WP_Post Object ( [ID] => 337853 [post_author] => 40 [post_date] => 2016-11-24 16:59:18 [post_date_gmt] => 2016-11-24 15:59:18 [post_content] => A proposito di unicità, lo scrittore austriaco Thomas Bernhard ha sottolineato che: “Ogni persona è un essere unico e di fatto, preso di per se stesso, la più grande opera d’arte di tutti i tempi.” Un pensiero profondo, legato a una semplice risposta su come ogni individuo possa giustificare se stesso e il proprio operato, e come ogni sua creazione, a sua volta, possa testimoniare il lavoro di uno e di tanti. Se si considera la nuova Audi Q2, la poliedricità di visioni, idee, forme e tecnologie, articolate in un'unica congiunzione di linee metalliche tese e nervose, animate da reazioni chimiche e fisiche associate alla voglia di movimento e la versatilità tipica di uno Sport Utility Vehicle, si resta colpiti dall'evidente singolarità di un progetto “non classificabile”, come rimarcato dall'hashtag affiancato alla vettura. audi-q2-primo-contatto_42_01 La vettura è lunga 4.191 millimetri, di cui 2.601 mm destinati al passo e funzionali all'abitabilità. Il passo si accorcia leggermente nel caso delle versioni a trazione integrale quattro, ammontando a 2,595 mm. La larghezza invece tocca i 2.009 mm, compresi gli specchietti esterni, mentre l'altezza supera di poco il metro e mezzo (1.508 mm). Dimensioni che risultano compatte, anche dall'interno del veicolo, rapportate però a un'abitabilità convincente, che può ospitare comodamente sino a cinque persone, anche piuttosto alte e amplificata da una capacità di carico del vano bagagli che spazia dai 405 litri ai 1.050 litri, grazie all'abbattimento della seconda fila secondo un rapporto 60:40, o in alternativa 40:20:40. Lo sviluppo, svolto in collaborazione con Italdesign che ha dato vita a ben 70 prototipi durante la fase di crescita del modello, ha permesso di definire un concetto modulare, sia dal punto di vista tecnologico, ma in particolare sotto l'aspetto dinamico. Un coefficiente di 0.30 Cx è uno dei valori che più sottolineano quanta cura e attenzione sia stata posta dai tecnici su ogni particolare esterno. Parlando proprio con il portavoce di Italdesign e un responsabile della parte di sviluppo, nell'occasione, è emersa l'importanza cruciale della fase di studio e dell'affinamento costante per giungere a una definizione ottimale sia sotto l'aspetto costruttivo che dinamico. In particolare, un fattore interessante è la compatibilità tecnologica delle scelte, cruciale soprattutto nei modelli di Audi che vantano soluzioni raffinate sotto questo aspetto. La stessa Italdesign continuerà a rappresentare un partner cruciale anche al momento della partenza della produzione. audi-q2-primo-contatto_05_02 L'accortezza mostrata su tutti i dettagli lo si nota poi osservando il modello nella totalità e da visino all'esterno e all'interno. Cattura subito la scelta stilistica sui fianchi, una particolare firma scultorea riscontrabile sulle porte, come fosse un prolungato colpo di scalpello, dato da un misterioso scultore, a conclusione di una propria opera. Roccioso infatti è lo stile. Un design poligonale, peculiare all'interno della gamma Q di Ingolstadt, sempre contraddistinto comunque dalla nota griglia della casa, in questo caso più schiacciata proprio per rafforzare la visione spigolosa della vettura. Altrettanto tipicizzanti sono gli specchi laterali sulla linea di spalla, i ricercati cerchi in lega e i gruppi ottici LED, che offrono un disegno luminoso subito riconoscibile, assieme ad altri elementi che rendono possibili le miriadi di combinazioni, ben cinque milioni, considerando ogni minuzioso elemento. Identificativo è anche l'effetto sospeso del tetto che ricorda quello di una coupé, leggermente spiovente verso la zona posteriore, permesso grazie alla tonalità contrastante del blade posteriore, individuabile sull'ampio montante. Distintivo anche all'interno della stessa panoramica del marchio. La parte posteriore come segnalato, invece, è ispirata a un giocatore di football americano. Compatta, rocciosa, funzionale sempre a imprimere questa visione poligonale dell'auto. audi-q2-primo-contatto_41_03 L'abitacolo ricalca questa idea di compattezza, rigore, ma allo stesso tempo ravvivata da creatività e personalizzazione. Inserti, disponibili anche retroilluminati, o le cuciture a contrasto sulle caratterizzazioni più sportive, arricchiscono di vivacità la compostezza delle linee tese e regolari. Si accede tramite porte dotate di un angolo di apertura piuttosto pronunciato, e su richiesta oltre al già citato schienale posteriore scomponibile in tre parti, il portellone può essere aperto e chiuso tramite comando elettrico. Oltre a materiali piacevoli al tocco e avvolgenti durante la marcia, all'interno dell'ampia offerta sono proposti anche sofisticati sistemi funzionali per l'intrattenimento e l'assistenza alla guida, importati per la sicurezza. Tra i dispositivi più funzionali compare l'ormai noto Audi virtual cockpit, proposto anche sulla nuova Q2, in alternativa al quadro strumenti analogico, che accorpa all'interno di un display da 12,3 pollici tachimetro, contagiri, informazioni generali e importanti nel corso di marcia. Funzionale al pari dell'head-up display proposto tra gli optional. La rotta è tracciata su un sistema MMI plus, localizzabile sulla parte alta della plancia e gestibile tramite un comando circolare associato ad altri pulsanti, individuabile in prossimità della leva del cambio manuale sei marce o automatico doppia frizione S tronic sette velocità. Utili e preziosi sono anche i sistemi di connettività legati a una SIM Audi Connect e hotspot WLAN, compatibilità con Apple CarPlay e Android Auto, l'App gratuiti Audi MMI, o il suono proposto da un sintonizzatore per radio digitali DAB e impianto Bang & Olufsen Sound System, composto da 14 altoparlanti e woofer per toni bassi che immergono i presenti in piacevoli sonorità. In evidenza, poi, l'assistenza fornita da l'Audi pre sense front, presente già di serie sulle differenti versioni, che tramite radar capta potenziali pericoli, segnalando un possibile pericolo al conducente, sino ad attivare direttamente a una frenata d'emergenza a basse velocità, se non si interviene prontamente. Rilevanti anche altri dispositivi funzionali alla guida nel traffico all'interno dell'Audi assistant system pack, sino alle manovre di parcheggio. audi-q2-primo-contatto_19_04 Entrando nell'abitacolo si trova facilmente la posizione di guida ottimale, grazie alle regolazioni di sedile e volante in altezza e profondità. Nell'occasione si è sperimentato due differenti posizioni. Una più sollevata, tipica da SUV, avendo una buona visibilità su strada ma al tempo stesso colpiti dalla percezione piatta del cofano, simile a quella di un'utilitaria. Successivamente una posizione più ribassata, che ha cambiato l'impressione iniziale, dando l'impressione di trovarsi all'interno di una comoda A3, ma più sollevati da terra. Al pari della sorprendente percezione mutevole dalla posizione di guida, che in ogni modo questa risulta confortevole e ben calibrata per raggiungere con semplicità tutti i comandi, raffinata è anche la soluzione del servosterzo progressivo che restituisce chiaramente il peso della vettura superiore di base oltre la tonnellata e 200 kg e trasferisce un'impressione di gustoso dinamismo, in base al raggio di svolta. Una sensazione di sportività fornita anche dall'assetto, associato a un'architettura composta da sospensioni anteriori di tipo McPherson e posteriori interconnesse o multi-link se a trazione integrale, piuttosto rigido di norma, nonostante le sospensioni smorzino bene le asperità stradali, e dalle cinque modalità gestibili dall'Audi drive select (auto, comfort, dynamic, efficiency e individual), collegate all'azione dei vari parametri dell'auto. I 15 centimetri circa dal suolo e la modalità ESC Offroad, inoltre, permettono al mezzo di disimpegnarsi adeguatamente anche in percorsi più impegnativi. audi-q2-primo-contatto_01_05 La visibilità grazie alle ampie vetrate non risulta particolarmente intaccata anche nella zona posteriore, che non risente particolarmente dello spessore dei montanti. In ogni caso il supporto tecnologico agevola e rende fluide le manovre. Progressiva come la costanza di ritmo ai bassi regimi del propulsore 2.0 TDI da 190 cavalli e 400 Nm di coppia legato a una trazione quattro di un esemplare S line provato nell'occasione, associato a sua volta a una trasmissione sportiva S tronic sette marce. A nostro avviso, però, pur offrendo una costanza progressiva regolare ai ritmi più blandi, quando è stat richiesta una maggior spinta, l'azione è avvenuta in due tempi, tra i 1.000 e 1.500 giri e dopo i 2.500 giri, livello dal quale lo sprint è diventato effettivamente energico. Silenziose e mirate le cambiate, con innesti sempre efficaci e rapidi. In risalto anche il versante efficienza. Al termine del nostro percorso, in un itinerario poco superiore ai 60 km nei dintorni di Roma, la media segnalata alla fine ha toccato i 6,7 litri per 100 km. Buono, considerando il traffico e la necessità di testare i vari aspetti del veicolo, e il dato potrebbe risultare anche migliore. Proposta nelle versioni Q2, Design, Business e Sport, ognuna con caratterizzazioni e dotazione sempre più ricca, oltre all'ulteriore disponibilità di pacchetti Business per versioni Sport e Design, Evoluzione, esterno Audi exclusive e S line e S line exterior, si parte in fase di lancio da una cifra di 25.000,00 Euro per il modello d'accesso dotato di unità tre cilindri da 1.0 litro TFSI da 116 cavalli e cambio manuale. Il versante benzina è completato dai propulsori quattro cilindri 1.4 TFSI da 150 cavalli con tecnologia cylinder on demand (che ne amplia l'efficienza) e un 2.0 litri TFSI da 190 cavalli al vertice. Sul fronte Diesel, da 26.200,00 Euro secondo le indicazioni diffuse, sono due le tipologie di motore, ma sempre tre li ivelli di potenza: alla base un cuore 1.6 TDI da 116 cavalli, seguito da un 2.0 TDI nelle varianti da 150 e 190 cavalli.. audi-q2-primo-contatto_15_06 In sintesi: la scelta di non rendere classificabile quest'auto, anzi unificarne il concetto basandolo sulla diversità di percezioni, appare centrato dalla casa. Un SUV urbano, ma con caratteristiche che consentono di far vivere con vivacità qualsiasi viaggio o esplorazione. Immagine e sostanza dalla natura mutevole. 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Audi Q2: quando molteplici idee convergono verso una definizione sempre nuova [PRIMO CONTATTO]

Non essere classificabili crea distinzione

Audi Q2 – Sulle strade di Roma per cogliere le caratteristiche e saggiare il dinamismo del nuovo SUV della casa tedesca, caratterizzato da linee compatte, abitabilità e sistemi tecnologici raffinati

A proposito di unicità, lo scrittore austriaco Thomas Bernhard ha sottolineato che: “Ogni persona è un essere unico e di fatto, preso di per se stesso, la più grande opera d’arte di tutti i tempi.” Un pensiero profondo, legato a una semplice risposta su come ogni individuo possa giustificare se stesso e il proprio operato, e come ogni sua creazione, a sua volta, possa testimoniare il lavoro di uno e di tanti. Se si considera la nuova Audi Q2, la poliedricità di visioni, idee, forme e tecnologie, articolate in un’unica congiunzione di linee metalliche tese e nervose, animate da reazioni chimiche e fisiche associate alla voglia di movimento e la versatilità tipica di uno Sport Utility Vehicle, si resta colpiti dall’evidente singolarità di un progetto “non classificabile”, come rimarcato dall’hashtag affiancato alla vettura.

audi-q2-primo-contatto_42_01

La vettura è lunga 4.191 millimetri, di cui 2.601 mm destinati al passo e funzionali all’abitabilità. Il passo si accorcia leggermente nel caso delle versioni a trazione integrale quattro, ammontando a 2,595 mm. La larghezza invece tocca i 2.009 mm, compresi gli specchietti esterni, mentre l’altezza supera di poco il metro e mezzo (1.508 mm). Dimensioni che risultano compatte, anche dall’interno del veicolo, rapportate però a un’abitabilità convincente, che può ospitare comodamente sino a cinque persone, anche piuttosto alte e amplificata da una capacità di carico del vano bagagli che spazia dai 405 litri ai 1.050 litri, grazie all’abbattimento della seconda fila secondo un rapporto 60:40, o in alternativa 40:20:40.
Lo sviluppo, svolto in collaborazione con Italdesign che ha dato vita a ben 70 prototipi durante la fase di crescita del modello, ha permesso di definire un concetto modulare, sia dal punto di vista tecnologico, ma in particolare sotto l’aspetto dinamico. Un coefficiente di 0.30 Cx è uno dei valori che più sottolineano quanta cura e attenzione sia stata posta dai tecnici su ogni particolare esterno.
Parlando proprio con il portavoce di Italdesign e un responsabile della parte di sviluppo, nell’occasione, è emersa l’importanza cruciale della fase di studio e dell’affinamento costante per giungere a una definizione ottimale sia sotto l’aspetto costruttivo che dinamico. In particolare, un fattore interessante è la compatibilità tecnologica delle scelte, cruciale soprattutto nei modelli di Audi che vantano soluzioni raffinate sotto questo aspetto. La stessa Italdesign continuerà a rappresentare un partner cruciale anche al momento della partenza della produzione.

audi-q2-primo-contatto_05_02

L’accortezza mostrata su tutti i dettagli lo si nota poi osservando il modello nella totalità e da visino all’esterno e all’interno. Cattura subito la scelta stilistica sui fianchi, una particolare firma scultorea riscontrabile sulle porte, come fosse un prolungato colpo di scalpello, dato da un misterioso scultore, a conclusione di una propria opera. Roccioso infatti è lo stile. Un design poligonale, peculiare all’interno della gamma Q di Ingolstadt, sempre contraddistinto comunque dalla nota griglia della casa, in questo caso più schiacciata proprio per rafforzare la visione spigolosa della vettura. Altrettanto tipicizzanti sono gli specchi laterali sulla linea di spalla, i ricercati cerchi in lega e i gruppi ottici LED, che offrono un disegno luminoso subito riconoscibile, assieme ad altri elementi che rendono possibili le miriadi di combinazioni, ben cinque milioni, considerando ogni minuzioso elemento. Identificativo è anche l’effetto sospeso del tetto che ricorda quello di una coupé, leggermente spiovente verso la zona posteriore, permesso grazie alla tonalità contrastante del blade posteriore, individuabile sull’ampio montante. Distintivo anche all’interno della stessa panoramica del marchio. La parte posteriore come segnalato, invece, è ispirata a un giocatore di football americano. Compatta, rocciosa, funzionale sempre a imprimere questa visione poligonale dell’auto.

audi-q2-primo-contatto_41_03

L’abitacolo ricalca questa idea di compattezza, rigore, ma allo stesso tempo ravvivata da creatività e personalizzazione. Inserti, disponibili anche retroilluminati, o le cuciture a contrasto sulle caratterizzazioni più sportive, arricchiscono di vivacità la compostezza delle linee tese e regolari. Si accede tramite porte dotate di un angolo di apertura piuttosto pronunciato, e su richiesta oltre al già citato schienale posteriore scomponibile in tre parti, il portellone può essere aperto e chiuso tramite comando elettrico. Oltre a materiali piacevoli al tocco e avvolgenti durante la marcia, all’interno dell’ampia offerta sono proposti anche sofisticati sistemi funzionali per l’intrattenimento e l’assistenza alla guida, importati per la sicurezza.
Tra i dispositivi più funzionali compare l’ormai noto Audi virtual cockpit, proposto anche sulla nuova Q2, in alternativa al quadro strumenti analogico, che accorpa all’interno di un display da 12,3 pollici tachimetro, contagiri, informazioni generali e importanti nel corso di marcia. Funzionale al pari dell’head-up display proposto tra gli optional.
La rotta è tracciata su un sistema MMI plus, localizzabile sulla parte alta della plancia e gestibile tramite un comando circolare associato ad altri pulsanti, individuabile in prossimità della leva del cambio manuale sei marce o automatico doppia frizione S tronic sette velocità.
Utili e preziosi sono anche i sistemi di connettività legati a una SIM Audi Connect e hotspot WLAN, compatibilità con Apple CarPlay e Android Auto, l’App gratuiti Audi MMI, o il suono proposto da un sintonizzatore per radio digitali DAB e impianto Bang & Olufsen Sound System, composto da 14 altoparlanti e woofer per toni bassi che immergono i presenti in piacevoli sonorità.
In evidenza, poi, l’assistenza fornita da l’Audi pre sense front, presente già di serie sulle differenti versioni, che tramite radar capta potenziali pericoli, segnalando un possibile pericolo al conducente, sino ad attivare direttamente a una frenata d’emergenza a basse velocità, se non si interviene prontamente. Rilevanti anche altri dispositivi funzionali alla guida nel traffico all’interno dell’Audi assistant system pack, sino alle manovre di parcheggio.

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Entrando nell’abitacolo si trova facilmente la posizione di guida ottimale, grazie alle regolazioni di sedile e volante in altezza e profondità. Nell’occasione si è sperimentato due differenti posizioni. Una più sollevata, tipica da SUV, avendo una buona visibilità su strada ma al tempo stesso colpiti dalla percezione piatta del cofano, simile a quella di un’utilitaria. Successivamente una posizione più ribassata, che ha cambiato l’impressione iniziale, dando l’impressione di trovarsi all’interno di una comoda A3, ma più sollevati da terra.
Al pari della sorprendente percezione mutevole dalla posizione di guida, che in ogni modo questa risulta confortevole e ben calibrata per raggiungere con semplicità tutti i comandi, raffinata è anche la soluzione del servosterzo progressivo che restituisce chiaramente il peso della vettura superiore di base oltre la tonnellata e 200 kg e trasferisce un’impressione di gustoso dinamismo, in base al raggio di svolta. Una sensazione di sportività fornita anche dall’assetto, associato a un’architettura composta da sospensioni anteriori di tipo McPherson e posteriori interconnesse o multi-link se a trazione integrale, piuttosto rigido di norma, nonostante le sospensioni smorzino bene le asperità stradali, e dalle cinque modalità gestibili dall’Audi drive select (auto, comfort, dynamic, efficiency e individual), collegate all’azione dei vari parametri dell’auto. I 15 centimetri circa dal suolo e la modalità ESC Offroad, inoltre, permettono al mezzo di disimpegnarsi adeguatamente anche in percorsi più impegnativi.

audi-q2-primo-contatto_01_05

La visibilità grazie alle ampie vetrate non risulta particolarmente intaccata anche nella zona posteriore, che non risente particolarmente dello spessore dei montanti. In ogni caso il supporto tecnologico agevola e rende fluide le manovre. Progressiva come la costanza di ritmo ai bassi regimi del propulsore 2.0 TDI da 190 cavalli e 400 Nm di coppia legato a una trazione quattro di un esemplare S line provato nell’occasione, associato a sua volta a una trasmissione sportiva S tronic sette marce. A nostro avviso, però, pur offrendo una costanza progressiva regolare ai ritmi più blandi, quando è stat richiesta una maggior spinta, l’azione è avvenuta in due tempi, tra i 1.000 e 1.500 giri e dopo i 2.500 giri, livello dal quale lo sprint è diventato effettivamente energico. Silenziose e mirate le cambiate, con innesti sempre efficaci e rapidi. In risalto anche il versante efficienza. Al termine del nostro percorso, in un itinerario poco superiore ai 60 km nei dintorni di Roma, la media segnalata alla fine ha toccato i 6,7 litri per 100 km. Buono, considerando il traffico e la necessità di testare i vari aspetti del veicolo, e il dato potrebbe risultare anche migliore.
Proposta nelle versioni Q2, Design, Business e Sport, ognuna con caratterizzazioni e dotazione sempre più ricca, oltre all’ulteriore disponibilità di pacchetti Business per versioni Sport e Design, Evoluzione, esterno Audi exclusive e S line e S line exterior, si parte in fase di lancio da una cifra di 25.000,00 Euro per il modello d’accesso dotato di unità tre cilindri da 1.0 litro TFSI da 116 cavalli e cambio manuale. Il versante benzina è completato dai propulsori quattro cilindri 1.4 TFSI da 150 cavalli con tecnologia cylinder on demand (che ne amplia l’efficienza) e un 2.0 litri TFSI da 190 cavalli al vertice. Sul fronte Diesel, da 26.200,00 Euro secondo le indicazioni diffuse, sono due le tipologie di motore, ma sempre tre li ivelli di potenza: alla base un cuore 1.6 TDI da 116 cavalli, seguito da un 2.0 TDI nelle varianti da 150 e 190 cavalli..

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In sintesi: la scelta di non rendere classificabile quest’auto, anzi unificarne il concetto basandolo sulla diversità di percezioni, appare centrato dalla casa. Un SUV urbano, ma con caratteristiche che consentono di far vivere con vivacità qualsiasi viaggio o esplorazione. Immagine e sostanza dalla natura mutevole.

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