Suzuki Baleno: spiccata funzionalità in formato compatto [NUOVO CONTATTO]

Stile armonioso e anima ibrida

Suzuki Baleno – Una anticipazione sul test drive della nuova vettura di segmento B della casa giapponese, che presenta un'efficiente motorizzazione ibrida all'interno della propria proposta

Attorniata dal verde della Brianza la livrea della Suzuki Baleno si arricchisce di sfumature di colore, mentre i raggi solari ne accarezzano e rimarcano i dettagli stilistici. Fanno risaltare ad esempio le cromature del frontale, in una sequenza di contrasti esaltata dal motivo luminoso delle luci diurne LED.

Il design della nuova Baleno, firmato dal Centro Stile Suzuki di Torino, è composto da tratti morbidi affiancati a dettagli più netti. Un’impostazione nel complesso semplice ma anche caratterizzante. Una hatchback cinque porte racchiusa sotto i 4 metri di lunghezza, precisamente 3.995 millimetri, per 1.745 mm di larghezza, dotata di uno stile che riesce a distinguerla nel panorama del segmento B grazie alla combinazione delle già citate forme sinuose, legate ad altre ben più secche. Il particolare disegno a V che compone la griglia frontale, inedito all’interno della proposta Suzuki, traccia un collegamento tra i gruppi ottici dal design tagliente alla base ed esaltati dalla ricercato disegno delle luci diurne LED, che ne rimarcano la base. Ideale collegamento rappresentato anche dalle nervature che dalla zona anteriore scorrono verso la zona posteriore.
La compattezza dei fianchi è resa dinamica dalla impostazione sinuosa di passaruota e porte, oltre alla peculiare scelta stilistica di differenziare la colorazione dei montanti anteriori e centrali rispetto al resto della carrozzeria. Più classica ma comunque personale la forma dei gruppi ottici posteriori, ben raccordati a una linea che vanta anche un coefficiente di resistenza aerodinamica pari a 0,299.

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L’abitacolo, a una prima occhiata, risulta subito essenziale e spazioso. Plastiche di buona qualità e modellate con attenzione, assieme a rivestimenti in tessuto e una dotazione tecnologica che coniuga dettagli retrò ad altri più contemporanei, sintetizzano le qualità della nuova Baleno. A fornire un quadro riassuntivo sulla vettura e sull’efficienza del sistema ibrido SHVS (Smart Hybrid Vehicle by Suzuki) provvede uno schermo digitale da 4,2 pollici presente tra i classici indicatori analogici, sormontati da un motivo luminoso blu che dona ulteriore vivacità alla visione. Display che propone, grazie a una grafica semplice e dai cromatismi spumeggianti, una sintesi del sistema ibrido e della quantità di energia elettrica stoccata durante la marcia, ma anche indicazioni più generali sui consumi e sull’autonomia. Al centro della plancia, sopra il tunnel centrale, spicca poi un altro schermo da sette pollici del sistema infotainment firmato da Suzuki, che oltre a implementare diverse funzioni comprende anche i più recenti sistemi di compatibilità per i vari dispositivi mobili. Tornando invece al lato funzionale, uno spazio di 805 mm per le gambe dei passeggeri seduti in seconda fila e un bagagliaio da 355 litri, consentono alla Baleno di essere una delle più generose e confortevoli del rispettivo segmento.

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La nuova compatta di Suzuki è stata realizzata su un’evoluzione del pianale impiegato per la Swift. Soluzione che ha subito consentito di contenere la massa complessiva anche di 30 kg, amplificando nello stesso tempo le doti di sicurezza e rigidezza torsionale. Il dato è di 940 kg di peso a vuoto, che secondo le indicazioni della casa resterebbe comunque anche al di sotto dei 1.000 Kg, seppur arricchita dai vari accessori proposti. Un aspetto a favore dei consumi complessivi.
La versione provata nell’occasione è la SHVS. Una ibrida di tipo smart, come segnalato dal nome, arricchita dal dispositivo ISG (Integrated Starter Generator) che rappresenta il supporto elettrico al motore termico ed è focalizzato anche sull’avviamento della vettura. Un’architettura che vede protagonista anche un Dualjet a benzina da 1.200 cc di cubatura e 90 cavalli di potenza, lo stesso dell’altra versione tradizionale a benzina proposta in gamma. A questo si somma una batteria agli ioni di litio da 12V, che non grava molto sul peso complessivo, e che fornisce il proprio contributo sul fronte dell’efficienza. Si stima un risparmio del 5% di carburante, ma si valuta anche una percentuale più elevata in base a un consumo indicato sulla base dei parametri NEDC di 4 litri/100 km, mentre le emissioni di CO2 si assesterebbero sui 94 g/km. Restando sulla tematica consumi, a fronte del dato indicato di 5,5 litri/100 Km relativo al motore termico, il dato medio riscontrato di 5,7 litri/100 km sul display durante questo nuovo contatto, non sembra distante dalle previsioni e comunque resta contenuto. Prossimamente vi sapremo fornire ulteriori indicazioni in merito.
Oltre a questa pronunciata efficienza, il sistema propulsivo mostra un certo brio, scandito con una particolare morbidezza dalla trasmissione, i cui innesti appaiono fluidi e regolari, presentando solo una leggera incertezza richiamando la retromarcia. L’assistenza fornita dal visore posteriore, poi, semplifica ulteriormente le manovre, considerando che si tratta comunque di una compatta, mentre l’assistenza del Radar Brake Support, attraverso un forte segnale acustico, avverte sul possibile pericolo di impatto.

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La vettura è proposta in tre diversi allestimenti: B-Easy, la versione d’accesso già abbastanza accessoriata; l’ancora più ricca B-Cool e al vertice B-Top che, come detto rappresenta l’allestimento della ibrida e può essere arricchito con trasmissione automatica e sitemi di sicurezza e assistenza come la già accennata frenata d’emergenza il confortevole cruise control adattivo. Oltre alle varianti con 1.200 Dualjet a benzina e la testata ibrida, da maggio la gamma è arricchita anche da una versione con motore tre cilindri da un litro Boosterjet di 112 cavalli, mentre non è previsto per ora un modello diesel.
Restate sulle nostre pagine. Prossimamente pubblicheremo la prova su strada completa della nuova cinque porte compatta di Suzuki.

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