Passat Variant 2.0 Tdi 150 CV Dsg, in rampa di lancio per il futuro [PROVA SU STRADA]

L’ottava generazione punta su lusso e tecnologia

Cresce in tante direzioni: qualità, stile, tecnologia, comfort e piacere di guida, ma non nelle dimensioni, guadagnando però un passo di 8 cm in più. Punta forte al segmento premium

Passat Variant Highline 2.0 Tdi 150 CV Dsg BMTOtto generazioni, 22 milioni di esemplari venduti nei 41 anni delle prime sette, la nuova Passat ha già iniziato con il botto, essendo stata eletta auto dell’anno 2015. Numeri da capogiro, che in poche altre possono vantare. Motivo per il quale il nuovo modello non poteva essere banalmente un aggiornamento per stare al passo con i tempi, ma vuole essere una anticipazione del futuro che verrà. Questo sia dal punto di vista tecnologico, vedremo che le chicche in questo senso non sono poche, ma anche della strada che la Casa di Wolfsburg intende intraprendere, o meglio, di quella che ha già imboccato e sui intende accelerare. Proprio come la Golf, anche la nuova Passat punta infatti a confermare il successo storico con contenuti innovativi e diventando più raffinata, con una operazione quasi di riposizionamento del Brand verso l’alto, sempre più una premium quindi. Lato innovazione l’esemplare da noi provato era dotato, ad esempio, di un quadro strumenti virtuale e di un sistema di cruise control adattivo in grado di gestire accelerazione e frenata fino a veicolo fermo. Siamo vicini alla guida autonoma, tanto per intenderci, ma non sono le uniche novità degne di nota. Noi ne abbiamo provato un esemplare Variant, con il 2 litri a gasolio da 150 cavalli ed il cambio DSG a sei rapporti.

Design e Interni:

Rating: ★★★★½ 

Cresce in immagine e si fa più moderna e giovanile
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Inutile dirlo, la piattaforma su cui si basa la nuova Passat non poteva che essere la famosa MQB, in comune a decine di modelli del Gruppo. A lei si deve la dieta, che ha portato ad una riduzione media del peso di 85 Kg (sono 1.541 in ordine di marcia in questa configurazione), malgrado le dimensioni siano rimaste immutate, con una lunghezza di 477 centimetri (per essere precisi scende di 2 mm), ma con un passo che cresce fino a 279 (+8). A cambiare è anche lo stile del design esterno, sempre pulito ed elegante, con però linee più tese e spigolose che in passato. Non solo sportiva, ma moderna e tecnologica. La linea del cofano è infatti più bassa e la presenza scenica del frontale è tutta un’altra cosa rispetto al passato.

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Fari sottili ed allungati che formano un unico elemento stilistico con la calandra cromata a sviluppo orizzontale, regalano una immagine di un’auto bassa e ben piazzata, sottolineata dalle nervature che corrono lungo il cofano e dal parabrezza che arretra, donando maggior importanza al cofano. La linea della fiancata è molto pulita, tagliata solo da una nervatura che la percorre tutta all’altezza delle maniglie delle portiere. In versione Variant la coda è invece quasi fin troppo classica, caratterizzata solo dai nuovi fanali sottili e scolpiti da linee tese, oltre che da un accenno di spoiler sopra il lunotto. A nostro avviso manca nel posteriore la medesima presenza del muso, che abbiamo invece apprezzato. La matita che ha disegnato la nuova Passat è quella famosa di Walter de Silva, apprezzato forse più per la capacità di saper creare auto che hanno saputo invecchiare bene, piuttosto che stupire con effetti speciali che, se inizialmente possono piacere molto ad alcuni, finiscono poi per stufare in fretta. La nuova Passat, ne siamo certi, verrà apprezzata a lungo e molti degli elementi nuovi che ha proposto li rivedremo in altre auto. Riesce a conciliare l’esigenza di dover piacere a tutti o quasi, alla luce del suo potenziale bacino di utenza così ampio ed eterogeneo, con quella di non essere troppo anonima.

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Volkswagen_Passat_Variant_Pss_2016_interni

L’auto si sceglie per l’estetica principalmente, ma si vive e si apprezza poi soprattutto per gli interni. Se fuori la nuova Passat convince, è dentro che da forse il meglio di se. Anche qui il design punta tutto sulla pulizia e sull’eleganza, unite a linee tese, che si vedono molto bene fin dal primo sguardo. Un profilo sottile in alluminio taglia tutta la plancia e corre lungo le porte, regalando una sensazione gradevole di apertura. Anche le bocchette dell’aria sono formate da elementi che nell’insieme si uniscono a formarne uno unico, interrotto solo dall’orologio analogico al centro e dal quadro strumenti. L’Active Info Display di questo esemplare non è di serie su tutte le Passat, ma sostituisce il classico quadro analogico opzionalmente (630 euro). Si tratta di un passaggio che consente di modificare il layout a proprio piacimento, appunto perché la strumentazione diventa virtuale, su uno schermo a colori da 12,3”. Così nel cockpit virtuale, oltre alla visualizzazione classica, nella porzione centrale di contagiri e contachilometri si possono avere dati aggiuntivi, ad esempio quelli della navigazione o quelli del consumo e dell’autonomia. Tra i due strumenti si può poi decidere di visualizzare vari dati, tra cui il rinvio alle indicazioni del navigatore (oltre alla mappa completa sul display centrale dell’infotainment). In questo caso si ottiene quello che è il più coreografico dei layout possibili, con la piantina a colori che prende il sopravvento sul resto della grafica.

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Di serie il display centrale è da 6,5”, in opzione si può averne uno da 8” con sensore di prossimità, mentre in entrambi i casi l’infotainment può vantare comandi vocali (opzionali) e la possibilità di fare mirroring sullo schermo dell’auto di applicazioni installate sul proprio smartphone (anche questo è un accessorio a pagamento). Molto ben curata l’ergonomia, con comandi semplici e di istantanea utilizzabilità. Ne abbiamo apprezzato il buon compromesso tra esigenze di pulizia, evitando un affollamento di tasti, con l’utilizzabilità dei comandi fisici rispetto a soluzioni che portano in altre vetture la gestione all’interno di complicati menù. La Passat storicamente si ama poi per l’abitabilità interna e per lo spazio a disposizione. L’ottava serie non manca le attese e, grazie al passo accresciuto, dentro stanno tutti comodi, anche chi siede dietro. Per loro è disponibile anche il controllo del clima separato. La bella moquette del pavimento è ripresa anche nei portaoggetti delle porte, dettaglio davvero da auto premium. Il bagagliaio è al top di categoria, sia per capacità che per finiture e comodità. La copertura posteriore ha una utile posizione intermedia dove può essere fermata, oltre al tutto chiuso e tutto aperto. Il piano è regolare e livellato alla soglia di accesso e anche lateralmente è tutto ben curato. Lo scontrino del gancio di chiusura è protetto da una paratia in plastica e sono disponibili dei ganci laterali, una presa a 12volt e dei vani sui fianchi per riporre piccoli oggetti. La capacità è di 650 litri (dai precedenti 603), che sganciando e ribaltando gli schienali dei sedili, comodamente con le leve nel bagagliaio, può arrivare ad un massimo di ben 1.780 litri. Sotto al piano di carico non manca lo spazio nemmeno per una ruota di scorta vera.

Comportamento su Strada:

Rating: ★★★★½ 

Piacere di guida e comfort come mai prima su una Passat
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L’adozione della piattaforma MQB porta, come detto, un risparmio di peso di circa 85 Kg, ma anche una maggior rigidità torsionale ed uno spostamento delle masse verso il basso. Tutto questo si traduce in un piacere di guida che cresce, e non di poco, rispetto alla precedente generazione. La nuova Passat è ben piantata a terra ed offre una tenuta di strada inattesa, che la può rendere piacevole anche quando si alza l’andatura su una strada tortuosa. Dove però offre il meglio di se è in autostrada. L’insonorizzazione e la silenziosità qui sono al top, anche il propulsore, che nelle ripartenze si fa un po’ sentire, ad auto lanciata “abbassa la voce” in modo egregio. L’opzionale Adaptive Cruise Control ACC agisce senza limite alcuno, gestendo acceleratore e freno fino a veicolo fermo, consentendo quella che si avvicina molto ad una guida autonoma. Attenzione ad abusarne, è pensato in questo senso solo per le code in autostrada (si chiama infatti sistema di assistenza alla guida in colonna), o comunque non per scenari di lettura più complessa come la guida cittadina, dove occorre fare attenzione e dove non sarebbe suggerito il suo utilizzo. La Passat è dotata anche di Emergency Assist, che in caso di malore del conducente arresta automaticamente l’auto. Con un tasto si possono poi modificare le impostazioni dell’auto, scegliendo tra le modalità Comfort, Normal, Sport ed Eco, oltre alla Individual che ci si può divertire a tagliare sulle proprie esigenze. Oltre alla gestione del cambio DSG e della risposta del motore, si varia il settaggio della servoassistenza dello sterzo, rendendo più rigido o meno il comando. Al top quindi in comfort e tecnologia, non manca nemmeno il riconoscimento dei pedoni, con frenata automatica in caso di pericolo urto. Per la prima volta su una Volkswagen si può anche avere l’head up display. Sarà che l’abbiamo da poco provata, ma i punti di contatto, con le ovvie differenze, con la Mercedes Classe S sono una testimonianza della volontà di spostare la Passat nel segmento delle premium. Ci riferiamo al cruise control che arriva a far ripartire l’auto da ferma ed alla strumentazione completamente virtuale, ma è evidente che questa nuova generazione abbia fatto un importante balzo in avanti.

Motore e Prestazioni:

Rating: ★★★★☆ 

Il diesel best seller 2.0 da 150 cavalli è quasi perfetto, soprattutto con il DSG
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Si fa prima a dire quali siano i difetti, piuttosto che elencare i numerosi pregi di questo propulsore. Parliamo di una rumorosità, anche se piuttosto contenuta, poco oltre il regime del minimo, che sparisce una volta avvicinata la zona della coppia massima, che arriva ad appena 1.750 giri. Per il resto questa unità, che sarà certamente una delle più apprezzate (non a caso è una delle due destinate alle flotte aziendali con specifico allestimento Businessline), ha una erogazione davvero piacevole, lineare e tonda, assecondata egregiamente dall’elettronica che comanda il DSG a 6 rapporti. Il doppia frizione non ci ha convinti solo per un eccessiva irruenza nelle ripartenze da fermo, cosa che facendo manovra in modo distratto rischia di mandarvi dritti nel paraurti dell’auto vicina. Prese le misure il suo funzionamento si fa invece amare, per la capacità di adattarsi allo stile di guida, non solo impostando la modalità o utilizzando i paddle al volante, ma soprattutto perché la centralina del cambio è in grado di capire quando si voglia guidare in modo più rilassato, ad esempio arrivando a partire in seconda a favore del comfort e dei consumi, oppure più sportiveggiante. In Eco si “veleggia”, con la trasmissione che viene disaccoppiata dal motore in rilascio e precedendo in inerzia. Comoda anche la funzione “Auto Hold”, che a vettura ferma inserisce automaticamente il freno a mano elettrico, evitando il fastidio di tenere il piede sul pedale del freno. In autostrada l’ottima insonorizzazione, ottenuta sia con una cura dell’aerodinamica che dei materiali fonoassorbenti, è completata da un motore che diventa davvero molto “educato”. Merito di un intervento di aggiornamento nascosto, perché il 2 litri è “il solito” solo di facciata, rivisto in modo profondo per arrivare a questi risultati di silenziosità e rotondità di erogazione. Abbiamo detto della coppia massima che arriva già a 1.750 giri, restando poi costante fino a 3.000 con un valore di 340 Nm, mentre i 150 cavalli (149 per la precisione) sono erogati a 3.500 giri. Si tratta ovviamente di una unità Euro 6 e garantisce prestazioni brillanti, con una velocità massima di 216 Km/h ed uno 0-100 in 8,9 secondi. A parte l’altra motorizzazione dedicata alle flotte, il 1.600 a gasolio da 120 cavalli, la Passat offre una gamma motori, sempre sul fronte gasolio, con altri due step di potenza per il 2 litri: 190 e 240 cavalli. Quest’ultimo rappresenta una proposta nuova molto interessante per i più sportivi. Oltre ad una potenza molto importante, che ha convinto la Casa di Wolfsburg ad offrirlo solo in abbinamento alla trazione 4Motion e con cambio DSG a 7 rapporti, il biturbo vanta una coppia di ben 500 Nm, con prestazioni da vera sportiva, 0-100 in 6,3 secondi e quasi 240 Km/h di velocità massima. Meno vasta la proposta sul fronte benzina, non poteva essere altrimenti, visto che la Passat è un’auto le cui vendite sono in minima percentuale con questo tipo di motorizzazione. Il 1.400 TSI è offerto nelle varianti 125 e 150 cavalli, oltre a poter essere abbinato alla più interessante piattaforma ibrida della Passat GTE, con cui arriva ad una potenza complessiva di 218 cavalli e ben 400 Nm.

Consumi e Costi:

Rating: ★★★★☆ 

29.700 a 48.000 euro, consumi ottimi con questa motorizzazione
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Durante la nostra prova abbiamo ottenuto un consumo medio allineato con quello rilevato a 130 chilometri orari, intorno ai 16 km con un litro. Con un po’ di attenzione si può arrivare vicino ai 20 con un litro, risultato eclatante per una vettura di queste dimensioni, per di più con una trasmissione automatica (anche se il DSG è un doppia frizione che, come noto, ha una efficienza spesso addirittura migliore di un cambio manuale). Non siamo quindi troppo lontani da 4.3 litri ogni 100 Km del dato dichiarato in ciclo combinato. Quanto al prezzo, la Passat Variant parte dai 29.700 euro della 1.4 TSI 125 cv Trendline, avvicinandosi a quota 50 mila con la GTE ibrida plug-in (48.000 euro). I più sportivi potranno trovare soddisfazione con la versione da 240 cavalli del 2 litri, offerta solamente in una configurazione, la Highline BMT DSG 4Motion, al prezzo di 46.950 euro. Passando alle motorizzazioni che dovrebbero incontrare il maggior successo, si parte dal 1.600 Tdi da 120 cavalli con 31.350 euro in allestimento Trendline, passando ai 34.600 per il 2.0 da 150 cavalli Comfortline. Con 2.500 euro si passa dal manuale al DSG, mentre il nostro esemplare, in allestimento Highline, è a listino a 38.650 euro, che diventano circa 43 mila totali con gli optional montati, inclusi i cerchi da 18”, l’Adaptive Chassis Control DCC ed il differenziale autobloccante XDS. Molte delle cose che vi abbiamo raccontato in questa nostra prova su strada sono infatti optional, che fanno lievitare il prezzo in modo abbastanza importante. Prezzo salito, in modo più che giustificato, di qualcosina rispetto alla vecchia Passat. Incremento bilanciato da un giudizio sulla tenuta del valore nel tempo molto elevato che, ad esempio, fa si che le rate dei noleggi a lungo termine siano, proporzionalmente al prezzo di acquisto, più basse di molte concorrenti dirette. Gli allestimenti complessivamente disponibili sono ben 5, con i classici tre (Trendline, Comfortline ed Highline) affiancati da quello per le flotte (Businessline) e dalla ricca Executive (solo per il 2.0 da 150 e 190 cavalli con DSG).

Pro e Contro

Ci PiaceNon Ci Piace
Passi in avanti molto importanti, migliorata nel look, nella qualità e nella guidaTante delle meraviglie sono a pagamento, il prezzo è leggermente aumentato

Passat Variant Highline 2.0 Tdi 150 CV Dsg BMT: la Pagella di Motorionline

Motore:★★★★☆ 
Accelerazione:★★★★☆ 
Ripresa:★★★★☆ 
Cambio:★★★★☆ 
Frenata:★★★★☆ 
Sterzo:★★★★½ 
Tenuta di Strada:★★★★½ 
Comfort:★★★★½ 
Infotainment:★★★★☆ 
Abitabilità:★★★★½ 
Bagagliaio:★★★★½ 
Posizione di guida:★★★★½ 
Dotazione:★★★★☆ 
Prezzo:★★★★☆ 
Design:★★★★½ 
Finitura★★★★½ 
Piacere di guida:★★★★½ 
Consumi:★★★★½ 

Passat Variant 2.0 Tdi 150 CV Dsg, in rampa di lancio per il futuro [PROVA SU STRADA]
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