WP_Post Object ( [ID] => 259797 [post_author] => 50 [post_date] => 2016-05-06 19:33:49 [post_date_gmt] => 2016-05-06 17:33:49 [post_content] => La Giulia nella versione Quadrifoglio è l’AlfaRomeo stradale più potente di sempre e tutto quello che si trova a contorno è all’altezza della situazione, ovviamente. Ecco che i tecnici di entrambe le parti, nonostante la scelta di offrire due impianti frenanti di cui uno optional, hanno ben pensato di offrire il massimo già nella versione “base” (standard, pardòn) chiamata “High-Performance Brembo brake system”. STANDARD MA NON TROPPO La tecnologia impiegata per la realizzazione dei dischi di serie, da 360mm all’anteriore e 350 mm al posteriore, sfrutta un procedimento chiamato Co-fuso. Di cosa si tratta? Di un disco freno capace di unire le proprietà positive dei due materiali impiegati: ghisa e alluminio. La ghisa è nota per le sue ottime capacità termiche (bassa deformabilità e alta conducibilità) ma non è certamente leggera, per questo l’alluminio viene in aiuto nel ridurre le masse rotanti. Inoltre, la loro peculiarità sta nel comportarsi in maniere differenti a seconda delle temperature alle quali si trovano impegnati. Durante l’uso normale, e quindi a basse temperature, si comportano come un disco integrale, per diventare nell’uso più impegnato dei veri e propri flottanti capaci così di resistere alle sollecitazione che tendono a deformare il disco stesso. Le pinze freno chiamate a morderli sono monoblocco e dei mostri di potenza; 6 pistoni all’anteriore e 4 al posteriore. CCM: CARBON CERAMIC MATERIAL L’alternativa, a quello che dovrebbe rappresentare già il massimo, è una soluzione che si avvicina di fatto alla perfezione. I dischi adottano una soluzione di fissaggio alla campana/mozzo ruota sempre di tipo flottante ma questa volta il materiale che lo compone è il carbonio ceramico. E da qua il nome “Ultra High-Performance carbon ceramic material (CCM) brake system”. Tutto ciò aumenta ancora di più la resistenza alla deformazione e allontana a livelli quasi inquantificabili il rischio di fading (la perdita di efficienza data dal surriscaldamento). Risultato? Forza frenante esagerata e possibilità di ripetere l’esperienza quante volte si vuole senza il rischio di mandare in fumo tutto il comparto freni. In questo caso il diametro dei dischi è portato fino a 390mm (!) all’anteriore e 360mm al posteriore grazie al ridotto peso del materiale impiegato, cosa che permette di mantenere basse le masse non sospese (e rotanti) nonostante dimensioni impressionanti. Tutto a vantaggio non solo degli spazi di frenata (32 metri per fermarsi dai 100 orari) ma pure di consumi, guidabilità e handling. Mica male, no? [post_title] => Brembo per AlfaRomeo Giulia QV: scopriamo tutti i dettagli [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => closed [post_password] => [post_name] => brembo-per-alfaromeo-giulia-qv-scopriamo-tutti-i-dettagli [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2016-05-06 19:44:35 [post_modified_gmt] => 2016-05-06 17:44:35 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.motorionline.com/?p=259797 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw [post_category] => 0 )

Brembo per AlfaRomeo Giulia QV: scopriamo tutti i dettagli

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Brembo- La nuova belva di Arese con i suoi 510 CV e 600 nm necessitava di un impianto frenante veramente ai vertici. Ecco perché non è solo per patriottismo che la scelta è ricaduta sugli italiani Brembo…
Brembo per AlfaRomeo Giulia QV: scopriamo tutti i dettagli

La Giulia nella versione Quadrifoglio è l’AlfaRomeo stradale più potente di sempre e tutto quello che si trova a contorno è all’altezza della situazione, ovviamente. Ecco che i tecnici di entrambe le parti, nonostante la scelta di offrire due impianti frenanti di cui uno optional, hanno ben pensato di offrire il massimo già nella versione “base” (standard, pardòn) chiamata “High-Performance Brembo brake system”.

STANDARD MA NON TROPPO
La tecnologia impiegata per la realizzazione dei dischi di serie, da 360mm all’anteriore e 350 mm al posteriore, sfrutta un procedimento chiamato Co-fuso. Di cosa si tratta? Di un disco freno capace di unire le proprietà positive dei due materiali impiegati: ghisa e alluminio. La ghisa è nota per le sue ottime capacità termiche (bassa deformabilità e alta conducibilità) ma non è certamente leggera, per questo l’alluminio viene in aiuto nel ridurre le masse rotanti. Inoltre, la loro peculiarità sta nel comportarsi in maniere differenti a seconda delle temperature alle quali si trovano impegnati. Durante l’uso normale, e quindi a basse temperature, si comportano come un disco integrale, per diventare nell’uso più impegnato dei veri e propri flottanti capaci così di resistere alle sollecitazione che tendono a deformare il disco stesso. Le pinze freno chiamate a morderli sono monoblocco e dei mostri di potenza; 6 pistoni all’anteriore e 4 al posteriore.

CCM: CARBON CERAMIC MATERIAL
L’alternativa, a quello che dovrebbe rappresentare già il massimo, è una soluzione che si avvicina di fatto alla perfezione. I dischi adottano una soluzione di fissaggio alla campana/mozzo ruota sempre di tipo flottante ma questa volta il materiale che lo compone è il carbonio ceramico. E da qua il nome “Ultra High-Performance carbon ceramic material (CCM) brake system”. Tutto ciò aumenta ancora di più la resistenza alla deformazione e allontana a livelli quasi inquantificabili il rischio di fading (la perdita di efficienza data dal surriscaldamento). Risultato? Forza frenante esagerata e possibilità di ripetere l’esperienza quante volte si vuole senza il rischio di mandare in fumo tutto il comparto freni. In questo caso il diametro dei dischi è portato fino a 390mm (!) all’anteriore e 360mm al posteriore grazie al ridotto peso del materiale impiegato, cosa che permette di mantenere basse le masse non sospese (e rotanti) nonostante dimensioni impressionanti. Tutto a vantaggio non solo degli spazi di frenata (32 metri per fermarsi dai 100 orari) ma pure di consumi, guidabilità e handling. Mica male, no?

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