Fiat-Chrysler accusata in USA di aver falsificato i dati sulle emissioni. FCA replica: “Software in regola”

L'Autorità americana minaccia una multa di 4,6 miliardi di dollari

FCA emissioni diesel - L'EPA accusa FCA di aver falsificato, tramite l'utilizzo di un software illegale, i dati sulle emissioni dei motori diesel 3.0 litri prodotti nel 2014, 2015 e 2016, per un totale di 104.000 veicoli. Il titolo di Fiat-Chrysler è subito crollato in Borsa perdendo a Milano fino al 16%. Secca la replica di FCA che respinge ogni accusa e si dice pronta a collaborare con le autorità americane per fare chiarezza sulla questione.
Fiat-Chrysler accusata in USA di aver falsificato i dati sulle emissioni. FCA replica: “Software in regola”

Dopo Volkswagen un altro dieselgate rischia di travolgere Fiat-Chrysler. Sono pesanti le accuse che le autorità statunitensi rivolgono alla Casa automobilistica italo-americana: falsificazione dei dati sulle emissioni inquinanti. La notizia, lanciata dall’Associated Press, è stata confermata dall’Agenzia per la protezione ambientale americana.

Al Gruppo FCA l’EPA ha notificato le violazioni del Clear Air Act, vale a dire le normative sulle emissioni vigenti negli Stati Uniti, su circa 104.000 veicoli. In particolare Fiat-Chrysler viene accusata di aver montato (senza dichiararlo) un software “illegale” che permette emissioni diesel più alte di quelle ammesse sui motori diesel 3.0 degli anni 2014, 2015 e 2016 che equipaggiano i modelli Jeep Grand Cherokee e Dodge Ram.

Nella notifica dell’Autorità americana per l’ambiente recapitata a FCA viene esplicitamente citato il rischio per la Casa automobilistica di incorrere in una sanzione che potrebbe arrivare fino a 44.539 dollari per veicolo, vale a dire complessivamente una multa di oltre 4,6 miliardi di dollari.

Già da prima della conferma della notizia da parte dell’Epa, il titolo di Fiat Crysler ha iniziato pericolosamente a scendere, crollando in poche ore fino ad arrivare fino a -16% alla Borsa di Milano e oltre il 12% a Wall Street.

Immediata la replica di FCA che respinge le accuse dell’EPA, cercando di tenere più lontano possibile lo spettro e gli effetti di un nuovo sospetto dieselgate. Poco fa alla replica del costruttore italo-americano si sono aggiunte le parole del suo presidente Sergio Marchionne: “Dialoghiamo con l’Epa da più di un anno. Non c’è nulla in comune fra il caso Volkswagen e quello FCA. E’ curioso e spiacevole che l’Agenzia per la Protezione ambientale americana abbia deciso di affrontare il caso FCA così pubblicamente. Per quanto conosco questa società, posso dire che nessuno è così stupido da cercare di montare un software illegale“.

Questa la nota stampa integrale con la quale Fiat Chrysler Automobiles risponde alle accuse provenienti dall’EPA:

“FCA US, la controllata statunitense di FCA N.V. ha emesso oggi il seguente comunicato stampa.

FCA US è contrariata dal fatto che l’EPA abbia scelto di emettere una “notice of violation” in merito alla tecnologia di controllo delle emissioni impiegata nei motori diesel leggeri da 3.0 litri, modelli 2014-2016, della società.

FCA US intende collaborare con l’Amministrazione subentrante per presentare i propri argomenti e risolvere la questione in modo corretto ed equo, rassicurando l’EPA ed i clienti di FCA US sul fatto che i veicoli diesel della società rispettano tutte le normative applicabili.

I motori diesel di FCA US sono equipaggiati con hardware di controllo delle emissioni all’avanguardia, ivi incluso la tecnologia selective catalytic reduction (SCR). Ogni costruttore automobilistico deve utilizzare varie strategie per controllare le emissioni al fine di realizzare un equilibrio tra le prescrizioni di EPA relative al controllo delle emissioni di ossidi di azoto (NOx) e le prescrizioni relative alla durata, prestazioni, sicurezza e contenimento dei consumi. FCA US ritiene che i propri sistemi di controllo delle emissioni rispettino le normative applicabili.

FCA US ha speso mesi nel fornire una mole di informazioni all’EPA e ad altre autorità governative e in diverse occasioni ha cercato di spiegare le proprie tecnologie di controllo delle emissioni ai rappresentanti dell’EPA. FCA US ha proposto diverse iniziative per risolvere le preoccupazioni dell’EPA, incluso lo sviluppo di estese modifiche del software delle proprie strategie di controllo, che potrebbero essere immediatamente applicate nei veicoli in questione, per ulteriormente migliorarne le prestazioni in termini di emissioni.

FCA US auspica fortemente di poter avere quanto prima la possibilità di incontrare l’enforcement division dell’EPA e rappresentanti della nuova amministrazione, per dimostrare che le strategie di controllo di FCA sono giustificate e pertanto non costituiscono “defeat devices” in base alla normativa applicabile e risolvere prontamente la questione”.

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