Mobilità del futuro, fari puntati sull’idrogeno

Mobilità del futuro, fari puntati sull’idrogeno
Potrebbe essere la vera rivoluzione della mobilità: sono puntati sull’idrogeno e i veicoli elettrici a cella a combustibile i fari della II Conferenza nazionale sulla Mobilità sostenibile promossa dall’Anci, dal ministero dell’Ambiente e dal Comune di Catania, in calendario oggi e domani presso il Monastero dei Benedettini di San Nicolò l’Arena. Tra i presenti, Gianluca Galletti, ministro dell’Ambiente, che questa mattina durante il suo intervento ha detto: “La cultura ambientale è aumentata tantissimo nei giovani che hanno una consapevolezza che prima non c’era e che chiaramente incide sulla mobilità sostenibile. Abbiamo 35 milioni di euro per finanziare progetti casa-lavoro e casa-scuola. Possiamo partire con la gara a settembre per chiudere entro la fine dell’anno. Abbiamo i fondi, i Comuni devono presentare i progetti, noi li invitiamo a farlo. Io faccio i bandi, loro vengano a prendere questi soldi e li spendano subito, anche perché – ha ribadito – non c’è più un problema di risorse, ma di muoversi: gli enti locali devono venire a prendersi i soldi, e non solo sulla mobilità sostenibile, ma anche quelli per l’efficientamento energetico”.
Tre le sessioni tematiche, di cui una dedicata alla “Mobilità verso emissioni zero”. I numeri fanno ben sperare: con 27mila veicoli a idrogeno a celle a combustibile previste per il 2025 e 8,5 milioni per il 2050, affiancate da 23.000 autobus e rifornite da 5.000 stazioni di approvvigionamento, l’Italia potrebbe cambiare il proprio modo di spostarsi. A illustrare le prospettivi future, Alberto Dossi, Presidente del Comitato di Indirizzo Strategico di Mobilità Idrogeno Italia e Presidente di Gruppo Sapio: i numeri indicati sono contenuti nella proposta di Piano Nazionale per la Mobilità a Idrogeno. MH2IT è un organismo che riunisce i principali soggetti del settore e che ha affiancato le autorità competenti nella redazione del Piano che il Governo presenterà alla Commissione Europea entro novembre, come previsto dalla Direttiva 2014/94/UE sullo sviluppo del mercato dei combustibili alternativi.
Il Piano Mobilità Idrogeno Italia si pone due obiettivi principali, il primo al 2025, previsto dalla direttiva DAFI, e il secondo al 2050: Inizialmente, per minimizzare i rischi finanziari e introdurre la tecnologia, prevede un approccio captive fleet, con introduzione di flotte per le autovetture e gli autobus in grado di assicurare un adeguato fattore di carico per ciascuna stazione di rifornimento. Quanto ai veicoli, sono già una realtà grazie anche agli investimenti in tecnologia di alcune case automobilistiche. “I motori a fuel cell – ha detto Dossi –, rispetto ai motori a combustione interna, rilasciano nell’atmosfera solo vapore acqueo. I veicoli leggeri con 1 kg di idrogeno oggi percorrono 100 km, hanno livelli di autonomia al passo con le altre vetture (500-750 km con un pieno) e i tempi di rifornimento sono inferiori ai 5 minuti”.
Il Piano Mobilità Idrogeno Italia prevede 27.000 mila veicoli elettrici a celle a combustibile alimentati a idrogeno in Italia al 2025 e ben 8 milioni e mezzo al 2050, cioè il 20% del parco circolante”. D’altra parte, L’Agenzia Internazionale dell’Energia ha chiaramente detto che per contenere l’aumento della temperatura sotto i 2°C, il numero di vetture a celle a combustibile alimentate a idrogeno circolanti nel 2050 tra Francia, Germania, Italia e Regno Unito non potrà essere inferiore a 40 milioni. Per gli autobus, invece (1100 in Italia al 2025 e 23mila al 2050), l’autonomia è di 450 km con un pieno; tempi di rifornimento inferiori ai 10 minuti e un’efficienza di 8-9 kg per percorrere 100 km.  Dossi ha chiuso il proprio intervento auspicando una maggiore collaborazione tra pubblico e privato.

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