WP_Post Object ( [ID] => 333424 [post_author] => 37 [post_date] => 2016-11-11 21:21:59 [post_date_gmt] => 2016-11-11 20:21:59 [post_content] =>

La Clubman ha sempre rappresentato una via di mezzo tra le vetture del marchio, per qualcuno uno sparti acque e per qualcun altro un anello di congiunzione. La nostra visione è più vicina a quest’ultimo concetto, perché se la recente MINI a 5 porte è risultato un ardito progetto per regalare un accesso facilitato anche alla seconda fila - a scapito del bagagliaio - la nuova Clubman ha invece amplificato l’abitabilità di passeggeri e bagagli, senza per questo perdere in freschezza di stile, piacere di guida o mobilità. E vi spieghiamo perché secondo noi è il giusto compromesso per chi passa molto tempo in città ma non perde mai occasione di viaggiare con il ‘go-kart feeling’ tra le mani.

Design e Interni: [xrr rating=4.5/5]

Davanti è inconfondibilmente MINI, dietro la si riconosce dalle split doors

Osservandola faccia a faccia la Clubman potrebbe facilmente essere scambiata per una 3 o 5 porte: la calandra cromata, i fari tondeggianti così come i fendinebbia non lasciano trasparire molto ad una prima vista, salvo poi scorrere lungo la fiancata dove si notano i centimetri in più. Sono 425 per la precisione, 27 in più della 5 porte, da cui si distingue anche per la larghezza (1,80 metri, +9 cm) ed il passo (ben 2,67, +10 cm), mentre l’altezza rimane a 1,44 metri. Non mancano poi elementi sportivi che sembrano volersi timidamente celare: le prese d’aria nere all’esterno dei fendinebbia, la bombatura a centro cofano, lo sfogo dietro le ruote anteriori ed incastonato nel passaruota, il piccolo spoiler sulla coda e lo scarico d’uscita cromato. Lateralmente rispetto alla precedente generazione ha ora anche la portiera posteriore dal lato del guidatore, permettendo di salire senza problemi da ambo i lati. I designer hanno lavorato molto sugli equilibri tra i materiali perché le plastiche protettive lungo tutta la parte inferiore della vettura non solo hanno una specifica funzione protettiva, ma sono anche l’elemento che fa da sbalzo tra il resto della carrozzeria e le ruote. Le parti cromate si ritrovano poi sulle maniglie e lungo la cornice alla base dei vetri grazie al pacchetto Chrome Line (150 euro). Per il pacchetto luci esterne la MINI del nostro test era dotata di fari e fendinebbia a LED, che hanno garantito una visione davvero eccezionale in ogni condizione (vedasi il nostro video POV qui sopra per maggiori info) anche grazie alla funzione cornering: girando il volante in curva, i fari ruotano contemporaneamente per mostrare quello che di solito è l’angolo buio della strada. Ed arriviamo infine al vero elemento che permette di riconoscere la Clubman, ossia il posteriore. Non abbiamo un usuale portellone che si apre verso l’alto bensì due porte che ‘splittano’, ovvero si dividono aprendosi lateralmente con l’usuale maniglia oppure premendo la chiave d’avviamento. Una soluzione senza dubbio originale soprattutto perché permette di mostrare solo una parte del bagagliaio ad occhi indiscreti, tuttavia la ridotta altezza da terra porta spesso ad avvicinare troppo la testa al tetto, per cui è sempre bene stare attenti. I 360 litri di spazio iniziali possono diventare 1250 se si abbattono i sedili, per cui la capacità di carico è più che buona e modulabile secondo i propri bisogni. Il colore scelto per la carrozzeria è il metallizzato Melting Silver (700 euro) mentre i cerchi da 18” neri sono gli Star Spoke con tecnologia runflat (1500 euro), invece di quelli di serie da 16”, molto eleganti ed altrettanto sportivi.

Interni ampiamente personalizzabili e qualità premium

Che ci fosse stato un travaso di know-how da parte di BMW (che detiene il marchio MINI) era chiaro sin dalla rinascita del brand circa 15 anni fa, ma riuscire ad ottenere un livello così alto di stile e contemporaneamente di freschezza non era così scontato. Sebbene la seduta sia bassa l’accessibilità non è affatto limitata e la comodità è garantita dai sedili in pelle Pure Burgundy, che con il suo colore bordeaux li mette in risalto. Quelli anteriori della nostra prova poi sono di tipo sportivo e con la regolazione elettrica (optional a 1900 euro). Il colore degli interni scelto è il Carbon Black e riprende gli elementi esterni di colore scuro. Al centro della plancia si trova il grande cerchio, incorniciato dalla striscia che diventa luminosa a motore acceso, mentre dentro troviamo l’ampio schermo da 8.8” che fa parte del pacchetto multimediale ‘MINI Connected XL’, optional a 1500 euro. Si comanda tramite la rotella posta sul tunnel centrale in maniera molto intuitiva e dispone di tutte le funzioni fruibili sia in movimento che a macchina ferma. Il navigatore è ben leggibile e carica velocemente le mappe, ma non è aggiornatissimo in alcuni casi. L’impianto Harman/Kardon offre una qualità di suono eccezionale anche durante le chiamate bluetooth e si riconosce per i due speaker presenti alla base dei montanti anteriori. Il cambio è l’automatico a 8 rapporti e non va ad interferire in alcun caso con i comandi sulla consolle come i bilancieri (al centro quello per l’accensione, davvero raffinato) e quelli del clima automatico bizona (500 euro). Il volante sportivo in pelle offre un alto grado di regolazione ed i comandi al volante sono ben disposti, quindi non distraggono, l’impugnatura offre sin da subito un alto comfort. Dietro ad esso troviamo i due elementi rotondi che contengono le lancette analogiche di velocità e numero di giri, mentre un più piccolo display contiene le informazioni principali su chilometraggio e modalità di guida. Attaccato a destra un semicerchio diviso a tacche è l’originale segnalatore della benzina. Per chi siede dietro lo spazio non manca ed anche tre adulti possono trovare spazio sufficiente per un viaggio non troppo lungo. La seduta lunga inoltre permette anche a chi supera il metro e 80 di trovare spazio sopra la propria testa. Occhio però agli attacchi Isofix in plastica, che alla lunga si fanno sentire sulla schiena. I portaoggetti non mancano né davanti né tantomeno dietro (ci sono anche le tasche nei sedili). Con il pacchetto di luci interne a LED incastonate all’interno delle maniglie e sul fondo vettura l’atmosfera a bordo si fa ancora più ricca ed elegante. Infine troviamo il tetto panoramico diviso in due parti, davanti e dietro, con il primo che può aprirsi completamente scorrendo, mentre il secondo è fisso ma offre un’ottima visione. C’è da dire però che i vari optional vengono, se sommati assieme, a costare un po’ troppo. Il nostro consiglio è quindi di scegliere con cura cosa desiderate a bordo della vostra Clubman.

Comportamento su strada: [xrr rating=4/5]

Non perde la sua tipica guida da kart, ma dietro si sobbalza un po’

Disponendo del selettore di guida abbiamo voluto provare anzitutto la modalità Green in città, ovvero quella che rende la Clubman il più docile possibile. Lo sterzo diventa più leggero per le manovre a bassa velocità e le sospensioni si ammorbidiscono. Lo stesso per le prestazioni, con il pedale dell’acceleratore più modulabile e che tira fuori la grinta del 2.0 diesel solo se premuto con forza. Nei tratti urbani a nostra detta questa è la scelta migliore perché non solo consente di mantenere bassi i consumi ma anche di avere un’impostazione migliore di guida, agevole in ogni situazione oltreché più soft quando l’asfalto non è proprio liscio come una palla da bowling. Buono anche l’assorbimento dei dossi, il fatto di trovarsi a pochi centimetri da terra non deve preoccupare. Le grandi ruote da 18” sono molto fatiscenti ma non sempre confortevoli, una giusta via di mezzo è da ricercare in quelli di una misura inferiore. Nelle fasi di parcheggio le dimensioni contenute aiutano già di per sé ma il fatto di avere a disposizione telecamera di retromarcia (davvero alta la definizione dei dettagli) e sensori di parcheggio ci hanno permesso ogni volta di risparmiare tempo e fatica, oltreché pericolose ‘toccate’ negli angoli ciechi. Un optional essenziale se si passa molto tempo in città. La medesima modalità si può utilizzare anche nella guida extraurbana ma se cominciano a presentarsi dei saliscendi allora è meglio optare per la modalità Normale. La spinta si fa progressiva e lo sterzo risponde prontamente, le curve si affrontano in modo divertente, con la modalità Sport poi si ha la sensazione di essere a bordo di un go-kart. I comandi sono altamente reattivi e la Clubman rimane incollata al terreno grazie anche alla sua larghezza, l’acceleratore è pronto ad offrire tutto quello che ha. In sostanza è la modalità che ogni bambino un po’ cresciuto vorrebbe sempre avere sulla propria auto - e che sulla Clubman si ha davvero. C’è tuttavia da dire che chi siede dietro ha un po’ l’effetto di sentirsi sempre sballottato qua e là e pensiamo che la colpa sia in parte dovuta al passo abbondante ed in parte alla sospensione posteriore Multilink, che sebbene offra una stabilità eccezionale d’altro canto si rifà sulla comodità della seconda fila. In autostrada il propulsore è piuttosto silenzioso e parte del merito è anche del cambio automatico: in ottava a 110 km/h sono 1750 i giri/min. Anche l’impatto con l’aria non si fa sentire molto nonostante il montante alto e poter sfruttare il Cruise Control Adattivo (ACC) consente di viaggiare più comodamente, in quanto i sensori posti sul muso tengono sott’occhio il mezzo che precede e rallentano (o accelerano) la Clubman in maniera autonoma.

Motore e Prestazioni: [xrr rating=5/5]

Il 2.0 ha tanti cavalli e sa come usarli

Il 1995 cmcon 4 cilindri sviluppato da BMW si avvale della tecnologia TwinTurbo, facente parte del progetto EfficientDynamics. Si ha un propulsore diesel in struttura leggera di alluminio dotato di turbocompressore con turbina a geometria variabile, mentre l’iniezione diretta di carburante è basata su un sistema Common-Rail di ultima generazione. La potenza espressa è di ben 150 cavalli a 4000 giri/min e la coppia è di 330 Nm, disponibile già dai 1750 giri/min sulle ruote anteriori. Grazie ai controlli di trazione inseriti si ha sempre la giusta distribuzione e le prestazioni sono più che buone: ci vogliono 8,5 secondi per coprire lo 0-100 km/h e la velocità massima è di 212 km/h. E per le versioni con il cambio automatico (come quella della nostra prova) c’è la modalità Launch Control: seguendo una precisa procedura è possibile ottenere uno scatto che tiene abbastanza incollati al sedile e fa raggiungere i 100 km/h in pochi secondi. Da provare almeno una volta su strade chiuse o pista. Come abbiamo detto prima con tre modalità di guida impostabili tramite la rotella alla base del cambio il motore varia le sue prestazioni ed in città la modalità Green unità allo Start&Stop sono l’ancora di salvezza. Diciamo ciò perché i 150 cavalli ‘soffrono’ un po’ in coda se si selezionano le altre due modalità, per questo se si predilige una guida più tranquilla ed un po’ meno prestazionale la scelta migliore è quella di puntare sul 1.5 D da 116 CV della Clubman One, il quale comporta anche un risparmio di 2.500 euro. C’è infine da sottolineare come l’uso di leghe leggere abbia consentito di rimanere sotto la soglia dei 1400 chilogrammi, tutto a vantaggio delle prestazioni.

Consumi e Costi: [xrr rating=3.5/5]

A fronte di consumi moderati, il premium si fa sentire sul conto

Il nostro test sui consumi ha voluto vedere quanto fosse maggiormente conveniente utilizzare la modalità più economa, per cui abbiamo opzionato un percorso di 308 chilometri diviso tra: 50% città, 30% extraurbano e 20% autostrada. Al termine abbiamo registrato una media oraria di 33,5 km/h ed un risparmio di 38,4 chilometri, un dato nelle nostre attese e che indica come effettivamente questa regolazione possa aiutare a risparmiare un po’, soprattutto nei tratti urbani dove il 2.0 diesel è meno a suo agio. Nel complesso siamo riusciti ad ottenere un dato di 6,4 litri/100 km (15,6 km/l) mentre utilizzando anche le altre modalità in un percorso più lungo e con minore presenza di strade cittadine si va verso i 6,8 litri/100 km (14,7 km/l), un dato molto buono per la Clubman. L’autonomia complessiva registrata è di 900 chilometri ed è garantita dal serbatoio di 48 litri. Le emissioni massime sono di 115 grammi di CO2 per chilometro percorso. Se sostanzialmente i consumi sono un punto forte di questa Clubman Cooper D, non possiamo dire che i molti optional messi a disposizione vengano via a buon prezzo, considerando che di base la vettura è un po’ scarna. Dai 27.300 euro iniziali si arriva agli oltre 45.000 del modello datoci in prova, che rappresenta una full-list di tutto ciò che può essere montato dentro e fuori dalla vettura. Per cui il nostro consiglio è, come già detto, di scegliere quali possano essere più utili a seconda dei propri bisogni e nella nostra lista ideale non potrebbero mancare il cambio automatico, il sistema infotainment, i comodi sedili in pelle ed i fari full-LED. In sostanza la Clubman Cooper D rappresenta il giusto incontro tra una vettura adatta alla città e contemporaneamente ai viaggi, con un motore sempre pronto a spingere ed un piacere di guida che solo MINI sa regalare. Che siate giovani coppie o una famiglia dall’impronta sportiva, questa è la vettura perfetta se si è alla ricerca di qualità premium.

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MINI Clubman Cooper D: la Pagella di Motorionline

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MINI Clubman Cooper D, maxi versatilità a 6 porte [PROVA SU STRADA]

Sotto al cofano il 2.0 TwinTurbo da 150 CV

MINI Clubman Cooper D 2016 - La nuova versione da noi provata è il giusto compromesso tra una vettura premium, una sportiva ed una famigliare grazie ai centimetri aggiunti che ampliano notevolmente il bagagliaio, dalla curiosa apertura 'split doors'.

La Clubman ha sempre rappresentato una via di mezzo tra le vetture del marchio, per qualcuno uno sparti acque e per qualcun altro un anello di congiunzione. La nostra visione è più vicina a quest’ultimo concetto, perché se la recente MINI a 5 porte è risultato un ardito progetto per regalare un accesso facilitato anche alla seconda fila – a scapito del bagagliaio – la nuova Clubman ha invece amplificato l’abitabilità di passeggeri e bagagli, senza per questo perdere in freschezza di stile, piacere di guida o mobilità. E vi spieghiamo perché secondo noi è il giusto compromesso per chi passa molto tempo in città ma non perde mai occasione di viaggiare con il ‘go-kart feeling’ tra le mani.

Design e Interni:

Rating: ★★★★½ 

Davanti è inconfondibilmente MINI, dietro la si riconosce dalle split doors

Osservandola faccia a faccia la Clubman potrebbe facilmente essere scambiata per una 3 o 5 porte: la calandra cromata, i fari tondeggianti così come i fendinebbia non lasciano trasparire molto ad una prima vista, salvo poi scorrere lungo la fiancata dove si notano i centimetri in più. Sono 425 per la precisione, 27 in più della 5 porte, da cui si distingue anche per la larghezza (1,80 metri, +9 cm) ed il passo (ben 2,67, +10 cm), mentre l’altezza rimane a 1,44 metri. Non mancano poi elementi sportivi che sembrano volersi timidamente celare: le prese d’aria nere all’esterno dei fendinebbia, la bombatura a centro cofano, lo sfogo dietro le ruote anteriori ed incastonato nel passaruota, il piccolo spoiler sulla coda e lo scarico d’uscita cromato. Lateralmente rispetto alla precedente generazione ha ora anche la portiera posteriore dal lato del guidatore, permettendo di salire senza problemi da ambo i lati. I designer hanno lavorato molto sugli equilibri tra i materiali perché le plastiche protettive lungo tutta la parte inferiore della vettura non solo hanno una specifica funzione protettiva, ma sono anche l’elemento che fa da sbalzo tra il resto della carrozzeria e le ruote. Le parti cromate si ritrovano poi sulle maniglie e lungo la cornice alla base dei vetri grazie al pacchetto Chrome Line (150 euro). Per il pacchetto luci esterne la MINI del nostro test era dotata di fari e fendinebbia a LED, che hanno garantito una visione davvero eccezionale in ogni condizione (vedasi il nostro video POV qui sopra per maggiori info) anche grazie alla funzione cornering: girando il volante in curva, i fari ruotano contemporaneamente per mostrare quello che di solito è l’angolo buio della strada. Ed arriviamo infine al vero elemento che permette di riconoscere la Clubman, ossia il posteriore. Non abbiamo un usuale portellone che si apre verso l’alto bensì due porte che ‘splittano’, ovvero si dividono aprendosi lateralmente con l’usuale maniglia oppure premendo la chiave d’avviamento. Una soluzione senza dubbio originale soprattutto perché permette di mostrare solo una parte del bagagliaio ad occhi indiscreti, tuttavia la ridotta altezza da terra porta spesso ad avvicinare troppo la testa al tetto, per cui è sempre bene stare attenti. I 360 litri di spazio iniziali possono diventare 1250 se si abbattono i sedili, per cui la capacità di carico è più che buona e modulabile secondo i propri bisogni. Il colore scelto per la carrozzeria è il metallizzato Melting Silver (700 euro) mentre i cerchi da 18” neri sono gli Star Spoke con tecnologia runflat (1500 euro), invece di quelli di serie da 16”, molto eleganti ed altrettanto sportivi.

Interni ampiamente personalizzabili e qualità premium

Che ci fosse stato un travaso di know-how da parte di BMW (che detiene il marchio MINI) era chiaro sin dalla rinascita del brand circa 15 anni fa, ma riuscire ad ottenere un livello così alto di stile e contemporaneamente di freschezza non era così scontato. Sebbene la seduta sia bassa l’accessibilità non è affatto limitata e la comodità è garantita dai sedili in pelle Pure Burgundy, che con il suo colore bordeaux li mette in risalto. Quelli anteriori della nostra prova poi sono di tipo sportivo e con la regolazione elettrica (optional a 1900 euro). Il colore degli interni scelto è il Carbon Black e riprende gli elementi esterni di colore scuro. Al centro della plancia si trova il grande cerchio, incorniciato dalla striscia che diventa luminosa a motore acceso, mentre dentro troviamo l’ampio schermo da 8.8” che fa parte del pacchetto multimediale ‘MINI Connected XL’, optional a 1500 euro. Si comanda tramite la rotella posta sul tunnel centrale in maniera molto intuitiva e dispone di tutte le funzioni fruibili sia in movimento che a macchina ferma. Il navigatore è ben leggibile e carica velocemente le mappe, ma non è aggiornatissimo in alcuni casi. L’impianto Harman/Kardon offre una qualità di suono eccezionale anche durante le chiamate bluetooth e si riconosce per i due speaker presenti alla base dei montanti anteriori. Il cambio è l’automatico a 8 rapporti e non va ad interferire in alcun caso con i comandi sulla consolle come i bilancieri (al centro quello per l’accensione, davvero raffinato) e quelli del clima automatico bizona (500 euro). Il volante sportivo in pelle offre un alto grado di regolazione ed i comandi al volante sono ben disposti, quindi non distraggono, l’impugnatura offre sin da subito un alto comfort. Dietro ad esso troviamo i due elementi rotondi che contengono le lancette analogiche di velocità e numero di giri, mentre un più piccolo display contiene le informazioni principali su chilometraggio e modalità di guida. Attaccato a destra un semicerchio diviso a tacche è l’originale segnalatore della benzina. Per chi siede dietro lo spazio non manca ed anche tre adulti possono trovare spazio sufficiente per un viaggio non troppo lungo. La seduta lunga inoltre permette anche a chi supera il metro e 80 di trovare spazio sopra la propria testa. Occhio però agli attacchi Isofix in plastica, che alla lunga si fanno sentire sulla schiena. I portaoggetti non mancano né davanti né tantomeno dietro (ci sono anche le tasche nei sedili). Con il pacchetto di luci interne a LED incastonate all’interno delle maniglie e sul fondo vettura l’atmosfera a bordo si fa ancora più ricca ed elegante. Infine troviamo il tetto panoramico diviso in due parti, davanti e dietro, con il primo che può aprirsi completamente scorrendo, mentre il secondo è fisso ma offre un’ottima visione. C’è da dire però che i vari optional vengono, se sommati assieme, a costare un po’ troppo. Il nostro consiglio è quindi di scegliere con cura cosa desiderate a bordo della vostra Clubman.

Comportamento su strada:

Rating: ★★★★☆ 

Non perde la sua tipica guida da kart, ma dietro si sobbalza un po’

Disponendo del selettore di guida abbiamo voluto provare anzitutto la modalità Green in città, ovvero quella che rende la Clubman il più docile possibile. Lo sterzo diventa più leggero per le manovre a bassa velocità e le sospensioni si ammorbidiscono. Lo stesso per le prestazioni, con il pedale dell’acceleratore più modulabile e che tira fuori la grinta del 2.0 diesel solo se premuto con forza. Nei tratti urbani a nostra detta questa è la scelta migliore perché non solo consente di mantenere bassi i consumi ma anche di avere un’impostazione migliore di guida, agevole in ogni situazione oltreché più soft quando l’asfalto non è proprio liscio come una palla da bowling. Buono anche l’assorbimento dei dossi, il fatto di trovarsi a pochi centimetri da terra non deve preoccupare. Le grandi ruote da 18” sono molto fatiscenti ma non sempre confortevoli, una giusta via di mezzo è da ricercare in quelli di una misura inferiore. Nelle fasi di parcheggio le dimensioni contenute aiutano già di per sé ma il fatto di avere a disposizione telecamera di retromarcia (davvero alta la definizione dei dettagli) e sensori di parcheggio ci hanno permesso ogni volta di risparmiare tempo e fatica, oltreché pericolose ‘toccate’ negli angoli ciechi. Un optional essenziale se si passa molto tempo in città. La medesima modalità si può utilizzare anche nella guida extraurbana ma se cominciano a presentarsi dei saliscendi allora è meglio optare per la modalità Normale. La spinta si fa progressiva e lo sterzo risponde prontamente, le curve si affrontano in modo divertente, con la modalità Sport poi si ha la sensazione di essere a bordo di un go-kart. I comandi sono altamente reattivi e la Clubman rimane incollata al terreno grazie anche alla sua larghezza, l’acceleratore è pronto ad offrire tutto quello che ha. In sostanza è la modalità che ogni bambino un po’ cresciuto vorrebbe sempre avere sulla propria auto – e che sulla Clubman si ha davvero. C’è tuttavia da dire che chi siede dietro ha un po’ l’effetto di sentirsi sempre sballottato qua e là e pensiamo che la colpa sia in parte dovuta al passo abbondante ed in parte alla sospensione posteriore Multilink, che sebbene offra una stabilità eccezionale d’altro canto si rifà sulla comodità della seconda fila. In autostrada il propulsore è piuttosto silenzioso e parte del merito è anche del cambio automatico: in ottava a 110 km/h sono 1750 i giri/min. Anche l’impatto con l’aria non si fa sentire molto nonostante il montante alto e poter sfruttare il Cruise Control Adattivo (ACC) consente di viaggiare più comodamente, in quanto i sensori posti sul muso tengono sott’occhio il mezzo che precede e rallentano (o accelerano) la Clubman in maniera autonoma.

Motore e Prestazioni:

Rating: ★★★★★ 

Il 2.0 ha tanti cavalli e sa come usarli

Il 1995 cmcon 4 cilindri sviluppato da BMW si avvale della tecnologia TwinTurbo, facente parte del progetto EfficientDynamics. Si ha un propulsore diesel in struttura leggera di alluminio dotato di turbocompressore con turbina a geometria variabile, mentre l’iniezione diretta di carburante è basata su un sistema Common-Rail di ultima generazione. La potenza espressa è di ben 150 cavalli a 4000 giri/min e la coppia è di 330 Nm, disponibile già dai 1750 giri/min sulle ruote anteriori. Grazie ai controlli di trazione inseriti si ha sempre la giusta distribuzione e le prestazioni sono più che buone: ci vogliono 8,5 secondi per coprire lo 0-100 km/h e la velocità massima è di 212 km/h. E per le versioni con il cambio automatico (come quella della nostra prova) c’è la modalità Launch Control: seguendo una precisa procedura è possibile ottenere uno scatto che tiene abbastanza incollati al sedile e fa raggiungere i 100 km/h in pochi secondi. Da provare almeno una volta su strade chiuse o pista. Come abbiamo detto prima con tre modalità di guida impostabili tramite la rotella alla base del cambio il motore varia le sue prestazioni ed in città la modalità Green unità allo Start&Stop sono l’ancora di salvezza. Diciamo ciò perché i 150 cavalli ‘soffrono’ un po’ in coda se si selezionano le altre due modalità, per questo se si predilige una guida più tranquilla ed un po’ meno prestazionale la scelta migliore è quella di puntare sul 1.5 D da 116 CV della Clubman One, il quale comporta anche un risparmio di 2.500 euro. C’è infine da sottolineare come l’uso di leghe leggere abbia consentito di rimanere sotto la soglia dei 1400 chilogrammi, tutto a vantaggio delle prestazioni.

Consumi e Costi:

Rating: ★★★½☆ 

A fronte di consumi moderati, il premium si fa sentire sul conto

Il nostro test sui consumi ha voluto vedere quanto fosse maggiormente conveniente utilizzare la modalità più economa, per cui abbiamo opzionato un percorso di 308 chilometri diviso tra: 50% città, 30% extraurbano e 20% autostrada. Al termine abbiamo registrato una media oraria di 33,5 km/h ed un risparmio di 38,4 chilometri, un dato nelle nostre attese e che indica come effettivamente questa regolazione possa aiutare a risparmiare un po’, soprattutto nei tratti urbani dove il 2.0 diesel è meno a suo agio. Nel complesso siamo riusciti ad ottenere un dato di 6,4 litri/100 km (15,6 km/l) mentre utilizzando anche le altre modalità in un percorso più lungo e con minore presenza di strade cittadine si va verso i 6,8 litri/100 km (14,7 km/l), un dato molto buono per la Clubman. L’autonomia complessiva registrata è di 900 chilometri ed è garantita dal serbatoio di 48 litri. Le emissioni massime sono di 115 grammi di CO2 per chilometro percorso. Se sostanzialmente i consumi sono un punto forte di questa Clubman Cooper D, non possiamo dire che i molti optional messi a disposizione vengano via a buon prezzo, considerando che di base la vettura è un po’ scarna. Dai 27.300 euro iniziali si arriva agli oltre 45.000 del modello datoci in prova, che rappresenta una full-list di tutto ciò che può essere montato dentro e fuori dalla vettura. Per cui il nostro consiglio è, come già detto, di scegliere quali possano essere più utili a seconda dei propri bisogni e nella nostra lista ideale non potrebbero mancare il cambio automatico, il sistema infotainment, i comodi sedili in pelle ed i fari full-LED. In sostanza la Clubman Cooper D rappresenta il giusto incontro tra una vettura adatta alla città e contemporaneamente ai viaggi, con un motore sempre pronto a spingere ed un piacere di guida che solo MINI sa regalare. Che siate giovani coppie o una famiglia dall’impronta sportiva, questa è la vettura perfetta se si è alla ricerca di qualità premium.

Pro e Contro

Ci PiaceNon Ci Piace
Dimensioni del bagagliaio, bassi consumi, piacere di guida.Sospensioni posteriori dure, tetto basso nella parte del bagagliaio, costo degli optional .

MINI Clubman Cooper D: la Pagella di Motorionline

Motore:★★★★★ 
Ripresa:★★★★½ 
Cambio:★★★★★ 
Frenata:★★★★½ 
Sterzo:★★★★★ 
Tenuta di Strada:★★★★★ 
Comfort:★★★½☆ 
Posizione di guida:★★★★☆ 
Dotazione:★★★½☆ 
Qualità/Prezzo:★★★½☆ 
Design:★★★★☆ 
Consumi:★★★★☆ 

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