WP_Post Object ( [ID] => 417857 [post_author] => 63 [post_date] => 2017-07-04 10:08:53 [post_date_gmt] => 2017-07-04 08:08:53 [post_content] => C’è differenza tra autovelox e tutor? In autostrada l’incubo degli automobilisti è da sempre l’autovelox, il misuratore che rileva la velocità istantanea dei veicoli e che fa recapitare a casa multe salate a coloro che non rispettano i limiti. La velocità media è invece rilevata dai tutor, apparecchiature istallate sia sulle autostrade che su alcune tangenziali e provinciali d’Italia. Come vedremo nelle prossime righe, il funzionamento dei tutor è diverso da quello degli autovelox.  

Differenza tra tutor e autovelox

Di autovelox non ce n’è uno solo, ma ne esistono diverse tipologie. Il più diffuso è sicuramente l’autovelox a fotocellule, che può essere fisso o mobile e rileva l’intervallo di tempo intercorrente tra il passaggio dell’auto davanti a un primo sensore e quello davanti al secondo. Tale misurazione si traduce nella velocità in km/h e in caso di superamento dei limiti (130 km/h in autostrada) l’autovelox scatta una fotografia all’auto. Abbiamo poi gli autovelox a video, che a differenza di quelli a fotocellula hanno una videocamera montata sulle auto della polizia stradale. Gli autovelox a video confrontano la velocità dell’auto che sta transitando con quella rilevata dal contachilometri dell’auto su cui sono installati. Un’altra tipologia è il telelaser, che ad oggi è l’autovelox più utilizzato dalla polizia stradale. In questo caso la velocità è certificata da un fascio laser ad alta frequenza che raggiunge l’auto e, allo stesso tempo, viene rilevato da un sensore ottico presente nel telelaser. Se gli autovelox rilevano la velocità istantanea di una macchina, diverso è il compito dei tutor, che devono invece rilevare la velocità media (cioè quella calcolata in base al tempo di percorrenza). Grazie all'installazione di sensori e portali con telecamere, il tutor è in grado di rilevare la velocità media su tratte di lunghezza tra 10 e 25 km e in qualsiasi condizione atmosferica e di illuminazione (di notte, con pioggia e in presenza di nebbia con visibilità fino a 30/40 metri). Ma come funziona il tutor? La prima telecamera fotografa la targa dell’auto registrando data e ora del passaggio, mentre il secondo rilevamento avviene nella medesima modalità al portale di uscita. Dopodiché i dati raccolti dalle due postazioni vengono elaborati da un sistema centrale che calcola la velocità media tenuta da ogni veicolo su quel tratto di strada. Il sistema tutor è progettato in modo tale da salvare solo i dati dei veicoli che superano il limite massimo di velocità (gli altri vengono eliminati) e attraverso il database della Motorizzazione Civile risalire al proprietario del mezzo. A quel punto sarà la polizia stradale ad accertare la trasgressione e a notificare la multa, che verrà incassata totalmente dallo Stato.  

Dove sono i tutor in autostrada

I tutor sono in funzione sulle nostre strade dal 23 dicembre 2005 e sono installati lungo quei punti che presentano tassi di mortalità superiori alla media. Oggi il controllo della velocità tramite tutor è attivo su oltre 2500 km di carreggiate, pari a circa il 40% della rete del Gruppo Autostrade per l'Italia. L’elenco completo delle tratte con tutor è consultabile e scaricabile dal sito www.autostrade.it. Dalla loro entrata in servizio i tutor hanno permesso di registrare una diminuzione sia della velocità media che della velocità di picco dei veicoli, determinando anche una netta diminuzione degli incidenti. Basti pensare che nei primi 12 mesi di funzionamento dei tutor il tasso di mortalità è diminuito del 51%, mentre quelli degli incidenti e degli incidenti con feriti sono scesi rispettivamente del 19% e del 27%. Il video della Polizia di Stato sul funzionamento del sistema Tutor [post_title] => Autovelox: come funziona il tutor in autostrada? [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => closed [post_password] => [post_name] => autovelox-come-funziona-il-tutor-in-autostrada [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2017-07-04 11:24:30 [post_modified_gmt] => 2017-07-04 09:24:30 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.motorionline.com/?p=417857 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 1 [filter] => raw [post_category] => 0 )

Autovelox: come funziona il tutor in autostrada?

A differenza degli autovelox, i tutor rilevano la velocità media di un veicolo

Il sistema tutor è attivo in Italia dal 23 dicembre 2005 e ha contribuito a ridurre sia gli incidenti che la mortalità in autostrada
Autovelox: come funziona il tutor in autostrada?

C’è differenza tra autovelox e tutor? In autostrada l’incubo degli automobilisti è da sempre l’autovelox, il misuratore che rileva la velocità istantanea dei veicoli e che fa recapitare a casa multe salate a coloro che non rispettano i limiti.

La velocità media è invece rilevata dai tutor, apparecchiature istallate sia sulle autostrade che su alcune tangenziali e provinciali d’Italia. Come vedremo nelle prossime righe, il funzionamento dei tutor è diverso da quello degli autovelox.

 

Differenza tra tutor e autovelox

Di autovelox non ce n’è uno solo, ma ne esistono diverse tipologie. Il più diffuso è sicuramente l’autovelox a fotocellule, che può essere fisso o mobile e rileva l’intervallo di tempo intercorrente tra il passaggio dell’auto davanti a un primo sensore e quello davanti al secondo. Tale misurazione si traduce nella velocità in km/h e in caso di superamento dei limiti (130 km/h in autostrada) l’autovelox scatta una fotografia all’auto.

Abbiamo poi gli autovelox a video, che a differenza di quelli a fotocellula hanno una videocamera montata sulle auto della polizia stradale. Gli autovelox a video confrontano la velocità dell’auto che sta transitando con quella rilevata dal contachilometri dell’auto su cui sono installati.

Un’altra tipologia è il telelaser, che ad oggi è l’autovelox più utilizzato dalla polizia stradale. In questo caso la velocità è certificata da un fascio laser ad alta frequenza che raggiunge l’auto e, allo stesso tempo, viene rilevato da un sensore ottico presente nel telelaser.

Se gli autovelox rilevano la velocità istantanea di una macchina, diverso è il compito dei tutor, che devono invece rilevare la velocità media (cioè quella calcolata in base al tempo di percorrenza).

Grazie all’installazione di sensori e portali con telecamere, il tutor è in grado di rilevare la velocità media su tratte di lunghezza tra 10 e 25 km e in qualsiasi condizione atmosferica e di illuminazione (di notte, con pioggia e in presenza di nebbia con visibilità fino a 30/40 metri).

Ma come funziona il tutor? La prima telecamera fotografa la targa dell’auto registrando data e ora del passaggio, mentre il secondo rilevamento avviene nella medesima modalità al portale di uscita.

Dopodiché i dati raccolti dalle due postazioni vengono elaborati da un sistema centrale che calcola la velocità media tenuta da ogni veicolo su quel tratto di strada.

Il sistema tutor è progettato in modo tale da salvare solo i dati dei veicoli che superano il limite massimo di velocità (gli altri vengono eliminati) e attraverso il database della Motorizzazione Civile risalire al proprietario del mezzo. A quel punto sarà la polizia stradale ad accertare la trasgressione e a notificare la multa, che verrà incassata totalmente dallo Stato.

 

Dove sono i tutor in autostrada

I tutor sono in funzione sulle nostre strade dal 23 dicembre 2005 e sono installati lungo quei punti che presentano tassi di mortalità superiori alla media. Oggi il controllo della velocità tramite tutor è attivo su oltre 2500 km di carreggiate, pari a circa il 40% della rete del Gruppo Autostrade per l’Italia. L’elenco completo delle tratte con tutor è consultabile e scaricabile dal sito www.autostrade.it.

Dalla loro entrata in servizio i tutor hanno permesso di registrare una diminuzione sia della velocità media che della velocità di picco dei veicoli, determinando anche una netta diminuzione degli incidenti. Basti pensare che nei primi 12 mesi di funzionamento dei tutor il tasso di mortalità è diminuito del 51%, mentre quelli degli incidenti e degli incidenti con feriti sono scesi rispettivamente del 19% e del 27%.

Il video della Polizia di Stato sul funzionamento del sistema Tutor

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1 commento

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  1. Pasquale

    28 Novembre 2017 at 19:41

    Vorrei sapere se è lecito installare il Tutor su una strada statale e fare la media di un solo chilometro. Grazie…………

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