Nuova Porsche Panamera, una Classe S con l’anima della 911 [VIDEO PRIMO CONTATTO]

La seconda generazione alza l’asticella da molti punti di vista

Una vettura completamente nuova che coniuga ancora meglio lo spirito Porsche e la sua doppia anima. Raggiunge le berline di lusso migliori, ma regala un handling di guida e delle prestazioni da supercar

Dopo averla scoperta in anteprima a fine giugno (qui il link al nostro articolo e qui il video della presentazione), abbiamo avuto la possibilità di guidarla, sempre in anteprima.

Se la prima generazione da alcuni punti di vista fu un azzardo, essendo una “prima volta” per la Casa di Zuffenhausen, la seconda e nuova Panamera punta a consolidare il successo ottenuto dal modello che va a sostituire, con tante ed importanti novità e migliorie, sia tecniche che di stile. A testimonianza della fortuna di questo modello, dal 2009 Panamera ha conquistato 150.000 clienti nel Mondo, di cui 6 mila circa in Italia. La seconda generazione punta a migliorarsi di molto, almeno in tre direzioni: design, comfort e prestazioni.

Finalmente e definitivamente aggraziata, con tanto del sinuoso lato B della 911
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Era il 2009 e la prima Panamera già offriva un design sportivo per porsi in modo diverso nel segmento delle berline di lusso. Un linea da coupé, ma le dimensioni non avevano reso certo facile il compito dei designer di donarle una aspetto in stile Porsche. Almeno fino al restyling di mezza carriera, una parte del pubblico non era rimasta convinta della sua bellezza, trovandola pesante nelle linee della porzione posteriore della vettura. La seconda generazione, pur mantenendo un chiaro legame stilistico con la sua progenitrice, diventa ben più filante, lo si nota subito per la coda tutta nuova ed un tetto più spiovente. Quest’ultimo dettaglio comporta una lieve riduzione dello spazio per le teste di chi sieda dietro, anche se fino a 193 cm si sta comodi a bordo. La nuova Panamera cresce in dimensioni, con 34 millimetri di più in lunghezza (per un valore totale di 5.049), quasi tutti di passo (ora di 2.950 mm, +30), crescono di circa 5 la larghezza e l’altezza (che arrivano rispettivamente a 1.937 e 1.423 mm). Come detto, esteticamente cambia soprattutto nella parte posteriore, quella più discussa della prima serie. Ora i gruppi ottici sono posizionati più in alto, il tetto è più da coupé ed il finestrino posteriore si allunga insinuandosi nella carrozzeria, per dare un look con un maggior richiamo alla 911. Anche davanti le nervature più profonde che corrono lungo il cofano danno un tocco aggiuntivo di sportività e maggior carattere alla vettura. Nervature che regalano energia e forza alla linea delle fiancate, scolpite da due tagli tesi nella parte alta e bassa delle portiere. Osservando le altre vetture in movimento e dal vivo durante la nostra prova è ancora più evidente quanto, da dietro, la nuova Panamera sia cambiata. Fari e coda sinuosa possono trarre in inganno e, finché non ci si avvicina, la si può anche scambiare per una 911. Dietro, lo ricordiamo, trova posto anche lo spoiler attivo, che esce a 90 Km/h automaticamente. Molto coreografico quello della Turbo, che salendo si apre al centro diventando più largo di quanto non sia in posizione di riposo. La nuova Panamera ha cerchi da 19”, da 20 sulla Turbo, che offre anche gli opzionali da 21, questi ultimi abbinabili ai freni carboceramici da 420 mm e con esagerate pinze gialle a 10 pistoncini, come quelle della Turbo da noi provata.

Si viaggia in top class, quasi impossibile fare di meglio
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Anche dentro la Panamera è tutta nuova, con un cockpit completamente diverso, ma anche con una qualità ed una dotazione che fanno un balzo verso l’alto. Tanto che è forse qui che, dal vivo e nell’uso, la nuova generazione ci ha stupiti maggiormente. In due giorni a bordo, prima della 4S Diesel, poi della Turbo, non abbiamo mai smesso di fare un parallelo con la Classe S di Mercedes, indubbiamente un riferimento per quanto riguarda le berline di lusso. Certo, non si tratta di vetture che si possano mettere in diretta concorrenza, perché vedremo che la Panamera, quando si vuole, sfoggia un caratterino del tutto simile a quello della sorella 911, ma dal punto di vista del lusso, delle comodità e della tecnologia, il balzo in avanti fatto la mette sul livello, se non avanti, della migliore concorrenza.

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Partiamo dalla strumentazione, che mantiene l’estetica a 5 elementi circolari, come da tradizione Porsche, ma in realtà è analogico solo il contagiri centrale, mentre al suo fianco due display da 7 pollici costruiscono quello che è un cockpit virtuale, in modo similare a quanto avvenga sulle ultime vetture Audi. Dai comandi al volante è possibile configurare a piacimento il layout e le informazioni visualizzate. Sempre da tradizione l’accensione e sul lato sinistro del volante, ma sparisce la chiave, che può restare in tasca ed è sostituita da un comando che ne simula l’aspetto. Sul volante, non è una prima assoluta in Casa Porsche, fa la sua comparsa sulla Panamera il manettino al volante per passare alle varie modalità di guida in modo più istantaneo.

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Al centro della plancia troviamo un grande schermo da 12,3 pollici dell’ultimo Porsche Communication Management (PCM), comandabile sia in modalità touch che con la rotella sulla console centrale. Se qualcuno in passato lamentava che la migliore concorrenza avesse qualcosa in più, ora tutte le funzioni, dal navigatore in poi, sono state migliorate e rese all’avanguardia. Il sistema è connesso ad Internet ed interagisce con i device di chi è a bordo in modo molto più spinto. Oltre al mirroring di applicazioni sullo schermo della vettura, non manca un Hotspot per navigare sfruttando la Wi-Fi interna all’auto. Anche l’interfaccia è completamente diversa e basata su concetti mutuati dai moderni tablet. I comandi vocali sfruttano la connessione del sistema per effettuare ricerche sul web ed ottenere risposte migliori. Nella zona della console centrale troviamo un’altra rivoluzione. Dietro alle nuove bocchette dell’aria a comando elettrico ed intorno alla leva del cambio PDK, bella e molto curata nel design, il tanto discusso tunnel si presenta completamente rinnovato.

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Rinuncia a quel gran numero di tasti fisici, che troviamo ancora su parte della gamma Porsche, in favore di una soluzione tutta nuova e più tecnologica, che vira verso i comandi touch. Una parte dei comandi resta però legato all’uso di comodi tasti, come quello a bilanciere per regolare la temperatura, un’altra parte delle funzionalità viene dirottata allo schermo touch, ma la novità ad effetto è il pannello nero lucido con zone che possono essere premute, con una modalità intermedia tra un tasto fisico ed un comando touch. La nuova struttura del tunnel centrale, più leggera e compatta, ha poi un altro grosso vantaggio, con più spazio per vani ed altri portaoggetti. La Panamera è anche la Porsche maggiormente votata a coccolare chi sieda dietro, ancor più della Cayenne. In questo già la prima generazione era una delle vetture più confortevoli sul mercato, però la nuova riesce a migliorare di molto la situazione. Lo fa con una abitabilità incrementata, grazie ai 3 cm in più di passo, ma soprattutto con soluzioni come la console posteriore di comando, con schermo da 10″, che replica gran parte delle funzioni di quella frontale, incluse quelle legate alla climatizzazione separata, oppure le tendine elettriche sui finestrini.

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Un lussuoso salotto per quattro persone, visto che a bordo troviamo un ambiente curatissimo sia nello stile che nella qualità e nuovi sedili. Si arriva addirittura a 18 regolazioni per quelli anteriori ed 8 per i posteriori. Debutta poi il massaggio elettropneumatico, con 5 programmi ed intensità. Infine migliora anche la capacità del bagagliaio, che guadagna circa il 10%, ben 50 litri, arrivando a sfiorare quota 500 (sono 495 per la precisione) e che, ribaltando gli schienali posteriori, divisi in tre porzioni 40:20:40, può arrivare a 1.304 litri (anche qui il dato migliora, di una quarantina di litri).

Motori tutti nuovi per la Panamera 2.0
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Le novità non finiscono qui, perché sono tutti nuovi anche i motori ed il cambio a doppia frizione PDK ad 8 rapporti ad essi abbinato, sviluppato da ZF proprio per quest’auto. Il V6 ed i due V8 della nuova Panamera sono definiti “con i lati caldi all’interno”, hanno cioè le turbine, a geometria variabile (VTG), posizionate internamente alla V delle bancate. Questa soluzione produce principalmente due vantaggi, uno legato alla compattezza complessiva, l’altro alla risposta più pronta per la breve distanza tra turbine e cilindri. I propulsori per ora disponibili sulla nuova Panamera sono tre, tutti biturbo. Si parte con il 2.9 litri V6 benzina della 4S, capace di 440 cavalli (+20) a 5.650 giri e 550 Nm di coppia tra i 1.750 ed i 5.500. Così configurata la Panamera passa da 0-100 in 4.4 secondi, 4.2 se dotata del pacchetto Sport Chrono, con una velocità di punta di 289 Km/h. Il tutto con una efficienza migliorata dell’11% ed un dato di consumo nel ciclo combinato che si attesta a 8.1 litri per 100 Km.

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Si passa poi ai due poderosi V8 di 4 litri. Quello della Panamera 4S diesel fa segnare alcuni primati, come la potenza più elevata per una unità a gasolio in Casa Porsche, ma anche e soprattutto quello delle prestazioni più elevate per un’auto di questo segmento. Grazie ai 422 cavalli, erogati a 3.500 giri, oltre che alla mostruosa coppia di 850 Nm, costante tra 1.000 e 3.250 giri, scaraventa l’auto da 0-100 in appena un decimo di secondo in più della versione a benzina, facendo segnare un 285 Km/h come dato massimo. La sovralimentazione a doppio stadio permette un funzionamento, a seconda della necessità, ad uno o due turbo, mentre anche in questo caso migliora il dato dell’efficienza, con consumi nell’ordine dei 15 Km/l! La regina, capace di girare al Nürburgring in sette minuti e 38 secondi, è ovviamente la Panamera Turbo. Oltre al coreografico alettone che si apre allargandosi mentre si alza, la Turbo porta al debutto un poderoso, anche se molto compatto, 4 litri V8 con 2 turbine twin scroll, che sale di 30 cavalli e 70 Nm rispetto al passato, raggiungendo quota 550 cavalli (a 5.750 giri) e 770 Nm di coppia massima tra 1.960 e 4.500 giri. Con un impressionante rapporto peso potenza di appena 3.8 Kg per ogni cavallo, schizza a quota 100 Km/h in appena 3.6 secondi (sempre 0,2 secondi in più in assenza del pacchetto Sport Chrono), sfondando quota 300 Km/h di velocità massima, con un dato che si attesta a 306.

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Il dato che ha quasi dell’incredibile è che una vettura tanto esagerata è in grado di percorrere oltre 10 Km con un litro di benzina, visto che il dato dichiarato arriva addirittura a 9.2 litri per 100 Km (- 1.1 rispetto alla precedente generazione). Il nuovo PDK ad 8 rapporti è più rapido, ma anche più confortevole nelle cambiate, in grado di sopportare coppie fino a 1.000 Nm e con una riduzione importante degli attriti interni. Non mancano la doppietta automatica ed una comoda funzione Hold quando ci si ferma, così da non dover tenere il piede sul freno. Si parte sempre in prima, che non è cortissima come il altre trasmissioni ad 8 rapporti che normalmente usano la seconda per muovere l’auto alla partenza, dato che qui gli ultimi due rapporti sono di allungo, tanto che la Turbo raggiunge la velocità massima già in sesta. Un altro tassello che ha consentito un salto in avanti tale per cui, ad una riduzione media di ben 0.3 secondi sullo 0-100, la nuova Panamera abbina consumi inferiori di 1 litro ogni 100 Km percorsi.

La nostra prova
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Come detto, la nuova Panamera l’avevamo già potuta vedere dal vivo e toccare con mano, ma non l’avevamo ancora guidata. Siamo quindi tornati in Germania, questa volta a Monaco, dove le vetture ci attendevano per portarci più a sud, verso Tegernsee, in alta Baviera, attraverso un percorso di quasi 200 Km. Oltre al look ed alle motorizzazioni, la Panamera è completamente nuova anche telaisticamente e porta al debutto una piattaforma inedita, è la MSB, che sarà destinata in futuro ad altre berline di alte prestazioni del gruppo VW (da Bentley addirittura forse anche a Bugatti). Tanta tecnologia fin dal telaio, che consente di ottenere una tenuta di strada più elevata unita ad un comfort che sale anch’esso. Un connubio indispensabile per portare al vertice della sua categoria una vettura come la nuova Panamera. Debuttano le 4 ruote sterzanti, con un preciso comando elettrico a vite senza fine che agisce sull’asse posteriore, ruotando (di un massimo di 2.8 gradi) nel verso opposto a quello delle ruote anteriori fino a 70 Km/h. Sopra a questa velocità l’azione diventa opposta e garantisce alla Panamera di essere più stabile sul veloce, oltre che maggiormente maneggevole sullo stretto. L’assetto è più sportivo e ribassato, ma con un comfort maggiore. Gli ammortizzatori opzionali attivi ad aria con tre camere aumentano ancora il livello in entrambe le direzioni. Il famoso PASM è affiancato da un nuovo PDCC, oltre che dalle 4 ruote sterzanti. Abbiamo iniziato la nostra prova a bordo della Panamera 4S Diesel e la prima parte del tragitto, con l’uscita da Monaco ed un tratto di autostrada, ci ha consentito di studiare un po’ le novità all’interno ed il livello tecnologico raggiunto, davvero molto elevato.

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Colpisce, in particolare, il Porsche InnoDrive, sistema che prevede cosa accadrà nei successivi tre chilometri, grazie ai dati raccolti dal sistema di navigazione, dai sensori e dal radar. Può impostare il cruise control adattivo in base ai limiti di velocità, impostare e configurare altri parametri per preparare l’auto ad una sequenza di curve e molto altro. Si tratta quindi di un sistema che se non va nella direzione della guida autonoma, quantomeno è un aiuto molto importante per chi è dietro al volante. Anche questo, ma non solo, ci ha regalato una esperienza nei tratti meno guidati simile a quella che avremmo avuto a bordo di una Mercedes Classe S, la regina assoluta delle berline di lusso. La Panamera nella sua seconda generazione è però una Porsche al 100%, inclusa la doppia anima. Alla capacità di coccolare e viziare che è a bordo unisce quindi la possibilità di regalare un piacere ed una sportività di guida paragonabili a quelli di una 911. Il balzo in avanti fatto in quanto a tecnologia è gigante, come lo è quello in qualità e dotazione. Troviamo perfino le tendine parasole elettriche sui finestrini posteriori, oltre a materiali pregiate e finiture di lusso. La nuova Panamera ha poi fari Led Matrix a 84 led ed un sistema di visione notturna, solo per fare qualche esempio. Il fatto di essere a bordo di una Porsche diventa invece evidente quando si alza l’andatura. Un handling migliorato che nasconde egregiamente i circa 20 quintali di stazza di un’auto lunga oltre 5 metri, uno sterzo preciso e soprattutto una spinta incredibile.

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Se già la diesel è impressionante con i suoi 850 Nm disponibili fin da 1.000 giri, la seconda parte della prova a bordo della Panamera Turbo mette in luce prestazioni da vera supercar. Prima di tutto perché guadagna 30 cavalli ed i 550 totali sono un valore pazzesco, oltretutto abbinati ad una coppia massima nemmeno troppo lontana dal mostruoso V8 a gasolio, con un dato di 770 Nm. In secondo luogo la Turbo evidenzia meglio la bontà del lavoro fatto in termini di assetto e telaio. Ha un avantreno più leggero ed una precisione che si avvicina davvero a quella di una 911, più che ad una berlinona da oltre 5 metri! Le vetture sono tutte a trazione integrale, con l’anteriore che interviene però solo in caso di necessità ed un piacere di guida tipico da trazione posteriore. Il PDK è rapido quando serve, ma sempre morbido e fluido nel suo funzionamento. Con il launch control le prestazioni in termini di accelerazione sono semplicemente pazzesche, tanto che qualcuno si spinge a paragonare la Turbo ad una Tesla Model S, forse l’unica a poter incollare ai sedili in questo modo, ma a nostro parere il propulsore elettrico regala una esperienza molto diversa da quella così appagante del V8 a benzina. Oltre al comodo manettino sul volante per passare dalla modalità Normal a Sport, Sport plus ed Individual, il tasto al centro del comando consente di scatenare l’inferno per 20 secondi, configurando la vettura nel modo più sportivo per tutti i parametri, facilmente ed in qualsiasi momento.

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Si tratta dello Sport Response, utile per un sorpasso bruciante, ma soprattutto per accendere un sorriso sul volto di chi è a bordo. In quei 20 secondi il cambio PDK utilizza poi una cambiata ancora più spinta di quella in Sport Plus. Occorre solo fare attenzione, perché la Panamera, in entrambe le versioni da noi provate, vi porta in pochi istanti a velocità da ritiro della patente. Conviene allora, dopo essersi goduti la sua indole “cattiva”, tornare a farsi coccolare dalla “Classe S con l’anima di una GT3” così come l’ha definita Walter Rohrl, che abbiamo incontrato in aeroporto prima di ripartire per l’Italia. Per quanto riguarda i consumi, in attesa di una prova su strada più approfondita, abbiamo rilevato un dato di circa 13 Km/l con la Panamera 4S Diesel, un po’ più di 8 con un litro per la Turbo. Dati già interessanti, alla luce del tipo di vettura e della condotta di guida non particolarmente attenta. Merito anche, nel caso della Turbo, del debutto su una Porsche del sistema che spegne in alcune condizioni 4 degli 8 cilindri. Grazie a questo accorgimento si può arrivare ad una riduzione dei consumi fino al 30%. Per la Panamera 4S diesel invece fa specie vedere un dato di autonomia indicato di oltre 1.000 Km, che possono diventare addirittura quasi 1.500 con il serbatoio opzionale da 90 litri (di serie sono 75).

Contenuti che giustificano un incremento dei prezzi, disponibilità da novembre
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Nuovi motori, nuovo cambio, nuovo telaio, un look rivisto sia fuori che dentro: in sostanza la nuova Panamera è una vettura completamente rifatta da zero, che mantiene lo stile, il nome e poco d’altro della prima generazione. Tante migliorie e la scelta, piuttosto evidente, di un riposizionamento verso l’alto, sia in prestazioni che in lusso (magari per far posto ad una berlina più compatta?). Questo comporta anche il fatto che non vedremo, a meno di ripensamenti, una versione diesel a 6 cilindri, ma arriverà invece il prossimo anno una rinnovata piattaforma ibrida plug-in. Si vocifera che possa essere in due step di potenza, di cui uno da stupire il Mondo. Il prezzo, anche alla luce delle tante migliorie e di una dotazione più ricca, si sposta verso l’alto di circa 10 mila euro. La Panamera infatti parte dai 117.362 Euro per la versione 4S, si sale a 121.388 per la 4S Diesel, fino alla Turbo da 158.354. Le prime consegne sono previste per il mese di novembre.

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    1 commento

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    • Michael 1963 ha detto:

      E beh, che dire: questa nuova Panamera è proprio bella!! Rispetto alla precedente versione è stata di molto ingentilita nella linea e nel contempo resa più aggressiva e sportiva! E i motori, come sempre, al top! Per il momento non vedo in listino il 3.000 cc diesel, spero che più avanti venga messo in commercio, perchè l’8V diesel di 4.000 cc presente in listino per molti può essere ritenuto troppo esuberante per un uso quotidiano più “da lavoro”.

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