WP_Post Object ( [ID] => 366168 [post_author] => 25 [post_date] => 2017-02-17 12:47:53 [post_date_gmt] => 2017-02-17 11:47:53 [post_content] => Come vi abbiamo anticipato nei nostri articoli dello scorso 18 gennaio (qui il link a quello sul listino e qui a quello sulle informazioni di dettaglio), la Alfa Romeo Stelvio debutterà nel solo allestimento First Edition, con un prezzo d’attacco decisamente impegnativo, di 57.300 euro. Sarà infatti disponibile unicamente con il propulsore 2.0 Turbo benzina da 280 cavalli, con cambio automatico 8 rapporti e con trazione integrale Q4. Allestimento ricco e prestazioni elevate, con un dato dichiarato sullo 0-100 km/h di 5,7 secondi e una velocità di punta di 230 Km/h. 16003129_1684063591891909_3088493539888309778_n Quanto all’allestimento, partendo dall’esterno troviamo sportivissimi cerchi in lega da 20”, mentre dentro sfoggia pelle Pieno Fiore e finiture in legno per gli inserti. Il sistema di infotainment si basa su un display da 8.8” con Navi 3D e non mancano la telecamera posteriore, il Pack Sound Theatre, i sedili riscaldati con regolazione elettrica a 8 vie con funzione memory, portellone elettrico, accensione automatica degli abbaglianti, sistema di frenata assistita e avviso di superamento di corsia. 16142448_1684063601891908_6660292340975633580_n Nulla da dire, una dotazione certamente ricca, offerta insieme ad una motorizzazione sportiva, in pieno “spirito Alfa”, anche se dalle nostre parti si attendono i propulsori diesel, certamente più interessanti per il mercato italiano. I dubbi che nutrono in tanti invece, riguardano il posizionamento dalla Stelvio, spostato decisamente verso l’alto. Basta scorrere il listino per trovare, ad esempio, l’Audi Q5 2.0 TFSI 185kW quattro S tronic, che parte da meno di 54 mila euro. La tedesca ha una manciata di cavalli in meno, dato che sono 252, ma mette sul piatto della bilancia una qualità che da anni è quasi senza eguali, oltre ad una eccellenza tecnologica, ribadita dalla nuova generazione da poco lanciata. Audi Q5 MY 2017 in Alta Badia (5) Dubbi che noi non ci sentiamo di condividere, ma nemmeno di sciogliere, almeno fino a quando potremo toccare con mano la nuova Stelvio. Per ora però, lo ammettiamo, tutta la campagna mediatica che ci tempesta da anni, prima con la 4C, poi con la Giulia ed ora con la Stelvio, sembra aver avuto un effetto positivo sull’immagine del marchio Alfa Romeo, meno sulle casse del gruppo FCA e sui dati legati alle vendite, che stentano a decollare e sono ben lontani dalle cifre del piano industriale, che puntava a raggiungere la quota di 400.000 vetture vendute nel 2018 per la casa del biscione, obiettivo poi spostato al 2020 e, ad oggi, lontanissimo dai dati reali. La consolazione, un po’ magra a fronte degli sforzi profusi, è che la Giulia è stata la berlina più venduta in Italia, da quando è disponibile, anche se le tedesche si prendono la rivincita, con gli interessi, se si sommano i dati delle rispettive versioni wagon, configurazione che sembra essere definitivamente accantonata per l’italiana, che resterà sono berlina. [post_title] => Alfa Romeo Stelvio, porte aperte il 25 e 26 febbraio con la First Edition da 57.300 euro [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => closed [post_password] => [post_name] => alfa-romeo-stelvio-porte-aperte-il-25-e-26-febbraio-con-la-first-edition-da-57-300-euro [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2017-02-17 12:47:53 [post_modified_gmt] => 2017-02-17 11:47:53 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.motorionline.com/?p=366168 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 26 [filter] => raw [post_category] => 0 )

Alfa Romeo Stelvio, porte aperte il 25 e 26 febbraio con la First Edition da 57.300 euro

Debutta con la potente versione turbo benzina da 280 cavalli

Vicina alla soglia dei 60 mila euro, offre prestazioni ed allestimento elevati, ma si posiziona decisamente in alto, andando a superare il prezzo di una equivalente Audi Q5 2.0 TFSI, una eccellenza assoluta in grado di garantire una qualità ed una tecnologia difficilmente eguagliabili
Alfa Romeo Stelvio, porte aperte il 25 e 26 febbraio con la First Edition da 57.300 euro

Come vi abbiamo anticipato nei nostri articoli dello scorso 18 gennaio (qui il link a quello sul listino e qui a quello sulle informazioni di dettaglio), la Alfa Romeo Stelvio debutterà nel solo allestimento First Edition, con un prezzo d’attacco decisamente impegnativo, di 57.300 euro. Sarà infatti disponibile unicamente con il propulsore 2.0 Turbo benzina da 280 cavalli, con cambio automatico 8 rapporti e con trazione integrale Q4. Allestimento ricco e prestazioni elevate, con un dato dichiarato sullo 0-100 km/h di 5,7 secondi e una velocità di punta di 230 Km/h.

16003129_1684063591891909_3088493539888309778_n

Quanto all’allestimento, partendo dall’esterno troviamo sportivissimi cerchi in lega da 20”, mentre dentro sfoggia pelle Pieno Fiore e finiture in legno per gli inserti. Il sistema di infotainment si basa su un display da 8.8” con Navi 3D e non mancano la telecamera posteriore, il Pack Sound Theatre, i sedili riscaldati con regolazione elettrica a 8 vie con funzione memory, portellone elettrico, accensione automatica degli abbaglianti, sistema di frenata assistita e avviso di superamento di corsia.

16142448_1684063601891908_6660292340975633580_n

Nulla da dire, una dotazione certamente ricca, offerta insieme ad una motorizzazione sportiva, in pieno “spirito Alfa”, anche se dalle nostre parti si attendono i propulsori diesel, certamente più interessanti per il mercato italiano. I dubbi che nutrono in tanti invece, riguardano il posizionamento dalla Stelvio, spostato decisamente verso l’alto. Basta scorrere il listino per trovare, ad esempio, l’Audi Q5 2.0 TFSI 185kW quattro S tronic, che parte da meno di 54 mila euro. La tedesca ha una manciata di cavalli in meno, dato che sono 252, ma mette sul piatto della bilancia una qualità che da anni è quasi senza eguali, oltre ad una eccellenza tecnologica, ribadita dalla nuova generazione da poco lanciata.

Audi Q5 MY 2017 in Alta Badia (5)

Dubbi che noi non ci sentiamo di condividere, ma nemmeno di sciogliere, almeno fino a quando potremo toccare con mano la nuova Stelvio. Per ora però, lo ammettiamo, tutta la campagna mediatica che ci tempesta da anni, prima con la 4C, poi con la Giulia ed ora con la Stelvio, sembra aver avuto un effetto positivo sull’immagine del marchio Alfa Romeo, meno sulle casse del gruppo FCA e sui dati legati alle vendite, che stentano a decollare e sono ben lontani dalle cifre del piano industriale, che puntava a raggiungere la quota di 400.000 vetture vendute nel 2018 per la casa del biscione, obiettivo poi spostato al 2020 e, ad oggi, lontanissimo dai dati reali. La consolazione, un po’ magra a fronte degli sforzi profusi, è che la Giulia è stata la berlina più venduta in Italia, da quando è disponibile, anche se le tedesche si prendono la rivincita, con gli interessi, se si sommano i dati delle rispettive versioni wagon, configurazione che sembra essere definitivamente accantonata per l’italiana, che resterà sono berlina.

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26 commenti

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  1. Andrea

    17 Febbraio 2017 at 13:18

    lartucolo è una pubblicità all’Audi o una notizia di un’eccellente auto super accessoriata che mettete a confronto di un listino base????

  2. Daytona

    17 Febbraio 2017 at 13:30

    Di Alfa da 60.000 euro,Marchionne fa conto di venderne tante???

  3. Matteo Pozzi

    17 Febbraio 2017 at 14:09

    Andrea, abbiamo solo rilevato che il prezzo della Stelvio, almeno per questa unica versione inizialmente disponibile, è piuttosto elevato. La Q5 è stata presa ad esempio come prodotto concorrente più diretto, a nostro avviso. Non abbiamo preso la “base”, perché il modello parte da 43.150 euro. Se vogliamo citare un’altra avversaria, ancora più blasonata, la Porsche Macan 2.0 252cv costa circa 1.500 euro in più di questa Stelvio. Si sta puntando molto in alto, è abbastanza evidente, o non conviene con noi?

  4. Andrea

    17 Febbraio 2017 at 17:45

    Boh,
    A chiedere chi compra Q5 sotto i 60000€ li sento poche volche scendere…. oltretutto la versione più simile alla Stelvio è la Audi
    Q5
    2.0 TFSI Business Sport quattro S tronic
    da € 57.450 a cui vanno aggiunti cerchi da 20″, selleria in pelle e un design sportivo che non raggiungerà.

  5. Matteo Pozzi

    17 Febbraio 2017 at 18:09

    Sarà il mercato a dare il verdetto, certo non sarà questa la motorizzazione più gettonata in Italia, anche perché in zona superbollo.
    Ci piace sentire forte il tifo per la casa del biscione, ma i dubbi, ragionando in modo più distaccato, rimangono

  6. Giulio

    17 Febbraio 2017 at 18:34

    Ma chi diamine lo ha scritto uesto articolo hitler?
    Che sará bello vedere crollare le argillose solide mura teutoniche!

  7. Otello

    17 Febbraio 2017 at 18:43

    Sono d’accordo con Andrea,mi sembra di parte questo articolo….ricordo cmq che la macan con motore volkswagen!! con 30 cv in meno, a parita’ dell’allestimento first edition costa circa 75000 euro!!!! inoltre la stelvio ha doti dinamiche superiori a tutte le rivali tedesche e lo dimostrera’ con il prossimo record al nurburgring

  8. Lucio

    17 Febbraio 2017 at 20:07

    Certo che credere che l alfa dopo anni di assenza dai mkt internazionali possa entrare a gamba tesa in modo competitivo con un ‘auto in un segmento nuovo…dove non ha la minima esperienza ne reputation è piu fantasioso che folle
    Poi il pricing d attacco?
    Pensiamo a glc, a x4 o a f pace nuova ben rifinita e marchio di lusso ma ancxe salendo di poco a macan e range sport 2000td4
    Beh non la vedo per niente bene per i numeri di vendita
    Considerata anche la nota affidabilita dei modelli alfa all inizio di produzione

    Competere con le tedesche? Con quali armi?
    Il prezzo? No
    La qualita?
    No
    L esperienza? No
    Il marchio? Forse ma qual e la storia di alfa nei suv?
    L appassionato o meglio il tifoso alfa comprera poi la stelvio o stara al bar a parlarne come ha fatto con 4c e giulia?

  9. Zak

    18 Febbraio 2017 at 08:00

    L alfa insegna da sempre a tutti a fare le auto … chi dice il contrario è pagato

  10. Antonio

    18 Febbraio 2017 at 14:59

    Lucio tu al bar di cosa parla, del triplete dell’inter??

  11. Flavio

    18 Febbraio 2017 at 15:11

    Pienamente d’accordo con Andrea.
    Certamente chi ha scritto l’articolo è possessore di un’Audi o innqualche altro modo legato per farne pubblicità. Forza Alfa!!

  12. claudio

    18 Febbraio 2017 at 16:25

    Bravo Andrea d accordo con te!!! questo giornalista parla di enorme tecnologia dell’ Audi q5!! Mi faccia capire: sono forse i motori superecologici Delle VW forse? Dove è tutta questa tecnologia ineguagliabile?? Perché non dice che il prezzo è così alto perché ha anche il cambio a 8 rapporti !!????? cosa che “l altissima tecnologia” Audi VW non hanno????Lei è ridicolo come il suo articolo.

  13. claudio

    18 Febbraio 2017 at 16:31

    DIMENTICAVO : “LA TEDESCA HA UNA MANCIATA DI CAVALLI IN MENO”!!!!! ALLA FACCIA UNA MANCIATA BEN 30 CAVALLI IN MENO!!!!!!!!!!

  14. Andrea Tomasini

    19 Febbraio 2017 at 00:25

    Sono un alfista figlio di alfisti però è indispensabile essere realisti e coerenti: il cliente Alfa non esiste più da almeno 20 anni, troppo tempo lo si è perso e la Fiat ha sputtanato troppo il marchio producendo autentici bidoni percui pensare in tempi brevi di poter commercialmente competere con marchi il cui blasone è del tutto meritato non sarà facile!!! Forse però questa volta si ha imboccato la strada giusta!!!!!!

  15. Andrea Tomasini

    19 Febbraio 2017 at 09:50

    Pensare che dopo oltre 20 anni d’assenza dal mercato premium, possa in poco tempo riuscire a competere come numeri di vendita con Audi, BMW e Mercedes e’ semplicemente utopistico, però sicuramente la strada imboccata è quella giusta! Auguri Alfa Romeo!!!!

  16. claudio

    19 Febbraio 2017 at 10:04

    oramai questi giochini di esaltare le tedesche sono finiti !!!! FCA è tornata a fare le auto ITALIANE come una volta cioè superiori alle tedesche…vedi Giulia Stelvio 500x ecc ecc . Lei vada a ritirarsi lo stipendio alla VW a fine mese visto che sarà iscritto nel loro libro paga !!!!!! SI VERGOGNI DI SCRIVERE CERTE CAVOLATE!!!!!!!

  17. Stefano Puglisi

    19 Febbraio 2017 at 10:16

    Ma che xxxx scrive questo inconpetente. L’Alfa Romeo fa le macchine più belle E QUESTO xxxxxx NON CAPISCE NIENTE DI AUTO DOVREBBE ANDARE A SCRIVERE DI PECORE. LA GIULIA E LA MACCHINA XFETTA E LA STELVIO E’ MILLE VOLTE MEGLIO DI QUELLE TEDESCHE CHE CI COPIANO LE AUTO

  18. Andrea Tomasini

    19 Febbraio 2017 at 10:51

    Quali auto avrebbero copiato? La perfezione non esiste! Poi un po’ di educazione e di rispetto è essenziale!!! Di sicuro non ho bisogno di lezioni sulla storia dell’Alfa da parte di nessuno!!!

  19. CLAUDIO

    19 Febbraio 2017 at 13:40

    Andrea tomasini vada a ritirarsi la busta paga alla vw….un’altro sulla busta paga di GASAUTO….FCA e’ ripartita e le vostre chiacchere e denigrazioni non serviranno piu’. Forse e’ un altro giornalista di sta ridicola rivista online ?

  20. marco

    19 Febbraio 2017 at 13:44

    Quali auto avrebbero copiato? Ha presente l’Alfa Brera? Guardi i fari posteriori poi capisce da cosa ha avuto inizio nil disegno dei fari posteriori delle nuove audi o scodaudi…son tutte uguali…..
    VW: GAS AUTO

  21. claudio

    19 Febbraio 2017 at 15:46

    Andrea Tomasini, lei non e’ ne’ alfista ne figlio di alfisti! sono le solite palle che si raccontano sui siti per cercare di essere piu’ credibili nelle stupidate pro-tedesche che lei dice!!!! Vada a fare il furbo da un altra parte!!!! O meglio vada a leccare il culo alla merkel!!!!!!!

  22. alfio

    19 Febbraio 2017 at 15:52

    Io non capisco solo una cosa: non sono un intenditore ma mi chiedo come si possa ignorare la truffa fatta dall’audi e vw sui motori e parlare di tecnologia ineguagliabile. Bisogna essere coerenti con se stessi prima di esserlo con gli altri caro giornalista di questo articolo,altrimenti si passa per ipocrita e in malafede. Saluti e migliori le sue conoscenze.

  23. Andrea Tomasini

    19 Febbraio 2017 at 16:53

    Bene cominciamo, dato che sono pro vw e voi alfisti vi faccio delle domande su Alfa Romeo: qual’e’ la differenza meccanica tra Alfa 6 e Alfa Gtv6, quali sviluppi aveva approntato Alfa Romeo sul Twin Spark (Arese, no Pratola Serra) purtroppo mai entrato in commercio, e per ultimo raccontatemi Alfa Romeo Proteo; se mi sapete rispondere siete Alfisti altrimenti solo ciarlatani!!!!!!!

  24. Andrea Tomasini

    19 Febbraio 2017 at 18:49

    Se parliamo di massimi livelli probabilmente non abbiamo nulla da imparare dai tedeschi, vedi Ferrari, ma bisogna riconoscere che loro sono stati bravi nel marketing e noi autentici masochisti consentendo nel lontano 1986 di regalare Alfa Romeo alla Fiat, la quale ha pensato bene di deprimerla piuttosto che rilanciarla, tutto il resto è’ storia nota, solo ora si sono accorti che un blasone come Alfa Romeo merita rispetto costruendo finalmente prodotti degni del proprio nome, ma 25 anni sono stati sprecati!!!

  25. claudio

    19 Febbraio 2017 at 21:41

    Ecco ora inizia a dire cose sensate Tommasini!!!! È vero si è perso molto tempo ma le auto venute fuori ora dall’alfa fanno dimenticare il tempo perso.La storia documenta, il presente parla, il futuro sentenziera’ !!!! Posso anticipargli io il futuro : Alfa sormontera’ di nuovo le tedesche ! Si ricordi queste mie parole. La saluto.

  26. paolo

    20 Febbraio 2017 at 10:33

    Credo che Marchionne sia un ottimo AD , limitatamente alla gestione finanziaria ed economica, ma simmetricamente lontano dal marketing auto. Il segmento D e E è per il 90% composto da auto SW, prodotto che manca completamente al gruppo FCA.
    Assurdo mettere sul mercato un SUV come lo Stelvio con motore a benzina , ( dedicato ad un mercato estremamente limitato,) e composto per il 95% di mortori Diesel.
    Mi chiedo se veramente al gruppo FCA esista una strategia di marketing che se affidato ad un qualsiasi laureando in tale materia saprebbe fare di meglio.
    E’ incredibile che Fiat sia stata la prima azienda a produrre, il monovolume, la station wagon e il diesel.
    Nel frattempo nel mercato italiano la fanno da padroni gli stranieri , meritatamente, per 80%.
    Bisogna soddisfare il mercato, non pensare che il mercato si adegui alle strategie aziendali. Negli ultimi 40 anni

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