WP_Post Object ( [ID] => 410044 [post_author] => 63 [post_date] => 2017-06-15 21:33:49 [post_date_gmt] => 2017-06-15 19:33:49 [post_content] => Dopo quanti anni un’auto diventa classica? Le automobili vintage suscitano da sempre un grande fascino e sono tra le più ricercate dai collezionisti. Inoltre, se una macchina nuova diventa quasi subito “vecchia” non appena esce dalla concessionaria, investire in auto d’epoca è quasi sempre vantaggioso in quanto più il tempo passa più il veicolo acquista valore. Non tutti però sanno quanti anni debbano passare prima che un’auto venga classificata come auto d’epoca e, soprattutto, spesso non si conosce la differenza tra auto d’epoca e auto storiche.  

Auto d'epoca, quanti anni ci vogliono

In base alla normativa vigente, si definiscono auto d’epoca le vetture che sono state costruite almeno 30 anni prima dell’iscrizione a uno dei registri dell’ASI (l’Automotoclub Storico Italiano). Precisiamo: il criterio fondamentale per effettuare il calcolo è l’anno di costruzione e non quello di immatricolazione. Ma non è tutto. Per essere considerate auto d’epoca le vetture in questione devono essere fedeli al modello originale e tenute in condizione decorose. Dunque, non tutte le auto vecchie sono auto d’epoca.  

Differenza fra auto storiche e auto d’epoca

Questo punto è molto importante, poiché la differenza fra auto d’epoca e auto storiche è sottile. Entrambe sono auto con caratteristiche atipiche, ma non sono la stessa cosa. Secondo l’art. 60 comma 2 del Codice della strada, rientrano nella categoria di auto d’epoca «gli autoveicoli cancellati dal Pra perché destinati alla loro conservazione in musei o locali pubblici e privati, ai fini della salvaguardia delle originarie caratteristiche tecniche specifiche della casa costruttrice, e che non siano adeguati nei requisiti, nei dispositivi e negli equipaggiamenti alle vigenti prescrizioni stabilite per l'ammissione alla circolazione. Tali veicoli sono iscritti in apposito elenco presso il Centro storico del Dipartimento per i trasporti terrestri». Sono invece auto storiche (il Codice della strada le chiama “auto di interesse storico e collezionistico”) «tutte quelle auto di cui risulti l'iscrizione in uno dei seguenti registri: ASI, Storico Lancia, Italiano FIAT, Italiano Alfa Romeo, Storico FMI». La differenza sostanziale fra le due categorie è che le auto d’epoca non possono circolare su strada, mentre le auto storiche sì. O meglio, in base al Codice della strada la circolazione delle auto d’epoca «può essere consentita soltanto in occasione di apposite manifestazioni o raduni autorizzati, limitatamente all'ambito della località e degli itinerari di svolgimento delle manifestazioni o raduni». Viceversa, le auto storiche possono circolare su strada «purché posseggano i requisiti previsti per questo tipo di veicoli, determinati dal regolamento». Ricordiamo infine che un veicolo storico ha bisogno del certificato di rilevanza storica, rilasciato dall’ASI.  

Bollo auto storiche: si paga o no?

Fino a qualche anno fa il possesso di un’auto storica significava l’esenzione dal pagamento del bollo auto. Ma le cose sono cambiate. La Legge di stabilità 2015 ha infatti eliminato l’agevolazione per i veicoli ultraventennali, pertanto a decorrere dal 2015 tutte le auto costruite da oltre vent'anni e da non più di trenta sono nuovamente assoggettate al pagamento del bollo auto (sia che esse circolino su strada oppure no). Nulla è invece cambiato per quanto riguarda i veicoli ultratrentennali, che continuano a godere dell’esenzione dal bollo auto e pagano solamente un’imposta provinciale di trascrizione (IPT) ridotta a 51,65 euro e, se sono posti in circolazione su strade e aree pubbliche, una tassa di circolazione forfettaria che varia a seconda della regione di appartenenza. Alle nuove regole sul bollo auto imposte dalla Legge di stabilità 2015 fanno però eccezione le disposizioni di alcune regioni italiane. Nello specifico:
  • in Emilia Romagna i veicoli storici ultraventennali con certificato di rilevanza storico e collezionistico hanno l’esenzione dal bollo auto;
  • nel Lazio dal 1° gennaio 2016 i veicoli storici ultraventennali con certificato di rilevanza storico e collezionistico sono soggetti al bollo auto nella misura ridotta del 10%;
  • in Lombardia i veicoli storici ultraventennali con certificato di rilevanza storico e collezionistico hanno l’esenzione dal bollo auto;
  • in Toscana dal 1° gennaio 2015 i veicoli storici ultraventennali, a prescindere dall’uso e dall’eventuale iscrizione nei registri storici, sono soggetti al bollo auto nella misura ridotta del 10%;
  • in Umbria dal 1° gennaio 2016 i veicoli storici ultraventennali sono soggetti al bollo auto nella misura ridotta del 10% purché iscritti nei registri storici (quelli dell’art. 60 del Codice della strada) o nei centri specializzati riconosciuti dalla Regione;
  • nella Provincia Autonoma di Bolzano dal 1° gennaio 2016 i veicoli storici ultraventennali sono soggetti al bollo auto nella misura ridotta del 50%, con periodicità tributaria diversificata in base alla potenza dell’auto;
  • nella Provincia Autonoma di Trento dal 1° gennaio 2015 i veicoli storici ultraventennali con certificato di rilevanza storico e collezionistico sono esentati dal bollo auto;
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Quando un’auto diventa Classica?

C'è differenza tra auto d'epoca e auto storica?

Tutto quello che c'è da sapere sulle auto d'epoca e i veicoli storici, in particolare sul pagamento del bollo auto
Quando un’auto diventa Classica?

Dopo quanti anni un’auto diventa classica? Le automobili vintage suscitano da sempre un grande fascino e sono tra le più ricercate dai collezionisti. Inoltre, se una macchina nuova diventa quasi subito “vecchia” non appena esce dalla concessionaria, investire in auto d’epoca è quasi sempre vantaggioso in quanto più il tempo passa più il veicolo acquista valore. Non tutti però sanno quanti anni debbano passare prima che un’auto venga classificata come auto d’epoca e, soprattutto, spesso non si conosce la differenza tra auto d’epoca e auto storiche.

 

Auto d’epoca, quanti anni ci vogliono

In base alla normativa vigente, si definiscono auto d’epoca le vetture che sono state costruite almeno 30 anni prima dell’iscrizione a uno dei registri dell’ASI (l’Automotoclub Storico Italiano). Precisiamo: il criterio fondamentale per effettuare il calcolo è l’anno di costruzione e non quello di immatricolazione.

Ma non è tutto. Per essere considerate auto d’epoca le vetture in questione devono essere fedeli al modello originale e tenute in condizione decorose. Dunque, non tutte le auto vecchie sono auto d’epoca.

 

Differenza fra auto storiche e auto d’epoca

Questo punto è molto importante, poiché la differenza fra auto d’epoca e auto storiche è sottile. Entrambe sono auto con caratteristiche atipiche, ma non sono la stessa cosa.
Secondo l’art. 60 comma 2 del Codice della strada, rientrano nella categoria di auto d’epoca «gli autoveicoli cancellati dal Pra perché destinati alla loro conservazione in musei o locali pubblici e privati, ai fini della salvaguardia delle originarie caratteristiche tecniche specifiche della casa costruttrice, e che non siano adeguati nei requisiti, nei dispositivi e negli equipaggiamenti alle vigenti prescrizioni stabilite per l’ammissione alla circolazione. Tali veicoli sono iscritti in apposito elenco presso il Centro storico del Dipartimento per i trasporti terrestri».

Sono invece auto storiche (il Codice della strada le chiama “auto di interesse storico e collezionistico”) «tutte quelle auto di cui risulti l’iscrizione in uno dei seguenti registri: ASI, Storico Lancia, Italiano FIAT, Italiano Alfa Romeo, Storico FMI».

La differenza sostanziale fra le due categorie è che le auto d’epoca non possono circolare su strada, mentre le auto storiche sì. O meglio, in base al Codice della strada la circolazione delle auto d’epoca «può essere consentita soltanto in occasione di apposite manifestazioni o raduni autorizzati, limitatamente all’ambito della località e degli itinerari di svolgimento delle manifestazioni o raduni». Viceversa, le auto storiche possono circolare su strada «purché posseggano i requisiti previsti per questo tipo di veicoli, determinati dal regolamento».

Ricordiamo infine che un veicolo storico ha bisogno del certificato di rilevanza storica, rilasciato dall’ASI.

 

Bollo auto storiche: si paga o no?

Fino a qualche anno fa il possesso di un’auto storica significava l’esenzione dal pagamento del bollo auto. Ma le cose sono cambiate.

La Legge di stabilità 2015 ha infatti eliminato l’agevolazione per i veicoli ultraventennali, pertanto a decorrere dal 2015 tutte le auto costruite da oltre vent’anni e da non più di trenta sono nuovamente assoggettate al pagamento del bollo auto (sia che esse circolino su strada oppure no).

Nulla è invece cambiato per quanto riguarda i veicoli ultratrentennali, che continuano a godere dell’esenzione dal bollo auto e pagano solamente un’imposta provinciale di trascrizione (IPT) ridotta a 51,65 euro e, se sono posti in circolazione su strade e aree pubbliche, una tassa di circolazione forfettaria che varia a seconda della regione di appartenenza.

Alle nuove regole sul bollo auto imposte dalla Legge di stabilità 2015 fanno però eccezione le disposizioni di alcune regioni italiane. Nello specifico:

  • in Emilia Romagna i veicoli storici ultraventennali con certificato di rilevanza storico e collezionistico hanno l’esenzione dal bollo auto;
  • nel Lazio dal 1° gennaio 2016 i veicoli storici ultraventennali con certificato di rilevanza storico e collezionistico sono soggetti al bollo auto nella misura ridotta del 10%;
  • in Lombardia i veicoli storici ultraventennali con certificato di rilevanza storico e collezionistico hanno l’esenzione dal bollo auto;
  • in Toscana dal 1° gennaio 2015 i veicoli storici ultraventennali, a prescindere dall’uso e dall’eventuale iscrizione nei registri storici, sono soggetti al bollo auto nella misura ridotta del 10%;
  • in Umbria dal 1° gennaio 2016 i veicoli storici ultraventennali sono soggetti al bollo auto nella misura ridotta del 10% purché iscritti nei registri storici (quelli dell’art. 60 del Codice della strada) o nei centri specializzati riconosciuti dalla Regione;
  • nella Provincia Autonoma di Bolzano dal 1° gennaio 2016 i veicoli storici ultraventennali sono soggetti al bollo auto nella misura ridotta del 50%, con periodicità tributaria diversificata in base alla potenza dell’auto;
  • nella Provincia Autonoma di Trento dal 1° gennaio 2015 i veicoli storici ultraventennali con certificato di rilevanza storico e collezionistico sono esentati dal bollo auto;

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