WP_Post Object ( [ID] => 400226 [post_author] => 8 [post_date] => 2017-05-22 18:47:13 [post_date_gmt] => 2017-05-22 16:47:13 [post_content] => La Land Rover Discovery è forse uno dei simboli più riconosciuti del marchio britannico sin dal suo lancio alla fine degli anni ’80. Creato per contrastare lo strapotere nel mondo dell’off-road delle case giapponesi, il Discovery conobbe immediatamente un successo planetario, che l’ha portato fino ai giorni nostri con la sua quinta generazione. Una vettura che, però, è radicalmente cambiata rispetto agli stilemi che già avevamo visto in passato. Una parentela con la quarta versione si vede, ma comunque stiamo parlando di un mezzo notevolmente diverso, creato per puntare un po’ di più verso il gusto del grande pubblico e non solamente verso quello degli appassionati di fuoristrada. Del resto il Discovery era nato in primis per rappresentare una soluzione 4x4 per le famiglie, quindi per unire performance e comfort. Questo, però, non significa che il nuovo Discovery per il 2017 abbia dovuto rinunciare alla sua indole avventuriera. Questo è un mezzo ancora capace di affrontare guadi e dune con la medesima facilità, unendo però il tutto con degli interni al livello delle berline di lusso. Abbiamo avuto l’occasione in terra d’Abruzzo di vedere per la prima volta su strada, e naturalmente di metterci alla guida, del nuovo Discovery. Partiamo dall’esterno: nonostante la forma comunque squadrata, siamo ben lontani dai “cubettoni” che hanno caratterizzato le generazioni precedenti. La nuova Discovery è massiccia senza sembrare inutilmente grande, dato che stiamo parlando comunque di un mezzo da circa 5 metri di lunghezza (497 cm per l’esattezza). Lo stile è molto più vicino a quello che potremmo considerare un SUV standard e si avvicina anche alle produzioni più recenti del marchio inglese. Da notare come la zona posteriore dell’auto sia tagliata in maniera molto più netta, così da massimizzare lo spazio a disposizione sia per i bagagli che per l’eventuale terza fila di sedili, abbastanza grandi da poter ospitare due adulti. Insomma, un design decisamente meno sportivo rispetto alla Discovery Sport, ma molto più adatto alla vita quotidiana, senza però scordare le doti da fuoristrada. Prima però di parlare di ciò che questa vettura può fare una volta messa in moto, ci soffermiamo sui dettagli dell’abitacolo, assolutamente di gran classe com’è lecito aspettarsi da una vettura di questo livello. Lo stile del cruscotto è decisamente massiccio, ma decorato con materiali di altissimo pregio e molto piacevoli al tatto. Il volante segue lo stile classico delle Land Rover, con una zona centrale squadrata e incredibilmente prominente, che però ben si adatta al resto della struttura. La seduta del guidatore è alta, ma senza esagerare, trovando una piacevole via di mezzo tra la posizione esagerata di questo genere di auto e quella più tranquilla di una cittadina. Al centro della vettura fa bella mostra di sé il display da 10 pollici del sistema di infotainment InControl Touch Pro, disponibile anche con la funzione Dual View per permettere a guidatore e navigatore di osservare due schermate diverse allo stesso tempo senza distrarre l’altro. Una vocazione profonda per la tecnologia, ulteriormente sottolineata dalla presenza di ben nove prese USB, altre sei prese da 12V e una HDMI, con infine la funzione hotspot WiFi fino a otto dispositivi. Insomma, su questa Discovery ci si potrebbe quasi vivere e i vestiti non sarebbero certo un problema. Il bagagliaio, con i sedili posteriori alzati, parte già da una capienza notevole di 1.200 litri e può toccare i 2.500 abbattendo elettronicamente gli stessi. Nello stesso spazio, però, può anche essere montata come optional la terza fila, che porta la capienza della Discovery a sette persone. Molto utile anche la ribaltina, ovvero il ripiano in fondo al bagagliaio che si apre automaticamente insieme al portellone ed è molto utile per tenere in ordine i bagagli dopo qualche sobbalzo di troppo, senza contare che lei da sola può reggere fino a 300 kg di peso. Parliamo, però, di prestazioni. Nonostante la sua comodità e la sua praticità, la Discovery 2017 è comunque un fuoristrada verace e aggressivo. La struttura realizzata per l’85% in alluminio ha consentito di risparmiare ben 480 kg rispetto alla generazione precedente e questo la rende capace di affrontare un numero di scenari potenzialmente infinito. L’altezza da terra minima è di 28 cm, mentre gli angoli di attacco e uscita sono rispettivamente di 34 e 30°, con un angolo di dosso di 27,5°. La trazione integrale è permanente con ripartizione 50-50, controllabile attraverso il comando del Terrain Response ben evidente al centro del tunnel. Molto interessanti sono anche le sospensioni attive, utili sia per l’off-road che per modificare l’altezza della vettura durante l’utilizzo quotidiano o le operazioni di carico/scarico. Queste, infatti, consentono di variare l’altezza di ben 40 mm aggiuntivi. Interessante anche l’All Terrain Progress Control, che ormai nell’ambiente viene paragonato ad un vero e proprio “cruise control per il fuoristrada”, con una velocità controllata di 30 km/h e tutti gli aiuti per marciare sui terreni difficili in tutto relax. Naturalmente i motori sono all’altezza del compito che dovranno affrontare. Sono quattro in tutto: partiamo dai 2.000 quattro cilindri, ovvero un TD4 da 180 Cv e un SD4 da 240 Cv, per poi passare ai più performanti 3.000 sei cilindri, con potenze da 249 (TD6) e 340 Cv. Un solo cambio a disposizione, ma di grandissimo pregio: automatico a otto rapporti con riduttore per i più temerari e appassionati del fuoristrada duro. Non proprio “duro” è stato il percorso che abbiamo potuto affrontare in Abruzzo, ma sicuramente più impegnativo del normale. Abbiamo attraversato le ampie e verdi distese del Gran Sasso, con le montagne che si stagliavano all’orizzonte e la natura che iniziava finalmente a farci capire di essere in primavera. Di momenti veramente duri non ve ne sono stati, ma comunque ogni situazione è stata affrontata dal Discovery in maniera egregia. Nessun tentennamento o incertezza nella trazione, sia su fango che sui sassi. Grazie alla buona comodità dei sedili, anche la stanchezza alla fine del viaggio è stata molto limitata. In caso di test drive più probante porteremo la Discovery su qualche percorso più duro e ostico, ma nel frattempo possiamo dire che la vettura si presenta esattamente per quello che è: un comodo salotto che, però, nasconde sotto la carrozzeria i muscoli di un fuoristrada duro e puro, esattamente quanto Land Rover stava cercando di ottenere. Il tutto, naturalmente, ad un prezzo in linea con il segmento di riferimento. Si parte da una base di 52.700 €. 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Land Rover Discovery MY 2017: più pratica, ma è sempre lei [VIDEO TEST DRIVE]

Più curata e “civile”, ma la sua casa è lontano dall’asfalto

La quinta generazione della Land Rover Discovery cambia in maniera abbastanza radicale a livello di design, ma rimane comunque fedele alla sua storia nello spirito e nelle prestazioni. Sulle montagne del Gran Sasso abbiamo iniziato a dare un primo assaggio a questo elegante fuoristrada, che però anche in città non sfigura

La Land Rover Discovery è forse uno dei simboli più riconosciuti del marchio britannico sin dal suo lancio alla fine degli anni ’80. Creato per contrastare lo strapotere nel mondo dell’off-road delle case giapponesi, il Discovery conobbe immediatamente un successo planetario, che l’ha portato fino ai giorni nostri con la sua quinta generazione. Una vettura che, però, è radicalmente cambiata rispetto agli stilemi che già avevamo visto in passato. Una parentela con la quarta versione si vede, ma comunque stiamo parlando di un mezzo notevolmente diverso, creato per puntare un po’ di più verso il gusto del grande pubblico e non solamente verso quello degli appassionati di fuoristrada. Del resto il Discovery era nato in primis per rappresentare una soluzione 4×4 per le famiglie, quindi per unire performance e comfort. Questo, però, non significa che il nuovo Discovery per il 2017 abbia dovuto rinunciare alla sua indole avventuriera. Questo è un mezzo ancora capace di affrontare guadi e dune con la medesima facilità, unendo però il tutto con degli interni al livello delle berline di lusso.

Abbiamo avuto l’occasione in terra d’Abruzzo di vedere per la prima volta su strada, e naturalmente di metterci alla guida, del nuovo Discovery. Partiamo dall’esterno: nonostante la forma comunque squadrata, siamo ben lontani dai “cubettoni” che hanno caratterizzato le generazioni precedenti. La nuova Discovery è massiccia senza sembrare inutilmente grande, dato che stiamo parlando comunque di un mezzo da circa 5 metri di lunghezza (497 cm per l’esattezza). Lo stile è molto più vicino a quello che potremmo considerare un SUV standard e si avvicina anche alle produzioni più recenti del marchio inglese. Da notare come la zona posteriore dell’auto sia tagliata in maniera molto più netta, così da massimizzare lo spazio a disposizione sia per i bagagli che per l’eventuale terza fila di sedili, abbastanza grandi da poter ospitare due adulti. Insomma, un design decisamente meno sportivo rispetto alla Discovery Sport, ma molto più adatto alla vita quotidiana, senza però scordare le doti da fuoristrada.
Prima però di parlare di ciò che questa vettura può fare una volta messa in moto, ci soffermiamo sui dettagli dell’abitacolo, assolutamente di gran classe com’è lecito aspettarsi da una vettura di questo livello. Lo stile del cruscotto è decisamente massiccio, ma decorato con materiali di altissimo pregio e molto piacevoli al tatto. Il volante segue lo stile classico delle Land Rover, con una zona centrale squadrata e incredibilmente prominente, che però ben si adatta al resto della struttura. La seduta del guidatore è alta, ma senza esagerare, trovando una piacevole via di mezzo tra la posizione esagerata di questo genere di auto e quella più tranquilla di una cittadina. Al centro della vettura fa bella mostra di sé il display da 10 pollici del sistema di infotainment InControl Touch Pro, disponibile anche con la funzione Dual View per permettere a guidatore e navigatore di osservare due schermate diverse allo stesso tempo senza distrarre l’altro. Una vocazione profonda per la tecnologia, ulteriormente sottolineata dalla presenza di ben nove prese USB, altre sei prese da 12V e una HDMI, con infine la funzione hotspot WiFi fino a otto dispositivi.
Insomma, su questa Discovery ci si potrebbe quasi vivere e i vestiti non sarebbero certo un problema. Il bagagliaio, con i sedili posteriori alzati, parte già da una capienza notevole di 1.200 litri e può toccare i 2.500 abbattendo elettronicamente gli stessi. Nello stesso spazio, però, può anche essere montata come optional la terza fila, che porta la capienza della Discovery a sette persone. Molto utile anche la ribaltina, ovvero il ripiano in fondo al bagagliaio che si apre automaticamente insieme al portellone ed è molto utile per tenere in ordine i bagagli dopo qualche sobbalzo di troppo, senza contare che lei da sola può reggere fino a 300 kg di peso.

Parliamo, però, di prestazioni. Nonostante la sua comodità e la sua praticità, la Discovery 2017 è comunque un fuoristrada verace e aggressivo. La struttura realizzata per l’85% in alluminio ha consentito di risparmiare ben 480 kg rispetto alla generazione precedente e questo la rende capace di affrontare un numero di scenari potenzialmente infinito. L’altezza da terra minima è di 28 cm, mentre gli angoli di attacco e uscita sono rispettivamente di 34 e 30°, con un angolo di dosso di 27,5°. La trazione integrale è permanente con ripartizione 50-50, controllabile attraverso il comando del Terrain Response ben evidente al centro del tunnel. Molto interessanti sono anche le sospensioni attive, utili sia per l’off-road che per modificare l’altezza della vettura durante l’utilizzo quotidiano o le operazioni di carico/scarico. Queste, infatti, consentono di variare l’altezza di ben 40 mm aggiuntivi. Interessante anche l’All Terrain Progress Control, che ormai nell’ambiente viene paragonato ad un vero e proprio “cruise control per il fuoristrada”, con una velocità controllata di 30 km/h e tutti gli aiuti per marciare sui terreni difficili in tutto relax.
Naturalmente i motori sono all’altezza del compito che dovranno affrontare. Sono quattro in tutto: partiamo dai 2.000 quattro cilindri, ovvero un TD4 da 180 Cv e un SD4 da 240 Cv, per poi passare ai più performanti 3.000 sei cilindri, con potenze da 249 (TD6) e 340 Cv. Un solo cambio a disposizione, ma di grandissimo pregio: automatico a otto rapporti con riduttore per i più temerari e appassionati del fuoristrada duro.

Non proprio “duro” è stato il percorso che abbiamo potuto affrontare in Abruzzo, ma sicuramente più impegnativo del normale. Abbiamo attraversato le ampie e verdi distese del Gran Sasso, con le montagne che si stagliavano all’orizzonte e la natura che iniziava finalmente a farci capire di essere in primavera. Di momenti veramente duri non ve ne sono stati, ma comunque ogni situazione è stata affrontata dal Discovery in maniera egregia. Nessun tentennamento o incertezza nella trazione, sia su fango che sui sassi. Grazie alla buona comodità dei sedili, anche la stanchezza alla fine del viaggio è stata molto limitata. In caso di test drive più probante porteremo la Discovery su qualche percorso più duro e ostico, ma nel frattempo possiamo dire che la vettura si presenta esattamente per quello che è: un comodo salotto che, però, nasconde sotto la carrozzeria i muscoli di un fuoristrada duro e puro, esattamente quanto Land Rover stava cercando di ottenere.
Il tutto, naturalmente, ad un prezzo in linea con il segmento di riferimento. Si parte da una base di 52.700 €.

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