Ecorally 2016: 843 km in giro per l’Italia con la Suzuki Baleno ibrida [FOTO REPORTAGE]

Mascotte d'eccezione e promesse mantenute

All'Ecorally 2016 è andata in scena la nostra seconda avventura nella gara di regolarità per auto a mobilità alternativa. Questa volta ci siamo messi a bordo della nuova Suzuki Baleno ibrida, che già nelle prove su strada si era fatta notare anche per il suo sistema particolarmente parsimonioso. Come sarà andata?
Ecorally 2016: 843 km in giro per l’Italia con la Suzuki Baleno ibrida [FOTO REPORTAGE]

Si è conclusa anche questa edizione dell’Ecorally San Marino, giunto ormai alla sua undicesima edizione, di cui otto con l’aggiunta della categoria riservata a noi operatori della stampa. Quest’anno, in occasione del decennale della competizione (la prima gara fu infatti nel 2006) si è persino deciso di modificare lo storico percorso che dalle montagne del Titano portavano alla nostra capitale, Roma. L’obiettivo finale è stato nuovamente una capitale di un minuscolo stato, ma dalla Città del Vaticano si è passati al Principato di Monaco, un luogo che rappresenta a dir poco una delle stelle del firmamento dell’automotive, dal Gran Premio di Formula 1 all’altrettanto prestigioso Rally di Monte Carlo. Insieme ad altri 39 equipaggi, la squadra di Motorionline si è unita con i suoi rappresentanti, Eleonora Grazioli e il sottoscritto, a bordo della nuova Suzuki Baleno ibrida. La gara è stata composta da 843 km totali divisi in tre giornate con 14 settori di gara, altrettante prove a pressostato e ben 6 prove segrete a velocità media imposta. Come al solito la gara sia è svolta sotto l’egida della FIA ed è stata valida per i campionati mondiali e italiani delle Energie Alternative.

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Insomma, una competizione in piena regola, che ha visto sia equipaggi estremamente agguerriti ed esperti in lotta per la vittoria finale, sia semplici appassionati che hanno voluto dimostrare con le proprie vetture che una mobilità eco-sostenibile è di fatto possibile. Dal metano al GPL, passando per ibrido ed elettrico, ogni alternativa ha avuto i suoi rappresentanti. La nostra redazione, rimasta impressionata durante le sue prove dallo spazio e dai consumi della nuova Baleno, ha deciso di partecipare proprio con la versione ibrida di questa hatchback, per quanto sia un sistema leggermente diverso da quanto siamo abituati nel segmento. La Baleno, infatti, può montare sul suo motore originale, il 1.200 VVT DualJet da 90 CV di potenza e 120 Nm di coppia, anche l’innovativo sistema SHVS, acronimo che sta per Smart Hybrid Vehicle by Suzuki. Si tratta in pratica di un sistema elettrico basato su una batteria agli ioni di litio da 12 V, che aiuta in particolare durante l’avviamento del motore e le accelerazioni, caricando a sua volta la batteria nei momenti di frenata. Secondo i calcoli di Suzuki la Baleno, che già per sua stessa natura presenta dei consumi davvero contenuti, abbasserebbe ulteriormente il suo impatto del 5%, arrivando a toccare i 4 litri/100 km di benzina consumata ed emissioni di appena 94 g/km di CO2.

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Forti di queste premesse, ci siamo presentati venerdì 17 (alla faccia di ogni scaramanzia) alle prove tecniche che si sono svolte direttamente a San Marino, prima della partenza programmata per il pomeriggio. Le gare di regolarità, pur essendo naturalmente meno adrenaliniche di quelle di velocità, richiedono uno sforzo di concentrazione e di attenzione decisamente alto, sia per il pilota che, forse persino in misura maggiore, per il navigatore. Occorre non distrarsi mai e dare sempre le indicazioni precise al pilota, che a sua volta ha il compito di gestire la guida nel modo più ecologico possibile. Le classifiche vengono decise di fatto durante le prove a pressostato e quelle a velocità media segreta. Queste ultime, in particolare, sono organizzate in modo che i giudici siano quasi invisibili (nei limiti del possibile) durante il rilevamento della velocità, per cui tutti i chilometri di percorso previsto dalla prova devono essere affrontati cercando di mantenere la velocità media. Può sembrare semplice, ma non lo è. Soprattutto la quinta e la sesta prova speciale si sono svolte su strade degne per curve e svolte a quelle dei famosi rally di velocità francesi. Mantenere sempre la velocità costante è quasi impossibile, tenendo anche conto che le strade, per quanto poco frequentate, sono comunque aperte al traffico.

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L’equipaggio di Motorionline non aveva un’enorme esperienza in questo genere di competizioni, ma abbiamo affrontato comunque la gara con il massimo impegno e la massima concentrazione. Per portarci fortuna abbiamo anche avuto la nostra speciale mascotte Herbert, la cui collezione si chiamava non per caso dei Morbidelli. Come dire, un nome decisamente benaugurate che ci riporta alle affascinanti gare di Formula 1 degli anni ’90, quando il pesarese Gianni Morbidelli si levò delle grandi soddisfazioni con Scuderia Italia, Minardi e infine in Ferrari, dove conquistò un sesto posto nel GP d’Australia 1991 sostituendo Alain Prost. La Baleno ibrida forse in classifica non avrà ottenuto un risultato particolarmente esaltante, ma le sue caratteristiche sono state confermate. Siamo riusciti, tra autostrada e percorsi pieni di curve e tornanti, a rimanere intorno ai 20 km/litro di media. L’auto può naturalmente fare anche di meglio, ma non dimenticate che eravamo impegnati in una gara, per cui non sempre è stato possibile guidare nei modi più ecologici possibili. Nell’utilizzo di tutti i giorni, invece, la Baleno promette di mantenere molte delle sue promesse, compresa la comodità.

Parola di Herbert Morbidelli!

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