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Cos’è il fermo amministrativo auto

Il fermo amministrativo è un atto con il quale le amministrazioni o gli enti competenti (Comuni, INPS, Regioni, Stato), tramite i concessionari della riscossione, bloccano un bene mobile al fine di riscuotere dei crediti non pagati. Crediti che possono riferirsi a tributi o tasse (ad esempio mancati pagamenti IVA, Irpef, bollo auto, ICI) oppure a multe per infrazioni al Codice della Strada. Per poter essere soggetti a fermo amministrativo, i beni in questione devono essere iscritti in un pubblico registro: è questo il caso delle auto, che sono iscritte nei registri del PRA. Fino a quando il debitore non salda il proprio debito, il veicolo soggetto a fermo amministrativo non può:
  • circolare su strada (se lo fa è prevista una sanzione);
  • essere radiato dal PRA;
  • essere demolito o esportato.
Può invece essere venduto, dal momento che la legge non vieta di vendere un’auto soggetta a fermo amministrativo. Tuttavia, il comportamento più corretto da parte del venditore è quello di portare l’acquirente a conoscenza dello stato di blocco dell’auto. Se il debitore continua a non pagare il fermo amministrativo, il concessionario della riscossione può agire forzatamente per la vendita del veicolo soggetto al provvedimento.  

Fermo amministrativo: la "visura" della targa

Come facciamo a sapere se un’auto (la propria o magari quella che si desidera acquistare) è soggetta a fermo amministrativo? E’ sufficiente chiedere una “visura”, cioè una verifica che ci consente di conoscere tutte le informazioni giuridico-patrimoniali relative alla macchina. La visura si può chiedere:
  • presso gli uffici territoriali del PRA, a un costo di 6,00 euro;
  • tramite il servizio online Visurenet dell’ACI, al costo di 8,83 euro (di cui 6,00 euro per la visura e 2,32 + 22% di IVA per il costo del servizio telematico);
  • presso una delegazione ACI o un’agenzia di pratiche auto, a un costo che somma le tariffe previste dalla legge e quelle del servizio di intermediazione.
Ovviamente, per chiedere una visura è indispensabile conoscere il numero di targa del veicolo.  

Cancellazione fermo amministrativo: costi e procedure

Una volta che il debito è stato saldato è possibile cancellare il fermo amministrativo auto. La pratica di cancellazione del fermo si può presentare agli uffici del PRA oppure presso una delegazione ACI, oppure ancora presso un’agenzia di pratiche auto. Per cancellare il fermo è necessario presentare:
  • il provvedimento di revoca in originale, rilasciato dal concessionario della riscossione dopo aver saldato il debito. Esso contiene i dati del veicolo, del debitore e l'importo del credito di cui si chiede la cancellazione;
  • il Certificato di Proprietà cartaceo o CdP (che funge anche da nota di richiesta e va compilato sul retro) oppure il Foglio Complementare. Chi possiede il Certificato di Proprietà digitale (CDPD) deve presentarlo. Chi invece presenta il Foglio Complementare deve usare come nota di richiesta il modello NP-3, in distribuzione gratuita presso le unità territoriali del PRA e della Motorizzazione.
I costi previsti dalla legge variano a seconda dei documenti presentati. Se si utilizza il CdP cartaceo o il CDPD si paga un’imposta di bollo pari a 32,00 euro. Chi invece utilizza il modello NP-3 deve pagare un’imposta di bollo pari a 48,00 euro. Se la richiesta ha avuto esito positivo, il fermo amministrativo viene cancellato ed è rilasciato un nuovo Certificato di Proprietà Digitale (CDPD).  

Casi particolari

Esistono dei casi particolari in cui è prevista la cancellazione del fermo amministrativo senza che si debba pagare nulla: questi casi sono l’errore del concessionario nel fare l'iscrizione e la vendita del veicolo antecedente all’iscrizione del fermo. Se il fermo amministrativo è stato iscritto erroneamente perché basato su una somma non dovuta dal contribuente (sgravio totale per indebito), il concessionario della riscossione deve richiedere al PRA la cancellazione gratuita dell'iscrizione del fermo. Se invece il veicolo è stato venduto con atto di data certa antecedente all'iscrizione del fermo, esso non è soggetto ad alcuna limitazione della disponibilità e può circolare liberamente. Dunque, dopo aver trascritto il passaggio di proprietà al PRA e a seguito di comunicazione da parte dell’Aci, il concessionario della riscossione provvede a cancellare gratuitamente il fermo amministrativo dagli archivi del PRA. [post_title] => Fermo amministrativo dell’auto: come cancellarlo [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => closed [post_password] => [post_name] => fermo-amministrativo-auto-come-cancellarlo [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2017-08-01 12:04:56 [post_modified_gmt] => 2017-08-01 10:04:56 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.motorionline.com/?p=426053 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw [post_category] => 0 )

Fermo amministrativo dell’auto: come cancellarlo

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Fermo amministrativo dell’auto: come cancellarlo

Un’auto gravata da fermo amministrativo ha una disponibilità fortemente limitata: non solo non può circolare su strada, ma non può nemmeno essere esportata o demolita, almeno fino a quando il debito non viene saldato.

Come si fa a cancellare il fermo amministrativo auto? Vediamo l’iter da seguire e quali sono i costi stabiliti dalla legge.

 

Cos’è il fermo amministrativo auto

Il fermo amministrativo è un atto con il quale le amministrazioni o gli enti competenti (Comuni, INPS, Regioni, Stato), tramite i concessionari della riscossione, bloccano un bene mobile al fine di riscuotere dei crediti non pagati. Crediti che possono riferirsi a tributi o tasse (ad esempio mancati pagamenti IVA, Irpef, bollo auto, ICI) oppure a multe per infrazioni al Codice della Strada.
Per poter essere soggetti a fermo amministrativo, i beni in questione devono essere iscritti in un pubblico registro: è questo il caso delle auto, che sono iscritte nei registri del PRA.

Fino a quando il debitore non salda il proprio debito, il veicolo soggetto a fermo amministrativo non può:

  • circolare su strada (se lo fa è prevista una sanzione);
  • essere radiato dal PRA;
  • essere demolito o esportato.

Può invece essere venduto, dal momento che la legge non vieta di vendere un’auto soggetta a fermo amministrativo. Tuttavia, il comportamento più corretto da parte del venditore è quello di portare l’acquirente a conoscenza dello stato di blocco dell’auto.

Se il debitore continua a non pagare il fermo amministrativo, il concessionario della riscossione può agire forzatamente per la vendita del veicolo soggetto al provvedimento.

 

Fermo amministrativo: la “visura” della targa

Come facciamo a sapere se un’auto (la propria o magari quella che si desidera acquistare) è soggetta a fermo amministrativo? E’ sufficiente chiedere una “visura”, cioè una verifica che ci consente di conoscere tutte le informazioni giuridico-patrimoniali relative alla macchina.

La visura si può chiedere:

  • presso gli uffici territoriali del PRA, a un costo di 6,00 euro;
  • tramite il servizio online Visurenet dell’ACI, al costo di 8,83 euro (di cui 6,00 euro per la visura e 2,32 + 22% di IVA per il costo del servizio telematico);
  • presso una delegazione ACI o un’agenzia di pratiche auto, a un costo che somma le tariffe previste dalla legge e quelle del servizio di intermediazione.

Ovviamente, per chiedere una visura è indispensabile conoscere il numero di targa del veicolo.

 

Cancellazione fermo amministrativo: costi e procedure

Una volta che il debito è stato saldato è possibile cancellare il fermo amministrativo auto. La pratica di cancellazione del fermo si può presentare agli uffici del PRA oppure presso una delegazione ACI, oppure ancora presso un’agenzia di pratiche auto.

Per cancellare il fermo è necessario presentare:

  • il provvedimento di revoca in originale, rilasciato dal concessionario della riscossione dopo aver saldato il debito. Esso contiene i dati del veicolo, del debitore e l’importo del credito di cui si chiede la cancellazione;
  • il Certificato di Proprietà cartaceo o CdP (che funge anche da nota di richiesta e va compilato sul retro) oppure il Foglio Complementare. Chi possiede il Certificato di Proprietà digitale (CDPD) deve presentarlo. Chi invece presenta il Foglio Complementare deve usare come nota di richiesta il modello NP-3, in distribuzione gratuita presso le unità territoriali del PRA e della Motorizzazione.

I costi previsti dalla legge variano a seconda dei documenti presentati. Se si utilizza il CdP cartaceo o il CDPD si paga un’imposta di bollo pari a 32,00 euro. Chi invece utilizza il modello NP-3 deve pagare un’imposta di bollo pari a 48,00 euro.

Se la richiesta ha avuto esito positivo, il fermo amministrativo viene cancellato ed è rilasciato un nuovo Certificato di Proprietà Digitale (CDPD).

 

Casi particolari

Esistono dei casi particolari in cui è prevista la cancellazione del fermo amministrativo senza che si debba pagare nulla: questi casi sono l’errore del concessionario nel fare l’iscrizione e la vendita del veicolo antecedente all’iscrizione del fermo.

Se il fermo amministrativo è stato iscritto erroneamente perché basato su una somma non dovuta dal contribuente (sgravio totale per indebito), il concessionario della riscossione deve richiedere al PRA la cancellazione gratuita dell’iscrizione del fermo.

Se invece il veicolo è stato venduto con atto di data certa antecedente all’iscrizione del fermo, esso non è soggetto ad alcuna limitazione della disponibilità e può circolare liberamente. Dunque, dopo aver trascritto il passaggio di proprietà al PRA e a seguito di comunicazione da parte dell’Aci, il concessionario della riscossione provvede a cancellare gratuitamente il fermo amministrativo dagli archivi del PRA.

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