Peugeot GTi, le ‘Enfants Terribles’ del Leone tra passato e presente [PROVA IN PISTA]

Abbiamo messo alla “frusta” due modelli by Peugeot Sport

Peugeot GTi - #NoiSiamoGTi, è questo l’hashtag che oggi lega migliaia di appassionati del marchio francese, in particolar modo dei modelli più sportivi. Di cui noi abbiamo saggiato le 208 e 308 GTi by Peugeot Sport, versioni ancora più dinamiche e divertenti, sul tracciato di Misano.

La sigla GTi (con la “i” piccola) identifica da oltre trent’anni i modelli sportivi di serie che Peugeot crea con lo scopo di suscitare emozioni in chi li guida, riuscendo sempre ad imprimerci un estro giovanile. Sarà per questo che le vetture contraddistinte da tale sigla piacciono ai ragazzi – e non di meno ai loro papà – meritando quindi il titolo di Enfants Terribles. Già, abbiamo voluto rispolverare queste due parole che rievocano la spregiudicatezza e l’onestà tipica dei bambini non a caso, ma perché nella nostra prova in pista abbiamo avuto la sensazione di essere a bordo di vetture sincere e naturali, votate al puro divertimento senza chiedere mai rinunce. Ma procediamo con ordine prima di raccontarvi la Nostra giornata.

Ma non c’era la 205 in principio?

                                                                     La Peugeot 402 B Légère


Siamo a metà degli anni ’80… Anzi no. Sono gli anni ’30 e mentre Peugeot produce la 402, a qualcuno salta in mente un’idea: “Perché non la alleggeriamo, la potenziamo e la rendiamo più veloce?“. Nasce così la 402 B Légère, una quattro porte che trasmette un’insolita (per i tempi) sensazione di sportività, esaltata dal cofano motore molto lungo in relazione al resto della carrozzeria. Per realizzarla viene preso il telaio della 402 Légère con passo da 288 cm e la allestisce con la scocca 4 porte, più piccola della berlina normale. Il motore è un quattro cilindri di 2142 cm3 che eroga 64 CV, il peso complessivo della vettura è inferiore ai 1100 chilogrammi. Un rapporto peso/potenza che si avvicina molto a quella che allora era considerata il punto di riferimento globale, ovvero l’Alfa Romeo 6C con motore da 2.5 litri. È per questo che si può considerare la prima GTi della storia Peugeot.

La 402 B Légère venne testata da Charles Faroux, giornalista e fondatore della 24 Ore di Le Mans, il quale la descrisse così: «[…] La tenuta di strada? Eh bene! Non ci sono parole per spiegare la sicurezza che mi dà guidare la 402. Con tutta imparzialità bisogna riconoscere che la realizzazione della 402 non può che modificare le nostre opinioni per quanto riguarda le grosse auto. Se escludiamo qualche vettura Gran Sport con 150-200 CV, siate certi che la 402 tiene tutte le altre in scacco. È possibile che riescano a superarla a tavoletta facendo i 130-150 km/h, ma alla prima curva la 402 ripassa in testa grazie alla sua maneggevolezza e alla sua sicurezza nella guida». 

Nello stesso periodo nasce anche la 402 Darl’mat Special Sport, una versione speciale creata appositamente da quello che si poteva definire il Reparto Corse, dove grazie ad una messa a punto ideata per la pista la vettura prende parte alla 24 Ore di Le Mans del ’38. Non che Peugeot fosse nuova alle competizioni, sia chiaro. La prima gara regolarmente registrata è la Parigi-Rouen del 1894 e Peugeot partecipa con la TIPO 3. Nel 1916 è alla 500 Miglia di Indianapolis con la L45 e nel ’25 alla Coppa Florio con la TIPO 174 S Competizione.

Ma quindi la sigla GTi quando compare realmente?

                                                                La Peugeot 205 GTi Gutmann


Ritorniamo agli anni ’80. Il binomio tra Peugeot e la Sportività è un lungo cammino e lo dimostra il fatto che passarono diversi anni e moltissimi modelli tra la 402 B Légère e quella che è considerata la Leggenda della pista (e degli sterrati). Avete pensato alla 205, vero? Proprio lei. È il primo giorno di Marzo del 1984 ed il Salone di Ginevra sta per conoscere la sua più piccola ma potente rivoluzione: Peugeot infatti presenta la variante sportiva della neonata 205. Ha una sigla che la contraddistingue ed è formata da tre semplici lettere: G, T ed i, rigorosamente in minuscolo. Tre porte, peso piuma e sotto il cofano un 1.6 benzina da 105 CV. Piace? Arrivano 294.514 ordini d’acquisto per la sola versione GTi. Prestazioni vivaci, grande tenuta di strada, frenata potentissima ed un design piacevolmente sportivo, ma non aggressivo, gli elementi che la rendono un’icona internazionale. E nel frattempo la versione “pompata” per i Rally, denominata Turbo 16, porta a casa nel biennio ’85-‘86 il Mondiale Rally Costruttori e Piloti prima con Timo a Salonen e poi con Juha Kankkunen. Le gare consentono di alzare l’asticella anche per il modello stradale, così la 205 GTi viene aggiornata con un motore più potente (1.9 litri da 130 CV), carreggiata allargata per ospitare i cerchi da 15”, freni a disco anche al posteriore e svariati ritocchi a cambio e trasmissione.

È il desiderio di ogni ragazzo appena patentato ed in Italia arrivano le versioni speciali Action e Plus. Quest’ultima ha diverse chicche come il servosterzo, l’ABR (antesignano dell’ABS), l’aria condizionata (un vero lusso per l’epoca, come lo era il rivestimento in pelle dei sedili) e la vernice  metallizzata della carrozzeria in Verde Sorrento. Seguiranno anche altri modelli sulla scia GTi e sempre improntati alla sportività ed al divertimento secondo Peugeot: la 405 Mi16 nel 1987, la piccola 106 S16 nel 1993 ed infine nel ’99 la 206 S16.

2013: GTi is Back

Peugeot torna alle compatte con la 208, un modello che riprende sotto diversi aspetti la 205 ed è a tutti gli effetti una degna erede. La dimostrazione che il DNA da enfant terrible c’è arriva nel 2013 con l’unveiling della 208 GTi: un simpatico ‘giocattolo’ dal cuore piccolo ma generoso. Il 1.6 turbo infatti eroga ben 200 CV. E l’anno dopo arriva la 208 GTi 30th, in grado di offrire sensazioni di guida più intense con il suo nuovo motore 1.6 THP che sviluppa una potenza di 208 CV e una coppia pari a 300 Nm. È associato a un cambio manuale a 6 marce, a un differenziale a slittamento limitato Torsen e a collegamenti al suolo specifici. Questa versione limitata prenderà poi la denominazione di 208 GTi by Peugeot Sport ed è stata una delle due vetture da noi provate in pista. Nel 2015 la gamma si completa con la sorella maggiore, ossia la 308 GTi by Peugeot Sport: il motore è sempre il 1.6 THP ma con 270 CV disponibili a 6000 giri/min. Il rapporto peso potenza di soli 4,46 kg/CV, i freni anteriori a disco sono da 380 mm, i cerchi da 19’’ Carbone si trovano abbinati agli pneumatici Michelin Super Sport, al differenziale a slittamento limitato Torsen e all’assetto ribassato di 11 mm. E come forse avrete immaginato questo è stato il secondo mezzo con cui abbiamo saggiato il circuito della Riviera Adriatica.

Tutti in pista, fantastiGTi!

Dopo un giro panoramico con la “normale” 208 GTi per le principali città della zona, tra cui Gradara e Tavullia, al rientro ci aspettano disposte nella pit-lane le by Peugeot Sport: 208 e 308. Cominciamo con la più piccola delle due. Se il modello più tranquillo mi aveva fatto divertire lungo i tornanti stradali, questo con differenziale Torsen ed un assetto ancora più ribassato consente di prendere con decisione i cordoli del Misano World Circuit sin da subito, quando l’istruttore al mio fianco mi guida nel in quella che per me è la prima volta qui. Due giri per prendere confidenza con l’asfalto e cercare di apprenderne i segreti, dopodiché si va da soli.

Per sicurezza all’esterno delle curve un paio di birilli rappresentano il punto di staccata (ovviamente dopo il primo passaggio li ho già ‘baciati’ cercando un po’ il limite). La 208 GTi by Peugeot Sport grazie al suo iCockpit ha il volante più piccolo e la strumentazione posizionata in linea con lo sguardo, il che mi consente di verificare il tempo per le cambiate e la velocità. Variante del Parco e Rio in un’incredibile sequenza destra-destra-sinistra. In quinta marcia ad oltre 5000 giri stacco in fondo al rettilineo che porta alla Quercia, una curva che bisogna affrontare ritardando quanto più possibile l’inserimento. E dopo le curve del Tramonto via verso il secondo rettilineo che porta al Curvone: inutile dire che il cordolo me lo mangio con l’acceleratore quasi in piena, poi arriva il momento di tagliare a destra e scalare dalla 5° alla 3° per arrivare al Carro. Mi stupisce come nonostante le forti frenate con molti G laterali il retro non si scomponga, mentre l’avantreno si inserisce con estrema facilità e l’impianto frenante assicura spazi d’arresto precisi anche dopo 5 giri al massimo. Da dentro intanto sento cantare il 1.6 THP mentre scalo le marce: il pedale della frizione è duro il giusto per consentire scalate veloci, la leva è fluida e rapida come mi aspettavo. E grazie ai sedili sportivi ben imbottiti e rivestiti in Alcantara®️ comodità e sportività vanno a braccetto.

Si rientra ai box. Cambio! Tocca alla 308 GTi by Peugeot Sport: sempre il 1.6 THP ma con 270 CV (+62 rispetto alla 208), differenziale Torsen ed un doppio scarico davvero aggressivo al posteriore. I primi giri li eseguo spingendo così così, mi sembra che manchi qualcosa. E me lo fa notare al rientro ai box l’istruttore, quando guardando il tunnel mi chiede: «Hai inserito la modalità SPORT?». Sorrido mentre rialzo il finestrino e premo il magico bottone, che si trova vicino a quello dello Start&Stop. E cambia da subito la musica, con un sound più deciso mentre il quadrante abbandona la tinta bianca per diventare completamente rosso. Riesco ad affrontare ora le curve in maniera più decisa, premendo a fondo l’acceleratore il propulsore spinge fino ai 6000 giri, dove si ottiene il picco di potenza. Prima della staccata sono prossimo ai 200 km/h. Anche in questo caso i freni sono davvero una garanzia (quelli davanti sono maggiorati a 380 mm) ed apprezzo la modulazione lungo tutta la staccata, il volante è preciso negli inserimenti così come nelle uscite, le sospensioni assorbono bene ogni asperità e non risultano mai troppo rigide da scomporre la 308. Gli aiuti elettronici mi perdonano un eccesso di zelo quando avvertono il sottosterzo e riportano la vettura in linea.

In entrambi i casi un divertimento vero, che non ha richiesto doti da pilota professionista (come nel caso del suddetto) per provare l’ebbrezza della sportività. La cosa che più stupisce è la genuinità con cui 208 e 308 GTi by Peugeot Sport trasmettono le sensazioni: fanno capire quando si è al limite e permettono di correggersi in tutta sicurezza, anche quando ci si fa prendere la mano dalla pista. Possiamo quindi concludere che entrambe sono delle Enfants Terribles a cui si accompagna comunque un aspetto serio, adatto a tutti i giorni anche in città, con consumi nella norma. E così per un’intera giornata abbiamo potuto dire: Noi Siamo GTi!

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