Omicidio stradale: la nuova legge

Cosa rischia ora chi si rende responsabile di omicidio stradale

Con la legge n. 41 del 23 marzo 2016, l’ordinamento giuridico italiano ha introdotto il reato di omicidio stradale. Ecco tutto quello che c'è da sapere
Omicidio stradale: la nuova legge

Nel marzo 2016 l’ordinamento giuridico italiano ha introdotto l’omicidio stradale. In precedenza, questa tipologia di fatto era perseguita col reato di omicidio colposo, ma alcune infrazioni non venivano punite con la reclusione e le pene nei casi di omicidio erano meno severe.

Vediamo allora cosa cambia con la promulgazione della legge n. 41 del 23 marzo 2016, quella che ha appunto introdotto l’omicidio stradale, e a cosa va incontro chi si rende responsabile di questo reato.

 

Le pene dell’omicidio stradale

La legge sull’omicidio stradale introduce nel Codice Penale l’art. 589-bis, denominato appunto “omicidio stradale”. Queste le pene previste:

  • da 2 a 7 anni (con arresto facoltativo e 5 anni di revoca patente) per chi cagiona per colpa la morte di una persona con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale;
  • da 8 a 12 anni (con arresto obbligatorio e 15 anni di revoca patente) per chi, alla guida in stato di ebbrezza alcolica o sotto l’effetto di droghe ai sensi rispettivamente degli artt. 186 comma 2 lettera c) (tasso alcolemico > 1,5 g/l) e 187 CdS, cagiona per colpa la morte di una persona;
  • da 8 a 12 anni (con arresto obbligatorio e 15 anni di revoca patente) per chi, alla guida di un veicolo di cui all’art. 186-bis comma 1 lettere b), c) e d) CdS, in stato di ebbrezza alcolica ai sensi dell’art. 186 comma 2 lettera b) (tasso alcolemico > 0,8 g/l fino a 1,5 g/l) cagiona per colpa la morte di una persona;
  • da 5 a 10 anni (con arresto facoltativo e 10 anni di revoca patente) per chi, alla guida in stato di ebbrezza alcolica ai sensi dell’articolo 186 comma 2 lettera b) (tasso alcolemico > 0,8 g/l fino a 1,5 g/l) CdS, cagiona per colpa la morte di una persona.

Quest’ultima pena si applica anche:

  • al conducente che, procedendo in un centro urbano a una velocità pari o superiore al doppio di quella consentita e comunque non inferiore a 70 km/h, oppure su strade extraurbane a una velocità superiore di almeno 50 km/h rispetto a quella massima consentita, cagiona per colpa la morte di una persona;
  • al conducente che, attraversando un’intersezione con il semaforo rosso oppure circolando contromano, cagiona per colpa la morte di una persona;
  • al conducente che, a seguito di una manovra di inversione del senso di marcia in prossimità o in corrispondenza di intersezioni, curve o dossi o a seguito del sorpasso di un altro mezzo in corrispondenza di un attraversamento pedonale o di una linea continua, cagiona per colpa la morte di una persona.

Tutte queste pene aumentano se a commettere il reato è un soggetto che guida senza patente o con patente sospesa o revocata, oppure se il veicolo è di proprietà dell’autore del fatto ed è sprovvisto di assicurazione obbligatoria. Se invece l’evento non è esclusiva conseguenza dell’azione (o dell’omissione) del colpevole, la pena diminuisce fino alla metà.

Qualora invece (e qui arriviamo ai casi più gravi) il conducente provochi la morte di più persone, oppure la morte di una o più persone e le lesioni a una o più persone, la legge applica la pena che dovrebbe infliggersi per la più grave delle violazioni commesse, aumentata fino al triplo (ma che non può superare i 18 anni di reclusione).

E se il responsabile si dà alla fuga? In questo caso interviene l’art. 589-ter del Codice Penale, in base al quale la pena è aumentata da un terzo a due terzi (e comunque non inferiore ai 5 anni).

Le revoche della patente sono elevate a 20 anni se l’interessato è già stato condannato per i reati di cui all’articolo 186 commi 2 lettere b) e c), e 2-bis, ovvero di cui all’articolo 187 commi 1 e 1-bis CdS. Il termine aumenta fino a 30 anni se il soggetto si dà alla fuga e non ottempera agli obblighi di cui all’art. 189 comma 1 CdS.

 

Lesioni personali stradali

L’art. 590-bis tratta invece le “lesioni personali stradali gravi o gravissime”. Queste le pene previste:

  • da 3 mesi a 1 anno per lesioni gravi e da 1 a 3 anni per lesioni gravissime (con 5 anni di revoca patente) per chi cagiona per colpa ad altri una lesione personale con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale;
  • da 3 a 5 anni per lesioni gravi e da 4 a 7 anni per lesioni gravissime (con arresto facoltativo e 5 anni di revoca patente) per chi, alla guida in stato di ebbrezza alcolica o sotto l’effetto di droghe ai sensi rispettivamente degli artt. 186 comma 2 lettera c) (tasso alcolemico > 1,5 g/l) e 187 CdS, cagiona per colpa a taluno una lesione personale;
  • da 3 a 5 anni per lesioni gravi e da 4 a 7 anni per lesioni gravissime (con arresto facoltativo e 5 anni di revoca patente) per chi, alla guida di un veicolo di cui all’art. 186-bis comma 1 lettere b), c) e d) CdS, in stato di ebbrezza alcolica ai sensi dell’art. 186 comma 2 lettera b) (tasso alcolemico > 0,8 g/l fino a 1,5 g/l), cagiona per colpa a taluno lesioni personali gravi o gravissime;
  • da 1 anno e 6 mesi a 3 anni per lesioni gravi e da 2 a 4 anni per lesioni gravissime (con arresto facoltativo e 5 anni di revoca patente) per chi, alla guida in stato di ebbrezza alcolica ai sensi dell’art. 186 comma 2 lettera b) (tasso alcolemico > 0,8 g/l fino a 1,5 g/l) CdS, cagiona per colpa a taluno lesioni personali.

Quest’ultima pena si applica anche:

  • al conducente che, procedendo in un centro urbano a una velocità pari o superiore al doppio di quella consentita e comunque non inferiore a 70 km/h, oppure su strade extraurbane a una velocità superiore di almeno 50 km/h rispetto a quella massima consentita, cagiona per colpa a taluno lesioni personali gravi o gravissime;
  • al conducente che, attraversando un’intersezione con il semaforo rosso oppure circolando contromano, cagiona per colpa a taluno lesioni personali gravi o gravissime;
  • al conducente che, a seguito di una manovra di inversione del senso di marcia in prossimità o in corrispondenza di intersezioni, curve o dossi o a seguito del sorpasso di un altro mezzo in corrispondenza di un attraversamento pedonale o di una linea continua, cagiona per colpaa taluno lesioni personali gravi o gravissime.

Le pene aumentano se a commettere il reato è un soggetto che guida senza patente o con patente sospesa o revocata, oppure se il veicolo è di proprietà dell’autore del fatto ed è sprovvisto di assicurazione obbligatoria. Se invece l’evento non è esclusiva conseguenza dell’azione (o dell’omissione) del colpevole, la pena diminuisce fino alla metà.

Qualora invece il conducente cagioni lesioni a più persone, la legge applica la pena che dovrebbe infliggersi per la più grave delle violazioni commesse, aumentata fino al triplo (ma che non può superare i 7 anni di reclusione).

Se il responsabile si dà alla fuga, in base all’art. 590-ter del Codice Penale la pena è aumentata da un terzo a due terzi (e comunque non sarà inferiore a 3 anni).

Le revoche della patente sono elevate a 10 anni se l’interessato è già stato condannato per i reati di cui all’articolo 186 commi 2 lettere b) e c), e 2-bis, ovvero di cui all’articolo 187 commi 1 e 1-bis CdS. Il termine aumenta fino a 12 anni se il soggetto si dà alla fuga e non ottempera agli obblighi di cui all’art. 189 comma 1 CdS.

 

Cos’altro prevede la legge

Se dall’incidente deriva il reato di lesioni personali colpose, il responsabile del sinistro che si ferma e presta assistenza non è soggetto all’arresto in flagranza di reato.

Attenzione poi alle perizie coattive. Infatti, se per stabilire il DNA è necessario compiere atti idonei a incidere sulla libertà personale (prelievo di capelli, peli o mucosa del cavo orale) e il soggetto non acconsente, il giudice può decidere per l’esecuzione coattiva.

Ricordiamo che le lesioni si classificano come:

  • lievissime – malattia o incapacità di svolgere attività della vita quotidiana per un periodo non superiore ai 20 giorni;
  • lievi – periodo compreso tra i 21 e i 40 giorni;
  • gravi – periodo superiore ai 40 giorni con le lesioni che hanno messo in pericolo di vita il soggetto oppure hanno provocato un indebolimento permanente di un organo o di un senso;
  • gravissime – malattia insanabile con le lesioni che hanno provocato la perdita di un senso o di un organo, una mutilazione che rende inservibile un arto, una disfunzione grave della favella, uno sfregio o una deformazione del volto, la perdita della capacità di procreare.

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