WP_Post Object ( [ID] => 462503 [post_author] => 67 [post_date] => 2017-11-22 10:08:33 [post_date_gmt] => 2017-11-22 09:08:33 [post_content] => La Peugeot 306 Cabrio è stata una delle scoperte di media cilindrata più diffusa in Europa a cavallo tra la prima metà degl'anni '90 fino ai primi anni 2000. Nata dalla storica, fortunata e consueta (quando parliamo di coupé o cabrio di piccola-media cilindrata) collaborazione del marchio di Sochaux e la torinese Pininfarina. Fu un successo commerciale invidiabile nel suo segmento. Affidabile, ben costruita, dalla linea elegante, morbida e la ottima fattura della capotte in tela ad azionamento elettroidraulico di serie, questi erano elementi che, sommati alla grande maneggevolezza, facevano passare in secondo piano le prestazioni non proprio sportive della transalpina. Nella prima serie il 1800 monoalbero non garantiva infatti prestazioni assolute da capogiro, però la sua elasticità lo rendeva sempre sfruttabilissimo, motivo per cui condurre la 306 cabrio a passeggio in riva al mare, in montagna o tra le strade cittadine, risultava sempre piacevole. L'irrobustimento della carrozzeria resosi necessario per la mancanza del tetto, i longheroni nelle portiere di spessore doppio rispetto alla berlina e una serie di due pesi da 5 e 7 kg posti nella zona posteriore della vettura per contrastare delle fastidiose vibrazioni, facevano guadagnare alla massa complessiva della carrozzeria oltre 70 kg, portando il peso della stessa a 340 kg circa, il tutto forse a svantaggio delle prestazioni, ma ad ovvio e tutto vantaggio della sicurezza. Caratterizzata da un abitacolo per 4, comodo e ben assemblato,  la capotte in tela era di notevole qualità (se ben conservata ancora oggi dopo vent'anni garantisce un'ottima tenuta all'acqua e all'aria anche alle alte velocità). Ben assortita anche la cartella dei colori a disposizione e, non essendo molto generosa l'iniziale dotazione di serie, era importante anche la lista degli optionals che includevano l'ABS, l'AirBag,  il climatizzatore manuale (optionals solo sulle prime serie), gli interni in pelle (di buona qualità), il tetto rigido e altri ancora che non sto qui ad elencarvi. Come dicevo, la prima serie montava solo un motore bialbero 1800 da 103 cv, a cui nel 1996 venne aggiunto un 2000 da 123. Nel 1997 il restyling: nuovo il frontale, con nuovi gruppi ottici di dimensioni maggiori rispetto ai precedenti, un nuovo paraurti e nuovi motori 1600 da 88 cv e 2000 16v da 133. Rimase in produzione fino al 2002 ,quando da ormai un anno la nuova 307 aveva già sostituito la 306 berlina. Io, se dovessi cercarne una, punterei ad una 1800 prima serie ben tenuta e ben accessoriata (magari non con troppi chilometri, per conservare meglio il valore nel tempo) o su una 2000 16v in edizione limitata "Rolland Garros", di colore verde metallizzato, con interni in pelle bianca e cerchi da 15" della magnifica 205 GTI 1900. Sono auto affidabili e, se sono state tenute bene, non hanno alcun problema. Versatili e ottime anche per essere usate tutti i giorni. Oggi hanno ancora quotazioni interessanti, tra qualche anno chissà! Motorizzazioni:
  • 1.600 ( 88 cv - 175 km/h - prodotte dal 1997 al 2002)
  • 1.800 (103 cv - 182 km/h - prodotte dal 1994 al 1996)
  • 2.000 (123 cv - 194 km/h - prodotte dal 1996 al 1997)
  • 2.000 16V (132 cv - 199 km/h - prodotte dal 1997 al 2002)
Dimensioni e peso:
  • Passo 254 cm
  • Lunghezza 414 cm
  • Larghezza 169 cm
  • Peso 1220 kg circa a vuoto
Prezzi in Lire:
  • dai 35.700.00 Lire della 1800 ai 47.000.000 di Lire della 2000 16V
Quotazioni attuali:
  • dai 2 ai 5 mila Euro (molto dipende dai chilometri percorsi e se montino optionals di rilievo quali l'ABS, il tetto rigido ed il climatizzatore)
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Peugeot 306 Cabrio Pininfarina ( 1994 – 2002), una scoperta in inverno, perché no?

La classica "scoperta" da non farsi scappare

Peugeot 306 Cabrio Pininfarina - La Youngtimer francese ha molti pregi e pochissimi difetti. Le sue quotazioni sono in ascesa da un paio d'anni a questa parte ed ora che il freddo non stimola certo l'acquisto delle cabrio in generale, se si cerca l'affare, è proprio il momento di comprare
Peugeot 306 Cabrio Pininfarina ( 1994 – 2002), una scoperta in inverno, perché no?

La Peugeot 306 Cabrio è stata una delle scoperte di media cilindrata più diffusa in Europa a cavallo tra la prima metà degl’anni ’90 fino ai primi anni 2000. Nata dalla storica, fortunata e consueta (quando parliamo di coupé o cabrio di piccola-media cilindrata) collaborazione del marchio di Sochaux e la torinese Pininfarina.

Fu un successo commerciale invidiabile nel suo segmento. Affidabile, ben costruita, dalla linea elegante, morbida e la ottima fattura della capotte in tela ad azionamento elettroidraulico di serie, questi erano elementi che, sommati alla grande maneggevolezza, facevano passare in secondo piano le prestazioni non proprio sportive della transalpina.

Nella prima serie il 1800 monoalbero non garantiva infatti prestazioni assolute da capogiro, però la sua elasticità lo rendeva sempre sfruttabilissimo, motivo per cui condurre la 306 cabrio a passeggio in riva al mare, in montagna o tra le strade cittadine, risultava sempre piacevole.

L’irrobustimento della carrozzeria resosi necessario per la mancanza del tetto, i longheroni nelle portiere di spessore doppio rispetto alla berlina e una serie di due pesi da 5 e 7 kg posti nella zona posteriore della vettura per contrastare delle fastidiose vibrazioni, facevano guadagnare alla massa complessiva della carrozzeria oltre 70 kg, portando il peso della stessa a 340 kg circa, il tutto forse a svantaggio delle prestazioni, ma ad ovvio e tutto vantaggio della sicurezza.

Caratterizzata da un abitacolo per 4, comodo e ben assemblato,  la capotte in tela era di notevole qualità (se ben conservata ancora oggi dopo vent’anni garantisce un’ottima tenuta all’acqua e all’aria anche alle alte velocità). Ben assortita anche la cartella dei colori a disposizione e, non essendo molto generosa l’iniziale dotazione di serie, era importante anche la lista degli optionals che includevano l’ABS, l’AirBag,  il climatizzatore manuale (optionals solo sulle prime serie), gli interni in pelle (di buona qualità), il tetto rigido e altri ancora che non sto qui ad elencarvi.

Come dicevo, la prima serie montava solo un motore bialbero 1800 da 103 cv, a cui nel 1996 venne aggiunto un 2000 da 123.

Nel 1997 il restyling: nuovo il frontale, con nuovi gruppi ottici di dimensioni maggiori rispetto ai precedenti, un nuovo paraurti e nuovi motori 1600 da 88 cv e 2000 16v da 133. Rimase in produzione fino al 2002 ,quando da ormai un anno la nuova 307 aveva già sostituito la 306 berlina.

Io, se dovessi cercarne una, punterei ad una 1800 prima serie ben tenuta e ben accessoriata (magari non con troppi chilometri, per conservare meglio il valore nel tempo) o su una 2000 16v in edizione limitata “Rolland Garros”, di colore verde metallizzato, con interni in pelle bianca e cerchi da 15″ della magnifica 205 GTI 1900.

Sono auto affidabili e, se sono state tenute bene, non hanno alcun problema. Versatili e ottime anche per essere usate tutti i giorni.

Oggi hanno ancora quotazioni interessanti, tra qualche anno chissà!

Motorizzazioni:

  • 1.600 ( 88 cv – 175 km/h – prodotte dal 1997 al 2002)
  • 1.800 (103 cv – 182 km/h – prodotte dal 1994 al 1996)
  • 2.000 (123 cv – 194 km/h – prodotte dal 1996 al 1997)
  • 2.000 16V (132 cv – 199 km/h – prodotte dal 1997 al 2002)

Dimensioni e peso:

  • Passo 254 cm
  • Lunghezza 414 cm
  • Larghezza 169 cm
  • Peso 1220 kg circa a vuoto

Prezzi in Lire:

  • dai 35.700.00 Lire della 1800 ai 47.000.000 di Lire della 2000 16V

Quotazioni attuali:

  • dai 2 ai 5 mila Euro (molto dipende dai chilometri percorsi e se montino optionals di rilievo quali l’ABS, il tetto rigido ed il climatizzatore)

 

 

 

 

 

 

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1 commento

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  1. Frank

    22 Novembre 2017 at 13:06

    E’ un vero peccato che ora non ce ne siano.
    Le ultime erano le 308cc e la fantastica 207cc.
    alcune bozze simpatiche come la Renault Wind e la Punto Cabrio sono scomparse. Ma sempre richieste nelle medie e piccole cilindrate.
    Perchè non riproporle?
    Nei numeri venderebbero sempre più di alcune coupé.
    i tedeschi continuano a proporle anche se con cilindrate e costi da paura.

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