Citroën C3 WRC: una giornata da navigatore con i piloti ufficiali del Mondiale Rally [Video]

In macchina con Kris Meeke

Il racconto della nostra avventura C360° Citroën Racing Experience, insieme ai piloti e co-piloti del Team Citroën Total Abu Dhabi WRC

Motore turbo 1.6 a iniezione diretta, 380cv e 400Nm di coppia su 1190 kg di peso, tre differenziali. Difficilmente vi capiterà mai di poter domare una simile bestia e, del resto, nemmeno a noi è stato giustamente concesso. Ma grazie a C360° Citroën Racing Experience abbiamo avuto la fortuna di sederci a fianco di chi con vetture di questo calibro ci ha a che fare quasi tutti i giorni. Mi riferisco ai piloti ufficiali del Team Citroën Total Abu Dhabi WRT, impegnati nel Mondiale Rally, che ci hanno traghettato in mezzo alla polvere a una velocità folle, per farci vivere una delle esperienze al volante più intense e pazzesche di sempre.

Francia, Circuit Val de Loire. Al risveglio il nostro Chateau è avvolto in una coltre di nebbia. Ottimo, penso. Come farà a vederci fuori il mio pilota? (Domanda stupida, mi renderò contro più tardi, quando lo vedrò guidare tanto indemoniato quanto disinvolto e concentrato, come se fosse un robot di ultima generazione, programmato per uccidere chiunque si trovi sulla sua strada).
Nel tragitto verso il circuito la nebbia non accenna a diminuire ma, distratta dalle infinite distese di vigneti tipici della zona, penso ‘chi se ne frega, se rally dev’essere, che sia il più cattivo possibile!’.

Una volta in circuito, dopo una breve presentazione, veniamo suddivisi in più gruppi, che si alterneranno nelle diverse attività in programma durante la giornata. Per la mia “squadra” al mattino è previsto l’incontro con i navigatori e, successivamente, l’esperienza a bordo della C3 WRC. Prima di pranzo. Menomale!

Paul Nagle e Scott Martin, co-piloti di Kris Meeke e Craig Breen, ci accolgono subito con i loro “appunti di viaggio” alla mano: la Bibbia dei navigatori, il roadbook con le note. Un breviario scritto in geroglifico per noi comuni mortali, ma che per loro e i rispettivi driver ha un senso che va oltre le semplici, si fa per dire, indicazioni stradali. Sono formule magiche per sopravvivere tra curve a gomito, alberi, strettoie, ponti, massi, guardrail, ghiaccio, fango, cumuli di neve e chi più ne ha più ne metta. Una mappa per uscire vivi e più in fretta di tutti gli altri da una giungla di asfalto, neve o sterrato. Un dedalo paragonabile all’inferno dantesco che però, per le coppie simbiotiche di queste categorie, è un po’ come per noi la strada di casa.

Il clou della nostra giornata lo vivremo proprio mettendoci nei panni di un navigatore, colui che nei weekend di gara diventa il Caronte del suo fedele pilota. Si capisce che i due sono essenzialmente una cosa sola, quando sotto il cofano senti “infiammarsi” il motore e il rombo ti avvolge trasportandoti in una frazione di secondo in un’altra dimensione, quella popolata dai pazzi che formano le coppie di questo sport. L’uno non può arrivare al traguardo senza l’altro. Il lavoro di costruzione ed esecuzione del percorso nella maniera più pulita possibile è un sodalizio che si ripete in preparazione di ogni weekend, con le ricognizioni, lo studio maniacale del percorso (anche a video) e delle note del roadbook, che vanno ogni volta aggiornate e confrontate con quelle prese in precedenza.

A bordo, la parola chiave è ‘fiducia’. Quella cieca, ma che in questo caso si spera ci veda benissimo, sia per chi legge che per chi guida. Ho provato a buttare lì a Paul Nagle che cosa succederebbe nel caso in cui perdesse il filo o commettesse un errore di lettura…
Evito di trascrivere l’espressione con la quale il co-pilota di Meeke ha riassunto questa eventualità, ma è chiaro che in questi casi il margine di errore è talmente inesistente che puoi solo sperare di non trovare ostacoli importanti sulla tua strada. Curioso scoprire che anche quando qualcosa non va come deve andare, Kris Meeke non urla mai, ci confida Nagle, irlandese, ex meccanico di un team di rally, che di questo ruolo apprezza soprattutto la relazione con il proprio pilota. E non potrebbe essere altrimenti, visto che quando si parte per una gara i due vivono praticamente all’unisono per quindici giorni filati.

Man mano che le chiacchiere proseguono mi rendo conto quanto affascinante e altrettanto impegnativa sia la figura del co-driver, e come ognuno di loro è diverso dall’altro nel proprio “mestiere”. Se pensate che prendere le note segua una procedura universale, vi sbagliate. A scambiarsi i roadbook, due coppie di navigatori potrebbero scontrarsi contro il primo albero. Niente potrebbe infatti essere più personale di quelle pagine fitte di codici formati da lettere, numeri e segni. Se Nagle riporta le indicazioni una di seguito all’altra, Martin le fissa nero su bianco in colonna. Un numero alto può indicare la massima velocità per l’uno e la minima per l’altro. Probabilmente uno non sarebbe nemmeno in grado di leggere le note dell’altro. La cosa certa è che quando ce le leggono ad alta voce è come se entrambi stessero parlando arabo! Tutti i navigatori condividono però gli stessi strumenti del mestiere: 2 orologi, nel caso uno si rompa, e le penne infilate in tutte le tasche della tuta.

Mentre mi preparo a vivere la mia esperienza personale a bordo della C3 WRC, scopro ancora che un navigatore passa il 95% del tempo in auto con gli occhi incollati al roadbook e alla strumentazione elettronica che permette di scambiare messaggi con il team. Il mal d’auto ovviamente non è contemplato… Durante le prove speciali (che possono durare anche 30 minuti) si toccano picchi di 80km/h di velocità all’interno dell’abitacolo: in confronto la centrifuga di una lavatrice vi ricorderà la culla di quando eravate bambini.

Entrano in campo delle tali forze, fisiche, meccaniche e anche emozionali, che è quasi impossibile catturarne la potenza nero su bianco. Bisogna per forza provarle. Così, salutati questi coraggiosi guerrieri dei traversi, ci dirigiamo verso l’area dedicata alla prova. Prima però, facciamo una piccola tappa al simulatore. Un assaggio di quello che ci aspetta. Dal virtuale al reale il salto, ovviamente, è pari a un abisso.

La ciliegina sulla torta della giornata è stata ovviamente l’esperienza a fianco di Kris Meeke ma, grazie a Citroën – tra le regine del Motorsport con i suoi 15 titoli mondiali, 5 nei Rally Raid, 8 nel WRC, dove detiene il record di 97 vittorie, e 3 nel WTCC – ho anche avuto l’occasione di guidare una CX degli anni ’70, vincitrice del Rally del Senegal, e esercitarmi un po’ al volante della C3 di serie .

Per trasmettervi un millesimo di quello che ho provato non mi resta che lasciarvi gustare il video. E’ stata un’esperienza unica, che ogni appassionato dovrebbe avere la fortuna di provare almeno una volta nella vita! Nel frattempo, la coppia formata da Kris Meeke e Paul Nagle ha vinto il secondo Rally della stagione, quello di Spagna, grazie a un weekend finalmente perfetto per il Team francese.

 

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