Spirit of France: alla scoperta della storia e del mito Peugeot [VIDEO]

Tra vintage e moderno, a bordo di iconiche vetture del Leone

A bordo di Peugeot 5008 e 3008, ma non solo. Con 204 Coupé, 205 GTi, 304 S Cabriolet e 504 Coupé, abbiamo viaggiato nel tempo sulle tracce dell'eredità del Gruppo francese e dei suoi tesori a quattro ruote

Premetto che guidare vintage mi è sempre piaciuto. Il vento nei capelli, il sole caldo sulla faccia, nessuna voce elettronica che mi parla ogni 100 metri, pochi pulsanti, sedute che sembrano quelle del divano di casa e la sensazione di quel piacere di guida puro, senza filtri e tecnologie, con la meccanica che ti pulsa sotto il sedere e quel sapore indelebile di libertà, di prendere e andare via, percorrendo le strade meno battute lungo itinerari non contaminati dal traffico. E poi, vogliamo mettere lo stile delle classic?

Purtroppo però non capita tutti i giorni di avere la possibilità di mettersi al volante di gioielli che hanno fatto la storia dell’Automotive, e che ancora oggi sanno ruggire ed emozionarti come ai tempi che furono, quando invadevano il mercato della quattro ruote come modelli di avanguardia e future icone generazionali. Non tutti i giorni, dicevamo, ma ogni tanto capita. E se sei una casa automobilistica con oltre 200 anni di storia, qualche modello d’annata da rispolverare per occasioni come queste sicuramente ce l’hai.

È così che è cominciato il mio viaggio in Francia alla scoperta dell’universo Peugeot, della sua storia, del suo genio avveniristico e della sua importante eredità, non solo in campo automobilistico. Un impero, si può tranquillamente dire, che ancora oggi domina la zona della Franca Contea, con i suoi stabilimenti e la sua produzione ultracentenaria. Un nome che era noto già nel XV secolo, e che prima delle automobili è stato associato a una infinità di attività e produzioni, dal commercio della pece, dal quale deriva il nome Peugeot, alla trasformazione del cotone, passando per la lavorazione dell’acciaio e la realizzazione di componenti di ogni genere, persino le montature delle crinoline per le dame dell’Ottocento. Senza dimenticarsi dei famosi macinapepe del Leone, che ancora oggi invadono le tavole di mezzo mondo, nel caso non ci aveste mai fatto caso.

Un mondo di innovazioni e di proprietari lungimiranti, anche nel campo della gestione aziendale, che hanno permesso al marchio francese di crescere e affermarsi nel tempo fino a diventare il colosso francese PSA che oggi conosciamo.

Ma torniamo alla nostra avventura… Per raggiungere al cuore il Leone di Francia in tempi più consoni al nuovo millennio, abbiamo deciso di salire a bordo di Peugeot 5008, il SUV sette posti MY2017 che ho abitato da passeggero per buone cinque ore di viaggio. Il verbo non è a caso, perché l’abitacolo della 5008 non è quello di tanti altri SUV. Gli spazi sono generosi ma non sfacciati, ogni centimetro è funzionale e ben studiato. L’abitabilità è decisamente confortevole e, seduta sui sedili posteriori, ho lavorato senza stress alcuno come dalla scrivania di casa. Tutto, all’interno della Peugeot 5008 ti fa dimenticare di essere in auto e goderti solamente il viaggio, specialmente le generose vetrate e il tetto panoramico.

Arrivati in serata a Sochaux, al mattino il nostro punto di ritrovo e partenza è la piccola officina all’interno dell’area del Museo L’Aventure Peugeot, che custodisce la storia dei veicoli del Leone a partire dal 1810. Un piccolo angolo nascosto, dove al suo interno troviamo i quattro gioielli vintage a bordo dei quali ci godremo il resto del nostro viaggio: 204 Coupé del 1967, 205 GTi del 1994, 304 S Cabriolet del 1973 e 504 Coupé del 1976.

Per cominciare, io e il mio collega greco scegliamo di farlo con stile, al volante della fiammante 304 S Cabriolet. Elegante, dalle giuste proporzioni, e con quel muso moderno e un po’ hippie che mi piace tanto. Di questa bellezza da 75cv, nata sul modello della 204 per conquistare il mercato dei modelli di medie dimensioni, ho apprezzato soprattutto la sensazione di libertà alla guida, nonostante lo sterzo non fosse particolarmente amico sulle curve in discesa. Ma del resto è solo questione di prenderci la mano… l’abbronzatura dorata a fine giornata vale la fatica di gestire un volante extralarge.

La nostra prima tappa è una capsula del tempo come se ne trovano poche in giro: a Hérimoncourt, La Reserve Peugeot custodisce il DNA del marchio, declinato nelle migliaia di documenti fotografici, cartacei, video, e in quelle che sono le testimonianze tangibili della storia del Leone. Il più antico stoccaggio della preziosa eredità Automotive del Gruppo PSA. Oltre 2000 foto e 9 km di archivio – il terzo più grande di Francia – in una struttura nella quale potresti perderti per il resto dei tuoi giorni a contemplare e studiare il passato e, soprattutto, ad ammirare i circa 600 modelli Peugeot custoditi tra questo sito (ne ospita 450) e il Museo di Sochaux, che ciclicamente vengono trasferiti da una parte all’altra.

Ricordate il garage della Hot Wheels con tutte le vostre macchinine in bella mostra? Ecco, ora immaginatevelo a grandezza naturale, con tante di quelle auto esposte da non riuscire nemmeno a raggiungerle tutte con lo sguardo – come accade con quelle parcheggiate più in alto. Un caveau da mille e una notte per gli amanti dei motori, dove l’auto di legno e le concept car trovano spazio accanto ai prototipi più avveniristici, alle ruggenti protagoniste del motorsport, alle prime automobili della casa francese o al Taxxi di Luc Besson (la Peugeot 406) della saga campione di incassi degli anni ’90.

Abbandonare questo santuario su quattro ruote non è facile, ma farlo a bordo della 504 Coupé del 1976 allieva un po’ il distacco. Quest’auto è in assoluto la mia preferita, quantomeno da passeggero. Alzacristalli elettrici, radio, sedute rivestite in velluto, morbide e confortevoli: un salotto a motore racchiuso nel sapiente tratto di quel talento tutto italiano che fu Pininfarina. La 504 Coupé fu la prima auto a essere motorizzate con il 4 cilindri benzina da 97 CV e, successivamente, con il carburatore V6 da 135 CV. Infine, nel 1977, con il V6 benzina da 144 CV. La vettura sulla quale abbiamo viaggiato noi, quella con il V6 da 135 CV, ho poi scoperto essere appartenuta a Mrs Colette Peugeot, moglie di Jean Pierre Peugeot – bisnonno di Armand, pioniere dell’attività automobilistica della famiglia: ora ho capito come mai mi sentivo così tremendamente chic e a mio agio al volante.

Tra una tratta retrò e l’altra, nel mio primo pomeriggio alla scoperta dello Spirit of France targato Peugeot, ho avuto altresì modo di tornare al presente, a bordo della 3008 allestimento GT Line: una sorta di ritorno al futuro nel bel mezzo della campagna francese. Gli interni interstellari dell’i-Cockpit Peugeot, l’aria condizionata in una torrida giornata di maggio, il massaggio al sedile, e il navigatore dopo che avevo dovuto ricorrere alla cara e vecchia mappa cartacea per ritrovare la strada mentre ero a bordo della 504, mi hanno fatto riapprezzare lo step evolutivo avvenuto in campo Automotive negli ultimi 50 anni.

Solo fino al giorno successivo però, quando siamo ripartiti con la Peugeot 204 Coupé. Il buongiorno si vede dal mattino, decisamente! Chiamatemi pazza, ma a me la leva del cambio al volante piace assai e, alla guida della prima macchina francese con un motore interamente in lega posizionato trasversalmente, mi sono davvero divertita.

Forse non quanto lo avrei fatto con la 205 GTI che, ahimè, non ho avuto tempo di provare. Da brava adolescente degli anni ’90 però, ricordo benissimo quando mio sorella sfrecciava con questa piccola e sfacciata “sportivetta”, che faceva ruggire il suo motore 130 CV da 1.9 litri, facendo invidia a tutti gli amici. Il mito di un’intera generazione, che ancora oggi non è tramontato.

La mia avventura targata Peugeot si è conclusa di nuovo a bordo della 5008, che questa volta ho potuto apprezzare sotto altri e nuovi punti di vista. In un viaggio di ritorno infinito, causa coda verso l’Italia, il vano refrigeratore posizionato tra i due sedili anteriori ha mantenuto formaggi e vino francesi a una temperatura ottimale. E lo chiamate un dettaglio da poco? Grazie a Peugeot, lo Spirit of France è arrivato a casa perfettamente conservato!

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