Suzuki Baleno SR: alla scoperta della nuova arma da rally [PRIMO CONTATTO]

Un adrenalinico test da passeggeri del mitico Renato Travaglia

Una vettura appena nata, portata all'esordio dal mitico Renato Travaglia, navigato dal Direttore Generale di Suzuki Italia, Massimo Nalli. Subito vittoria di classe per un'auto che vuole continuare il solco della tradizione Suzuki nel mondo dei rally: costi contenuti, massima affidabilità, inseme a prestazioni sempre al vertice.

Con la nuova Baleno SR la casa di Hamamatsu rinnova il suo impegno nei rally. Un progetto tutto nuovo, accattivante ed al passo con i tempi. Dopo tanti anni e i tanti successi della piccola Swift, in occasione del 4° rally di Roma Capitale, abbiamo avuto l’onore di assistere da vicino all’esordio della nuova creatura di casa Suzuki. La filosofia alla base del progetto Baleno SR, però, rimane sempre la stessa, ormai caratteristica distintiva del marchio nel mondo dei rally: particolare attenzione ai giovani, semplicità, costi contenuti e massima affidabilità.

La base della Baleno S con il frizzante BOOSTERJET 1.0
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In realtà, l’aspetto piuttosto sobrio della versione di serie, Baleno S, non lascia trasparire grandi velleità corsaiole. A prima vista sembra, infatti, una tranquilla compatta di segmento B, vagamente sportiveggiante ma comunque decisamente più adatta ad autostrade e tangenziali che alle gare di rally. Ma si sa, l’apparenza inganna. Il segreto della sua sportività è, infatti, nascosto tutto sotto il cofano: il nuovissimo motore BOOSTERJET eroga ben 112 CV e, soprattutto, ha davvero tanta coppia ai bassi regimi (170 Nm a 2000-3500 gir/min). Valori assolutamente interessanti per un piccolo tre cilindri da 1000 cc.
Poi ci sono altri aspetti che hanno rendono la Baleno S un’insospettabile ma ottima base per la preparazione di un’auto da rally, come il passo lungo, che ovviamente le garantisce maggiore stabilità rispetto alla Swift ed a molte delle rivali degli altri marchi. Degna di nota è poi la leggerezza della vettura (soli 980 kg) e l’elevata rigidità, ottenuta grazie all’impiego di acciai ad alta resistenza. Con tali caratteristiche ben si comprende, quindi, la scelta di casa Suzuki, che vede nella sua apparentemente “tranquilla” Baleno S un’auto che può essere competitiva non solo sul mercato, ma anche nelle prove speciali dei rally.
La bontà di questo piccolo motore sovralimentato l’abbiamo toccata con mano nei giorni di gara, quando ci siamo messi alla guida della la vettura “00”, per fare da apripista al rally della capitale. Quello che ci ha colpito di più è stata proprio la coppia in basso del piccolo turbo, che ci permetteva sempre di uscire dai tornanti e dalle curve strette senza il minimo tentennamento, senza dover sfrizionare o usare troppo il cambio alla disperata ricerca di potenza agli alti regimi, come si è soliti fare con i motori aspirati di pari cilindrata.

Lo Sviluppo della nuova vettura

Durante la presentazione, il Direttore Generale Auto di Suzuki Italia, Massimo Nalli, ha voluto sottolineare scherzosamente –ma forse non troppo- come l’assemblaggio della macchina da gara sia stata un’impresa davvero epica: è iniziato in pieno agosto quando tutto il mondo (fornitori compresi) è fermo per le ferie, ed è stato completato addirittura poche ore prima dell’inizio della gara! Aldilà delle battute, questo ci fa capire quanto il progetto di Suzuki baleno SR sia ancora assolutamente in fasce.
Il tutto, come già detto, è avvenuto restando sempre fedeli alla filosofia che ormai da anni contraddistingue l’impegno di Suzuki nel motorsport a quattro ruote: contenimento dei costi e semplicità nella preparazione delle auto, fattori che si traducono in vetture che sono molto vicine a quelle di serie, ma che allo stesso tempo risultano più accessibili ai giovani piloti o ai semplici amatori e, soprattutto, estremamente affidabili. Non a caso, il Team Manager della squadra corse Suzuki Italia, Massimo Nicoletti, ci ha raccontato con gli occhi pieni di orgoglio come nelle ultime stagioni le loro Suzuki Swift abbiano registrato in assoluto la minore percentuale di ritiri per guasti meccanici, con delle cifre sensibilmente inferiori rispetto ai diretti concorrenti (francesi e non).

Ed ecco alcune delle modifiche apportate dalla squadra corse di Suzuki per rendere competitiva sin da subito la Baleno SR:
• Coppia cilindrica finale di Suzuki S-CROSS
• Elettronica e gestione del turbo per incrementare la potenza fino a valori simili a quelli della Suzuki Swift Sport R1, a cura di Gliese Engineering
• Sedili anatomici racing, impianto di estinzione, volante, paracoppa, pedane poggiapiedi, cinture di sicurezza a 6 punti forniti da Sparco
• Freno a mano idraulico e impianto frenante forniti da Tecno 2
• Assetto Ohlins fornito da Andreani Group
• Impianto di scarico artigianale, realizzato a mano da Gliese Engineering
• Pneumatici Toyo R888R
• Lubrificanti Motul

La prestazione in gara

Per il suo esordio nel mondo delle corse, la Baleno SR ha accolto nel suo abitacolo un equipaggio davvero d’eccezione: alle note il già citato Massimo Nalli (che oltre ad essere Direttore Generale Auto di Suzuki Italia è anche un veterano del mondo dei rally), alla guida, invece, un certo Renato Travaglia. Il pilota trentino, classe 1965, non ha certo bisogno di presentazioni, ma ci limitiamo a ricordare il suo palmares: 10 titoli italiani nelle diverse classi e ben 2 volte campione europeo. Difficile quindi trovare un pilota più adatto di lui allo sviluppo di un’auto che fino a pochi giorni fa esisteva solo nella sua pacata versione di serie.
Particolarmente azzeccata è stata anche la scelta della gara in cui fa debuttare la Baleno SR. Facendo da apripista alla gara, infatti, abbiamo potuto notare come le varie prove speciali fossero molto diverse l’una dall’altra. Nel giro di pochi chilometri si passava dalla classica stradina di montagna, stretta e piena di tornanti, a sezioni con curvoni molto veloci e con la sede stradale molto larga. Non mancavano nemmeno tratti dal fondo sporco e sconnesso e perfino qualche salto. In poche parole il rally di Roma Capitale è stato il banco di prova ideale per testare un’auto da corsa appena nata.
Ad un esordio così severo, la Baleno SR ha risposto ottimamente, addirittura vincendo la sua categoria (R1B) e classificandosi al 17° posto nella classifica assoluta. Sicuramente una parte di questo successo è dipesa dall’avere un fuoriclasse come Travaglia alla guida ma, per un’auto così giovane, già il solo fatto di aver tagliato il traguardo senza noie meccaniche la dice lunga sulla bontà del nuovo progetto di casa Suzuki. E, a detta del pluricampione trentino, i margini di miglioramento sono ancora enormi.

Di Marco Mauriello

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