalli ed il più potente 1.6 da ben 200! Per i propulsori a gasolio, oggettivamente i più interessanti per il nostro mercato, il CDTI da 1.6 litri è declinato in 4 step di potenza, da 95 a 160 cavalli, in quest’ultimo caso con doppio turbo. Tra queste due troviamo quelle che saranno probabilmente le due versioni best seller, con il 110 ed il 136 cavalli. Le differenze all’atto dell’acquisto sono abbastanza contenute, visto che tra uno e l’altro si sale di 6-800 euro, a parità di allestimento. Noi abbiamo testato a lungo il 136 cavalli, ma prima delle nostre impressioni di guida, questo propulsore merita una piccola parentesi introduttiva. In questo segmento, fino ad alcuni anni fa, il gruppo GM era rimasto pericolosamente indietro rispetto alla migliore concorrenza. L’1.7 litri aveva una fama di propulsore assetato ed era stato l’ago della bilancia che aveva portato alcuni a preferire appunto vetture della concorrenza. L’introduzione nel 2013 del GM Medium Diesel Engine ha cambiato radicalmente la situazione, essendo una delle migliori unità disponibili attualmente sul mercato. Sviluppato da ingegneri de centro di ricerca GM di Torino, insieme a quelli americani ed ai tedeschi di Opel, viene realizzato in Ungheria. Rappresenta uno step evolutivo davvero importante, con il passaggio all’alluminio (è il primo diesel Opel in lega leggera) e con un processo produttivo che rende fattibile la produzione nello stesso stabilimento dove vede la luce il fratello a benzina di medesima cubatura. Nella guida i vantaggi sono altrettanto corposi e tangibili. Il più importante è indubbiamente quello dell’efficienza, dati alla mano l’Astra da noi provata è stata una delle auto più parche di sempre, citycar incluse, tra quelle che abbiamo guidato. Allo stesso tempo però il piacere di guida non è per nulla sacrificato. L’erogazione è corposa fin dai 1.500 giri circa, a 2.000 arriva la coppia massima di 320 Nm e si fa ancora più pieno. Spinge bene, anche se senza impressionare, fino al regime di potenza massima, a 4.000 giri. La potenza è sufficiente per permettere all’Astra di passare la soglia dei 200 Km/h di velocità massima (205) e di passare da 0 a 100 Km/h in 9,6 secondi. Lo si apprezza per la ottima silenziosità, anche in autostrada, mentre nel range dal minimo ai 1.500 giri, quindi sostanzialmente nella guida cittadina con continue ripartenze da fermo, non è più vuoto di blasonati rivali di cubatura superiore. A nostro personale giudizio, ha infatti una erogazione migliore di alcuni 2 litri. Ottimo il cambio 6 marce, gli innesti sono precisi, ben contrastati e lo sforzo sulla frizione è contenuto.

Consumi e Costi:

 ★★★★★ 

Si parte da 17.600 euro, promozioni escluse, con consumi da lode
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La nuova Astra ha un prezzo “d’attacco” di 17.600 euro in versione 1.4 Ecotec 100cv e cambio 5 marce manuale. Con 2.000 euro in più si passa all’allestimento intermedio, l’Elective, che per tutte le altre motorizzazioni rappresenta il livello d’accesso. Il tre cilindri da un litro e 105 cavalli a pari allestimento, costa 1.000 euro in più, fermandosi a quota 20.600. Per passare al più ricco Innovation servono altri 2.000 euro, mentre per le trasmissioni automatiche ci sono due opzioni, a seconda della motorizzazione: Easytronic robotizzato a 5 rapporti (+700 euro rispetto al manuale a 5 marce), mentre per tutte le motorizzazioni abbinate al 6 marce manuale l’opzione è un automatico a basso attrito (sempre con 6 rapporti, +1.500). 25.600 euro è il prezzo del top di gamma in quanto a potenza, con la 1.6 Turbo SHT 200cv S&S MT6 Innovation, mentre passando ai diesel si parte dai 22.000 del 95 cavalli (Elective), per 800 euro in più di passa a 110 cavalli, con altri 700 si arriva alla 136 cavalli della nostra prova, che però è una Innovation e quindi arriviamo ad un totale di 25.500 euro. Con solamente 600 euro di aggravio si può scegliere l’ultimo arrivato tra i propulsori, il biturbo da 160 cavalli (unico a non prevedere ad oggi l’opzione della trasmissione automatica). Iniezione diretta a 2000 bar e 10 iniezioni possibili per ciclo sono due dei tanti accorgimenti che permettono all’Astra che abbiamo provato di ottenere risultati sorprendenti alla voce consumi. I 3.9 litri per 100 Km del dato dichiarato nel ciclo combinato ci sorprendono meno del dato che abbiamo effettivamente rilevato in quasi 1.000 Km di prova su strada. Siamo sempre rimasti su valori intorno o superiori ai 20 Km/l, valore a cui si attesta il consumo anche a 130 Km/h in autostrada. Anche in città non si scende di molto, nemmeno con una guida poco attenta alla lancetta del carburante. Davvero da lode, siamo di fronte ad una delle eccellenze, se consideriamo il fatto che al giorno d’oggi la concorrenza è così serrata che vetture dello steso segmento solitamente sono allineate nei consumi, con rare eccezioni, in positivo o in negativo. L’Astra da noi provata è una di quelle sorprese che fanno felici quando si deve rifornire.

Pro e Contro

Ci PiaceNon Ci Piace
Qualità, tecnologia e dotazione premium, consumi da record, piacere di guidaAssetto morbido, linea del posteriore un po' anonima.

Opel ASTRA 1.6 CDTI 136 CV Innovation: la Pagella di Motorionline

Motore:★★★★½ 
Accelerazione:★★★★☆ 
Ripresa:★★★★☆ 
Cambio:★★★★½ 
Frenata:★★★★☆ 
Sterzo:★★★★☆ 
Tenuta di Strada:★★★★½ 
Comfort:★★★★½ 
Infotainment:★★★★½ 
Abitabilità:★★★★½ 
Bagagliaio:★★★★½ 
Posizione di guida:★★★★½ 
Dotazione:★★★★½ 
Prezzo:★★★★½ 
Design:★★★★☆ 
Finitura★★★★½ 
Piacere di guida:★★★★☆ 
Consumi:★★★★★ 

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