WP_Post Object ( [ID] => 288928 [post_author] => 18 [post_date] => 2016-07-19 01:18:55 [post_date_gmt] => 2016-07-18 23:18:55 [post_content] => Citroën C3 Max - Poco importa che sia la prima, la decima o la centesima gara. Quel misto di emozione, adrenalina, tensione (ed anche un po’di paura) ti assalgono ben prima. Giá un paio di settimane prima, nel mio caso, quando la sera, prima di andare a dormire, era ormai diventato un rituale guardare sul tablet qualche giro di camera car al Mugello. Esatto, proprio il Mugello, mica un pistino qualsiasi. Una delle piste più impegnative che ci siano, ma, al tempo stesso, anche una delle più belle ed amate dai piloti, sia delle due che delle quattro ruote. Mark Webber, proprio dopo un test al Mugello, con un Tweet, comunicò al mondo intero che “dieci giri al Mugello sono più goduriosi che mille giri ad Abu Dhabi”. Insomma, un mito senza eguali. Un mito che, ahimè, prima del week end di gara, conoscevo solo per sentito dire, non avendo mai avuto l’occasione di farci un giro, se non alla Playstation. MA QUANTO E'CRESCIUTA? Almeno la macchina, però, la conoscevo bene. Anzi, posso addirittura vantarmi di essere il suo padrino, o meglio, da buon siciliano, il suo “parrino”. Proprio l’anno scorso, infatti, sempre in coppia con Massimo Arduini (a sua volta papà della vettura), l’avevamo portata al battesimo assoluto a Magione, raggiungendo un inaspettato podio alla gara inaugurale del Campionato Italiano Turismo Endurance. Cambiano le regole, cambia il nome del campionato, cambia la categoria (adesso TCR), ma la “picciridda” – così l’avevamo battezzata – resta ancora oggi un’esemplare unico con un fascino incredibile. Una vettura nata da un foglio bianco, figlia della pura passione per il motorsport, che, insieme ad un briciolo di sana follia, hanno guidato Citroën Italia, Max Arduini, la Procar e la 2T Course & Reglage in questa pazza idea che, alla fine, si è subito rivelata una scommessa vinta e vincente (in pista). Ma in realtà, in quest’anno trascorso tra griglie di partenza e gare in salita, quella che era la “picciridda” di Magione, è cresciuta alla grande, in particolare sotto al cofano, dove il 1.6 THP vanta adesso un surplus di ben 50 CV, raggiugendo così quota 300 totali, ai quali si affianca l'ulteriore lavoro di sviluppo sull'assetto e sulla distribuzione dei pesi. Peccato che il regolamento di Aci Sport sia stato un po’penalizzante per la piccola Citroën. La C3 Max, difatti, quest’anno corre in TCR, ma lo fa in deroga, in quanto il regolamento prevede che le vetture debbano essere dei 2.0 turbocompressi. Proprio a causa della minore cilindrata e della minore potenza, che sulla carta la rendevano già svantaggiata, la notevole zavorra imposta dai commissari tecnici della federazione è, secondo noi, per buona parte ingiustificata. Nonostante tutto, comunque, anche su piste molto veloci come il Mugello, la piccola C3 Max sa sempre dire la sua, ma non voglio anticiparvi troppo… UN VENERDI' MATTINA PIUTTOSTO TRAVAGLIATO... WP_20160715_14_06_37_Pro Il nostro week end di gara parte con la sveglia delle 6:00, il venerdì mattina. Anzi, parte anche prima della sveglia, perché l’emozione è troppa, e i miei occhi decidono di spalancarsi in autonomia verso le 5:30, ben prima del trillo dell’iPhone che, di norma, maledico ogni mattina. Un ultimo check: tuta, casco, collare hans, guanti, sottotuta, scarpe, go-pro, c’è tutto il necessario. Sono così focalizzato sulla gara che, mannaggia a me, dimentico pigiama e spazzolino da denti. Al secondo c’è soluzione perché ne rimedio uno all’autogrill nella pausa caffè, al primo, beh, mi auto-convinco che i veri piloti sono uomini duri e non hanno bisogno del pigiama. Così, dopo quasi tre ore di strada, arrivo finalmente al Mugello. L’ingresso, con l’inconfondibile casco rosso, è proprio quello che mi era capitato di vedere migliaia di volte in TV e sui giornali. Che emozione. Parcheggio subito e mi precipito nell’affollatissimo paddock, alla ricerca del tendone della Procar dove dovrei trovare la mia “figlioccia”, la C3 Max. Arrivo, la vedo, infondibile tra mille, bella come sempre, ma c’è un particolare che mi turba alquanto. L’anteriore è praticamente tutto smontato. E la cosa non mi piace affatto. Il turbamento visivo trova conferma nelle parole di Max, nel frattempo arrivato anche lui al paddock: c’è un problemino ad un cuscinetto del cambio, che va sostituito. In teoria una stupidaggine, una riparazione da nulla, ma il problema grosso è che il pezzo doveva partire dalla Francia mercoledì sera, per arrivare venerdì alla Procar. Peccato che, fortuna delle fortune, giovedì, in Francia, era festa nazionale (o meglio, lo sarebbe purtroppo dovuta essere), e dunque il pezzo non è proprio partito. A quel punto, manco a dirlo, cala in me lo sconforto più totale. Tanta attesa, tanta emozione, che svaniscono in un attimo come il fumo di una di quelle sigarette elettroniche che andavano tanto di moda fino all’altro ieri. Ma la speranza è l’ultima a morire, perché presto arriva la telefonata che svolta la giornata: i ragazzi della Procar, ed in particolare il mitico “Giampi”, è riuscito a trovare un cuscinetto simile, che dopo qualche modifica con il tornio potrebbe adattarsi al cambio sequenziale Sadev della C3 Max. ...MA A LIETO FINE Ebbene sì, il pezzo, dopo il miracolo di "Giampi", combacia alla perfezione, e la C3 Max è finalmente pronta per scendere in pista. Abbiamo però saltato le prove libere. Un guaio mica da poco per me che non ho mai girato al Mugello. Il turno di prove ufficiali, quello che deciderà lo schieramento in griglia, è di appena un quarto d’ora, che in una pista lunga come il Mugello significa avere al massimo 4-5 giri a disposizione. Un nulla, nel quale dovrò non soltanto imparare la pista, ma anche cercare di fare un tempo decente, che mi consenta di non partire ultimo in griglia... Per il racconto delle qualifiche, tornate a leggerci domani. 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Citroën C3 Max: il nostro racconto della gara al Mugello con la piccola “belva” [PARTE 1]

Un indimeticabile week-end di gara, che parte da un venerdì mattina un po' travagliato

Venerdì mattina sveglia presto, direzione Mugello. C'è la corsa che aspettavamo da tempo. Una corsa nella quale, per una volta, saremo noi ad essere schierati in griglia, dietro al volante della Citroën C3 Max, esemplare unico del bolide da competizione creato da Citroën Italia insieme al team manager della 2T Course & Reglage, Massimo Arduini, coadiuvati dalla pistoiese Procar Motosport
Citroën C3 Max: il nostro racconto della gara al Mugello con la piccola “belva” [PARTE 1]

Citroën C3 Max – Poco importa che sia la prima, la decima o la centesima gara. Quel misto di emozione, adrenalina, tensione (ed anche un po’di paura) ti assalgono ben prima. Giá un paio di settimane prima, nel mio caso, quando la sera, prima di andare a dormire, era ormai diventato un rituale guardare sul tablet qualche giro di camera car al Mugello. Esatto, proprio il Mugello, mica un pistino qualsiasi. Una delle piste più impegnative che ci siano, ma, al tempo stesso, anche una delle più belle ed amate dai piloti, sia delle due che delle quattro ruote. Mark Webber, proprio dopo un test al Mugello, con un Tweet, comunicò al mondo intero che “dieci giri al Mugello sono più goduriosi che mille giri ad Abu Dhabi”. Insomma, un mito senza eguali. Un mito che, ahimè, prima del week end di gara, conoscevo solo per sentito dire, non avendo mai avuto l’occasione di farci un giro, se non alla Playstation.

MA QUANTO E’CRESCIUTA?
Almeno la macchina, però, la conoscevo bene. Anzi, posso addirittura vantarmi di essere il suo padrino, o meglio, da buon siciliano, il suo “parrino”. Proprio l’anno scorso, infatti, sempre in coppia con Massimo Arduini (a sua volta papà della vettura), l’avevamo portata al battesimo assoluto a Magione, raggiungendo un inaspettato podio alla gara inaugurale del Campionato Italiano Turismo Endurance. Cambiano le regole, cambia il nome del campionato, cambia la categoria (adesso TCR), ma la “picciridda” – così l’avevamo battezzata – resta ancora oggi un’esemplare unico con un fascino incredibile. Una vettura nata da un foglio bianco, figlia della pura passione per il motorsport, che, insieme ad un briciolo di sana follia, hanno guidato Citroën Italia, Max Arduini, la Procar e la 2T Course & Reglage in questa pazza idea che, alla fine, si è subito rivelata una scommessa vinta e vincente (in pista). Ma in realtà, in quest’anno trascorso tra griglie di partenza e gare in salita, quella che era la “picciridda” di Magione, è cresciuta alla grande, in particolare sotto al cofano, dove il 1.6 THP vanta adesso un surplus di ben 50 CV, raggiugendo così quota 300 totali, ai quali si affianca l’ulteriore lavoro di sviluppo sull’assetto e sulla distribuzione dei pesi. Peccato che il regolamento di Aci Sport sia stato un po’penalizzante per la piccola Citroën. La C3 Max, difatti, quest’anno corre in TCR, ma lo fa in deroga, in quanto il regolamento prevede che le vetture debbano essere dei 2.0 turbocompressi. Proprio a causa della minore cilindrata e della minore potenza, che sulla carta la rendevano già svantaggiata, la notevole zavorra imposta dai commissari tecnici della federazione è, secondo noi, per buona parte ingiustificata. Nonostante tutto, comunque, anche su piste molto veloci come il Mugello, la piccola C3 Max sa sempre dire la sua, ma non voglio anticiparvi troppo…
UN VENERDI’ MATTINA PIUTTOSTO TRAVAGLIATO…
WP_20160715_14_06_37_Pro
Il nostro week end di gara parte con la sveglia delle 6:00, il venerdì mattina. Anzi, parte anche prima della sveglia, perché l’emozione è troppa, e i miei occhi decidono di spalancarsi in autonomia verso le 5:30, ben prima del trillo dell’iPhone che, di norma, maledico ogni mattina. Un ultimo check: tuta, casco, collare hans, guanti, sottotuta, scarpe, go-pro, c’è tutto il necessario. Sono così focalizzato sulla gara che, mannaggia a me, dimentico pigiama e spazzolino da denti. Al secondo c’è soluzione perché ne rimedio uno all’autogrill nella pausa caffè, al primo, beh, mi auto-convinco che i veri piloti sono uomini duri e non hanno bisogno del pigiama. Così, dopo quasi tre ore di strada, arrivo finalmente al Mugello. L’ingresso, con l’inconfondibile casco rosso, è proprio quello che mi era capitato di vedere migliaia di volte in TV e sui giornali. Che emozione. Parcheggio subito e mi precipito nell’affollatissimo paddock, alla ricerca del tendone della Procar dove dovrei trovare la mia “figlioccia”, la C3 Max. Arrivo, la vedo, infondibile tra mille, bella come sempre, ma c’è un particolare che mi turba alquanto. L’anteriore è praticamente tutto smontato. E la cosa non mi piace affatto. Il turbamento visivo trova conferma nelle parole di Max, nel frattempo arrivato anche lui al paddock: c’è un problemino ad un cuscinetto del cambio, che va sostituito. In teoria una stupidaggine, una riparazione da nulla, ma il problema grosso è che il pezzo doveva partire dalla Francia mercoledì sera, per arrivare venerdì alla Procar. Peccato che, fortuna delle fortune, giovedì, in Francia, era festa nazionale (o meglio, lo sarebbe purtroppo dovuta essere), e dunque il pezzo non è proprio partito. A quel punto, manco a dirlo, cala in me lo sconforto più totale. Tanta attesa, tanta emozione, che svaniscono in un attimo come il fumo di una di quelle sigarette elettroniche che andavano tanto di moda fino all’altro ieri. Ma la speranza è l’ultima a morire, perché presto arriva la telefonata che svolta la giornata: i ragazzi della Procar, ed in particolare il mitico “Giampi”, è riuscito a trovare un cuscinetto simile, che dopo qualche modifica con il tornio potrebbe adattarsi al cambio sequenziale Sadev della C3 Max.
…MA A LIETO FINE

Ebbene sì, il pezzo, dopo il miracolo di “Giampi”, combacia alla perfezione, e la C3 Max è finalmente pronta per scendere in pista. Abbiamo però saltato le prove libere. Un guaio mica da poco per me che non ho mai girato al Mugello. Il turno di prove ufficiali, quello che deciderà lo schieramento in griglia, è di appena un quarto d’ora, che in una pista lunga come il Mugello significa avere al massimo 4-5 giri a disposizione. Un nulla, nel quale dovrò non soltanto imparare la pista, ma anche cercare di fare un tempo decente, che mi consenta di non partire ultimo in griglia…

Per il racconto delle qualifiche, tornate a leggerci domani.

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