Ferrari Portofino: nascita di una sportiva di alta classe [INTERVISTA SPECIALE]

Quali segreti si nascondono dietro al progetto?

Al Salone di Francoforte abbiamo potuto incontrare alcuni dei principali responsabili del progetto Ferrari Portofino e con loro abbiamo parlato di come nasce l’idea di un’auto decappottabile in grado di unire eleganza, sportività ed esclusività

Tra le regine del Salone di Francoforte un posto d’onore è senza dubbio occupato dalla nuova Ferrari Portofino, la cabrio di ultima generazione sfornata dalle prestigiose menti di Maranello. Come sempre abbiamo a che fare con una vettura di altissima classe, che può essere paragonata solamente a se stessa e a poche altre vetture, com’è giusto che sia per un’opera del Cavallino Rampante. In Germania abbiamo avuto l’opportunità di parlare con alcune delle menti che si trovano dietro al progetto della decappottabile Ferrari, che ci hanno raccontato il fascino e le difficoltà di creare qualcosa che potesse essere al livello di uno dei marchi più prestigiosi del mondo.

Ci sono state difficoltà a creare una cabrio che fosse bella sia con il tetto chiuso che aperto?
“Siamo partiti prima di tutto dalla configurazione a tetto chiuso – ci ha raccontato Flavio Manzoni, Senior Vice Presidente Design Ferrari – generalmente piuttosto goffa. Abbiamo voluto tentare la sfida di creare una due volumi fastback. È stato molto faticoso, sotto la costante analisi del presidente Marchionne. C’è stata una lunga fase di messa a punto delle geometrie, tutto al fine di ottenere un aspetto estremamente dinamico in tutte le configurazioni”.
“L’aerodinamica è un aspetto sempre molto importante quando hai a che fare con così tanti cavalli – ha completato Michael Leiters, Direttore Tecnico Ferrari – Ci sono tanti dettagli per esaltare l’aerodinamica prestazionali. Per fare un esempio, si punta anche all’eliminazione di fruscii e rumori fastidiosi”.

Cosa è rimasto della California? Pensate che i potenziali clienti saranno ex proprietari della precedente decappottabile?
“È tutta nuova. È rimasto solamente lo scudetto – ha continuato scherzando – Presenta un peso di ben 80 kg inferiore rispetto alla California. Per quanto riguarda la clientela, la California ha aperto un segmento di interesse completamente nuovo, quindi di espansione continua. Ci aspettiamo un numero importante di clienti nuovi insieme ai fedelissimi”.

Per quanto riguarda le emissioni? Come vi comportate con le nuove regole europee?
“Abbiamo iniziato a lavorare basandoci su queste regole già da tre anni. Siamo preparati e ognuno ha le sue soluzioni”.

Quali sono le caratteristiche del tetto?
“Ha una capacità di apertura fino a 30 km/h di velocità e l’apertura completa può essere compiuta in 19 secondi”

L’incontro è stata anche l’occasione di parlare un po’ degli avversari diretti e del futuro tecnologico che attende il Cavallino Rampante. Impossibile, per esempio, non citare la celebrata Mercedes AMG Project One.

La Mercedes AMG Project One celebra la tecnologia di Formula 1 che arriva in pista. Voi come la vedete?
“Loro sono bravi, ma noi questo passaggio l’avevamo già fatto con la F50. Abbiamo dimostrato di essere bravi a portare questa tecnologia sulle auto stradali, ma soprattutto abbiamo fatto vedere di esserne assolutamente capaci”.

Per quanto riguarda il futuro, Ferrari ha pensato ad un SUV o a un crossover?
“Stiamo lavorando su alcune nuove auto, ma sono tutte assolutamente inedite – ci ha svelato Enrico Galliera, Direttore Commerciale e Marketing Ferrari – Le nostre però sono vetture sportive. Ferrari quindi non farà mai un SUV come le altre. È vero che stiamo studiando dei modelli nuovi, ma ad oggi non c’è nulla di pronto. Una cosa, però, posso dire: sicuramente non sarà nulla di già visto sul mercato”.

Per quanto riguarda una Ferrari elettrica?
“Il nostro primo step è l’ibridizzazione – ha risposto ancora Leiters Secondo me, però, ci vuole ancora un po’ di tempo. Non riesco per ora a vedere una sportiva Ferrari così”.

La guida autonoma, invece?
“No. Per noi è importante seguirne l’evoluzione, ma nell’ottica dello sviluppo dei futuri sistemi di aiuto alla guida – ha risposto Nicola Boari, Head of Product Marketing Ferrari – L’assenza del guidatore non è una cosa che concepiamo nella maniera più assoluta”.

È possibile l’arrivo di una piccola Ferrari da piazzare sotto alla Portofino?
“Se ne parla, non accantoniamo mai nessuna idea – ha continuato Boari – Su questa in particolare, però, c’è da fare anche un discorso di esclusività. Un prodotto come un’eventuale Dino al di sotto dei 150.000 € non è al momento qualcosa su cui stiamo lavorando. Una Dino compatta e leggera, oltre che divertente, può già essere un discorso maggiormente attuabile. Ma non punterà sicuramente al prezzo come attrattiva”.

La produzione della California continuerà?
“No. È da considerarsi definitivamente conclusa a parte qualche one-off per dei clienti speciali che stiamo rifinendo. Non ne verranno costruite di nuove”.

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