Incidenti stradali: l’onere della prova diventa più difficile

Nuove regole per combattere i falsi incidenti e i testimoni di comodo

La legge sulla concorrenza 2017 ha introdotto grosse novità per quanto riguarda gli incidenti stradali. Vediamone alcune
Incidenti stradali: l’onere della prova diventa più difficile

Al fine di contrastare il fenomeno dei falsi incidenti e dei testimoni di comodo, la legge annuale per il mercato e la concorrenza 2017 (legge n. 124 del 4 agosto 2017) ha riformato in maniera pesante il regime probatorio relativo ai sinistri stradali.

Ora infatti, fornire la prova di un incidente (il cosiddetto onere della prova) è diventato più difficoltoso rispetto a prima. Vediamo perché.

 

Sessanta giorni per indicare i testimoni

La legge sulla concorrenza ha portato novità importanti per quanto riguarda i testimoni degli incidenti stradali. Da adesso in poi, per il risarcimento danni riguardanti solo le cose (e non le persone) il danneggiato deve indicare immediatamente i soggetti che hanno assistito all’incidente, altrimenti non potrà chiamarli a testimoniare in un eventuale processo. Nello specifico, l’identificazione dei testimoni deve risultare dalla denuncia del sinistro o dal primo atto formale che il danneggiato compie nei confronti dell’assicurazione.

Se il danneggiato non provvede è la compagnia stessa che, entro 60 giorni dalla denuncia del sinistro, deve chiedere tramite raccomandata l’indicazione dei testimoni. A quel punto la parte che riceve la richiesta ha ulteriori 60 giorni di tempo per comunicare i testimoni, sempre mediante raccomandata.

Queste nuove regole valgono anche per le compagnie, che devono comunicare gli eventuali ulteriori nominativi delle persone che hanno assistito all’incidente sempre entro 60 giorni.

Ricordiamo però che a queste regole sul fattore tempo ci sono tre eccezioni:

  • se l’identificazione di un testimone è oggettivamente impossibile nell’immediato;
  • se il testimone è già stato identificato dalla polizia;
  • se l’incidente ha causato anche danni alle persone.

Tuttavia, ora uno stesso testimone può essere citato al massimo in tre cause nel corso di un quinquennio. Oltrepassato questo limite il giudice comunicherà il suo nominativo alla Procura della Repubblica, che verificherà se è stata commessa falsa testimonianza e/o frode all’assicurazione. Inoltre, i testimoni possono ora essere valutati dal giudice secondo il suo prudente apprezzamento, perdendo così il loro ruolo chiave nel processo.

 

Il ruolo chiave della scatola nera

In base al nuovo art. 145-bis del Codice delle Assicurazioni, un ruolo chiave negli incidenti stradali ce l’ha invece la scatola nera, il dispositivo elettronico con Gps che registra il comportamento tenuto dal conducente alla guida.

Da questo momento infatti le rilevazioni della scatola nera assumono pieno valore di prova, al pari dei verbali della polizia. Scatola nera che non può essere disinstallata né manomessa o resa non funzionante dall’assicurato poiché, in caso contrario, quest’ultimo non ha più diritto allo sconto e oltre a restituire all’assicurazione i soldi risparmiati in maniera indebita rischia anche una denuncia per frode.

I dati contenuti nella scatola nera vanno però trattati nel rispetto delle disposizioni del Codice in materia di protezione dei dati personali (decreto legislativo n. 196 del 30 giugno 2003).

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