WP_Post Object ( [ID] => 275509 [post_author] => 36 [post_date] => 2016-06-16 11:44:16 [post_date_gmt] => 2016-06-16 09:44:16 [post_content] => Sessanta vetture al via, suddivise in 4 classi differenti, partecipano all’84° edizione della classica 24 Ore di Le Mans. L'attenzione dei tecnici Brembo si è focalizzata sulla tecnologia legata alla leggerezza degli impianti frenanti, all’elevata rigidezza e affidabilità. La gara si corre dal 1923 sul circuito semi-permanente de la Sarthe, caratterizzato da frenate impegnative, soprattutto in prossimità delle due chicane che dividono il lungo rettilineo di Mulsanne, dove però gli impianti hanno la possibilità di raffreddarsi. E', dunque, fondamentale per i team riuscire a garantire che l’impianto resti sempre all’interno del corretto range di temperature di esercizio. Sulle vetture LMP1 e LMP2 il materiale d’attrito è il carbonio. I dischi hanno all’anteriore un diametro che varia da 320mm a 370mm, mentre al posteriore sono di dimensioni inferiori, da 320mm a 350mm, con spessori di 30 o 32mm. Il numero dei fori di ventilazione dei dischi va da un minimo di 36 ad un massimo di 430, con un range di utilizzo tra i 350 e gli 800 gradi. La differenza più significativa tra le due classi relativamente all’impianto frenante è nel materiale delle pinze a 6 pistoni, dove, per ragioni regolamentari volte a favorire la riduzione dei costi. Per i dischi in carbonio la principale incognita è data dalla temperatura d’esercizio, che non deve scendere mai sotto i 350 gradi centigradi; eventualità tutt’altro che remota soprattutto nei lunghi rettilinei in condizioni climatiche avverse. In questo caso i problemi legati all'eccessivo raffreddamento e alla cosiddetta “vetrificazione” (glazing) del materiale d’attrito non solo possono compromettere l’efficacia della frenata, ma possono determinare un consumo eccessivo del disco freno per effetto dell’usura meccanica. Per far fronte a queste problematiche Brembo mette a disposizione dei team un materiale d’attrito caratterizzato, oltre che da un’usura estremamente ridotta, anche da una più efficace conducibilità termica. Questo materiale garantisce ottimi warm-up, cioè massima rapidità nel raggiungimento della temperatura d’esercizio più efficiente, ampio range di utilizzo, sia in termini di pressione sia di temperatura, e una risposta in attrito molto lineare. I dischi freno in ghisa, invece, non richiedono temperature minime d’esercizio e quindi risultano immediatamente efficaci anche a basse temperature. Tuttavia, la ghisa è un materiale particolarmente sensibile agli shock termici, per cui per i dischi in ghisa il pericolo maggiore è la formazione di cricche, dovute proprio alla rapida alternanza di basse e alte temperature dei dischi nei rettilinei e nelle brusche staccate. Delle 32 vetture iscritte nella categoria LMP, che si contenderanno la vittoria assoluta, 28 sono equipaggiate con prodotti Brembo, forniti anche a 24 delle 27 vetture della categoria GTE. [post_title] => Brembo porta alla 24 Ore di Le Mans impianti frenanti sempre più leggeri e performanti [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => closed [post_password] => [post_name] => brembo-porta-alla-24-ore-di-le-mans-impianti-frenanti-sempre-piu-leggeri-e-performanti [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2016-06-16 11:46:13 [post_modified_gmt] => 2016-06-16 09:46:13 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.motorionline.com/?p=275509 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw [post_category] => 0 )

Brembo porta alla 24 Ore di Le Mans impianti frenanti sempre più leggeri e performanti

Non si sostituiscono in gara

Brembo - Grazie al nuovo materiale d’attrito che riduce notevolmente l’usura e garantisce una più efficace conducibilità termica, gli impianti dell’Azienda italiana non si sostituiscono in gara nonostante sia la più impegnativa competizione del WEC con una durata di 24 ore
Brembo porta alla 24 Ore di Le Mans impianti frenanti sempre più leggeri e performanti

Sessanta vetture al via, suddivise in 4 classi differenti, partecipano all’84° edizione della classica 24 Ore di Le Mans. L’attenzione dei tecnici Brembo si è focalizzata sulla tecnologia legata alla leggerezza degli impianti frenanti, all’elevata rigidezza e affidabilità.

La gara si corre dal 1923 sul circuito semi-permanente de la Sarthe, caratterizzato da frenate impegnative, soprattutto in prossimità delle due chicane che dividono il lungo rettilineo di Mulsanne, dove però gli impianti hanno la possibilità di raffreddarsi. E’, dunque, fondamentale per i team riuscire a garantire che l’impianto resti sempre all’interno del corretto range di temperature di esercizio. Sulle vetture LMP1 e LMP2 il materiale d’attrito è il carbonio. I dischi hanno all’anteriore un diametro che varia da 320mm a 370mm, mentre al posteriore sono di dimensioni inferiori, da 320mm a 350mm, con spessori di 30 o 32mm. Il numero dei fori di ventilazione dei dischi va da un minimo di 36 ad un massimo di 430, con un range di utilizzo tra i 350 e gli 800 gradi. La differenza più significativa tra le due classi relativamente all’impianto frenante è nel materiale delle pinze a 6 pistoni, dove, per ragioni regolamentari volte a favorire la riduzione dei costi.

Per i dischi in carbonio la principale incognita è data dalla temperatura d’esercizio, che non deve scendere mai sotto i 350 gradi centigradi; eventualità tutt’altro che remota soprattutto nei lunghi rettilinei in condizioni climatiche avverse. In questo caso i problemi legati all’eccessivo raffreddamento e alla cosiddetta “vetrificazione” (glazing) del materiale d’attrito non solo possono compromettere l’efficacia della frenata, ma possono determinare un consumo eccessivo del disco freno per effetto dell’usura meccanica. Per far fronte a queste problematiche Brembo mette a disposizione dei team un materiale d’attrito caratterizzato, oltre che da un’usura estremamente ridotta, anche da una più efficace conducibilità termica. Questo materiale garantisce ottimi warm-up, cioè massima rapidità nel raggiungimento della temperatura d’esercizio più efficiente, ampio range di utilizzo, sia in termini di pressione sia di temperatura, e una risposta in attrito molto lineare. I dischi freno in ghisa, invece, non richiedono temperature minime d’esercizio e quindi risultano immediatamente efficaci anche a basse temperature. Tuttavia, la ghisa è un materiale particolarmente sensibile agli shock termici, per cui per i dischi in ghisa il pericolo maggiore è la formazione di cricche, dovute proprio alla rapida alternanza di basse e alte temperature dei dischi nei rettilinei e nelle brusche staccate. Delle 32 vetture iscritte nella categoria LMP, che si contenderanno la vittoria assoluta, 28 sono equipaggiate con prodotti Brembo, forniti anche a 24 delle 27 vetture della categoria GTE.

Vota questo Articolo
Leggi altri articoli in Eventi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli correlati