Porsche 939 RSR: l’idea avveniristica di una GT da competizione [RENDERING]

Stile e dettagli a favore delle performance

Porsche 939 RSR – Un'ipotetica vettura pensata per i circuiti, dotata di una linea aerodinamica e calamitante, oltre a soluzioni tecnologiche a sostegno della velocità

La sigla RSR segnala le GT da competizione di Porsche. Quelle 911 indirizzate alla pista e sviluppate per affrontare gli impegni internazionali nelle gare di durata. Un designer britannico, pensando a come potrebbe essere una futura sportiva legata alla casa tedesca, ha firmato una avveniristica 939 RSR, caratterizzata da elementi che rimandano all’attuale design del marchio di Stoccarda.

L’esercizio di stile proposto da Arthur B. Nustas, come accennato, propone dei concetti già presenti sulla produzione attuale, ma rivisitati, riplasmati in forme ancora più muscolose ed elaborate, arricchite di particolari inediti e concettualmente studiati per sostenere prestazioni molto elevate.
Il disegno luminoso dei fari presente i nuovi quattro punti LED che distinguono la più recente produzione di Porsche, ma questa volta raggruppati nella parte più alta e di differente colorazione. Affiancano un motivo luminoso più elaborato che percorre il profilo della presa d’aria dove sono annidati, proiettando un altro fascio LED caratteristico e altamente ricercato. Nella zona posteriore, invece, lo schema dei gruppi ottici recupera sempre quanto proposto di recente sui modelli, ma ribaltato. Ovvero elementi distinti con un primo fascio luminoso rosso accorpato presenti più in alto e, subito sotto, un altro fascio continuo che si estende per tutto il posteriore.

Lo stile, come accennato, è voluminoso e robusto, ma allo stesso tempo profilato, con un cofano anteriore pronunciato e un frontale prominente a forma di cuneo, dotato di una vasta apertura a supporto, oltre alle citate prese d’aria laterali che accolgono i gruppi ottici. Altri sfoghi compaiono anche sul cofano, all’altezza dei passaruota anteriori e sui fianchi, in corrispondenza delle ruote posteriori. Il design è ulteriormente arricchito dalle differenti livree proposte, tra le quali le storiche e suggestive Martini e Gulf.
Sulle minigonne sono annidati i classici indicatori luminosi esterni, tipici delle vetture da competizione nelle gare di durata. Ancora più distintiva e ricca la zona posteriore, che oltre a un imperioso alettone ancorato nella zona alta, presente nuovi sfoghi, luci di supporto nel caso di condizioni meteo più impegnative (soluzione simile a quella delle monoposto di Formula 1), quindi due terminali di scarico collocati in alto. Un particolare che assieme a un alloggiamento per presa elettrica ricavato all’altezza del passaruota anteriore sinistro, suggerisce che la propulsione pensata sia ibrida plug-in.

Rendering by Arthur B. Nustas

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