WP_Post Object ( [ID] => 282261 [post_author] => 8 [post_date] => 2016-07-04 20:30:16 [post_date_gmt] => 2016-07-04 18:30:16 [post_content] => Basta pronunciare la parola “Mondiale” per far venire in mente una lunghissima serie di immagini. Tifosi esultanti, stadi stracolmi, bandiere che garriscono al vento e quella tipica tensione che solamente un grande evento sportivo riesce a trasmettere. La Coppa del Mondo, in qualsiasi disciplina, rappresenta il traguardo più ambito in assoluto, l’apice di una carriera passata ad allenarsi, ad affinare la propria tecnica e persino capire quali sono i meccanismi che si nascondo dietro lo sport in senso stretto. A Lisbona lo scorso maggio, però, si è svolta una Coppa del Mondo davvero particolare. Non la vedrete sui canali della TV satellitare o giornali sportivi. Sicuramente non vedrete nemmeno i caroselli festanti dei tifosi per le strade in caso di vittoria. Eppure quella organizzata dal Gruppo Belron è davvero una competizione unica nel suo genere, che punta a stabilire al di là di ogni dubbio chi sia il migliore. Il più tecnico, il più competente, il più bravo e il più veloce. In che disciplina? Nella sostituzione e nella riparazione dei cristalli auto. Stiamo infatti parlando del Best of Belron, ciò che non possiamo fare a meno di definire la Coppa del Mondo dei tecnici cristalli. La Belron, infatti, altro non è che la società mondiale attiva nel campo della riparazione vetri delle nostre vetture che raccoglie sotto di sé diversi marchi, tra cui il conosciutissimo Carglass. Sono ormai sedici anni che viene organizzata questa originale gara, che da evento interno all’azienda come tanti altri è divenuto un appuntamento molto seguito da tutti gli operatori di settore e persino da qualche appassionato. Sostituire o riparare un vetro dell’auto, infatti, è un’eventualità che, oggettivamente, prima o poi è capitata a tutti noi. Secondo i dati della Belron, ogni giorno le sue aziende intervengono su ben 7.800 parabrezza in 30 Paesi, con 2.380 punti assistenza attivi. Numeri davvero impressionanti per quello che solo all’apparenza è un mercato di nicchia. La Belron, infatti, attesta di riciclare ogni anno abbastanza vetro da riempire ben 177 jumbo jet. Ben 25.600 dipendenti in giro per il mondo contribuiscono a riparare un vetro ogni 3 secondi. Quasi superfluo immaginare come velocità e competenza siano ormai divenuti elementi assolutamente imprescindibili per un marchio come Carglass. Ecco allora la necessità della nascita del Best of Belron. La competizione è nata nel 2000 e si svolge ogni due anni. Inizialmente era solamente un’iniziativa riservata ai dipendenti, ma nel corso degli anni è divenuta sempre più popolare. L’ultima edizione si è svolta alla MEO Arena di Lisbona, costruita in occasione dell’EXPO del 1998, dal 18 al 19 maggio scorsi. Ha visto la partecipazione di ben 27 Paesi, quindi quasi tutte le nazioni dove Carglass è presente, dalla Nuova Zelanda al Canada, dagli Stati Uniti alla Turchia, senza dimenticare ovviamente l’Italia. Ogni nazione ha diritto ad un solo rappresentante, vincitore della rispettiva selezione locale che è avvenuta nei mesi precedenti. A tenere alta la nostra bandiera tricolore ci ha pensato il Campione d’Italia Bruno Spataro, da sei anni attivo al centro Carglass di Legnago, in provincia di Verona. Fisico asciutto, barba curata e soprattutto attenzione per i dettagli, fondamentali per poter portare a termine una Coppa del Mondo di questa portata. SONY DSC Come si struttura il Best of Belron? L’edizione di quest’anno ha occupato ben due giorni di gare, dove i 27 partecipanti (più il campione della scorsa edizione che ha lavorato fuori concorso) si sono sfidati in quattro diverse prove di difficoltà crescente: 1 – sostituzione del fisso posteriore destro con riparazione di scheggiatura del parabrezza 2 – sostituzione del lunotto 3 – sostituzione del mobile posteriore destro 4 – sostituzione del parabrezza con ricalibratura dei sensori ADAS Durante ogni prova i partecipanti sono stati assistiti da un istruttore e da un giudice, il cui giudizio insindacabile avrebbe poi deciso il vincitore assoluto della competizione. Noi, ovviamente, abbiamo seguito da vicino la gara del nostro Bruno, facendo il tifo per lui. Nonostante il Best of Belron sia un evento legato alla promozione dell’immagine della società e dell’unione dei suoi dipendenti, infatti, alla MEO Arena si sono veramente visti dei supporter venuti da tutto il mondo per sostenere i propri amici qualificati alla gara. Tra i più caldi contiamo sicuramente gli americani, senza però dimenticare i turchi, i norvegesi e i portoghesi padroni di casa. Applausi e tifo hanno accompagnato ogni completamento di ogni singola prova, fino alla dichiarazione del vincitore finale avvenuta la sera del 19 maggio. Il primo giorno, durante il turno del mattino, la gara ha visto la sua partenza con la sostituzione del vetro fisso posteriore destro. I partecipanti, però, hanno dovuto anche affrontare una sorpresa, ovvero una scheggiatura nel parabrezza. Quest’ultimo danno non comporta la sostituzione di tutto il vetro, ma piuttosto la sua riparazione. Non certo un’operazione semplice, anche se il nostro Bruno se l’è sicuramente cavata bene. Il vetro posteriore è stato rimosso con cura e al suo posto è stato piazzato un nuovo elemento, che ha dovuto essere inserito con cura perfetta per poter mantenere le caratteristiche di protezione e isolamento termo-acustico del veicolo (per il Best of Belron 2016 le prove si sono svolte su un’Audi A4 nuova di zecca). SONY DSC Una prova sicuramente impegnativa, ma mai quanto quella del pomeriggio. La sostituzione del lunotto posteriore, infatti, ha comportato per il nostro Bruno lo spostamento e la rimozione di molti altri elementi, in modo da arrivare a quel vetro con una posizione corretta per poter sganciare il vetro senza danneggiarlo ulteriormente (facendo così perdere molto tempo al riparatore). Per uno spettatore è sicuramente interessante osservare un procedimento che di solito non viene mostrato al pubblico, compresi i numerosi strumenti, dall’aspetto decisamente particolare, necessari per portare a compimento il lavoro. Una parte importante della prova, tra l’altro, è composta anche dalle procedure di accettazione e di restituzione della vettura al cliente. Tutto deve essere portato a termine con la massima precisione, sia per consegnare un lavoro della qualità richiesta che per evitare che un eventuale ritardo finisca per ripercuotersi anche sui lavori successivi. Tutto questo viene giudicato dagli inflessibili giudici. SONY DSC Il secondo giorno è iniziato con la terza prova, la riparazione del vetro mobile posteriore destro. Un’operazione particolarmente complessa, non soltanto perché questo genere di vetro, contrariamente al parabrezza, tende a frantumarsi, richiedendo quindi la relativa pulizia dei frammenti, ma anche perché ormai nelle portiere sono presenti cavi, ripetitori, sistemi di riscaldamento e motorini elettrici per muovere il vetro. Smontare tutta questa tecnologia e rimontarla ha richiesto a Bruno una vera e propria “mappa del tesoro”, anche tenendo conto che ogni auto per forza di cose è diversa dalle altre. Anche a parità di modello, le dotazioni possono essere diverse. Una sfida che, però, è stata solamente di anteprima del vero “pezzo forte”. Il parabrezza per forza di cose è una delle parti dell’auto più esposta ad eventuali danni e data la sua natura particolarmente resistente rimetterlo in sesto è forse una delle operazioni più complicate che possano capitare ad un tecnico cristalli. Ad aggiungere un’ulteriore difficoltà, le auto più recenti sono dotate di numerosi sensori ADAS, ovvero quelli che hanno il compito di misurare la temperatura per il climatizzatore, verificare la luce e numerose altre funzioni. Questi, per ragioni di spazio e opportunità, si trovano proprio nel parabrezza e la sua sostituzione comporta una ricalibratura molto precisa degli stessi. SONY DSC Al termine di questa impegnativa due giorni di prove, ad uscire vincitore è stato il tecnico statunitense, ma anche il nostro Bruno è potuto tornare a casa soddisfatto, essendo infatti stato riconosciuto come uno dei 15 migliori tecnici al mondo. Con la vittoria americana si è chiusa questa edizione del Best of Belron, che però verrà riproposto ancora nel 2018. Chissà, magari il prossimo a partecipare sarà il vostro tecnico di fiducia. 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Best of Belron 2016, viaggio nella Coppa del Mondo più originale [VIDEO REPORTAGE]

Tutti a fare il tifo per il tecnico azzurro Bruno Spataro

Si è tenuta a Lisbona la nuova edizione del Best of Belron, il vero e proprio Mondiale dei tecnici cristalli organizzato dalla società che possiede il marchio Carglass. Per il nostro Paese ha partecipato il giovane Bruno Spataro. Come sarà andata? Venite a fare il tifo per lui!

Basta pronunciare la parola “Mondiale” per far venire in mente una lunghissima serie di immagini. Tifosi esultanti, stadi stracolmi, bandiere che garriscono al vento e quella tipica tensione che solamente un grande evento sportivo riesce a trasmettere. La Coppa del Mondo, in qualsiasi disciplina, rappresenta il traguardo più ambito in assoluto, l’apice di una carriera passata ad allenarsi, ad affinare la propria tecnica e persino capire quali sono i meccanismi che si nascondo dietro lo sport in senso stretto. A Lisbona lo scorso maggio, però, si è svolta una Coppa del Mondo davvero particolare. Non la vedrete sui canali della TV satellitare o giornali sportivi. Sicuramente non vedrete nemmeno i caroselli festanti dei tifosi per le strade in caso di vittoria. Eppure quella organizzata dal Gruppo Belron è davvero una competizione unica nel suo genere, che punta a stabilire al di là di ogni dubbio chi sia il migliore. Il più tecnico, il più competente, il più bravo e il più veloce. In che disciplina? Nella sostituzione e nella riparazione dei cristalli auto.

Stiamo infatti parlando del Best of Belron, ciò che non possiamo fare a meno di definire la Coppa del Mondo dei tecnici cristalli. La Belron, infatti, altro non è che la società mondiale attiva nel campo della riparazione vetri delle nostre vetture che raccoglie sotto di sé diversi marchi, tra cui il conosciutissimo Carglass. Sono ormai sedici anni che viene organizzata questa originale gara, che da evento interno all’azienda come tanti altri è divenuto un appuntamento molto seguito da tutti gli operatori di settore e persino da qualche appassionato. Sostituire o riparare un vetro dell’auto, infatti, è un’eventualità che, oggettivamente, prima o poi è capitata a tutti noi. Secondo i dati della Belron, ogni giorno le sue aziende intervengono su ben 7.800 parabrezza in 30 Paesi, con 2.380 punti assistenza attivi. Numeri davvero impressionanti per quello che solo all’apparenza è un mercato di nicchia. La Belron, infatti, attesta di riciclare ogni anno abbastanza vetro da riempire ben 177 jumbo jet. Ben 25.600 dipendenti in giro per il mondo contribuiscono a riparare un vetro ogni 3 secondi. Quasi superfluo immaginare come velocità e competenza siano ormai divenuti elementi assolutamente imprescindibili per un marchio come Carglass. Ecco allora la necessità della nascita del Best of Belron.

La competizione è nata nel 2000 e si svolge ogni due anni. Inizialmente era solamente un’iniziativa riservata ai dipendenti, ma nel corso degli anni è divenuta sempre più popolare. L’ultima edizione si è svolta alla MEO Arena di Lisbona, costruita in occasione dell’EXPO del 1998, dal 18 al 19 maggio scorsi. Ha visto la partecipazione di ben 27 Paesi, quindi quasi tutte le nazioni dove Carglass è presente, dalla Nuova Zelanda al Canada, dagli Stati Uniti alla Turchia, senza dimenticare ovviamente l’Italia. Ogni nazione ha diritto ad un solo rappresentante, vincitore della rispettiva selezione locale che è avvenuta nei mesi precedenti. A tenere alta la nostra bandiera tricolore ci ha pensato il Campione d’Italia Bruno Spataro, da sei anni attivo al centro Carglass di Legnago, in provincia di Verona. Fisico asciutto, barba curata e soprattutto attenzione per i dettagli, fondamentali per poter portare a termine una Coppa del Mondo di questa portata.

SONY DSC

Come si struttura il Best of Belron? L’edizione di quest’anno ha occupato ben due giorni di gare, dove i 27 partecipanti (più il campione della scorsa edizione che ha lavorato fuori concorso) si sono sfidati in quattro diverse prove di difficoltà crescente:

1 – sostituzione del fisso posteriore destro con riparazione di scheggiatura del parabrezza
2 – sostituzione del lunotto
3 – sostituzione del mobile posteriore destro
4 – sostituzione del parabrezza con ricalibratura dei sensori ADAS

Durante ogni prova i partecipanti sono stati assistiti da un istruttore e da un giudice, il cui giudizio insindacabile avrebbe poi deciso il vincitore assoluto della competizione. Noi, ovviamente, abbiamo seguito da vicino la gara del nostro Bruno, facendo il tifo per lui. Nonostante il Best of Belron sia un evento legato alla promozione dell’immagine della società e dell’unione dei suoi dipendenti, infatti, alla MEO Arena si sono veramente visti dei supporter venuti da tutto il mondo per sostenere i propri amici qualificati alla gara. Tra i più caldi contiamo sicuramente gli americani, senza però dimenticare i turchi, i norvegesi e i portoghesi padroni di casa. Applausi e tifo hanno accompagnato ogni completamento di ogni singola prova, fino alla dichiarazione del vincitore finale avvenuta la sera del 19 maggio.

Il primo giorno, durante il turno del mattino, la gara ha visto la sua partenza con la sostituzione del vetro fisso posteriore destro. I partecipanti, però, hanno dovuto anche affrontare una sorpresa, ovvero una scheggiatura nel parabrezza. Quest’ultimo danno non comporta la sostituzione di tutto il vetro, ma piuttosto la sua riparazione. Non certo un’operazione semplice, anche se il nostro Bruno se l’è sicuramente cavata bene. Il vetro posteriore è stato rimosso con cura e al suo posto è stato piazzato un nuovo elemento, che ha dovuto essere inserito con cura perfetta per poter mantenere le caratteristiche di protezione e isolamento termo-acustico del veicolo (per il Best of Belron 2016 le prove si sono svolte su un’Audi A4 nuova di zecca).

SONY DSC

Una prova sicuramente impegnativa, ma mai quanto quella del pomeriggio. La sostituzione del lunotto posteriore, infatti, ha comportato per il nostro Bruno lo spostamento e la rimozione di molti altri elementi, in modo da arrivare a quel vetro con una posizione corretta per poter sganciare il vetro senza danneggiarlo ulteriormente (facendo così perdere molto tempo al riparatore). Per uno spettatore è sicuramente interessante osservare un procedimento che di solito non viene mostrato al pubblico, compresi i numerosi strumenti, dall’aspetto decisamente particolare, necessari per portare a compimento il lavoro. Una parte importante della prova, tra l’altro, è composta anche dalle procedure di accettazione e di restituzione della vettura al cliente. Tutto deve essere portato a termine con la massima precisione, sia per consegnare un lavoro della qualità richiesta che per evitare che un eventuale ritardo finisca per ripercuotersi anche sui lavori successivi. Tutto questo viene giudicato dagli inflessibili giudici.

SONY DSC

Il secondo giorno è iniziato con la terza prova, la riparazione del vetro mobile posteriore destro. Un’operazione particolarmente complessa, non soltanto perché questo genere di vetro, contrariamente al parabrezza, tende a frantumarsi, richiedendo quindi la relativa pulizia dei frammenti, ma anche perché ormai nelle portiere sono presenti cavi, ripetitori, sistemi di riscaldamento e motorini elettrici per muovere il vetro. Smontare tutta questa tecnologia e rimontarla ha richiesto a Bruno una vera e propria “mappa del tesoro”, anche tenendo conto che ogni auto per forza di cose è diversa dalle altre. Anche a parità di modello, le dotazioni possono essere diverse. Una sfida che, però, è stata solamente di anteprima del vero “pezzo forte”. Il parabrezza per forza di cose è una delle parti dell’auto più esposta ad eventuali danni e data la sua natura particolarmente resistente rimetterlo in sesto è forse una delle operazioni più complicate che possano capitare ad un tecnico cristalli. Ad aggiungere un’ulteriore difficoltà, le auto più recenti sono dotate di numerosi sensori ADAS, ovvero quelli che hanno il compito di misurare la temperatura per il climatizzatore, verificare la luce e numerose altre funzioni. Questi, per ragioni di spazio e opportunità, si trovano proprio nel parabrezza e la sua sostituzione comporta una ricalibratura molto precisa degli stessi.

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Al termine di questa impegnativa due giorni di prove, ad uscire vincitore è stato il tecnico statunitense, ma anche il nostro Bruno è potuto tornare a casa soddisfatto, essendo infatti stato riconosciuto come uno dei 15 migliori tecnici al mondo. Con la vittoria americana si è chiusa questa edizione del Best of Belron, che però verrà riproposto ancora nel 2018. Chissà, magari il prossimo a partecipare sarà il vostro tecnico di fiducia.

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