Nuova Porsche Panamera: benvenuti nella dimensione dell’equilibrio [TEST DRIVE]

A bordo della versione 4S Diesel da 422 cavalli

Nuova Porsche Panamera – Alto dinamismo e comfort uniti in forme generose e ricche di tecnologia

“Se vuoi fare un passo in avanti, devi perdere l’equilibrio per un attimo.” Il giornalista e scrittore, Massimo Gramellini, sottolinea un particolare aspetto del movimento. Tramite una frase semplice, porta l’attenzione su un momento che passa inosservato, un istante impercettibile eppure reale. La naturalezza di uno spostamento è, di fatto, arricchita da scelte, reazioni, ricerca costante e risultati che ne portano ad altri. Obiettivi legati a domande, a prime incertezze che affinate possono diventare e diventano vittorie. L’approccio con la nuova Porsche Panamera fa pensare a tutto questo. Alla necessità di raggiungere un equilibrio in modo vivace.

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Ad un primo sguardo, si notano soprattutto nella zona posteriore e di tre quarti le modifiche estetiche che all’apparenza sembrano aver snellito il portamento della Panamera, rispetto alla precedente generazione, eppure le dimensioni sono più imponenti, più generose, arricchite di particolari. Dai gruppi ottici LED ridefiniti con l’ormai nota firma luminosa delle Porsche più redenti, ovvero a quattro punti, sino ai fianchi riplasmati e muscolosi, che convergono verso una zona posteriore più vicina al design dell’iconica 911, caratterizzata soprattutto da una motivo luminoso affilato e tridimensionale ad effetto continuo da un versante all’altro e terminali di scarico che in base al modello Panamera, Panamera 4S a benzina o Diesel, 4 E-Hybrid e Turbo, possono variare da una forma circolare (compresi i terminali del pacchetto sportivo, a trapezoidale.
Ritornando alle forme esterne, la lunghezza ora tocca i 5.050 millimetri, ben 34 mm in più del passato, così come ulteriori 30 mm di passo (2.950 mm) risultano funzionali per garantire un’abbondanza di spazio interno studiato per quattro persone. La vettura è anche leggermente più alta (+5 mm a quota 1.423 mm) e più larga di 6 mm (1.937), altri fattori che rafforzano una visione sportiva e filante. Un aspetto ulteriormente arricchito dalla presenza di cerchi da 19 (su Panamera e 4S), 20 (sul modello Panamera Turbo) o 21 pollici a richiesta.
Restando all’esterno, si intuisce anche la natura più tecnologica della nuova berlina di Porsche, osservando nello specifico proprio i gruppi ottici ridisegnati, disponibili anche nella configurazione a matrice di LED arricchiti dall’opzionale PDLS Plus, un sofisticato sistema che interviene su ben 84 diodi in frazioni di secondo, accendendo, spegnendo o attenuando il raggio luminoso degli stessi per favorire un’illuminazione dello spazio costantemente efficace, senza disturbare gli altri automobilisti o generare fastidiosi riflessi cogliendo la segnaletica stradale.

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I rinnovati gruppi ottici LED rappresentano solo una minima percentuale della complessa e variegata architettura tecnologica che è un sistema nervoso pulsante avvolto da materiali e leghe leggere, riassumibile sotto la parola 4D Chassis Control. Una sorta di “allenatore” dei vari sistemi, riprendendo l’espressione impiegata dall’Istruttore di Porsche Driving Experience e Trainer Prodotto, Alessandro Baccani, presente nell’occasione a Madonna di Campiglio.
Una tecnologia multiforme, insomma, che varia da dispositivi tecnologici di assistenza tra i quali anche un’interessantissima visione notturna proposta in una specifica sezione a destra del rimodellato quadro strumenti che associa interfaccia analogica e digitale, in grado di captare individui o animali di grossa taglia tramite rilevamento termico e calcolare l’eventualità di un impatto a seconda del movimento degli stessi; ma anche una nuovo sistema infotainemnt PCM (Porsche Communication Management) gestibile da un’ampio schermo da 12.3 pollici, apparso non solo stilisticamente ben progettato, funzionale ma anche rapido nella risposta e finezze meccaniche come un asse posteriore sterzante, sospensioni pneumatiche adattive con PASM per tre diverse tipologie di assetto (tradizionale, più elevato o ribassato) a seconda delle esigenze di guida, nonché PDCC Sport con PTV Plus focalizzati su differenziale, stabilizzazione di coppia e fluidità di marcia, rapportate a loro volta alla modalità di guida (Normal, Sport, Sport Plus e Individual) selezionabile tramite la manopola MODE del Pacchetto Sport Chrono che include anche l’utile e divertente tasto Sport Response (il massimo della potenza in 20 secondi) associata al nuovo volante ispirato alla quello della 918 Spyder.

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Non trascurato anche il comfort, che non comprende solo sellerie in pelle avvolgenti e contenitive che risultano altamente funzionali nella configurazione sportiva, un bagagliaio che può accogliere fino a 1.304 litri, ma anche uno schermo da sette pollici posteriore disattivabile per i passeggeri della seconda fila e diverse tipologie di impianti audio che possono variare di potenza e intensità come uno firmato BOSE® da 14 altoparlanti e 710 Watt, presente sul modello 4S Diesel testato, sino a un Burmester® 3D High-End Surround Sound System da ben 1.455 Watt e 21 altoparlanti.
Il futuro immediato, poi, è detto InnoDrive (disponibile da febbraio). Concetto che amplifica la visione di guida, tramite un calcolo effettuato da un sistema che in base alla strada percorsa, alla pendenza, al raggio di curva e alla velocità richiesta, mantiene una certa velocità per poi sfruttare il cosiddetto “veleggiamento”, risparmiando di conseguenza carburante per amplificare l’efficienza complessiva di marcia, a tutto vantaggio del comfort, ad esempio in prossimità di centri abitati dove è necessario rallentare e tenere una velocità massima di 50 km/h.
Un concetto dunque rivisto integralmente, anche nella ridistribuzione delle masse, il cui peso complessivamente non muta, restando in media sulle 2 tonnellate, ma abbinato a nuovi propulsori V6 e V8 tutti turbo-compressi, in grado di sviluppare potenze molto elevate da 330 a 550 cavalli.

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Qualcuno potrebbe obiettare sullo stile, sul numero e la disposizione dei comandi sulla consolle centrale (comunque diminuiti di parecchio rispetto al precedente modello e che a nostro avviso possono essere ulteriormente ridotti), sul fatto che i dispositivi di assistenza in alcuni casi non suggeriscano un preludio alla guida autonoma perseguita da altri competitor, anche se appare in questo caso un punto a favore di Porsche, ma sono le sensazioni di guida provate durante il test su strada a rendere il quadro convincente e coinvolgente.
A bordo della Panamera 4S Diesel, non è la tecnologia in ogni modo efficace che cattura la mente, quanto il dinamismo di un’auto così grande e con un peso importante che risulta costantemente fluida, elegante nelle movenze o cattiva e ruggente quando richiesto. Incertezze: non pervenute!
A ogni curva, si prende a poco a poco confidenza con il volante sportivo,che riesce a sostenere un limite molto elevato. Lo si percepisce, ma l’adattamento è regolare, le correzioni morbide e sempre più secche, il tono del propulsore, che incendia l’aria fredda a ogni accelerata, è lo stesso suono confidenziale di un immaginario “Virgilio”, in un altrettanto fantasioso “Girone degli Euforici”. Strattonato tra le urla incitanti e istintive dei dannati, che stuzzicano l’animo più sregolato al ritmo dei diversi: “Avanti!” “Coraggio!” “Osa!” e il consiglio amichevole del sommo poeta, che invita invece a gustare la vettura lentamente, verificandone comfort e costanza di marcia ad ogni pendio, rettilineo o salita; mentre il sole dipinge di un giallo vivo uno scorcio delle montagne circostanti e ci si dirige verso il Paradiso.

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Due o molteplici anime che trovano un equilibrio quasi perfetto. L’asse sterzante posteriore che permette all’auto di girare anche in poco spazio e con un’agilità sorprendente considerando gli oltre cinque metri di lunghezza, i vari sistemi che ti segnalano di aver involontariamente tagliato la linea di corsia con una vibrazione sul volante, la visibilità nel complesso ottimale che non risente molto dello spessore dei montanti posteriori anche per merito dei vari sistemi presenti, ma soprattutto gli 850 Nm di coppia disponibili già da 1.000 giri e i 422 cavalli di potenza di un V8 4.0 litri Diesel, in grado di rendere qualsiasi metro un’esperienza nuova e accattivante. Inoltre, una media di consumi valutata attorno agli 11 litri per 100 km sul percorso di prova effettuato a un ritmo nel complesso regolare ma indicativo e quindi non assoluto, anche per via delle condizioni di traffico e di altri fattori, fornisce anche un’idea indicativa della potenziale efficienza di questo motore, senza dimenticare la quantità di spinta espressa, la tipologia d’auto e il peso. Merito anche della fluidità del cambio PDK doppia frizione, rivisto e ancora più diretto nella risposta. La casa, per la cronaca, segnala un dato medio di 6,8-6,7 l/100 km, in base al ciclo NEDC. La gamma è accessibile da 92.718,00 Euro.

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In sintesi: se esiste una formula per definire come debba essere l’auto totale per qualsiasi appassionato, Porsche con la nuova Panamera ci si è avvicinata abbastanza. Sfiorando il vertice della ottimizzazione massima tra versatilità e potenza sportiva, attraverso un mix che può portare in più direzioni, eppure sempre sulla stessa via diretta verso l’innovazione su strada.

Foto: Porsche Italia

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    2 commenti

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    • Michael 1963 ha detto:

      Però ci vuole la ”Panamera” con il motore 6V diesel 3.000 cc! Il V8 diesel quattro litri è un po eccessivo sia per costi che per prestazioni, invece il tre litri mi sembra più equilibrato, sia per costi che per prestazioni.

    • Antonio ha detto:

      Panamera 4 s diesel tutto perfetto tranne il sound..
      Deluso enormemente……

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