WP_Post Object ( [ID] => 445811 [post_author] => 51 [post_date] => 2017-10-03 18:56:54 [post_date_gmt] => 2017-10-03 16:56:54 [post_content] => 1992-2017: Honda festeggia i primi 25 anni di due nomi storici, Type R e Fireblade, legati rispettivamente al mondo delle quattro e delle due ruote. Difatti era il 1992 quando Honda utilizzò per la prima volta i suddetti nomi affiancandoli alle versioni più potenti di modelli di auto e moto già dotate di prestazioni alquanto ragguardevoli. Nello specifico per oltre due decenni, l’emblema di Type R ha contraddistinto la versione del modello dalle prestazioni più elevate, frutto della filosofia di costruire auto da strada ispirate al mondo delle corse. I modelli Type R di Honda hanno sempre rappresentato la purezza del Concept originario: minimizzare il peso e al contempo ottimizzare potenza, reattività, stabilità dinamica e prestazioni di frenata. Il nome Type R compare per la prima volta nel 1992, con il debutto della NSX Type R di prima generazione. L’obiettivo della casa costruttrice giapponese era di sviluppare un’auto capace di coniugare un piacere di guida travolgente con la velocità di un’auto da corsa. La Honda NSX Type R nasce da una costola del modello standard: attraverso un imponente programma di riduzione del peso, il modello standard di NSX è alleggerito di quasi 120 kg e ospita un motore V6 da 3 litri in grado di erogare la bellezza di 280 cv.

In questa stessa occasione, l’emblema rosso di Honda, la tappezzeria color rosso e la carrozzeria color Championship White vengono utilizzati per la prima volta su un modello Honda di serie. La combinazione di colori riflette le livree delle monoposto da corsa giapponesi degli anni addietro e la bandiera nazionale giapponese.

Tre anni dopo, nel 1995, Honda introduce la prima generazione di Integra Type R, vettura disponibile ufficialmente solo sul mercato giapponese. Il motore VTEC da 1.8 litri a quattro cilindri in grado di erogare 200 cv di potenza di cui è dotata raggiunge un massimo di 8.000 giri/min e ha il vantaggio di "rendere l’esperienza Type R accessibile a un pubblico molto più vasto." Rispetto alla versione standard, la Integra Type R è più leggera, pur conservandone la rigidità, e offre un cambio manuale a cinque marce a rapporti brevi oltre a sospensioni e freni migliorati. La Honda Civic Type R del 1997, esclusivamente disponibile in Giappone, è spinta dal rinomato motore B16 da 1.6 litri, il primo montato su una vettura standard prodotta in serie a offrire una potenza in uscita superiore a 100 cv/litro. Type R offre un telaio più rigido, una sospensione anteriore e posteriore a doppio braccio oscillante, freni di livello superiore e un differenziale a slittamento limitato elicoidale.

L’anno successivo, in anteprima in Europa viene ufficialmente proposta una Type R nelle vesti del modello Integra Type R 1998. Spinta da un motore VTEC da 1.8 litri a quattro cilindri, questa iconica coupé offre 190 cv a un numero di giri/min massimo di 8.000. L’attenzione al peso sulle versioni europee porta anche all’adozione di un parabrezza più sottile.

Il 1999 è l’anno che segna il lancio della prima Type R a cinque porte: la Accord Type R è provvista di un telaio e sospensioni più rigidi, freni più potenti e un differenziale a slittamento limitato. È disponibile anche con un sistema a doppio scarico e uno spoiler posteriore opzionale. Il 2001 vede il debutto della seconda generazione di Integra Type R per il mercato giapponese oltre al lancio della seconda generazione di Civic Type R.

Nel 2002, la seconda generazione di NSX Type R viene introdotta in Giappone e rappresenta un’ulteriore evoluzione della filosofia di vetture sportive ispirate al mondo delle corse. La fibra di carbonio viene ampiamente impiegata per ridurre ulteriormente il peso, anche sull’ampio spoiler posteriore e sul cofano ventilato. Rimane il più raro dei modelli Type R di Honda.

La terza generazione di Civic Type Rviene lanciata nel marzo 2007, ed è disponibile in due versioni: ai clienti giapponesi viene proposto un modello sedan a quattro porte spinto da un motore VTEC da 2 litri a quattro cilindri in grado di erogare 225 cv di potenza e provvisto di sospensione posteriore indipendente; per il mercato europeo, invece, l’offerta consiste in una berlina a cinque porte che monta un motore VTEC da 2 litri e 201 cv a 7.800 giri/min.

Il 2015 segna il lancio della quarta generazione di Civic Type R che vanta una serie di caratteristiche tecniche esclusive. Costruita intorno al primissimo motore TURBO VTEC (il più estremo e performante della gamma Type R) in grado di offrire una potenza di 310 cv a 6.500 giri/min e una coppia di 400 Nm da 2.500 giri/min. La gestione ottimizzate delle prestazioni è frutto del sistema di sospensioni adattative a quattro ruote e dell’esclusiva configurazione a doppio perno della sospensione anteriore.

Il 2017 segna, come detto in apertura, il 25° anniversario dall’introduzione della primissima Honda Type R. La nuova Honda Civic Type R del 2017 è stata "progettata ex-novo per offrire l’esperienza di guida più appagante nel segmento delle berline sportive." A differenza delle precedenti versioni in cui le varianti specifiche erano limitate al mercato giapponese o a quello europeo, la nuova Type R sarà esportata in tutto il mondo. Abbandonando le auto e rivolgendoci alle moto, il nome Fireblade appartiene, secondo Honda, ad una moto a dir poco leggendaria che ha avuto il merito di riscrivere "le regole di design, prestazioni e maneggevolezza per la classe delle maxi supersport. E che da allora non ha mai smesso di farlo." La prima Honda CBR900RR del 1992 combinava un motore da 893 cc con uno chassis ultra leggero e geometrie della ciclistica aggressive, per dare vita a una vera e propria rivoluzione, che rese la prima Fireblade una pietra miliare nella produzione Honda e non solo. La Honda CBR900 RR Fireblade del 1996 rappresenta un'evoluzione del precedente modello in cui il potente motore da 919 cc (grazie all’alesaggio aumentato di 1 mm) è inserito in una ciclistica ancora più sofisticata per enfatizzare le prestazioni e le doti di guidabilità. Nel 2000, invece, nasce la prima Fireblade con alimentazione a iniezione elettronica Honda PGM-FI: il motore è da 929 cc e la ciclistica è riprogettata con forcellone infulcrato direttamente sul carter motore per minimizzare le masse e rendere la moto ancora più compatta. Nel 2002 vede la luce la Fireblade considerata ancora oggi una delle più cattive sportive di sempre: motore da 954 cc, ciclistica super agile, pedane rialzate per massimizzare l’angolo di piega ed aerodinamica ultraperformante sono caratteristiche improntate unicamente alle prestazioni sia su strada che in circuito. La Honda CBR1000RR del 2004, ispirandosi alla RC212V MotoGP, porta nella produzione di serie una valanga di impressionanti progressi tecnologici: il motore da 998 cc da 172 cv, lo scarico sottosella, l’ammortizzatore di sterzo elettronico HESD (Honda Electronic Steering Damper) e la sospensione posteriore con sistema Unit Pro-Link. Nel 2006 arrivano una serie di aggiornamenti che fanno progredire la Fireblade su tutti i fronti: più leggera e più potente, offre migliori performance in termini di agilità e prestazioni pure su tutti i fronti.

Il 2008 è l’anno di una nuova rivoluzione. La Fireblade viene riprogettata dal primo all’ultimo componente, il motore arriva a 999 cc e la potenza sale a 178 cv, lo scarico basso perfettamente integrato nella linea fa scuola in termini di design e la frizione antisaltellamento è di serie. Il suo punto di forza diventa la centralizzazione delle masse. Nel 2012 Honda provvede ad un accurato restyling che rende più spigoloso il frontale e introduce i cerchi a razze sdoppiate.

Nel 2014 il motore della Fireblade viene rivisto in molte componenti, compresi i sistemi di aspirazione e scarico, e la potenza massima sale a 181 cv con un miglioramento dell’erogazione anche ai regimi bassi e medi. Nel 2014, e per la prima volta, una Fireblade "Sport Production" viene affiancata alla versione di serie: è dotata di sospensioni Öhlins appositamente messe a punto per Honda, freni Brembo monoblocco all’anteriore, e motore da 181 cv per ottenere il massimo rendimento in pista. Arriviamo ai giorni nostri: nasce la Honda CBR1000RR riprogettata nel 90% delle componenti, alleggerita di 15 kg, dotata di un incremento della potenza di 11 cv (ora 192 cv), di un pacchetto elettronico di prim’ordine con piattaforma inerziale IMU, di sospensioni Showa, di freni Tokico e di un sistema di scarico in titanio. Nello stesso anno vede la luce anche la CBR1000RR SP che rispetto al modello base, ha serbatoio in titanio, freni Brembo, sospensioni semi elettroniche Öhlins e batteria agli ioni di litio. Modifiche che le valgono il titolo di 4 cilindri in linea più leggera della sua categoria. In ultimo arriva la CBR1000RR SP2 "progettata con l’obiettivo di essere la base di partenza per le elaborazioni della classe Superbike": è dotata di un motore con testata diversa e cerchi in alluminio forgiato per ridurre le masse non sospese e l’effetto giroscopico. [post_title] => Honda celebra 25 anni di Type R e Fireblade [FOTO] [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => closed [post_password] => [post_name] => honda-celebra-25-anni-di-type-r-e-fireblade-foto [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2017-10-03 18:56:54 [post_modified_gmt] => 2017-10-03 16:56:54 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.motorionline.com/?p=445811 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw [post_category] => 0 )

Honda celebra 25 anni di Type R e Fireblade [FOTO]

Tutti i modelli che hanno fatto storia

Type R e Fireblade: due nomi concepiti da Honda per identificare i propri modelli più sportivi ed esasperati a quattro e a due ruote destinati a prestazioni al top

1992-2017: Honda festeggia i primi 25 anni di due nomi storici, Type R e Fireblade, legati rispettivamente al mondo delle quattro e delle due ruote. Difatti era il 1992 quando Honda utilizzò per la prima volta i suddetti nomi affiancandoli alle versioni più potenti di modelli di auto e moto già dotate di prestazioni alquanto ragguardevoli.

Nello specifico per oltre due decenni, l’emblema di Type R ha contraddistinto la versione del modello dalle prestazioni più elevate, frutto della filosofia di costruire auto da strada ispirate al mondo delle corse. I modelli Type R di Honda hanno sempre rappresentato la purezza del Concept originario: minimizzare il peso e al contempo ottimizzare potenza, reattività, stabilità dinamica e prestazioni di frenata.

Il nome Type R compare per la prima volta nel 1992, con il debutto della NSX Type R di prima generazione. L’obiettivo della casa costruttrice giapponese era di sviluppare un’auto capace di coniugare un piacere di guida travolgente con la velocità di un’auto da corsa. La Honda NSX Type R nasce da una costola del modello standard: attraverso un imponente programma di riduzione del peso, il modello standard di NSX è alleggerito di quasi 120 kg e ospita un motore V6 da 3 litri in grado di erogare la bellezza di 280 cv.

In questa stessa occasione, l’emblema rosso di Honda, la tappezzeria color rosso e la carrozzeria color Championship White vengono utilizzati per la prima volta su un modello Honda di serie. La combinazione di colori riflette le livree delle monoposto da corsa giapponesi degli anni addietro e la bandiera nazionale giapponese.

Tre anni dopo, nel 1995, Honda introduce la prima generazione di Integra Type R, vettura disponibile ufficialmente solo sul mercato giapponese. Il motore VTEC da 1.8 litri a quattro cilindri in grado di erogare 200 cv di potenza di cui è dotata raggiunge un massimo di 8.000 giri/min e ha il vantaggio di “rendere l’esperienza Type R accessibile a un pubblico molto più vasto.” Rispetto alla versione standard, la Integra Type R è più leggera, pur conservandone la rigidità, e offre un cambio manuale a cinque marce a rapporti brevi oltre a sospensioni e freni migliorati.

La Honda Civic Type R del 1997, esclusivamente disponibile in Giappone, è spinta dal rinomato motore B16 da 1.6 litri, il primo montato su una vettura standard prodotta in serie a offrire una potenza in uscita superiore a 100 cv/litro. Type R offre un telaio più rigido, una sospensione anteriore e posteriore a doppio braccio oscillante, freni di livello superiore e un differenziale a slittamento limitato elicoidale.

L’anno successivo, in anteprima in Europa viene ufficialmente proposta una Type R nelle vesti del modello Integra Type R 1998. Spinta da un motore VTEC da 1.8 litri a quattro cilindri, questa iconica coupé offre 190 cv a un numero di giri/min massimo di 8.000. L’attenzione al peso sulle versioni europee porta anche all’adozione di un parabrezza più sottile.

Il 1999 è l’anno che segna il lancio della prima Type R a cinque porte: la Accord Type R è provvista di un telaio e sospensioni più rigidi, freni più potenti e un differenziale a slittamento limitato. È disponibile anche con un sistema a doppio scarico e uno spoiler posteriore opzionale. Il 2001 vede il debutto della seconda generazione di Integra Type R per il mercato giapponese oltre al lancio della seconda generazione di Civic Type R.

Nel 2002, la seconda generazione di NSX Type R viene introdotta in Giappone e rappresenta un’ulteriore evoluzione della filosofia di vetture sportive ispirate al mondo delle corse. La fibra di carbonio viene ampiamente impiegata per ridurre ulteriormente il peso, anche sull’ampio spoiler posteriore e sul cofano ventilato. Rimane il più raro dei modelli Type R di Honda.

La terza generazione di Civic Type Rviene lanciata nel marzo 2007, ed è disponibile in due versioni: ai clienti giapponesi viene proposto un modello sedan a quattro porte spinto da un motore VTEC da 2 litri a quattro cilindri in grado di erogare 225 cv di potenza e provvisto di sospensione posteriore indipendente; per il mercato europeo, invece, l’offerta consiste in una berlina a cinque porte che monta un motore VTEC da 2 litri e 201 cv a 7.800 giri/min.

Il 2015 segna il lancio della quarta generazione di Civic Type R che vanta una serie di caratteristiche tecniche esclusive. Costruita intorno al primissimo motore TURBO VTEC (il più estremo e performante della gamma Type R) in grado di offrire una potenza di 310 cv a 6.500 giri/min e una coppia di 400 Nm da 2.500 giri/min. La gestione ottimizzate delle prestazioni è frutto del sistema di sospensioni adattative a quattro ruote e dell’esclusiva configurazione a doppio perno della sospensione anteriore.

Il 2017 segna, come detto in apertura, il 25° anniversario dall’introduzione della primissima Honda Type R. La nuova Honda Civic Type R del 2017 è stata “progettata ex-novo per offrire l’esperienza di guida più appagante nel segmento delle berline sportive.” A differenza delle precedenti versioni in cui le varianti specifiche erano limitate al mercato giapponese o a quello europeo, la nuova Type R sarà esportata in tutto il mondo.

Abbandonando le auto e rivolgendoci alle moto, il nome Fireblade appartiene, secondo Honda, ad una moto a dir poco leggendaria che ha avuto il merito di riscrivere “le regole di design, prestazioni e maneggevolezza per la classe delle maxi supersport. E che da allora non ha mai smesso di farlo.” La prima Honda CBR900RR del 1992 combinava un motore da 893 cc con uno chassis ultra leggero e geometrie della ciclistica aggressive, per dare vita a una vera e propria rivoluzione, che rese la prima Fireblade una pietra miliare nella produzione Honda e non solo.

La Honda CBR900 RR Fireblade del 1996 rappresenta un’evoluzione del precedente modello in cui il potente motore da 919 cc (grazie all’alesaggio aumentato di 1 mm) è inserito in una ciclistica ancora più sofisticata per enfatizzare le prestazioni e le doti di guidabilità. Nel 2000, invece, nasce la prima Fireblade con alimentazione a iniezione elettronica Honda PGM-FI: il motore è da 929 cc e la ciclistica è riprogettata con forcellone infulcrato direttamente sul carter motore per minimizzare le masse e rendere la moto ancora più compatta. Nel 2002 vede la luce la Fireblade considerata ancora oggi una delle più cattive sportive di sempre: motore da 954 cc, ciclistica super agile, pedane rialzate per massimizzare l’angolo di piega ed aerodinamica ultraperformante sono caratteristiche improntate unicamente alle prestazioni sia su strada che in circuito.

La Honda CBR1000RR del 2004, ispirandosi alla RC212V MotoGP, porta nella produzione di serie una valanga di impressionanti progressi tecnologici: il motore da 998 cc da 172 cv, lo scarico sottosella, l’ammortizzatore di sterzo elettronico HESD (Honda Electronic Steering Damper) e la sospensione posteriore con sistema Unit Pro-Link. Nel 2006 arrivano una serie di aggiornamenti che fanno progredire la Fireblade su tutti i fronti: più leggera e più potente, offre migliori performance in termini di agilità e prestazioni pure su tutti i fronti.

Il 2008 è l’anno di una nuova rivoluzione. La Fireblade viene riprogettata dal primo all’ultimo componente, il motore arriva a 999 cc e la potenza sale a 178 cv, lo scarico basso perfettamente integrato nella linea fa scuola in termini di design e la frizione antisaltellamento è di serie. Il suo punto di forza diventa la centralizzazione delle masse. Nel 2012 Honda provvede ad un accurato restyling che rende più spigoloso il frontale e introduce i cerchi a razze sdoppiate.

Nel 2014 il motore della Fireblade viene rivisto in molte componenti, compresi i sistemi di aspirazione e scarico, e la potenza massima sale a 181 cv con un miglioramento dell’erogazione anche ai regimi bassi e medi. Nel 2014, e per la prima volta, una Fireblade “Sport Production” viene affiancata alla versione di serie: è dotata di sospensioni Öhlins appositamente messe a punto per Honda, freni Brembo monoblocco all’anteriore, e motore da 181 cv per ottenere il massimo rendimento in pista.

Arriviamo ai giorni nostri: nasce la Honda CBR1000RR riprogettata nel 90% delle componenti, alleggerita di 15 kg, dotata di un incremento della potenza di 11 cv (ora 192 cv), di un pacchetto elettronico di prim’ordine con piattaforma inerziale IMU, di sospensioni Showa, di freni Tokico e di un sistema di scarico in titanio. Nello stesso anno vede la luce anche la CBR1000RR SP che rispetto al modello base, ha serbatoio in titanio, freni Brembo, sospensioni semi elettroniche Öhlins e batteria agli ioni di litio. Modifiche che le valgono il titolo di 4 cilindri in linea più leggera della sua categoria. In ultimo arriva la CBR1000RR SP2 “progettata con l’obiettivo di essere la base di partenza per le elaborazioni della classe Superbike”: è dotata di un motore con testata diversa e cerchi in alluminio forgiato per ridurre le masse non sospese e l’effetto giroscopico.

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