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Era dai tempi della Barchetta che Fiat non dava una sferzata vera e propria alla sua linea, solitamente composta di citycar e familiari. E lo fa nel nome delle coppie! La nuova 124 Spider è un progetto che nasce in collaborazione con Mazda, la quale ha sfornato la MX-5 generazione ND. L’italica ha usufruito largamente della tecnologia giapponese: dal pianale a diverse parti meccaniche. Ma questo significa che 124 Spider e MX-5 sono auto uguali? Neanche per sogno.

Avendo provato la MX-5 lo scorso Marzo (qui la prova di Gianluca Mauriello) con motore 2.0 da 160 CV, è d’obbligo che il paragone avvenga sotto diversi aspetti. Ma nella sostanza il concetto è questo: anche se nascono dalla stessa madre, due gemelli non ragionano e non agiscono mai allo stesso modo. Per la 124 Spider e la MX-5 il discorso è uguale. Solo che ci ho messo un po' a capirlo. È Domenica, poco dopo pranzo, quando metto finalmente le mani sul volante. Trovare la posizione di guida è facile: il sedile puoi regolarlo solo in profondità (ed un poco in inclinazione). Accensione del motore e si parte. Un borbottio piacevole esce dai due scarichi. Nei primi chilometri alla guida però i miei giudizi sono solo negativi: «Non mi sembra reattiva come la MX-5», «Il cambio sembra diverso da quello della MX-5», «Eh, però magari col differenziale autobloccante…».

Insomma, non sono soddisfatto.

Arrivato a destinazione parcheggio la vettura, scendo e comincio ad osservarla. Capisco che fino a quel momento stavo utilizzando un punto di vista sbagliato. Ci rimugino su una notte intera. Il mattino seguente mi ripresento davanti alla 124 Spider. Faccia a faccia. Mi fa intendere che di Lei non c’ho capito molto il giorno precedente. Cosa terribile, il pregiudizio!

Rifacciamo le presentazioni. Salgo a bordo. La plancia è in tutto e per tutto quella della MX-5, compatta, con pochi fronzoli ma dall’aspetto dinamico. Pochi comandi raccolti in (altrettanto) pochi centimetri. La pioggia della notte l’ha sporcata, così la porto a darsi una bella pulita. E qui, mentre si scopre, comincio ad apprezzarne le linee. Se la MX-5 ha la pretesa di un carattere deciso e molto personale, grazie al KODO Design, la Fiat 124 Spider ha delle belle parvenze mediterranee. Più lunga di 13 cm (405 in totale) non esagera né nel frontale, né nella fiancata e né tantomeno nella coda. Dopotutto è anche un richiamo al passato, alla celebre antenata. Lo confermano la calandra anteriore, il cofano i fari e la linea laterale. I fanali posteriori a cornice sono invece un’ottima idea ripresa dall’ultimo restyling della 500 e mi piacciono perché non sono solo elementi funzionali, ma anche stilistici.

Mi accorgo che anche salire a bordo è più semplice che sulla MX-5, inoltre i sedili in pelle risultano meglio imbottiti e non trasmettono vibrazioni, nonostante i pochi centimetri che separano da terra. Se sulla giapponese poi ci avevo messo un po’ ad abituarmi ai due parafanghi molto pronunciati, sulla 124 Spider i designer del Centro Stile Fiat hanno risolto il problema appiattendolo, lasciando al centro le due nervature. Il cofano è davvero lungo e sembra non finire mai visto da dentro.



IN CITTÀ

Facile, scattante, agile. In sostanza è queste tre cose nell’ambiente urbano. Il volante leggero agevola ogni manovra, inoltre la retrocamera aiuta a vedere bene dietro. Convince il comfort: se come già detto i sedili risultano già ben imbottiti, le sospensioni sono belle morbide sui pavé ed attutiscono bene buche e dossi. Non posso certo dire che sia come stare su un crossover, ma per essere una roadster davvero niente male. E nel baule ci sta anche la spesa per due senza problemi. Il motore è davvero silenzioso sotto i 2.500 giri, ma qui ha anche la sua più grande pecca: si sente molto il turbo-lag e bisogna dare un po’ di verve per non spegnerlo.

IN AUTOSTRADA

Fino a 110 km/h la 124 Spider dimostra di cavarsela alla grande. Sesta marcia fissa e cruise control attivato alla mano, si viaggia comodi e senza troppi problemi. Se si è da soli a bordo l’impianto Bose offre un’ottima compagnia, anche grazie agli attacchi AUX e USB, oppure al Bluetooth. Oltre tale velocità cominciano i famosi ‘sintomi da Spider’, quali fruscii provenienti dalle retrovie e rotolamento di ruote progressivo. Assolutamente sopportabile, ma se (in questo caso) si è in due bisognerà alzare leggermente la voce per farsi sentire.

NEL MISTO

Ovviamente è il luogo ideale dove godere della Fiat 124 Spider. Salite, discese, tornanti e curve ad ’S’ ne esaltano ogni caratteristica meccanica. I 140 cavalli sono più che sufficienti per andarci giù pesante e sentire il piccolo ma corposo 1.4 T-JET ‘rombeggiare’ con maggiore decisione man mano che l’asticella dei giri/min sale. E dai 4.000 in poi arriva finalmente un suono deciso, intrigante che trascina fino al limitatore, posizionato a poco più di 7000. Controllo di trazione disinserito (permettendo) la trazione posteriore garantisce anche sgommate e ciambelle tranquillamente controllabili. Le leve corte, il pedale della frizione pronto ed il volante preciso fanno della 124 Spider una sportiva italica per ogni momento. È sicuramente meno aggressiva della MX-5, che reputo un po’ come la gemella dal carattere più sbarazzino e strafottente. Ma che piace comunque.

Lascio per ultima la parte che riguarda l’effetto Spider: a tetto aperto si gode di una buona copertura dal vento e con un po’ d’aria condizionata anche nei mesi freddi è concesso aprire la capote. Che, per inciso, si apre e chiude manualmente. Giusto per aggiungere un sapore classico. Altra cosa positiva è che non ruba spazio al vano per i bagagli. Due trolley lo riempiono perfettamente, per cui i weekend non saranno un problema. In sostanza quindi la Fiat 124 Spider è la vettura perfetta se si ha in mente di usare una roadster anche tutti i giorni, su qualunque strada, in qualunque condizione. È quella vettura che ti fa alzare la mattina senza rimpiangere di non aver scelto quel SUV che tanto ti piaceva, perché in cambio ti dà comfort, piacere di guida ed un senso unico come quello di alzare lo sguardo e non vedere altro che il cielo. E ad un prezzo tutt'altro che proibitivo.

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Salite a Bordo: Fiat 124 Spider [POV TEST DRIVE]

Ecco com’è alla guida la nuova spider italiana

Fiat 124 Spider Test Drive - Città, autostrada e percorso misto. Queste le tre specialità che hanno messo alla prova la nuova roadster del marchio torinese, come si può vedere dal POV Test Drive svolto.
Salite a Bordo: Fiat 124 Spider [POV TEST DRIVE]

Era dai tempi della Barchetta che Fiat non dava una sferzata vera e propria alla sua linea, solitamente composta di citycar e familiari. E lo fa nel nome delle coppie! La nuova 124 Spider è un progetto che nasce in collaborazione con Mazda, la quale ha sfornato la MX-5 generazione ND. L’italica ha usufruito largamente della tecnologia giapponese: dal pianale a diverse parti meccaniche. Ma questo significa che 124 Spider e MX-5 sono auto uguali? Neanche per sogno.

Avendo provato la MX-5 lo scorso Marzo (qui la prova di Gianluca Mauriello) con motore 2.0 da 160 CV, è d’obbligo che il paragone avvenga sotto diversi aspetti. Ma nella sostanza il concetto è questo: anche se nascono dalla stessa madre, due gemelli non ragionano e non agiscono mai allo stesso modo. Per la 124 Spider e la MX-5 il discorso è uguale. Solo che ci ho messo un po’ a capirlo. È Domenica, poco dopo pranzo, quando metto finalmente le mani sul volante. Trovare la posizione di guida è facile: il sedile puoi regolarlo solo in profondità (ed un poco in inclinazione). Accensione del motore e si parte. Un borbottio piacevole esce dai due scarichi. Nei primi chilometri alla guida però i miei giudizi sono solo negativi: «Non mi sembra reattiva come la MX-5», «Il cambio sembra diverso da quello della MX-5», «Eh, però magari col differenziale autobloccante…».

Insomma, non sono soddisfatto.

Arrivato a destinazione parcheggio la vettura, scendo e comincio ad osservarla. Capisco che fino a quel momento stavo utilizzando un punto di vista sbagliato. Ci rimugino su una notte intera. Il mattino seguente mi ripresento davanti alla 124 Spider. Faccia a faccia. Mi fa intendere che di Lei non c’ho capito molto il giorno precedente. Cosa terribile, il pregiudizio!

Rifacciamo le presentazioni. Salgo a bordo. La plancia è in tutto e per tutto quella della MX-5, compatta, con pochi fronzoli ma dall’aspetto dinamico. Pochi comandi raccolti in (altrettanto) pochi centimetri. La pioggia della notte l’ha sporcata, così la porto a darsi una bella pulita. E qui, mentre si scopre, comincio ad apprezzarne le linee. Se la MX-5 ha la pretesa di un carattere deciso e molto personale, grazie al KODO Design, la Fiat 124 Spider ha delle belle parvenze mediterranee. Più lunga di 13 cm (405 in totale) non esagera né nel frontale, né nella fiancata e né tantomeno nella coda. Dopotutto è anche un richiamo al passato, alla celebre antenata. Lo confermano la calandra anteriore, il cofano i fari e la linea laterale. I fanali posteriori a cornice sono invece un’ottima idea ripresa dall’ultimo restyling della 500 e mi piacciono perché non sono solo elementi funzionali, ma anche stilistici.

Mi accorgo che anche salire a bordo è più semplice che sulla MX-5, inoltre i sedili in pelle risultano meglio imbottiti e non trasmettono vibrazioni, nonostante i pochi centimetri che separano da terra. Se sulla giapponese poi ci avevo messo un po’ ad abituarmi ai due parafanghi molto pronunciati, sulla 124 Spider i designer del Centro Stile Fiat hanno risolto il problema appiattendolo, lasciando al centro le due nervature. Il cofano è davvero lungo e sembra non finire mai visto da dentro.



IN CITTÀ

Facile, scattante, agile. In sostanza è queste tre cose nell’ambiente urbano. Il volante leggero agevola ogni manovra, inoltre la retrocamera aiuta a vedere bene dietro. Convince il comfort: se come già detto i sedili risultano già ben imbottiti, le sospensioni sono belle morbide sui pavé ed attutiscono bene buche e dossi. Non posso certo dire che sia come stare su un crossover, ma per essere una roadster davvero niente male. E nel baule ci sta anche la spesa per due senza problemi. Il motore è davvero silenzioso sotto i 2.500 giri, ma qui ha anche la sua più grande pecca: si sente molto il turbo-lag e bisogna dare un po’ di verve per non spegnerlo.

IN AUTOSTRADA

Fino a 110 km/h la 124 Spider dimostra di cavarsela alla grande. Sesta marcia fissa e cruise control attivato alla mano, si viaggia comodi e senza troppi problemi. Se si è da soli a bordo l’impianto Bose offre un’ottima compagnia, anche grazie agli attacchi AUX e USB, oppure al Bluetooth. Oltre tale velocità cominciano i famosi ‘sintomi da Spider’, quali fruscii provenienti dalle retrovie e rotolamento di ruote progressivo. Assolutamente sopportabile, ma se (in questo caso) si è in due bisognerà alzare leggermente la voce per farsi sentire.

NEL MISTO

Ovviamente è il luogo ideale dove godere della Fiat 124 Spider. Salite, discese, tornanti e curve ad ’S’ ne esaltano ogni caratteristica meccanica. I 140 cavalli sono più che sufficienti per andarci giù pesante e sentire il piccolo ma corposo 1.4 T-JET ‘rombeggiare’ con maggiore decisione man mano che l’asticella dei giri/min sale. E dai 4.000 in poi arriva finalmente un suono deciso, intrigante che trascina fino al limitatore, posizionato a poco più di 7000. Controllo di trazione disinserito (permettendo) la trazione posteriore garantisce anche sgommate e ciambelle tranquillamente controllabili. Le leve corte, il pedale della frizione pronto ed il volante preciso fanno della 124 Spider una sportiva italica per ogni momento. È sicuramente meno aggressiva della MX-5, che reputo un po’ come la gemella dal carattere più sbarazzino e strafottente. Ma che piace comunque.

Lascio per ultima la parte che riguarda l’effetto Spider: a tetto aperto si gode di una buona copertura dal vento e con un po’ d’aria condizionata anche nei mesi freddi è concesso aprire la capote. Che, per inciso, si apre e chiude manualmente. Giusto per aggiungere un sapore classico. Altra cosa positiva è che non ruba spazio al vano per i bagagli. Due trolley lo riempiono perfettamente, per cui i weekend non saranno un problema. In sostanza quindi la Fiat 124 Spider è la vettura perfetta se si ha in mente di usare una roadster anche tutti i giorni, su qualunque strada, in qualunque condizione. È quella vettura che ti fa alzare la mattina senza rimpiangere di non aver scelto quel SUV che tanto ti piaceva, perché in cambio ti dà comfort, piacere di guida ed un senso unico come quello di alzare lo sguardo e non vedere altro che il cielo. E ad un prezzo tutt’altro che proibitivo.

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