WP_Post Object ( [ID] => 472298 [post_author] => 37 [post_date] => 2017-12-22 18:48:18 [post_date_gmt] => 2017-12-22 17:48:18 [post_content] => L’aftermarket nel panorama dell’automotive italiano è un argomento serio ed al contempo sensibile, in quanto le leggi statali sono tuttora severe rispetto ad altri paesi della Comunità Europea. Ciononostante alcune parti delle nostre vetture possono essere soggette a delle personalizzazioni. Nel nostro caso sono i cerchi in lega. Ecco quindi che Alcar ha presentato i Dotz Kendo, omologati secondo le più esigenti normative NAD. Noi li abbiamo inoltre provati nella configurazione Dark, con finiture in nero opaco che donano ancor più carattere. Un primo punto a favore di questi cerchi è segnato dall’ampia disponibilità, con misure che vanno da 16 ai 19 pollici. Ciò significa che sia auto abituate a girare in città sia quelle con impronta più sportiva possono trovare un punto di incontro e formare un’unica famiglia grazie ad Alcar. Proprio per questo il nostro test si è svolto su due modelli molto diversi tra loro. La prima è un’Audi TT di ultima generazione, che con i suoi 184 cavalli è una delle coupé più apprezzate del mercato, sia per la linea che per le caratteristiche. Due posti secchi, una guida bassa e sempre precisa che si è affinata nei quasi 20 anni di questo modello. Cerchi da 18” per lei. L’altra è una MINI Clubman, la station wagon del marchio inglese adatta ad una famiglia giovane e chic che ama destreggiarsi con semplici mosse in città tramite il kart-feeling di questa automobile. Cerchi da 16” per lei. In entrambi i casi abbiamo notato come non solo i nuovi Dotz Kendo Dark diano ulteriore carattere ad entrambe le vetture, mostrando le nudità dei freni a disco e delle relative pinze, ma anche come impreziosiscano complessivamente la linea mettendo in risalto i tratti più marcati di ciascun modello nella vista laterale. In ciò ritroviamo la filosofia dietro alla creazione di questo cerchio in lega. Come il kendo è un’arte giapponese che affonda le sue radici nella scherma ed è stato portato avanti dai leggendari ninja, Alcar prosegue nel campo del tuning senza stravolgere la natura del termine stesso, aggiungendo sportività senza sporcare il design della vettura. Pulizia delle linee, semplificazione e dinamicità. Sono questi gli aspetti che più ci hanno convinto osservando i Kendo Dark - sia a vetture ferme che in movimento. Ruotando, le doppie razze estremamente affilate sembrano formare un vortice di lame che però mantiene sempre un ordine, non sconvolge gli equilibri della vettura al suo passaggio (cosa che la renderebbe arrogante). Guardando invece il centro della ruota, attorno a cui tutto gira, si notano grande compattezza e leggerezza. Uno “State of Mind” che accomuna in questo caso tanto Alcar ed i ninja quanto le due vetture della nostra prova, che in ambo i casi hanno dato riscontro di queste peculiarità pur provenendo da segmenti di mercato piuttosto diversi. Parlando invece di tecnologia e sicurezza, i Dotz Kendo Dark sono compatibili con i sensori TPMS (Tyre Pressure Monitoring System) previsti dalle più recenti normative europee. La costruzione in fabbrica avviene tramite fusione in un unico monoblocco ed il carico massimo sopportabile da ogni cerchio in lega è di 673 kg. La garanzia fornita dal produttore austriaco è di 3 anni. Se non siete ancora sicuri della scelta del modello, potete andare al configuratore 3D presente su www.alcar.it. Visualizzerete in tal modo come sarebbe la vostra vettura una volta indossati i Dotz Kendo Dark. [post_title] => Alcar Dotz Kendo, il Ninja dei cerchioni che eleva la sportività [TEST] [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => closed [post_password] => [post_name] => alcar-dotz-kendo-il-ninja-dei-cerchioni-che-eleva-la-sportivita-test [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2017-12-22 18:48:18 [post_modified_gmt] => 2017-12-22 17:48:18 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.motorionline.com/?p=472298 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw [post_category] => 0 )

Alcar Dotz Kendo, il Ninja dei cerchioni che eleva la sportività [TEST]

Lo abbiamo provato su due vetture molto diverse

Alcar Dotz - Lo stesso cerchio ma su due vetture dalla natura differente: una Audi TT ed una MINI Clubman. Unite però da uno spiccato accento sportivo dato dai nuovi Kendo Dark, affilati come lame e sicuri come il fodero di una katana.
Alcar Dotz Kendo, il Ninja dei cerchioni che eleva la sportività [TEST]

L’aftermarket nel panorama dell’automotive italiano è un argomento serio ed al contempo sensibile, in quanto le leggi statali sono tuttora severe rispetto ad altri paesi della Comunità Europea. Ciononostante alcune parti delle nostre vetture possono essere soggette a delle personalizzazioni. Nel nostro caso sono i cerchi in lega. Ecco quindi che Alcar ha presentato i Dotz Kendo, omologati secondo le più esigenti normative NAD. Noi li abbiamo inoltre provati nella configurazione Dark, con finiture in nero opaco che donano ancor più carattere.

Un primo punto a favore di questi cerchi è segnato dall’ampia disponibilità, con misure che vanno da 16 ai 19 pollici. Ciò significa che sia auto abituate a girare in città sia quelle con impronta più sportiva possono trovare un punto di incontro e formare un’unica famiglia grazie ad Alcar. Proprio per questo il nostro test si è svolto su due modelli molto diversi tra loro. La prima è un’Audi TT di ultima generazione, che con i suoi 184 cavalli è una delle coupé più apprezzate del mercato, sia per la linea che per le caratteristiche. Due posti secchi, una guida bassa e sempre precisa che si è affinata nei quasi 20 anni di questo modello. Cerchi da 18” per lei. L’altra è una MINI Clubman, la station wagon del marchio inglese adatta ad una famiglia giovane e chic che ama destreggiarsi con semplici mosse in città tramite il kart-feeling di questa automobile. Cerchi da 16” per lei.

In entrambi i casi abbiamo notato come non solo i nuovi Dotz Kendo Dark diano ulteriore carattere ad entrambe le vetture, mostrando le nudità dei freni a disco e delle relative pinze, ma anche come impreziosiscano complessivamente la linea mettendo in risalto i tratti più marcati di ciascun modello nella vista laterale. In ciò ritroviamo la filosofia dietro alla creazione di questo cerchio in lega. Come il kendo è un’arte giapponese che affonda le sue radici nella scherma ed è stato portato avanti dai leggendari ninja, Alcar prosegue nel campo del tuning senza stravolgere la natura del termine stesso, aggiungendo sportività senza sporcare il design della vettura.

Pulizia delle linee, semplificazione e dinamicità. Sono questi gli aspetti che più ci hanno convinto osservando i Kendo Dark – sia a vetture ferme che in movimento. Ruotando, le doppie razze estremamente affilate sembrano formare un vortice di lame che però mantiene sempre un ordine, non sconvolge gli equilibri della vettura al suo passaggio (cosa che la renderebbe arrogante). Guardando invece il centro della ruota, attorno a cui tutto gira, si notano grande compattezza e leggerezza. Uno “State of Mind” che accomuna in questo caso tanto Alcar ed i ninja quanto le due vetture della nostra prova, che in ambo i casi hanno dato riscontro di queste peculiarità pur provenendo da segmenti di mercato piuttosto diversi.

Parlando invece di tecnologia e sicurezza, i Dotz Kendo Dark sono compatibili con i sensori TPMS (Tyre Pressure Monitoring System) previsti dalle più recenti normative europee. La costruzione in fabbrica avviene tramite fusione in un unico monoblocco ed il carico massimo sopportabile da ogni cerchio in lega è di 673 kg. La garanzia fornita dal produttore austriaco è di 3 anni.

Se non siete ancora sicuri della scelta del modello, potete andare al configuratore 3D presente su www.alcar.it. Visualizzerete in tal modo come sarebbe la vostra vettura una volta indossati i Dotz Kendo Dark.

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