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Nessuna sfida può essere vinta combattendo da soli e per poter creare prodotti vincenti bisogna saper capire i propri errori. È questo il concetto fondamentale su cui ha ruotato la conferenza di Pirelli l’8 Settembre, presso la sede di Milano. Parole che potrebbero sembrare banali ma che richiedono sempre dei fatti concreti come risposta.

[caption id="" align="alignnone" width="660"] Confronto tra modelli Pirelli di epoche diverse[/caption]

E l’azienda italiana lo sta dimostrando: con un valore ed un’espansione a livello globale in costante crescita ha saputo creare un network di partnership capace di garantirle l’efficienza completa in sei settori: presenza globale, innovazione, qualità, velocità, sostenibilità e livello di servizio. E proprio su questi fattori ha premiato le 9 aziende a cui assegnare quest’anno i Supplier Awards 2016, i riconoscimenti con cui la "P lunga" premia la qualità dell’operato dei propri fornitori premium.

[caption id="" align="alignnone" width="660"] La Toyota Celica GT-Four ST205 con livrea Castrol[/caption]

In questa occasione abbiamo saggiato anche noi le qualità dei pneumatici - ma non propriamente mescole qualunque. Dopo una veloce trasferta a San Pellegrino Terme, sopra Bergamo, ad aspettarci c’erano nientemeno che Paolo Andreucci (9 volte Campione Italiano Rally) e Juha Kankkunen (4 titoli mondiali Rally): ci sembra sin da subito di capire che la cosa si fa seria. Ed i nostri sospetti vengono confermati poco dopo dalle magnifiche presenza su quattro ruote come la Peugeot 208 T16 (motore 1.6 litri da 280 CV e 400 Nm) e la Lancia Delta S4, un vero mostro sacro per chi ha vissuto gli anni ’80. Per tutti gli altri c’è YouTube, meglio accontentarsi. In un semicerchio formato da tutte le nuove mescole Pirelli per il Motorsport (rally, vetture a ruote coperte e Formula 1) troneggia al centro una Toyota Celica GT-Four ST205 con livrea Castrol risalente all’annata 1994-95. E già viaggiamo con la mente alle sfide con la Delta Integrale Martini, lotte non solo di velocità ma anche di classe e bellezza. Lo stesso Kankkunen si complimenta per l’ottimo stato della vettura, che monta solo parti originali (e per una vettura da corsa vent’anni sono un’eternità!), così ci avviciniamo e cogliamo l’occasione per fargli qualche domanda. Ci spiega che ha avuto l’opportunità di provarla dopo diversi anni e ne è rimasto piacevolmente sorpreso, dicendoci che la vettura che lui guiderà per questa occasione sarà comunque la Delta S4. A proposito del nuovo regolamento nel campionato WRC si dice favorevole all’aumento delle prestazioni e delle dimensioni delle vetture, anche se nutre qualche dubbio per quanto concerne le appendici aerodinamiche: perderne una durante una prova può decretare una sconfitta certa dall’anno prossimo. Gli chiediamo quale potrebbe essere, secondo lui, la strada migliore. Non ci pensa due volte ed esclama: «More power!», più cavalli. Come dargli torto, lui ha vissuto quegli anni ed ora si trova qui a guidare una vettura Gruppo B da 500 cavalli. Per garantirgli una tenuta ottimale Pirelli ha creato così le P7 Corsa Classic, che calzano perfettamente sulle vetture pre ’90.

[caption id="" align="alignnone" width="660"] Paolo Andreucci e Juha Kankkunen [/caption]

La nostra Prova Speciale invece si svolgerà lì vicino, lungo una serie di tornanti che percorriamo inizialmente con la navetta: curve cieche, guardrail basso, un rettilineo sufficientemente lungo. Circa un paio di chilometri che si snodano lungo le montagne. Arriviamo in cima e sentiamo, giù dalla vallata, salire sempre più forte un prepotente rombo, è Paolo Andreucci con la sua fidata 208 T16. Non gira come noi comuni mortali - figuriamoci - tira la leva del freno a mano e ruota in un fazzoletto d’asfalto, sgommando. Apertura di portiera ed ecco l’invito ufficiale per salire a bordo!

[caption id="" align="alignnone" width="660"]<em>Non esattamente l'outfit per un'auto da rally, ma Paolo non ha avuto problemi ad ospitarci a bordo</em> Non esattamente l'outfit per un'auto da rally, ma Paolo non ha avuto problemi ad ospitarci a bordo[/caption]

Allora, la ricetta per far sì che si possa godere al meglio di questa esperienza richiede uno stomaco preparato (pasto leggerissimo consumato ore prima: fatto) e muscoli rilassati ma sempre pronti a rispondere ai vari G d'accelerazione (insomma, prima volta a bordo di una vettura così, ma ormai ci siamo: buttiamoci). Metto il casco dotato di interfono (registrerà le mie ultime grida?), salgo a bordo alzando bene la gamba per passare la gabbia di metallo e casco letteralmente nel sedile, dove vengo imbragato con una cintura a 5 punti. Pronti e via. Paolo già ride sotto i baffi quando gli dico che «È la prima esperienza con vetture da rally», e si lancia giù per la discesa. I primi 20 secondi sono la parte peggiore, credetemi, poi ci si abitua. Arriviamo alla linea del finish ed è passato un minuto e venti circa, inversione di marcia (immaginate come) e si riparte, questa volta in salita. Lo scoppiettio che proviene dallo scarico è la radio che mi accompagna e non mi dispiace affatto. Nel frattempo alcuni spettatori si sono riuniti lungo i tornanti e non mancano di fare foto e video, capisco cosa si provi da dentro anche se normalmente pilota e co-pilota sono impegnati l’uno nel guidare e l’altro nel leggere le note. I tornanti divorati, il rettilineo diventa brevissimo, i muretti sembrano sfiorare lo specchietto della 208, questo il mix di sensazioni che mi circonda. Ma Paolo sa trasmettere fiducia ed il ritorno lo vivo con maggiore serenità e divertimento, accompagnato da una tenuta di strada impeccabile, garantita dai P Zero RK, pneumatici sviluppati proprio per l’asfalto e con una struttura in grado di garantire eccellente grip anche nelle curve più impegnative. Sempre in un batter d’occhio ritorno in cima e realizzo che devo scendere da questa incredibile giostra, per cui ringrazio Paolo e nello stesso goffo modo con cui sono entrato me ne esco. Un comodo riparo all’ombra permette di riprendermi da questa incredibile esperienza, dove ci si sente sballottati un po’ di qua ed un po’ di là, il tutto all’interno di un abitacolo. Vado quindi a chiedere ad Anna Andreussi, copilota di Paolo, come possa anche leggere le note durante una gara e sorridendo mi dice: «È semplicemente questione di esperienza ed abitudine!». Personalmente ci aggiungo anche un pizzico di abilità propria, quando bisogna anche tenere fermo il quaderno per la lettura del percorso.

[caption id="" align="alignnone" width="660"] Una foto quasi di "famiglia"[/caption]

Le lascio il posto che le spetta e resto per qualche minuto ad osservare la vettura che va e torna più volte, sembra sempre più veloce ad ogni passaggio e con la mente ancora fresca provo a ripercorrere la strada con la stessa velocità, ma ne raccolgo solo alcuni frammenti. Un’esperienza che rimane nella mente e si prova sulla pelle, quella che sa regalare solo una vettura da Rally.

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Abbiamo provato una giornata da rallisti con Pirelli

A bordo della Peugeot 208 T16 guidata da Paolo Andreucci

Pirelli Supplier Award - In occasione dell'annuale premiazione dei fornitori premium la casa creatrice di pneumatici ha fatto provare sul campo le reali capacità dei loro pneumatici, grazie ad un percorso appositamente studiato per vetture da Rally sulla quale anche noi siamo saliti. Ecco il nostro racconto con alla guida l'incredibile Paolo Andreucci.

Nessuna sfida può essere vinta combattendo da soli e per poter creare prodotti vincenti bisogna saper capire i propri errori. È questo il concetto fondamentale su cui ha ruotato la conferenza di Pirelli l’8 Settembre, presso la sede di Milano. Parole che potrebbero sembrare banali ma che richiedono sempre dei fatti concreti come risposta.

Confronto tra modelli Pirelli di epoche diverse


E l’azienda italiana lo sta dimostrando: con un valore ed un’espansione a livello globale in costante crescita ha saputo creare un network di partnership capace di garantirle l’efficienza completa in sei settori: presenza globale, innovazione, qualità, velocità, sostenibilità e livello di servizio. E proprio su questi fattori ha premiato le 9 aziende a cui assegnare quest’anno i Supplier Awards 2016, i riconoscimenti con cui la “P lunga” premia la qualità dell’operato dei propri fornitori premium.

La Toyota Celica GT-Four ST205 con livrea Castrol


In questa occasione abbiamo saggiato anche noi le qualità dei pneumatici – ma non propriamente mescole qualunque. Dopo una veloce trasferta a San Pellegrino Terme, sopra Bergamo, ad aspettarci c’erano nientemeno che Paolo Andreucci (9 volte Campione Italiano Rally) e Juha Kankkunen (4 titoli mondiali Rally): ci sembra sin da subito di capire che la cosa si fa seria. Ed i nostri sospetti vengono confermati poco dopo dalle magnifiche presenza su quattro ruote come la Peugeot 208 T16 (motore 1.6 litri da 280 CV e 400 Nm) e la Lancia Delta S4, un vero mostro sacro per chi ha vissuto gli anni ’80. Per tutti gli altri c’è YouTube, meglio accontentarsi. In un semicerchio formato da tutte le nuove mescole Pirelli per il Motorsport (rally, vetture a ruote coperte e Formula 1) troneggia al centro una Toyota Celica GT-Four ST205 con livrea Castrol risalente all’annata 1994-95. E già viaggiamo con la mente alle sfide con la Delta Integrale Martini, lotte non solo di velocità ma anche di classe e bellezza. Lo stesso Kankkunen si complimenta per l’ottimo stato della vettura, che monta solo parti originali (e per una vettura da corsa vent’anni sono un’eternità!), così ci avviciniamo e cogliamo l’occasione per fargli qualche domanda. Ci spiega che ha avuto l’opportunità di provarla dopo diversi anni e ne è rimasto piacevolmente sorpreso, dicendoci che la vettura che lui guiderà per questa occasione sarà comunque la Delta S4. A proposito del nuovo regolamento nel campionato WRC si dice favorevole all’aumento delle prestazioni e delle dimensioni delle vetture, anche se nutre qualche dubbio per quanto concerne le appendici aerodinamiche: perderne una durante una prova può decretare una sconfitta certa dall’anno prossimo. Gli chiediamo quale potrebbe essere, secondo lui, la strada migliore. Non ci pensa due volte ed esclama: «More power!», più cavalli. Come dargli torto, lui ha vissuto quegli anni ed ora si trova qui a guidare una vettura Gruppo B da 500 cavalli. Per garantirgli una tenuta ottimale Pirelli ha creato così le P7 Corsa Classic, che calzano perfettamente sulle vetture pre ’90.

Paolo Andreucci e Juha Kankkunen


La nostra Prova Speciale invece si svolgerà lì vicino, lungo una serie di tornanti che percorriamo inizialmente con la navetta: curve cieche, guardrail basso, un rettilineo sufficientemente lungo. Circa un paio di chilometri che si snodano lungo le montagne. Arriviamo in cima e sentiamo, giù dalla vallata, salire sempre più forte un prepotente rombo, è Paolo Andreucci con la sua fidata 208 T16. Non gira come noi comuni mortali – figuriamoci – tira la leva del freno a mano e ruota in un fazzoletto d’asfalto, sgommando. Apertura di portiera ed ecco l’invito ufficiale per salire a bordo!

<em>Non esattamente l'outfit per un'auto da rally, ma Paolo non ha avuto problemi ad ospitarci a bordo</em>

Non esattamente l’outfit per un’auto da rally, ma Paolo non ha avuto problemi ad ospitarci a bordo


Allora, la ricetta per far sì che si possa godere al meglio di questa esperienza richiede uno stomaco preparato (pasto leggerissimo consumato ore prima: fatto) e muscoli rilassati ma sempre pronti a rispondere ai vari G d’accelerazione (insomma, prima volta a bordo di una vettura così, ma ormai ci siamo: buttiamoci). Metto il casco dotato di interfono (registrerà le mie ultime grida?), salgo a bordo alzando bene la gamba per passare la gabbia di metallo e casco letteralmente nel sedile, dove vengo imbragato con una cintura a 5 punti. Pronti e via. Paolo già ride sotto i baffi quando gli dico che «È la prima esperienza con vetture da rally», e si lancia giù per la discesa. I primi 20 secondi sono la parte peggiore, credetemi, poi ci si abitua. Arriviamo alla linea del finish ed è passato un minuto e venti circa, inversione di marcia (immaginate come) e si riparte, questa volta in salita. Lo scoppiettio che proviene dallo scarico è la radio che mi accompagna e non mi dispiace affatto. Nel frattempo alcuni spettatori si sono riuniti lungo i tornanti e non mancano di fare foto e video, capisco cosa si provi da dentro anche se normalmente pilota e co-pilota sono impegnati l’uno nel guidare e l’altro nel leggere le note. I tornanti divorati, il rettilineo diventa brevissimo, i muretti sembrano sfiorare lo specchietto della 208, questo il mix di sensazioni che mi circonda. Ma Paolo sa trasmettere fiducia ed il ritorno lo vivo con maggiore serenità e divertimento, accompagnato da una tenuta di strada impeccabile, garantita dai P Zero RK, pneumatici sviluppati proprio per l’asfalto e con una struttura in grado di garantire eccellente grip anche nelle curve più impegnative. Sempre in un batter d’occhio ritorno in cima e realizzo che devo scendere da questa incredibile giostra, per cui ringrazio Paolo e nello stesso goffo modo con cui sono entrato me ne esco. Un comodo riparo all’ombra permette di riprendermi da questa incredibile esperienza, dove ci si sente sballottati un po’ di qua ed un po’ di là, il tutto all’interno di un abitacolo. Vado quindi a chiedere ad Anna Andreussi, copilota di Paolo, come possa anche leggere le note durante una gara e sorridendo mi dice: «È semplicemente questione di esperienza ed abitudine!». Personalmente ci aggiungo anche un pizzico di abilità propria, quando bisogna anche tenere fermo il quaderno per la lettura del percorso.

Una foto quasi di “famiglia”


Le lascio il posto che le spetta e resto per qualche minuto ad osservare la vettura che va e torna più volte, sembra sempre più veloce ad ogni passaggio e con la mente ancora fresca provo a ripercorrere la strada con la stessa velocità, ma ne raccolgo solo alcuni frammenti. Un’esperienza che rimane nella mente e si prova sulla pelle, quella che sa regalare solo una vettura da Rally.

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