Bollo auto, che botta: prescrizione si allunga a 10 anni

Più tempo al fisco per effettuare fermi e pignoramenti. E c'è anche l'effetto retroattivo

Un emendamento della legge di Bilancio 2018 allunga fino a 10 anni il tempo della prescrizione sulle cartelle esattoriali. Ecco cosa può succedere
Bollo auto, che botta: prescrizione si allunga a 10 anni

Una vera e propria mazzata sta per abbattersi sulle teste (e anche sulle tasche) dei contribuenti italiani, specialmente quelli che nel recente passato hanno ricevuto almeno una cartella da parte di Equitalia. Un emendamento inserito dal governo nella legge di Bilancio 2018 rischia infatti di allungare fino a 10 anni il tempo della prescrizione sulle cartelle esattoriali.

 

Multe stradali e bollo auto: i tempi si allungano

Nella bozza della legge di Bilancio 2018 (il ddl è stato approvato nella seduta dello scorso 16 ottobre) il nuovo emendamento mette la parola fine alla cosiddetta “prescrizione breve” e dà al Fisco molto più tempo per effettuare pignoramenti e fermi amministrativi.

Cosa vuol dire? Che ad esempio per le multe stradali i tempi si allungano da 5 a 10 anni. Peggio ancora per quanto riguarda il bollo auto, dove da 3 anni si passa a 10.

Finora le cartelle esattoriali avevano i tempi di prescrizione fissati in base al tipo di tributo che si doveva versare (3 anni per il bollo auto, 5 anni per le imposte locali, 10 anni per Iva e Irpef). Adesso però la manovra può riunire tutte le cartelle sotto una finestra temporale più ampia per quanto riguarda la prescrizione e, in questo modo, l’Agenzia Entrate-Riscossione avrebbe tutta la calma del mondo per poter bussare alla porta dei contribuenti.

 

Insorgono i consumatori: «Disparità di trattamento»

L’emendamento della legge potrebbe poi generare un effetto retroattivo. E chi magari ha ricevuto una cartella per il bollo auto 2 anni fa e attende dicembre 2018 per la prescrizione, con le nuove norme dovrà aspettare fino al 2025.

Ma in questo modo si verrebbe a creare anche una disparità di trattamento. Chi non ha pagato il bollo auto fino al 31 dicembre 2017 (e ha ricevuto la cartella esattoriale) potrà essere soggetto al pignoramento e al fermo dell’auto per 10 anni dalla notifica della cartella stessa (effetto retroattivo), mentre per i cittadini che non pagheranno il bollo auto dopo il 1° gennaio 2018 la prescrizione tornerà triennale. Davvero un bel pasticcio.

Tutte disposizioni che ignorano quelle che erano state le indicazioni precedenti della Cassazione, la quale aveva fissato la prescrizione nel termine di 3 anni.

«Il governo cancelli questa norma dalla legge di Bilancio, che non solo non tiene conto della sentenza della Cassazione e della giurisprudenza, ma genera un’iniqua disparità di trattamento tra i contribuenti e vìola diritti acquisiti», così Roberto Tascini, presidente dell’ADOC (Associazione Difesa Orientamento Consumatori). Che poi prosegue: «Già il bollo auto è una delle tasse più odiate dai contribuenti e pesa in media 147 euro l’anno a veicolo, ma ora cambiare le carte in tavola facendo rivivere debiti andati in prescrizione non farà altro che distruggere la fiducia dei contribuenti verso lo Stato».

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    2 commenti

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    • Magevola ha detto:

      Salve, ho letto in questi giorni che tra le misure della nuova legge di stabilità 2018 è prevista la prescrizione del bollo auto a 10 anni. Ma nel caso in cui, arriva la notifica o la cartella di pagamento la prescrizione viene interrotta? Cioè, dal momento che ricevo la notifica di pagamento o cartella, il termine di prescrizione riparte dal giorno in cui si riceve? Grazie

    • Gianluca Mauriello ha detto:

      Certamente, nel momento in cui l’Agenzia delle Entrate o altro soggetto incaricato della riscossione dovesse notificare un qualsiasi atto di accertamento dell’imposta (bollo) non versata, ciò avrà un effetto interruttivo del termine di prescrizione. Da quel momento, però, dato che di norma viene notificata una Cartella di Pagamento, il termine prescrizionale che inizia a decorrere non sarà più quello relativo al bollo, ma quello relativo all’atto notificato (ovvero la cartella).

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