Nuova Porsche Panamera: l’idea di berlina a livello evoluto [PRIMA VISIONE]

Inediti motori bi-turbo V6 e V8, un design più filante

Nuova Porsche Panamera – L'arte dell'affinamento alle volte non basta, è la ridefinizione a rendere un concetto ancora più avvincente, come nel caso della nuova ampia vettura della casa tedesca

Un fragoroso tuono nel silenzio, una chiamata all’alba dopo il torpore della notte, un risveglio. Sono le sensazioni, le immagini mentali che riecheggiano al ritmo del turbo della nuova Porsche Panamera, mentre calca il palcoscenico della presentazione globale a Berlino, lasciando dietro di sé una potente scia luminosa rossa. È quella voglia di osare con eleganza, che da sempre contraddistingue la produzione della casa tedesca. È un modo sempre nuovo di raccontare le cose, da una prospettiva costantemente migliore. È l’evoluta idea del comfort sportivo. In breve: la nuova Panamera appare subito un inedito manifesto futurista del dinamismo contemporaneo.

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Perché accostare a questa vettura la parola “coraggio”? Lo stuzzicante interrogativo della vigilia trova risposta nel momento in cui gli occhi incrociano la vettura. Recuperando quanto detto a proposito di coraggio dallo scrittore Johann Wolfgang von Goethe: “Qualunque cosa tu possa fare o sognare di fare, incominciala! L’audacia ha in sé genio, potere e magia”, diventa semplice quindi riscontrare la ricchezza di potenza e suggestione della nuova Panamera.
Partendo dal design, che recupera diversi concetti impiegati per l’ultima gamma 911, il cofano risulta scolpito, le linee appaiono tese nonostante la zona posteriore sia stata resa più compatta senza intaccare l’abitabilità, e altri dettagli come le voluminose prese d’aria, le nervature, i cerchi in lega da 19 pollici per i modelli 4S e 4S Diesel, da 20 pollici per la Turbo o gli opzionali da 21 pollici, i gruppi ottici elaborati e magnetici, con peculiari luci frontali con motivo LED a quattro punti, caratterizzati da una tecnologia LED Matrix composta da 84 singoli diodi e fasci di luci posteriori che convergono verso il centro dai fari LED tridimensionali, sormontando il nome Porsche; ogni elemento contribuisce a offrire una visione sportiva ma contemporaneamente sofisticata e raffinata. Tra le soluzioni più scenografiche figura lo spoiler posteriore estraibile, in tinta con il colore della carrozzeria e minuziosamente immerso in essa, mascherato nel portellone a comando elettrico. Quello della Turbo a tre elementi, con un sdoppiamento della parte alta che si congiunge con la componente centrale, genera un effetto ala sorprendente e accattivante. A rendere distinguibili le versioni sono anche i terminali di scarico legati ai diffusori: trapezoidali nel caso della più potente Turbo o rotondi passando alle Panamera 4S e 4S Diesel.
Le dimensioni sono più generose di 34 millimetri in lunghezza, rispetto alla precedente generazione (5.049 mm), sei in larghezza (1.937 mm) e 5 in altezza (1.423 mm). L’abitabilità è esaltata invece dall’abbondanza di spazio, concesso a quattro persone da un passo più pronunciato di 30 mm, portato a quota 2.950, grazie a una riduzione dello sbalzo anteriore permessa da un avanzamento delle ruote frontali. Così come è spiccata la versatilità, considerando il grande vano di carico che sfiora di base i 500 litri (495) e al ribaltamento degli schienali posteriori in rapporto 40:20:40, che può aumentare la portata fino a 1.304 litri.

Nel raccontarla, il Dr. Stefan Utsch, Project Manager del progetto Panamera, sottolinea subito che sono tre gli aspetti principali che collegano il nuovo modello al vecchio corso: il primo è l’idea di auto che è rimasta la medesima; di seguito la conferma nel segmento delle berline di lusso e quindi, per ultimo, il nome stesso della vettura. Per il resto, l’aggettivo nuovo non è solo esplicativo ma totalizzante. Lo si comprende anche osservando l’abitacolo, dal quale si potrebbe estrapolare un trattato sull’applicazione dell’ergonomia e della tecnologia all’uso stradale. Pelli di alta qualità morbide al tatto sono in simbiosi con diversi comandi touch e pochi pulsanti fisici, attraverso un mirato impiego di display interattivi e tecnologia Black Panel, e in particolare la raffinata combinazione di sistemi analogici e digitali nel nuovo Porsche Advanced Cockpit. Il nuovo quadro strumenti rappresenta un ottimale equilibrio tra sportività, eleganza e funzionalità innovativa. Due schermi da sette pollici, realizzati in estensione, abbracciano un quadrante analogico centrale su cui compare il classico contagiri. Una dedica alla storica 356 A del 1955.
La posizione di guida è tipicamente sportiva, ribassata ma tarata al punto giusto, per consentire al pilota di avere una corretta visione di frontale e strumentazione, oltre che uno elevato comfort di marcia. Osservando verso il centro della plancia, lo schermo da 12,3 pollici dell’ultimo Porsche Communication Management (PCM) domina la scena e sovrasta sul tunnel centrale, che vede protagonista anche la ricercata leva del cambio PDK. Tra gli aspetti sottolineati anche un altro schermo da sette pollici nella zona posteriore, funzionale per i passeggeri che possono gestire autonomamente climatizzatore e sistema infotainment. Ma sono disponibili anche altri optional per aumentare ulteriormente il comfort interno, così come è ampia la connettività dei sistemi presenti nella nuova Panamera: Apple Car-Play, comandi vocali e varie e diverse funzionalità on-line proiettano la vettura già al livello successivo della guida avanzata.
L’attenzione delle casa sulla sicurezza e all’assistenza di guida è un altro degli aspetti più innovativi, tramite soluzioni di serie e opzionali di alto profilo: ad esempio l’inedito Porsche InnoDrive, un “co-pilota elettronico”, come è segnalato, che in base a informazioni video, radar e di navigazione, regola nell’arco di tre chilometri dal suo impiego accelerazione e frenata, amplificando l’efficienza di marcia. Altrettanto sofisticato è il dispositivo che assiste durante la guida notturna tramite una telecamera termografica, che capta pedoni e animali di grossa taglia, avvertendo tramite una spia colorata il guidatore. Così come è prezioso il contributo che offrono anche i fari LED Matrix, mettendo in risalto i pedoni presenti sul senso di marcia anche al di là della profondità permessa dai proiettori anabbaglianti e dando modo all’automobilista di intervenire.

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Evoluzione ed emozione, dunque. Aspetti in sinergia che emergono costantemente dalla dettagliata descrizione di Stefan Utsch, quando porta l’attenzione sotto la pelle d’acciaio della nuova Panamera, per apprezzare le altre soluzioni raffinate meno visibili. La base telaistica alleggerita, composta da un mix multi-materiale di alluminio, leghe alto-resistenziali e compositi, ha permesso nello specifico di amplificare la rigidezza torsionale e allo stesso tempo l’insonorizzazione interna è ancora più apprezzabile. Ma in proposito, una futura prova su strada permetterà di capire qualcosa di più, non solo di questo ma anche della dinamica di guida a fronte del comfort percepito. Questa è collegata al nuovo auto telaio a tripla camera, al pregiato Chassis Control, che monitora il lavoro degli ammortizzatori e l’assetto anche in funzione del programma selezionato Normal, Sport, Sport Plus e Individual, utilizzando il comando Mode e il pulsante Sport Response che consente di assaporare la massima potenza per un arco limitato di tempo, collegati allo sterzo elettro-meccanico tre razze.

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Infine i motori, un altro dei temi fortemente coinvolgenti nella serata berlinese. Interamente ridefiniti, la nuova Panamera è spinta da propulsori bi-turbo V6 da 2,9 litri e V8 da 4,0 litri. I turbocompressori, arricchiti da turbine a geometria variabile (VTG), sono collocati vicini nella V che costituisce le bancate, il citato Central Turbo Layout, che oltre a garantire grazie alla loro prossimità una reazione più veloce e ottimizzata, permettono una maggior compattezza in termini di ingombri e, di conseguenza, un alloggiamento ribassato degli stessi motori a favore dell’equilibrio dinamico della vettura.
Ogni modello è dotato di trazione integrale e trasmissione PDK doppia frizione otto rapporti. La ridefinizione del legame tra propulsore e cambi, inoltre secondo quanto segnalato, ha consentito un ridimensionamento delle perdite da attrito del 38 %, a tutto vantaggio di progressione ed efficienza di rendimento. Aspetti interessanti e da valutare in futuro.
Il V6 bi-turbo da 2,9 litri della Panamera 4S, eroga 440 cavalli (324 kW) 20 in più se confrontato con quello della precedente generazione al modello precedente, a 5.650 giri/min e 550 Nm di coppia tra i 1.750 e 5.500 giri/min. Il classico scatto 0-100 km/h è completato in 4,4 secondi o 4,2 con pacchetto Sport Chrono, sino a 289 km/h di velocità massima. La casa segnala un indice di consumo combinato nel ciclo NEDC tra gli 8,2 e 8,1 l/100 km e le emissioni di CO2 tra i 186 e i 184 g/km, ridotto dell’11% se raffrontato alla precedente Panamera 4S (fino a 1,0 l/100 km).
I dati più altisonanti, poi, emergono dalle più generose unità V8. La versione Diesel Common-Rail, dotata di pressione massima d’iniezione a 2.500 bar e sovralimentazione a doppio stadio, che permette un’esercizio mono e bi-turbo appunto, è, da quanto evidenziato, il motore di questa tipologia più potente utilizzato da Porsche sulla propria produzione. Ciò rende la nuova Panamera 4S Diesel anche la vettura di questa categoria più veloce al mondo. La spinta generata ammonta a 422 cavalli (310 kW), sviluppata a 3.500 giri/min, con un poderoso valore di coppia da 850 Nm, già tra i 1.000 e 3.250 giri/min. I 100 km/h da ferma sono raggiunti in 4,5 secondi o 4,3 secondi, se arricchita del pacchetto Sport Chrono, mentre il picco massimo è di 285 km/h. Dal punto di vista dei consumi, il dato medio indicato varia tra i 6,8 e 6,7 l/100 km e le emissioni di CO2 tra 178 e 176 g/km.
Al vertice il possente V8 bi-turbo sempre da 4,0 litri della Panamera Turbo. Un cuore impreziosito da una soluzione “Twin Scroll” per i turbocompressori che iniettano aria compressa nelle camere di combustione e “regolazione adattiva dei cilindri”, capace di erogare una forza di 550 cavalli (404 kW) a 5.750 giri/min e 770 Nm di coppia tra 1.960 e 4.500 giri/min. Una spinta più elevata di 30 cavalli rispetto al passato modello e una coppia lievitata di 70 Nm, per prestazioni sublimi, come testimoniato dal giro record effettuato sull’impegnativo manto del Nürburgring di sette minuti e 38 secondi. Un riscontro supportato da un peso/potenza di 3,6 kg per cavallo, considerando una massa complessiva non troppo distante dalle due tonnellate. L’accelerazione è racchiusa in 3,8 secondi (o 3,6 con il già citato Sport Chrono Package) e la velocità massima infrange la barriera dei 300 km/h (306 per la precisione). Abbassato il consumo medio, secondo indicazioni, a 1,1 l/100 km e compreso fra 9,4 e 9,3 l/100 km (parametri NECD), e le emissioni di CO2 variano tra i 214 e 212 g/km, da quanto segnalato.
Ma il fattore più coinvolgente è soprattutto il suono generato. Le turbine plasmano con le loro invisibili mani le onde sonore, realizzando una sinfonia appagante. Grintosa e ritmica, la voce del V8 della Turbo ricorda quello di una supercar, e graffia l’aria con la stessa animosità di una sportiva di razza, come apprezzato nel breve scatto introduttivo della serata.
Attesa in Italia il 5 novembre, le cifre partono da 117.362,00 Euro per la versione Panamera 4S, da 121.388,00 Euro per la 4S Diesel e da 158.354,00 Euro per la spumeggiante Turbo. Nel 2017, invece, sarebbe previsto il debutto di una versione ibrida plug-in.

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In sintesi: a un primo sguardo, la nuova Porsche Panamera è subito distinguibile dalla versione ancora in commercio. Più affilata, più ricca di contenuti, più affascinante dal punto di vista tecnologico, rappresenta la ridefinizione del comfort sportivo secondo lo stile della casa tedesca.
E mentre il cangiante volto notturno di Berlino manifesta la vitalità estetica e culturale della città, il suono della nuova vettura continua a vibrare tra i ricordi e la mente si perde tra le autostrade della fantasia.

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    1 commento

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    • Michael 1963 ha detto:

      E beh, che dire: questa nuova Panamera è proprio bella!! Rispetto alla precedente versione è stata di molto ingentilita nella linea e nel contempo resa più aggressiva e sportiva! E i motori, come sempre, al top! Per il momento non vedo in listino il 3.000 cc diesel, spero che più avanti venga messo in commercio, perchè l’8V diesel di 4.000 cc presente in listino per molti può essere ritenuto troppo esuberante per un uso quotidiano più “da lavoro”.

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