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Poter dare forma ai propri sogni è sempre una delle maggiori aspirazioni a cui tutti noi puntiamo ma, molte volte, la meta è davvero lontana e gli ostacoli da superare paiono irraggiungibili. Ma se è vero che «Uno su mille ce la fa» - e ce la fa davvero, coi fatti a parlare - la risonanza che ottiene è soltanto la meritata ricompensa degli sforzi compiuti lungo il cammino. È così che Luca Mazzanti, creatore dell’omonima azienda artigianale “Mazzanti Automobili”, in questi anni ha cominciato a farsi conoscere per le sue supercar tanto estreme quanto raffinate. Lo abbiamo incontrato durante il Salone dell’Auto di Torino, tenutosi a Parco Valentino la scorsa settimana, riuscendo tranquillamente a fargli qualche domanda dopo essersi trattenuto per qualche minuto con uno studente, dandogli consigli di design sotto i nostri occhi.

Avete portato proprio qui il vostro nuovo progetto, la Millecavalli, è stata una coincidenza? 

«È stata voluta, nel senso che ho raccolto l’invito degli organizzatori a svelarla in anteprima mondiale qua. Essendo Torino la capitale dell’automobile, trovandosi in Italia ed essendo noi un’azienda italiana era qualcosa che a livello simbolico non poteva essere trascurato. In teoria la vettura avrebbe dovuto essere pronta in Luglio, quindi il tutto ci ha portato ad anticipare il suo completamento ed abbiamo volutamente aggiungere le scritte “Prototipo 1001” (presenti sulle minigonne, ndr). Ciò però non significa che non sia in produzione, ma semplicemente che ha un allestimento in via di definizione anche se al 99% sarà così. Per esempio ha un camouflage che utilizzeremo nei test su strada e tanti altri piccoli particolari ancora prototipali ma di una vettura che, di fatto, è ufficialmente in produzione. Infatti sia questa sia le altre tre sono già state vendute».

Gli obbiettivi prefissati sono stati raggiunti oppure occorre ancora tempo per lo sviluppo?

«Sono stati raggiunti e testati su un altro prototipo che non aveva le caratteristiche estetiche della Evantra Millecavalli. Affinché siano definitivi su questo primo esemplare bisognerà attendere l’inverno, quindi una deadline di 4-5 mesi ancora». 

Parlando del nome della vettura, è vero che sono oltre mille in verità i cavalli sotto il cofano?

«Beh sì - ride, ndr - in verità ce ne sono più di quelli realmente indicati sotto la carrozzeria. Il prototipo francamente ha dato più cavalli di quelli attesi, ed era solo il primo motore costruito e testato, comunque la potenza verrà tenuta sui 1000 CV nella versione definitiva in quanto vogliamo lasciare un po’ di margine. Il propulsore è fatto su specifiche nostre, utilizza uno schema GM ma non ha nulla in comune, poiché tutti le componenti sono realizzate su specifiche nostre compreso il monoblocco. È quindi un motore Mazzanti a tutti gli effetti, sviluppato su nostre precise direttive anche se non lo facciamo “in casa”, come quasi tutti del resto». 

Parliamo ora dell’uomo. Chi è Luca Mazzanti?

«Ce l’hai davanti! Luca Mazzanti è uno che da bambino sognava di diventare un costruttore di automobili e che a differenza di tanti che sognano e basta ha lavorato una vita, rimboccandosi le maniche e dando tutto quello che aveva, che ha tuttora, che ho adesso, per poter realizzare un sogno partendo da artigiano e non come imprenditore con i soldi o da “figlio di papà”. Sono nato come figlio di un carrozziere quindi avevo già uno spirito artigianale dentro di me, che ho riversato nell’azienda familiare. È questa la nostra forza: essendo una piccola realtà ed avendo io investito la mia vita dietro alle automobili il know-how è tutto all’interno, non fuori».

Quindi le automobili sono le trasposizioni di un suo “io” meccanico?

«Da un certo punto di vista sì. Come si nota la vettura ha una connotazione estrema nelle forme e nelle linee, che divide anche. Può piacere o meno, in quanto è costruita senza fare un’indagine di mercato ed ha tante soluzioni in controtendenza. Perché io questa vettura l’ho sempre avuta in testa ed è il mio concetto di automobile».

Che valore ha lavorare con un Team in questi casi?

«Fondamentale, niente si fa da soli. Alle mie spalle ho un Team di ragazzi molto giovani e motivati, cresciuti principalmente dentro la mia azienda e con altre 3-4 persone con un po’ più d’esperienza che arrivano da fuori, ma principalmente il gruppo permanente di Mazzanti Automobili è composto da persone sotto i 30 anni. E quindi c’è una forte motivazione anche per me: voglio trasmettere il concetto che questa non è un’automobile, è un oggetto che ha dentro di sé non soltanto i requisiti tecnici, ma soprattutto la passione, la voglia ed il sacrificio di persone. Perché alla fine sono le persone che creano questi oggetti». 

Come diceva Enzo Ferrari “La macchina migliore è quella che deve ancora essere costruita”. Cosa bolle in pentola per Mazzanti Automobili?

«Bolle tanto in pentola! Bisogna pensare che soltanto questa vettura presentata oggi avevo in programma di farla uscire tra due anni, poi ho avuto il primo cliente ed abbiamo sviluppato un progetto completamente nuovo, la Millecavalli appunto, a meno di un’anno e mezzo dalla presentazione della Evantra “standard” che continua ad essere in produzione e va nella direzione che ci eravamo prefissati. Ci sarà sicuramente un modello nuovo tra qualche anno in quanto un’automobile ha un’età media di 8-9 anni, per cui nei 6-7 anni che ci attendono ci sono molte evoluzioni e progetti che verranno applicati alla vettura».

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Intervista a Luca Mazzanti, il carrozziere dei sogni

«Un’automobile è soprattutto passione, voglia e sacrificio»

Mazzanti Automobili - Abbiamo dialogato con Luca Mazzanti a proposito del suo ultimo progetto, del lavoro svolto agli inizi e dei rischi che comporta, ma anche delle recentissime soddisfazioni a livello internazionale. Approfondendo su chi sia veramente l'uomo dietro a tutto ciò, un carrozziere con la passione per le automobili da sempre, una persona che crede nei giovani talenti, nei valori di una volta e nell'artigianalità.
Intervista a Luca Mazzanti, il carrozziere dei sogni

Poter dare forma ai propri sogni è sempre una delle maggiori aspirazioni a cui tutti noi puntiamo ma, molte volte, la meta è davvero lontana e gli ostacoli da superare paiono irraggiungibili. Ma se è vero che «Uno su mille ce la fa» – e ce la fa davvero, coi fatti a parlare – la risonanza che ottiene è soltanto la meritata ricompensa degli sforzi compiuti lungo il cammino. È così che Luca Mazzanti, creatore dell’omonima azienda artigianale “Mazzanti Automobili”, in questi anni ha cominciato a farsi conoscere per le sue supercar tanto estreme quanto raffinate. Lo abbiamo incontrato durante il Salone dell’Auto di Torino, tenutosi a Parco Valentino la scorsa settimana, riuscendo tranquillamente a fargli qualche domanda dopo essersi trattenuto per qualche minuto con uno studente, dandogli consigli di design sotto i nostri occhi.

Avete portato proprio qui il vostro nuovo progetto, la Millecavalli, è stata una coincidenza? 

«È stata voluta, nel senso che ho raccolto l’invito degli organizzatori a svelarla in anteprima mondiale qua. Essendo Torino la capitale dell’automobile, trovandosi in Italia ed essendo noi un’azienda italiana era qualcosa che a livello simbolico non poteva essere trascurato. In teoria la vettura avrebbe dovuto essere pronta in Luglio, quindi il tutto ci ha portato ad anticipare il suo completamento ed abbiamo volutamente aggiungere le scritte “Prototipo 1001” (presenti sulle minigonne, ndr). Ciò però non significa che non sia in produzione, ma semplicemente che ha un allestimento in via di definizione anche se al 99% sarà così. Per esempio ha un camouflage che utilizzeremo nei test su strada e tanti altri piccoli particolari ancora prototipali ma di una vettura che, di fatto, è ufficialmente in produzione. Infatti sia questa sia le altre tre sono già state vendute».

Gli obbiettivi prefissati sono stati raggiunti oppure occorre ancora tempo per lo sviluppo?

«Sono stati raggiunti e testati su un altro prototipo che non aveva le caratteristiche estetiche della Evantra Millecavalli. Affinché siano definitivi su questo primo esemplare bisognerà attendere l’inverno, quindi una deadline di 4-5 mesi ancora». 

Parlando del nome della vettura, è vero che sono oltre mille in verità i cavalli sotto il cofano?

«Beh sì – ride, ndr – in verità ce ne sono più di quelli realmente indicati sotto la carrozzeria. Il prototipo francamente ha dato più cavalli di quelli attesi, ed era solo il primo motore costruito e testato, comunque la potenza verrà tenuta sui 1000 CV nella versione definitiva in quanto vogliamo lasciare un po’ di margine. Il propulsore è fatto su specifiche nostre, utilizza uno schema GM ma non ha nulla in comune, poiché tutti le componenti sono realizzate su specifiche nostre compreso il monoblocco. È quindi un motore Mazzanti a tutti gli effetti, sviluppato su nostre precise direttive anche se non lo facciamo “in casa”, come quasi tutti del resto». 

Parliamo ora dell’uomo. Chi è Luca Mazzanti?

«Ce l’hai davanti! Luca Mazzanti è uno che da bambino sognava di diventare un costruttore di automobili e che a differenza di tanti che sognano e basta ha lavorato una vita, rimboccandosi le maniche e dando tutto quello che aveva, che ha tuttora, che ho adesso, per poter realizzare un sogno partendo da artigiano e non come imprenditore con i soldi o da “figlio di papà”. Sono nato come figlio di un carrozziere quindi avevo già uno spirito artigianale dentro di me, che ho riversato nell’azienda familiare. È questa la nostra forza: essendo una piccola realtà ed avendo io investito la mia vita dietro alle automobili il know-how è tutto all’interno, non fuori».

Quindi le automobili sono le trasposizioni di un suo “io” meccanico?

«Da un certo punto di vista sì. Come si nota la vettura ha una connotazione estrema nelle forme e nelle linee, che divide anche. Può piacere o meno, in quanto è costruita senza fare un’indagine di mercato ed ha tante soluzioni in controtendenza. Perché io questa vettura l’ho sempre avuta in testa ed è il mio concetto di automobile».

Che valore ha lavorare con un Team in questi casi?

«Fondamentale, niente si fa da soli. Alle mie spalle ho un Team di ragazzi molto giovani e motivati, cresciuti principalmente dentro la mia azienda e con altre 3-4 persone con un po’ più d’esperienza che arrivano da fuori, ma principalmente il gruppo permanente di Mazzanti Automobili è composto da persone sotto i 30 anni. E quindi c’è una forte motivazione anche per me: voglio trasmettere il concetto che questa non è un’automobile, è un oggetto che ha dentro di sé non soltanto i requisiti tecnici, ma soprattutto la passione, la voglia ed il sacrificio di persone. Perché alla fine sono le persone che creano questi oggetti». 

Come diceva Enzo Ferrari “La macchina migliore è quella che deve ancora essere costruita”. Cosa bolle in pentola per Mazzanti Automobili?

«Bolle tanto in pentola! Bisogna pensare che soltanto questa vettura presentata oggi avevo in programma di farla uscire tra due anni, poi ho avuto il primo cliente ed abbiamo sviluppato un progetto completamente nuovo, la Millecavalli appunto, a meno di un’anno e mezzo dalla presentazione della Evantra “standard” che continua ad essere in produzione e va nella direzione che ci eravamo prefissati. Ci sarà sicuramente un modello nuovo tra qualche anno in quanto un’automobile ha un’età media di 8-9 anni, per cui nei 6-7 anni che ci attendono ci sono molte evoluzioni e progetti che verranno applicati alla vettura».

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