WP_Post Object ( [ID] => 393880 [post_author] => 38 [post_date] => 2017-05-06 13:25:50 [post_date_gmt] => 2017-05-06 11:25:50 [post_content] => L’idea è nata per caso, come di solito succede con i prodotti di successo, e oggi che Rally Italia Talent ha festeggiato il traguardo del quarto anno, i numeri e l’entusiasmo dei partecipanti parlano chiaro: 2.550 iscritti al via, 5.750 nell’edizione 2017. Sei vincitori in sei categorie diverse, e premi che qualsiasi amante della velocità si sognerebbe di notte. Per alcuni di loro il sogno è diventato realtà. Renzo Magnani, una vita da promoter nel mondo dei Rally e "papà" di Rally Italia Talent, ci ha raccontato come è nata questa avventura e a che cosa deve il suo successo. Da dove arriva l’idea di Rally Italia Talent? “Era il mese di agosto del 2013 e ho ricevuto una telefonata dal Presidente dell’ACI, Angelo Sticchi Damiani. ‘Renzo- mi dice - fatti venire in mente qualche idea per rilanciare il settore dei Rally!’. Metto giù il telefono e, facendo zapping alla televisione, mi imbatto nei casting di X Factor. Subito ho pensato, perché non facciamo un talent anche per i Rally? E così è nato Rally Italia Talent”. Come avete messo insieme tutto il resto? “Io sono da anni in questo ambiente, dove ho gestito l’immagine di molti piloti per conto della Federazione. Perché questo talent avesse successo ho pensato che ci volessero dei giudici/istruttori di un certo livello. Così, ho alzato il telefono e cominciato a contattare i miei piloti. Tutti si sono resi immediatamente disponibili e abbiamo messo insieme questo Dream Team con piloti di successo del recente passato e del presente: ultimi arrivati sono Giandomenico Basso e Granai, attuali campioni italiani in carica”. Dal punto di vista organizzativo quale è stato il punto di svolta? “I primi due anni non sono riuscito a coinvolgere una casa automobilistica perché, come con tutte le cose nuove, c’era un po’ di timore da parte loro. Fortunatamente da due anni siamo riusciti invece a coinvolgere Abarth - che fornisce 7 Abarth 595 Competizione da 180 cv - anche grazie al successo degli iscritti e al buon lavoro di comunicazione che ci è stata riservato. L’ingresso di un marchio ufficiale è quello che ci ha fatto cambiare veramente marcia: il loro supporto è stato determinante sia dal punto di vista delle vetture che da quello della comunicazione. E da quest’anno l’ACI, con ACI Sport, è entrato ufficialmente nell’organizzazione di Rally Italia Talent”. Da chi è fatto Rally Italia Talent? “La struttura è molto semplice: mi sono contornato di questi collaboratori/istruttori e fanno tutto loro. Sono 12, 6 piloti e 6 navigatori. Mi fido ciecamente, sono sempre stato portato a delegare a chi ha le capacità professionali e devo dire che la cosa funziona benissimo, soprattutto perché il loro gruppo è diventato veramente compatto. Basso e Scandola per esempio si combattono il Campionato Italiano: in gara si scannano e qui invece si aiutano. Abbiamo creato un gruppo veramente molto unito e questa è la nostra forza”. Cosa è cambiato dalla prima alla quarta edizione? “Nell’organizzazione abbiamo migliorato alcune piccole cose, ma è dal punto di vista dei premi che c’è stato un notevole cambiamento: da quest’anno tutti i premi - le 5 gare del Campionato Italiano e quella del Mondiale - vengono dati tutti con le Abarth ufficiali e la relativa assistenza. È Abarth che ha creduto in questo successo”. Come si è evoluta la partecipazione in questi quattro anni? "Siamo comunque partiti forti, con un alto numero di partecipanti. Nella prima edizione le iscrizioni erano gratuite. Lo scorso anno costava 35 euro e quest’anno 50 euro, ma abbiamo fatto anche un mese di pre-iscrizione a 35 euro, e ci sono stati 1500 iscritti. Dalla prima alla quarta edizione i numeri sono più che raddoppiati". Esiste un Rally Italia Talent anche all’estero o pensate di esportare il format? “No, non esiste, e l’esportazione di questo format è appunto una delle cose su cui sto lavorando. Avevo tre sogni quando sono partito con questa avventura: la collaborazione con ACI, quella con una casa automobilistica, e il terzo è il format televisivo. L’operazione su SKY con AutoMotoTV è stato un test per far vedere le potenzialità che potrebbe avere un reality vero. Rally Italia Talent è una di quelle cose che nascono perché sei al posto giusto al momento giusto. I casting li abbiamo già fatti, abbiamo i personaggi, i giudici. Ora serve solo un autore e una produzione”. Vorreste coinvolgere anche delle celebrità in futuro? “Assolutamente sì, anche se in testa ho già in mente un’idea ben precisa, perché non voglio snaturare le cose: il nostro è un format sportivo dove viene premiato il migliore. Vorrei far convivere il format sportivo con quello televisivo, coinvolgendo personaggi importanti appassionati di motori, mantenendo però il cuore sportivo. I due vincitori di quest’anno hanno 18 anni (il pilota) e 20 anni (la navigatrice): non hanno mai corso e hanno realizzato il sogno di partecipare al Rally di Sardegna – valido per il Mondiale - con l’Abarth ufficiale. Questo è quello che io voglio, ma non esclude però che ci sia un binario parallelo con partecipanti anche famosi”. Che cosa c’è per questi ragazzi dopo Rally Italia Talent? “Il Motorsport è uno sport molto caro e non da tutti. Noi facciamo da trampolino e, essendo collegati con ACI, c’è poi il progetto ACI Team Italia, che partecipa a 6 gare di Campionato del Mondo. Fabio Andolfi e Damiano De Tommaso lo fanno da due anni e arrivano entrambi da Rally Italia Talent. La cosa bella è che qui viene chi ha un sogno da realizzare, chi per divertirsi – abbiamo anche una categoria over 35 – e poi tantissimi per stare a fianco dei piloti, ai loro idoli. Raccogliamo un bacino di utenza molto ampio, diamo una possibilità a tutti, anche alle signore”. Tutti questi campioni che fanno da “passeggeri”, come si comportano? “Dipende. Qui i piloti stanno di fianco, e uno come Miki Biasion per esempio non ce la fa proprio a lasciare il volante a qualcun altro. Sua figlia Bettina però ha partecipato come navigatrice tra gli under 18, arrivando in finale, anche se poi non ha potuto disputarla. I piloti comunque sono fantastici, a pranzo mangiano spaghetti aglio olio e peperoncino e poi ripartono tranquilli. Lei ce la farebbe?”. La quinta edizione di Rally Italia Talent è già stata confermata? Sì, le iscrizioni apriranno a giugno. Renato Travaglia, rallista di fama internazionale e istruttore di Rally Italia Talent, ci ha raccontato la sua avventura. Gli altri istruttori sono i piloti Giandomenico Basso, Piero Longhi, Andrea Dallavilla, Umberto Scandola e i navigatori Gigi Pirollo, Matteo Chiarcossi, Lorenzo Granai, Simone Scattolin e Guido D’Amore. Come sei stato coinvolto in Rally Italia Talent e qual è il tuo ruolo? “Renzo ha scelto quelli tra noi più titolati. Ce lo ha proposto 4 anni fa e abbiamo provato questa scommessa. Ha avuto una intuizione incredibile, perché ogni anno gli iscritti sono andati in aumento, e adesso è diventato un appuntamento fisso, anche da quando è sotto l’egida di ACI”. In questi 4 anni lo hai visto cambiare o migliorare? “Il format è molto attivo sui social e quindi ha molta visibilità. Ogni anno è stato un po’ modificato e migliorato sull’esperienza accumulata durante l’edizione precedente. Quest’anno è stato un riassunto di tutte e tre le stagioni passate. Da due anni lavoriamo con Abarth, che fornisce vetture molto performanti, e l’esperienza degli anni precedenti è sfociata in una finale dove abbiamo combinato 5 prove diverse, per la gioia dei partecipanti, con una notturna e una Prova Speciale vera all’interno di un circuito con tante difficoltà, proprio per cercare di farla molto simile a quella di un rally vero”. Ai tuoi tempi i talent non esistevano. Secondo te è una formula che funziona? “Io ho iniziato la mia carriera non con un talent, ma con una giornata in cui la Scuderia Trentina aveva organizzato una gimkana a tempo alla quale potevi iscriverti; chi vinceva aveva la possibilità di fare una gara in salita con una vettura piccola, però era tutto spesato. Ho partecipato e vinto, quindi anche ai miei tempi ho usufruito non di un vero proprio talent ma di una manifestazione che selezionava futuri talenti. Rally Italia Talent è molto più complesso, e inoltre dà dei premi importantissimi, però offre la possibilità a tutti, con soli 50 euro, di salire a bordo con noi, di provare queste auto, mettersi in gioco e inseguire un sogno che per 5 di loro si avvera. Il tuo futuro da pilota poi non è assicurato però, fare una gara con una squadra ufficiale era il mio sogno quando ho iniziato, e il fatto che oggi uno abbia la possibilità di farlo con un costo limitatissimo, direi che è una cosa eccezionale”. Tutti possono partecipare? “Sì, Rally Italia Talent è aperto a tutti, anche agli stranieri. Si parte dai 16 anni fino agli over 35, e possono arrivare anche fino a 60 anni. Ci sono 6 categorie: under 18, under 23, under 35, over 35, femminile e non licenziati. Sono poche le donne che si iscrivono rispetto ai maschi, ma abbiamo visto anche ragazze molto promettenti”. Hai mai individuato qualche talento puro? “Sì, qualcuno c’è”. Come sono cambiati i rally da quando correvi tu? “I rally sono cambiati perché il regolamento si evolve e le macchine cambiano. Una volta erano molto più lunghi, per esempio. Ci si adegua ai tempi, con macchine sempre più performanti, magari con meno potenza ma più veloci; questo dipende dall’evoluzione degli assetti e delle gomme. Ogni decennio ha le sue caratteristiche, la costante è che se uno è bravo, vince”. Qualche regione in particolare ha regalato più talenti o una partecipazione maggiore rispetto ad altre? “Ogni regione ha i suoi talenti. Chiaramente dalle regioni più popolate e con più tradizione, come Veneto o Lombardia, ci sono più partecipanti, però ci sono ragazzi bravi in tutta Italia. Dove c’è più passione c’è anche più partecipazione, come al nord o in Sicilia”. Ti vedremo anche nell’edizione 2018? Renato mi dice di chiederlo a Renzo Magnani… Confermo che squadra che vince non si cambia. I vincitori dell’edizione 2017 di Rally Italia Talent nelle varie categorie: Assoluto - Samuele Pirotto e Emanuela Revello Under 18 – Andrea Mabellini e Enrico Barlettani Under 23 – Giacoma Malavasi e Elia De Guio Under 35 – Federico Puleo e Alessandro Cervi Over 35 – Nicola Schileo e Gianguido Furnari Femminile – Mariapia Binozzi e Marina Carmellino Non licenziati - Samuele Pirotto e Emanuela Revello I premi assegnati con Abarth ufficiale: Partecipazione al Rally d’Italia Sardegna (Campionato del Mondo Rally) – Rally Targa Florio – Rally dell’Adriatico – Rally di Roma Capitale – Rally 2 Valli – Rally del Salento (gare valide per il Campionato Italiano Rally). [post_title] => Rally Italia Talent: un sogno per giovani talenti dei traversi [INTERVISTA] [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => closed [post_password] => [post_name] => rally-italia-talent-un-sogno-per-giovani-talenti-dei-traversi-intervusra [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2017-05-07 17:21:44 [post_modified_gmt] => 2017-05-07 15:21:44 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.motorionline.com/?p=393880 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw [post_category] => 0 )

Rally Italia Talent: un sogno per giovani talenti dei traversi [INTERVISTA]

Quarta edizione del talent per aspiranti rallisti

Quarta edizione del talent per aspiranti rallisti. Intervista a Renzo Magnani e Renato Travaglia, rispettivamente ideatore e istruttore del format sportivo di successo targato ACI e motorizzato Abarth
Rally Italia Talent: un sogno per giovani talenti dei traversi [INTERVISTA]

L’idea è nata per caso, come di solito succede con i prodotti di successo, e oggi che Rally Italia Talent ha festeggiato il traguardo del quarto anno, i numeri e l’entusiasmo dei partecipanti parlano chiaro: 2.550 iscritti al via, 5.750 nell’edizione 2017. Sei vincitori in sei categorie diverse, e premi che qualsiasi amante della velocità si sognerebbe di notte. Per alcuni di loro il sogno è diventato realtà.

Renzo Magnani, una vita da promoter nel mondo dei Rally e “papà” di Rally Italia Talent, ci ha raccontato come è nata questa avventura e a che cosa deve il suo successo.

Da dove arriva l’idea di Rally Italia Talent?

“Era il mese di agosto del 2013 e ho ricevuto una telefonata dal Presidente dell’ACI, Angelo Sticchi Damiani. ‘Renzo- mi dice – fatti venire in mente qualche idea per rilanciare il settore dei Rally!’. Metto giù il telefono e, facendo zapping alla televisione, mi imbatto nei casting di X Factor. Subito ho pensato, perché non facciamo un talent anche per i Rally? E così è nato Rally Italia Talent”.

Come avete messo insieme tutto il resto?

“Io sono da anni in questo ambiente, dove ho gestito l’immagine di molti piloti per conto della Federazione. Perché questo talent avesse successo ho pensato che ci volessero dei giudici/istruttori di un certo livello. Così, ho alzato il telefono e cominciato a contattare i miei piloti. Tutti si sono resi immediatamente disponibili e abbiamo messo insieme questo Dream Team con piloti di successo del recente passato e del presente: ultimi arrivati sono Giandomenico Basso e Granai, attuali campioni italiani in carica”.

Dal punto di vista organizzativo quale è stato il punto di svolta?

“I primi due anni non sono riuscito a coinvolgere una casa automobilistica perché, come con tutte le cose nuove, c’era un po’ di timore da parte loro. Fortunatamente da due anni siamo riusciti invece a coinvolgere Abarth – che fornisce 7 Abarth 595 Competizione da 180 cv – anche grazie al successo degli iscritti e al buon lavoro di comunicazione che ci è stata riservato. L’ingresso di un marchio ufficiale è quello che ci ha fatto cambiare veramente marcia: il loro supporto è stato determinante sia dal punto di vista delle vetture che da quello della comunicazione. E da quest’anno l’ACI, con ACI Sport, è entrato ufficialmente nell’organizzazione di Rally Italia Talent”.

Da chi è fatto Rally Italia Talent?

“La struttura è molto semplice: mi sono contornato di questi collaboratori/istruttori e fanno tutto loro. Sono 12, 6 piloti e 6 navigatori. Mi fido ciecamente, sono sempre stato portato a delegare a chi ha le capacità professionali e devo dire che la cosa funziona benissimo, soprattutto perché il loro gruppo è diventato veramente compatto. Basso e Scandola per esempio si combattono il Campionato Italiano: in gara si scannano e qui invece si aiutano. Abbiamo creato un gruppo veramente molto unito e questa è la nostra forza”.

Cosa è cambiato dalla prima alla quarta edizione?

“Nell’organizzazione abbiamo migliorato alcune piccole cose, ma è dal punto di vista dei premi che c’è stato un notevole cambiamento: da quest’anno tutti i premi – le 5 gare del Campionato Italiano e quella del Mondiale – vengono dati tutti con le Abarth ufficiali e la relativa assistenza. È Abarth che ha creduto in questo successo”.

Come si è evoluta la partecipazione in questi quattro anni?

“Siamo comunque partiti forti, con un alto numero di partecipanti. Nella prima edizione le iscrizioni erano gratuite. Lo scorso anno costava 35 euro e quest’anno 50 euro, ma abbiamo fatto anche un mese di pre-iscrizione a 35 euro, e ci sono stati 1500 iscritti. Dalla prima alla quarta edizione i numeri sono più che raddoppiati”.

Esiste un Rally Italia Talent anche all’estero o pensate di esportare il format?

“No, non esiste, e l’esportazione di questo format è appunto una delle cose su cui sto lavorando. Avevo tre sogni quando sono partito con questa avventura: la collaborazione con ACI, quella con una casa automobilistica, e il terzo è il format televisivo. L’operazione su SKY con AutoMotoTV è stato un test per far vedere le potenzialità che potrebbe avere un reality vero. Rally Italia Talent è una di quelle cose che nascono perché sei al posto giusto al momento giusto. I casting li abbiamo già fatti, abbiamo i personaggi, i giudici. Ora serve solo un autore e una produzione”.

Vorreste coinvolgere anche delle celebrità in futuro?

“Assolutamente sì, anche se in testa ho già in mente un’idea ben precisa, perché non voglio snaturare le cose: il nostro è un format sportivo dove viene premiato il migliore. Vorrei far convivere il format sportivo con quello televisivo, coinvolgendo personaggi importanti appassionati di motori, mantenendo però il cuore sportivo. I due vincitori di quest’anno hanno 18 anni (il pilota) e 20 anni (la navigatrice): non hanno mai corso e hanno realizzato il sogno di partecipare al Rally di Sardegna – valido per il Mondiale – con l’Abarth ufficiale. Questo è quello che io voglio, ma non esclude però che ci sia un binario parallelo con partecipanti anche famosi”.

Che cosa c’è per questi ragazzi dopo Rally Italia Talent?

“Il Motorsport è uno sport molto caro e non da tutti. Noi facciamo da trampolino e, essendo collegati con ACI, c’è poi il progetto ACI Team Italia, che partecipa a 6 gare di Campionato del Mondo. Fabio Andolfi e Damiano De Tommaso lo fanno da due anni e arrivano entrambi da Rally Italia Talent. La cosa bella è che qui viene chi ha un sogno da realizzare, chi per divertirsi – abbiamo anche una categoria over 35 – e poi tantissimi per stare a fianco dei piloti, ai loro idoli. Raccogliamo un bacino di utenza molto ampio, diamo una possibilità a tutti, anche alle signore”.

Tutti questi campioni che fanno da “passeggeri”, come si comportano?

“Dipende. Qui i piloti stanno di fianco, e uno come Miki Biasion per esempio non ce la fa proprio a lasciare il volante a qualcun altro. Sua figlia Bettina però ha partecipato come navigatrice tra gli under 18, arrivando in finale, anche se poi non ha potuto disputarla. I piloti comunque sono fantastici, a pranzo mangiano spaghetti aglio olio e peperoncino e poi ripartono tranquilli. Lei ce la farebbe?”.

La quinta edizione di Rally Italia Talent è già stata confermata?

Sì, le iscrizioni apriranno a giugno.

Renato Travaglia, rallista di fama internazionale e istruttore di Rally Italia Talent, ci ha raccontato la sua avventura. Gli altri istruttori sono i piloti Giandomenico Basso, Piero Longhi, Andrea Dallavilla, Umberto Scandola e i navigatori Gigi Pirollo, Matteo Chiarcossi, Lorenzo Granai, Simone Scattolin e Guido D’Amore.

Come sei stato coinvolto in Rally Italia Talent e qual è il tuo ruolo?

“Renzo ha scelto quelli tra noi più titolati. Ce lo ha proposto 4 anni fa e abbiamo provato questa scommessa. Ha avuto una intuizione incredibile, perché ogni anno gli iscritti sono andati in aumento, e adesso è diventato un appuntamento fisso, anche da quando è sotto l’egida di ACI”.

In questi 4 anni lo hai visto cambiare o migliorare?

“Il format è molto attivo sui social e quindi ha molta visibilità. Ogni anno è stato un po’ modificato e migliorato sull’esperienza accumulata durante l’edizione precedente. Quest’anno è stato un riassunto di tutte e tre le stagioni passate. Da due anni lavoriamo con Abarth, che fornisce vetture molto performanti, e l’esperienza degli anni precedenti è sfociata in una finale dove abbiamo combinato 5 prove diverse, per la gioia dei partecipanti, con una notturna e una Prova Speciale vera all’interno di un circuito con tante difficoltà, proprio per cercare di farla molto simile a quella di un rally vero”.

Ai tuoi tempi i talent non esistevano. Secondo te è una formula che funziona?

“Io ho iniziato la mia carriera non con un talent, ma con una giornata in cui la Scuderia Trentina aveva organizzato una gimkana a tempo alla quale potevi iscriverti; chi vinceva aveva la possibilità di fare una gara in salita con una vettura piccola, però era tutto spesato. Ho partecipato e vinto, quindi anche ai miei tempi ho usufruito non di un vero proprio talent ma di una manifestazione che selezionava futuri talenti. Rally Italia Talent è molto più complesso, e inoltre dà dei premi importantissimi, però offre la possibilità a tutti, con soli 50 euro, di salire a bordo con noi, di provare queste auto, mettersi in gioco e inseguire un sogno che per 5 di loro si avvera. Il tuo futuro da pilota poi non è assicurato però, fare una gara con una squadra ufficiale era il mio sogno quando ho iniziato, e il fatto che oggi uno abbia la possibilità di farlo con un costo limitatissimo, direi che è una cosa eccezionale”.

Tutti possono partecipare?

“Sì, Rally Italia Talent è aperto a tutti, anche agli stranieri. Si parte dai 16 anni fino agli over 35, e possono arrivare anche fino a 60 anni. Ci sono 6 categorie: under 18, under 23, under 35, over 35, femminile e non licenziati. Sono poche le donne che si iscrivono rispetto ai maschi, ma abbiamo visto anche ragazze molto promettenti”.

Hai mai individuato qualche talento puro?

“Sì, qualcuno c’è”.

Come sono cambiati i rally da quando correvi tu?

“I rally sono cambiati perché il regolamento si evolve e le macchine cambiano. Una volta erano molto più lunghi, per esempio. Ci si adegua ai tempi, con macchine sempre più performanti, magari con meno potenza ma più veloci; questo dipende dall’evoluzione degli assetti e delle gomme. Ogni decennio ha le sue caratteristiche, la costante è che se uno è bravo, vince”.

Qualche regione in particolare ha regalato più talenti o una partecipazione maggiore rispetto ad altre?

“Ogni regione ha i suoi talenti. Chiaramente dalle regioni più popolate e con più tradizione, come Veneto o Lombardia, ci sono più partecipanti, però ci sono ragazzi bravi in tutta Italia. Dove c’è più passione c’è anche più partecipazione, come al nord o in Sicilia”.

Ti vedremo anche nell’edizione 2018?

Renato mi dice di chiederlo a Renzo Magnani… Confermo che squadra che vince non si cambia.

I vincitori dell’edizione 2017 di Rally Italia Talent nelle varie categorie:

Assoluto – Samuele Pirotto e Emanuela Revello

Under 18 – Andrea Mabellini e Enrico Barlettani

Under 23 – Giacoma Malavasi e Elia De Guio

Under 35 – Federico Puleo e Alessandro Cervi

Over 35 – Nicola Schileo e Gianguido Furnari

Femminile – Mariapia Binozzi e Marina Carmellino

Non licenziati – Samuele Pirotto e Emanuela Revello

I premi assegnati con Abarth ufficiale: Partecipazione al Rally d’Italia Sardegna (Campionato del Mondo Rally) – Rally Targa Florio – Rally dell’Adriatico – Rally di Roma Capitale – Rally 2 Valli – Rally del Salento (gare valide per il Campionato Italiano Rally).

Vota questo Articolo
Leggi altri articoli in Eventi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli correlati