WP_Post Object ( [ID] => 423940 [post_author] => 14 [post_date] => 2017-07-24 15:11:52 [post_date_gmt] => 2017-07-24 13:11:52 [post_content] => Delle #5cosedasapere una non poteva non essere legata ai propulsori, uno degli elementi più distintivi e particolari del fortunato SUV giapponese. Con il quinto punto proviamo a svelarvi alcuni dei segreti della sua efficienza da record, che la rendono più parca anche delle migliori diesel. Le scelte collegate alla piattaforma ibrida che abbiamo descritto partono da alcuni presupposti tecnici, indispensabili per arrivare ai livelli di efficienza raggiunti. L’interazione della propulsione termica con quella elettrica consente infatti di utilizzare un motore aspirato molto efficiente, che sfrutta il cosiddetto ciclo Atkinson, che se pur dotato del doppio variatore di fase, di per se sarebbe poco brillante ai bassi regimi. Motivo per il quale era sostanzialmente sparito dal panorama automobilistico, ma è tornato di attualità proprio con le vetture ibride. La RAV4 Hybrid infatti offre una erogazione sempre piena e corposa, a qualsiasi regime, grazie alla interazione con il motore elettrico, che crea una sinergia quasi perfetta con il 2.5 litri a benzina. Semplificando molto il concetto, l’elettrico dà il meglio in basso, il termico in alto, sommandoli si ottiene il motore perfetto, o qualcosa che ci si avvicina molto. Si ottiene così un’auto gradevole e briosa da guidare, ma molto parca nei consumi. Il 2.5 litri viene arricchito dall’azione di uno o due motori elettrici, a seconda della scelta tra 2 e 4WD. I suoi 155 cavalli, erogati a 5.700 giri, oltre a 206 Nm di coppia costanti tra 4.400 e 4.800 giri, vanno ad interagire, più che a sommarsi, con i ben 143 cavalli e 270 Nm di coppia massima dell'unità elettrica anteriore, a cui se ne può affiancare una seconda sull’asse posteriore, capace di altri 68 cavalli e 139 Nm. In entrambi i casi la potenza massima complessiva è di 197 cavalli, quindi un dato di tutto rispetto. Il tutto è coadiuvato da una trasmissione che gestisce perfettamente un compito fondamentale, con una attenzione marcata all’efficienza. Si tratta di un variazione continua (CVT), grazie al quale si raggiungono prestazioni brillanti, con una velocità massima di 180 Km/h ed 8,3 secondi per coprire lo 0-100, ma soprattutto valori molto contenuti per le emissioni di CO2, da 115 a 118 g/km a seconda della versione, con un consumo dichiarato nel ciclo combinato nell’ordine dei 20 Km/l. Noi abbiamo rilevato valori che possono oscillare da un minimo di 13 Km/l fino ad andare addirittura oltre a quanto viene dichiarato dalla casa. Ad incidere sono sia il contesto in cui viene utilizzata la vettura, ma anche la guida. Sfruttare l’energia generata in frenata ed in rilascio nel migliore dei modi richiede infatti uno stile di guida che deve adattarsi ed ottimizzare la fluidità, ma i risultati ripagano ampiamente lo sforzo, dato che si riesce a fare molto meglio di un diesel, in alcuni casi. Il pedale del freno, ad esempio, nella prima porzione lavora utilizzando il motore come generatore ed applicando una coppia negativa alle ruote anteriori, mentre solo premendolo più a fondo spreca energia azionando le pinze dei freni. [post_title] => Toyota RAV4 Hybrid: 2 o 3 motori, ma potenza costante a 197 CV [5 COSE DA SAPERE - PARTE 5] [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => closed [post_password] => [post_name] => toyota-rav4-hybrid-2-o-3-motori-ma-potenza-costante-a-197-cv-5-cose-da-sapere-parte-5 [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2017-07-26 11:54:39 [post_modified_gmt] => 2017-07-26 09:54:39 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.motorionline.com/?p=423940 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw [post_category] => 0 )

Toyota RAV4 Hybrid: 2 o 3 motori, ma potenza costante a 197 CV [5 COSE DA SAPERE – PARTE 5]

Il 2.5 litri a benzina diventa il “motore perfetto”, grazie all’aiuto elettrico

Toyota RAV4 Hybrid #5cosedasapere – Quinto e conclusivo appuntamento dedicato alla vettura giapponese, la cui innovativa piattaforma ibrida è basata su uno o addirittura due motori elettrici che agiscono in simbiosi con l’unità termica

Delle #5cosedasapere una non poteva non essere legata ai propulsori, uno degli elementi più distintivi e particolari del fortunato SUV giapponese. Con il quinto punto proviamo a svelarvi alcuni dei segreti della sua efficienza da record, che la rendono più parca anche delle migliori diesel.

Le scelte collegate alla piattaforma ibrida che abbiamo descritto partono da alcuni presupposti tecnici, indispensabili per arrivare ai livelli di efficienza raggiunti. L’interazione della propulsione termica con quella elettrica consente infatti di utilizzare un motore aspirato molto efficiente, che sfrutta il cosiddetto ciclo Atkinson, che se pur dotato del doppio variatore di fase, di per se sarebbe poco brillante ai bassi regimi. Motivo per il quale era sostanzialmente sparito dal panorama automobilistico, ma è tornato di attualità proprio con le vetture ibride. La RAV4 Hybrid infatti offre una erogazione sempre piena e corposa, a qualsiasi regime, grazie alla interazione con il motore elettrico, che crea una sinergia quasi perfetta con il 2.5 litri a benzina.

Semplificando molto il concetto, l’elettrico dà il meglio in basso, il termico in alto, sommandoli si ottiene il motore perfetto, o qualcosa che ci si avvicina molto. Si ottiene così un’auto gradevole e briosa da guidare, ma molto parca nei consumi. Il 2.5 litri viene arricchito dall’azione di uno o due motori elettrici, a seconda della scelta tra 2 e 4WD. I suoi 155 cavalli, erogati a 5.700 giri, oltre a 206 Nm di coppia costanti tra 4.400 e 4.800 giri, vanno ad interagire, più che a sommarsi, con i ben 143 cavalli e 270 Nm di coppia massima dell’unità elettrica anteriore, a cui se ne può affiancare una seconda sull’asse posteriore, capace di altri 68 cavalli e 139 Nm. In entrambi i casi la potenza massima complessiva è di 197 cavalli, quindi un dato di tutto rispetto.

Il tutto è coadiuvato da una trasmissione che gestisce perfettamente un compito fondamentale, con una attenzione marcata all’efficienza. Si tratta di un variazione continua (CVT), grazie al quale si raggiungono prestazioni brillanti, con una velocità massima di 180 Km/h ed 8,3 secondi per coprire lo 0-100, ma soprattutto valori molto contenuti per le emissioni di CO2, da 115 a 118 g/km a seconda della versione, con un consumo dichiarato nel ciclo combinato nell’ordine dei 20 Km/l.

Noi abbiamo rilevato valori che possono oscillare da un minimo di 13 Km/l fino ad andare addirittura oltre a quanto viene dichiarato dalla casa. Ad incidere sono sia il contesto in cui viene utilizzata la vettura, ma anche la guida. Sfruttare l’energia generata in frenata ed in rilascio nel migliore dei modi richiede infatti uno stile di guida che deve adattarsi ed ottimizzare la fluidità, ma i risultati ripagano ampiamente lo sforzo, dato che si riesce a fare molto meglio di un diesel, in alcuni casi.
Il pedale del freno, ad esempio, nella prima porzione lavora utilizzando il motore come generatore ed applicando una coppia negativa alle ruote anteriori, mentre solo premendolo più a fondo spreca energia azionando le pinze dei freni.

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