Alfa Romeo 4C Spider, piccola supercar o opera incompiuta? [PROVA SU STRADA]

Alfa Romeo 4C Spider, piccola supercar o opera incompiuta? [PROVA SU STRADA]

Un’auto straordinaria, fuori dagli schemi, a cui però sembra mancare qualcosa

Figlia della volontà di rilanciare l’immagine del marchio di Arese, è una supercar che fa discutere gli appassionati come poche altre, scopriamo perchè
Alfa Romeo 4C Spider, piccola supercar o opera incompiuta? [PROVA SU STRADA]

Alfa Romeo 4C Spider – La 4C è un’auto che fa parlare molto di se, soprattutto tra appassionati. Su alcune sue caratteristiche e su alcune scelte progettuali divide nei pareri, su una cosa però mette tutti d’accordo: l’estetica, è una piccola opera d’arte, stupisce e toglie il fiato come una supercar, pur costando “solo” 75 mila euro. Si basa su un telaio in carbonio, materiale che lascia volutamente ampiamente in vista, qui anche sul montante del parabrezza (a differenza della versione chiusa), ma è entrando in auto che lo si apprezza maggiormente. Fin dal brancardo che va scavalcato per calarsi in abitacolo. Realizzata con una tecnica brevettata dalla Dallara, è assemblata in Maserati. Da vicino risulta così compatta e cattiva da ricordare ad alcuni sua maestà Lancia Stratos, un parallelo che non è poi nemmeno tanto insensato, visto che condividono alcune scelte progettuali piuttosto estreme in quanto a sportività.

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Dentro è volutamente spartana e le si possono perdonare alcuni comandi un po’ “cheap”, come quelli che sembrano arrivare direttamente da modelli di fascia bassa e del passato del gruppo Fiat (non abbiamo detto volutamente FCA, perché non esisteva all’epoca dei modelli a cui ci riferiamo). Per molti su alcuni dettagli si poteva forse fare uno sforzo in più. Da questo punto di vista, a nostro giudizio, occorre più che altro sfatare un falso mito. Un’auto non può essere contemporaneamente in concorrenza con le piccole di casa Porsche e con le varie Elise ed Exige. Troppe volte abbiamo visto la 4C proposta come alternativa alla Cayman o alla Boxster, e questa per noi è una forzatura, nemmeno la più estrema GT4 è lontana parente dell’approccio di una vettura come la 4C, che adotta soluzioni “drastiche” come la rinuncia al servosterzo, ma non solo.

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Al volante si sta forse un po’ più comodi che su una Exige (le differenze sono davvero molto limitate però), ma in quanto ad insonorizzazione e comfort siamo sullo stesso campo di gioco. A livello acustico forse è difficile trovare qualcosa di più estremo. Non è fondamentale, ma va notato che rispetto alla versione chiusa qui troviamo una radio Alpine, più comoda e funzionale, collegabile anche al cellulare tramite Bluetooth. Un’altra differenza dal modello chiuso riguarda i fari, che qui sono carenati e con finitura in carbonio, decisamente più accattivanti.

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Accendere il motore è una di quelle esperienze che ti fanno capire che i puristi, quelli che vogliono i propulsori plurifrazionati ed aspirati, non sanno cosa sia il sound di un 4 cilindri sovralimentato come questo. Sembra di averlo in abitacolo per quanto la sua presenza sia importante. Da pelle d’oca all’inizio e quando si fa sul serio, da mal di testa quando ci si deve sobbarcare un trasferimento più lungo, dove una valvola sullo scarico sarebbe stata molto gradita per smorzare la sinfonia del 1.750, un po’ invadente in alcuni frangenti. Il pedale del freno è invece bello largo, sembra fatto apposta per chi ama usare il sinistro per frenare, almeno in pista.

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Per il resto si tratta di un’auto che è tutta sensazioni forti e queste sensazioni sono così forti che anche tra gli appassionati, tra quelli che nelle auto valutano solamente le prestazioni a discapito di tutti gli altri aspetti, come praticità, abitabilità, comodità e quant’altro, anche tra questa schiera di estremisti, puristi dell’auto, la 4C crea dei pareri discordanti. In assoluto l’aspetto che vede gli schieramenti contrapposti in modo più netto è lo sterzo. La prima cosa a cui si pensa è che la scelta di non avere utilizzato il servosterzo lo rende in primo luogo pesante in manovra, ma questo è un difetto irrisorio per un’auto come questa, oltretutto talmente leggera da non rendere la cosa un problema così vistoso. Il problema vero è invece la leggerezza eccessiva alle alte velocità, là dove un servo agisce al contrario, rendendo il comando più consistente. Per questo, ma non solo, la 4C finisce per essere molto nervosa, dando a tratti la sensazione di essere un oggetto per soli professionisti del volante, pericolosa per tutti gli altri.

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L’altro elemento che non mette tutti d’accordo è il cambio, il doppia frizione non sarà il migliore in assoluto, ma non è certamente nemmeno oggetto di particolari critiche, ad eccezion fatta di quell’odioso cicalino quando “rifiuta” una marcia perché il regime non consente di effettuare la cambiata (lo stesso della Ypsilon con il cambio DFN). Per alcuni però un’auto così “dura e pura” meritava un bel cambio manuale, magari non l’opzione migliore per il tempo sul giro, ma quella con il sapore della tradizione e della purezza dell’esperienza di guida, quella quindi più coerente ed allineata con lo spirito della 4C.

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Quando si guida forte e dopo averla capita è una gioia portarla dove poche altre potrebbero arrivare. Leggerezza significa anche mettere le ruote dove una GT, anche prestante ed altrettanto veloce sul tempo sul giro, non potrebbe. In pista questo si traduce in sorpassi in punti impensabili, con traiettorie disponibili potenzialmente infinite, per strada è meglio evitare di farsi prendere troppo la mano, se si tiene alla propria patente ed incolumità. Sullo sterzo le mani non stanno mai a riposo, altrettanto la mente, si lavora di continuo, il volante lo si vive più che sentirlo, perché trasmette tutto e all’ inizio si prova a correggere ogni reazione, ma non è questo il modo per guidare la 4C. Le mani assecondano, memorizzando le informazioni che arrivano dalle ruote che “leggono” l’asfalto, ma intervengono solo lo stretto indispensabile. Altrimenti guidare la 4C diventa tremendo invece che una gioia, destinata però quasi esclusivamente a piloti esperti, se si vuole portarla al limite. Se invece si sfrutta solo in parte il suo potenziale si noteranno certamente meno determinati aspetti e quelli che, a nostro avviso, sono potenziali limiti.

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Alla fine della prova, sulla strada di rientro il pensiero va al fatto che la 4C è così bella che a nostro avviso avrebbe meritato qualche scelta diversa da quelle che sono state fatte, ma che alla resa dei conti, anche se non siamo dei suoi accaniti fan, ha saputo farci innamorare e si tratta di uno di quei giochini che ci piacerebbe avere a disposizione per il giretto, in pista o sulle strade giuste, tanto per farci tornare un bel sorriso in volto. Spiace che si sia deciso di lasciarla una incompiuta, perché sembra proprio di guidare un’auto a cui manchi ancora il “fine tuning”, quello sviluppo finale che porta le vetture di serie ad essere meno imperfette.

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Lo sterzo, su tutto, è bocciato senza appello. Non si diano le colpe all’assenza della servoassistenza, perché molte altre vetture che ne sono prive non mostrano difetti così evidenti ed una difficoltà di guida che ci porta a sconsigliare vivamente la 4C ad un pubblico di guidatori che non sia più che esperto e scafato. Sembra che al Gruppo FCA, più che un’auto vera servisse un oggetto da sfoggiare per rilanciare l’immagine del marchio Alfa Romeo, operazione che è poi continuata con la Giulia, di cui si è parlato tantissimo e di cui si continua a parlare. Pensate che è stata protagonista anche di tre costosissimi spot al recente Super Bowl 2017, a conferma di una colossale operazione di rilancio, i cui risultati però tardano ad arrivare, dato che nel 2016 sul mercato americano sono state vendute meno di una quarantina di esemplari della berlina sportiva del biscione. Speriamo che il futuro di Alfa Romeo possa essere costellato di numeri ben più importanti.

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Servizio fotografico: LINGEGNERE

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1 commento

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  1. pierpa

    8 Febbraio 2017 at 21:52

    ok le critiche forse sensate per la 4c auto di nicchia non per grandi numeri..Un “piccolo” gioiellino tanto per cominciare a scaldare gli animi degli Alfisti e di quel che sarà!
    Per quanto riguarda il lancio della Giulia negli U.S.A mi risulta che sia stata introdotta nel mercato Americano solo a Dicembre 2016 e nella sola versione Quadrifoglio in primis.. -quindi ci vuole solo tempo e se ci solo le qualità il successo non gle lo toglie nessuno!

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