Pirelli sceglie il rispetto dell’ambiente

Pirelli sceglie il rispetto dell’ambiente

Prosegue la collaborazione con il gruppo indonesiano Kirana Magatara esperto in materiali naturali

Pirelli sceglie il rispetto dell’ambiente

Con il chiaro obiettivo di ridurre sempre di più le emissioni di CO2 grazie ad uno pneumatico “rolling resistent” meno esigente sul carburante ma ugualmente efficace in termini di tenuta stradale la Pirelli punta al rispetto dell’ambiente utilizzando solo materiale naturale.

Il Gruppo si è dotato di un sistema di controllo e monitoraggio che consente l’identificazione della materialità degli impatti ambientali lungo il ciclo di vita del prodotto (dall’estrazione della materia prima, alla produzione fino all’utilizzo dei pneumatici), nonchè gli opportuni piani di azione, avvalendosi della metodologia del Life Cycle Assessment.

Diverse sono le attività che, nelle singole fasi del ciclo di vita, determinano gli impatti ambientali maggiori. Nel caso dell’approvvigionamento delle materie prime l’impatto maggiore deriva dalla relativa produzione e distribuzione.

In fase di estrazione della gomma naturale dagli alberi della gomma, l’azienda ha un approccio attento e rispettoso dell’ambiente. L’attività, infatti, viene svolta nel pieno rispetto della biodiversità e con tecniche atte a fare riprodurre le piante.

Nel caso della manifattura dei pneumatici l’impatto principale è legato al consumo di energia elettrica e di gas naturale: in particolare è da attribuire alla produzione di questi ultimi la pressione principale in termini di emissioni in atmosfera e di consumo di acqua legate al processo produttivo. Rispetto alla distribuzione dei nuovi pneumatici e al loro utilizzo da parte dei clienti, l’impatto più influente in termini ambientali dell’intero ciclo di vita deriva dalla quota di combustibile consumata dai veicoli per vincere la resistenza al rotolamento. Infine, nell’ultima fase di vita dei pneumatici, l’impatto deriva dall’attività di preparazione dei prodotti per il loro recupero sotto forma di energia o materia prima rigenerata. Su questo fronte Pirelli, da anni impegnata nella gestione dei pneumatici fuori uso, collabora con i principali enti di riferimento a livello nazionale e internazionale. In particolare, Pirelli è attiva nel Tyre Industry Project Group (TIPG) del World Business Council for Sustainable Development (WBCSD), nel gruppo di lavoro ELTs (End of Life Tyres) di ETRMA (European Tyres and Rubber Manufacturers’ Association) e, a livello nazionale e locale, interagisce direttamente con i principali enti attivi nel recupero e riciclo dei pneumatici a fine vita.

In un’ottica di riduzione dei suoi impatti ambientali, Pirelli ha inoltre sviluppato uno specifico “Piano d’Azione Carbon”, con l’obiettivo di ricorrere in modo crescente a fonti energetiche rinnovabili. Tra i principali progetti attivi, uno dei più importanti è rappresentato dall’installazione della centrale fotovoltaica della potenza di 500 kW presso lo stabilimento di Rome, negli USA, che consente di ridurre del 5% le emissioni del sito produttivo. A Settimo Torinese, invece, il modulo di cogenerazione da 1 MW alimentato a olio vegetale garantisce al sito produttivo il 20% dell’energia derivante da fonti rinnovabili. Gli ultimi due esempi di progetti attivi per la produzione di energia rinnovabile sono l’impianto a biomassa per la generazione di vapore presso lo stabilimento di Campinas, in Brasile (vedi case history) e l’accordo di fornitura di energia elettrica dedicata da fonte eolica per Silao, in Messico, in grado garantire 3 MW di energia rinnovabile, oggi pari a più del 30% del consumo elettrico dello stabilimento.

Tenendo conto della distribuzione geografica di Pirelli e in base ai dati IEA (International Energy Agency), si stima che la quota di energia elettrica da rinnovabili utilizzata da Pirelli nel 2015 sia stata pari al 38% del totale elettrico utilizzato.

Nuovi materiali e green performance

La Ricerca e Sviluppo di Pirelli, dove gli investimenti annui pari al 3% sono tra i più elevati del comparto tyre, è impegnata nella scelta di materiali alternativi e processi produttivi migliori per ottenere un prodotto sempre più green senza tralasciare sicurezza e prestazioni. All’attività tradizionalmente focalizzata sullo sviluppo di nuovi prodotti Premium e alto di gamma si è affiancata la sempre maggior attenzione alla riduzione dell’impatto ambientale. La leadership nei materiali verdi si costruisce principalmente attraverso la ricerca nei biomateriali e nel riciclo. Dal 2010 Pirelli è impegnata nella riduzione degli impatti ambientali con obiettivi ambiziosi legati alla riduzione delle emissioni di CO2 e del prelievo specifico di acqua. In questo ambito, Pirelli ha attivato un accordo di sviluppo congiunto con primari fornitori per lo studio di nuovi polimeri in grado di migliorare ulteriormente la resistenza al rotolamento, le prestazioni a basse temperature, le percorrenza chilometrica e la tenuta su strada dei pneumatici.

Pirelli è altresì attiva in progetti di ricerca per sviluppare una gomma naturale proveniente da fonti differenti rispetto all’albero originario. La ricerca è volta a diversificare le possibili fonti di approvvigionamento per diminuire la pressione sulla biodiversità nei paesi produttori e permettere all’azienda di affrontare con maggiore flessibilità l’eventuale scarsità di materie prime. In tale contesto Pirelli sta testando l’impiego della gomma naturale da guayule nella produzione dei pneumatici. Il guayule è un arbusto non destinato all’uso alimentare che richiede poca acqua, nessun pesticida e rappresenta una valida alternativa alla gomma naturale grazie anche alle sue proprietà ipoallergeniche, a differenza della più comune gomma Hevea brasiliensis.

Nell’ambito dei nuovi nanofiller, Pirelli ha iniziato a introdurre industrialmente materiali di origine minerale in parziale sostituzione di Silice precipitata e Nero di Carbonio, con una riduzione dell’impatto ambientale legato alla produzione delle materie prime superiore al 75% in termini di CO2 e consumo di acqua. Per quanto riguarda i biomateriali, Pirelli si è focalizzata sulla silice derivante dalla lolla di riso. In Brasile, il gruppo ha sviluppato un processo produttivo in grado di ricavare silice industriale dalla lolla che avviene in modo termicamente autonomo grazie alla combustione della parte carboniosa della stessa: questo processo consente una riduzione di più del 90% del quantitativo di CO2 emesso per chilogrammo di silice
rispetto al processo convenzionale che sfrutta, invece, fonti energetiche fossili. Pirelli si è posta l’obiettivo di rifornire il 30% del fabbisogno della produzione del Sud America con la silice derivata da fonti vegetali entro il 2017.

Nel corso degli anni l’impegno a coniugare la performance e il rispetto per l’ambiente si è tradotto in quella che Pirelli definisce “green performance”, ovvero una tecnologia che integra gli aspetti legati al rispetto per l’ambiente con le prestazioni e la sicurezza per la persona. Nell’ambito del Piano Industriale 2013-2017, la Ricerca & Sviluppo di Pirelli ha adottato obiettivi di miglioramento sulle performance ambientali dei propri prodotti in modo oggettivo, misurabile e trasparente. In particolare il Gruppo ha focalizzato il proprio impegno sui parametri del labelling Europeo (Rolling Resistance, Wet Grip, Noise); tra questi l’obiettivo di migliorare entro il 2020 la Rolling Resistance dei propri prodotti rispettivamente del 40% per quanto riguarda i pneumatici Auto, del 20% per i prodotti Truck e del 10% per i prodotti Moto rispetto ai dati 2007. Tale strategia di prodotto, focalizzata sulla bassa resistenza al rotolamento, vede la sua massima espressione nel CinturatoTM P7TM Blue, il primo pneumatico sul mercato che, in alcune misure, si fregia della doppia A nella scala dell’Eurolabel. Nell’obiettivo del crescente miglioramento dei parametri di Rolling Resistance, Wet Grip e Noise si muove anche l’ultimo nato della famiglia P Zero, progettato con un aumento del numero di intagli sul battistrada da una parte e con l’incremento dell’ampiezza e della profondità degli incavi dall’altra, in modo da ottimizzare il cosiddetto “lateral aquaplanning” e migliorare del 10% la capacità di espulsione dell’acqua.

Il particolare disegno del battistrada è stato studiato per ridurre il rumore all’interno dell’abitacolo, a tutto vantaggio del confort di guida e con una riduzione del 20% della rolling resistance e un conseguente abbassamento dei consumi di carburante.

Già a fine 2015 Pirelli ha registrato una quota di ricavi provenienti da Green Performance del 48%: un obiettivo che, in base al Piano Industriale 2013-2017 era previsto solo entro il 2017.

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