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Sosta oltre l'orario: cosa dice la legge

In base al Codice della Strada, il mancato rinnovo del ticket non comporta un illecito sanzionabile, ma prevede solo che il ticket debba essere acquistato ed esposto in maniera visibile. Il dettaglio non è passato inosservato alla giustizia, come dimostrano le numerose sentenze dei Giudici di Pace che hanno portato la vicenda sino all'attenzione del Ministero. Anni fa, il Giudice di Pace di Lecce (sentenza n. 4285/2007) ha chiarito che: «La sosta in area regolamentata con titolo di pagamento scaduto non costituisce autonoma fattispecie sanzionata dall'art. 7, comma 1, lett. f) del CdS (che sanziona la sosta effettuata senza titolo di pagamento nelle aree regolamentate)». Nel marzo 2014, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha precisato che: «In materia di sosta, gli unici obblighi previsti dal Codice sono quelli indicati dall'articolo 157, comma 6, e precisamente l'obbligo di segnalare in modo chiaramente visibile l'orario di inizio della sosta, qualora questa sia permessa per un tempo limitato, e l'obbligo di mettere in funzione il dispositivo di controllo della durata della sosta, ove questo esista; la violazione di tali obblighi comporta la sanzione prevista dal medesimo articolo 157, comma 8, del Codice medesimo». Dunque, il MIT ha ritenuto che il pagamento in misura insufficiente (dove la sosta è a tempo indeterminato e subordinata al pagamento di una somma) configura solo un'inadempienza contrattuale. Il concetto è stato poi ribadito dalla nota del MIT n. 53284 del 12 maggio 2015, che ha affidato ai comuni la possibilità di regolamentare le conseguenze della fattispecie per meglio corrispondere alle specifiche esigenze di fruibilità e utilizzazione degli spazi da parte dei cittadini. Il Comune può, nell'ampia varietà di misure disponibili: «Selezionare e scegliere quelle più idonee per rispondere agli obiettivi che intende perseguire al fine di favorire il ricambio più o meno frequente dei veicoli in sosta». Tuttavia, la maggior parte dei comuni italiani non ha adottato questa regolamentazione. Infatti, soltanto esibendo davanti al giudice la necessaria documentazione l'ente territoriale può liberarsi nella causa in cui l'automobilista avesse impugnato la multa ritenuta illegittima. In caso contrario, senza un'eventuale ordinanza, la sanzione dovrà essere dichiarata nulla. Ma questo vale nelle aree dove la sosta può avvenire a tempo indeterminato. Se invece nell'area sono fissati dei limiti massimi, la multa è legittima. Nel 2016 però, la Cassazione (sentenza n. 16258/2016) si è discostata dall'orientamento ministeriale affermando che la permanenza oltre il tempo pagato integra un illecito amministrativo e non un mero inadempimento. Pertanto, sostare nelle strisce blu con il ticket scaduto meriterebbe la multa proprio come avviene quando l'automobilista non si munisce affatto di biglietto. E se il parchimetro non ha il Bancomat? Dal luglio 2016 è obbligatorio abilitare i pagamenti elettronici sui dispositivi di controllo della durata della sosta a pagamento. Ma parecchi comuni non si sono ancora adeguati e, quindi, può capitare che gli automobilisti non in grado di acquistare il ticket per mancanza del pos si sentano legittimati a non pagare. Essendo però la questione assai recente, non esistono precedenti giurisprudenziali che giustifichino qualunque tipo di iniziativa individuale del cittadino. E se mancano parcheggi gratuiti nelle vicinanze? Il Codice della Strada (art. 7 comma 8) stabilisce che se il comune assume l'esercizio diretto del parcheggio con custodia (oppure lo dà in concessione o installa dispositivi di controllo di durata della sosta) deve riservare un'adeguata area destinata a parcheggio, rispettivamente senza custodia o senza dispositivi di controllo di durata della sosta. Quest'obbligo non c'è per le zone a traffico limitato, per le aree di pregio storico e per altre zone di particolare rilevanza urbanistica. Questo, in sostanza, rende illegittima una sanzione elevata al trasgressore che non abbia esposto il ticket se mancano, nelle vicinanze, zone in cui la sosta è gratuita. [post_title] => Strisce blu: quanto si paga se si va oltre l'orario [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => closed [post_password] => [post_name] => strisce-blu-oltre-orario-quanto-si-paga [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2018-01-04 17:47:34 [post_modified_gmt] => 2018-01-04 16:47:34 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.motorionline.com/?p=476117 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw [post_category] => 0 )

Strisce blu: quanto si paga se si va oltre l’orario

Cosa dice la legge

Sono numerosi i casi di multe contestate ai comuni per presunte irregolarità o violazioni inerenti il ticket sulle strisce blu. Ma come si fa a capire se una multa è davvero illegittima?
Strisce blu: quanto si paga se si va oltre l’orario

Le strisce blu sono un vero e proprio incubo per gli automobilisti e ogni anno (soprattutto nelle grandi città) il loro raggio d’azione aumenta sempre di più. Inoltre sono numerosi i casi di multe contestate ai comuni per presunte irregolarità o violazioni inerenti il ticket.

A questo punto, la vera domanda è: come si fa a capire se una contravvenzione è davvero illegittima?

 

Sosta oltre l’orario: cosa dice la legge

In base al Codice della Strada, il mancato rinnovo del ticket non comporta un illecito sanzionabile, ma prevede solo che il ticket debba essere acquistato ed esposto in maniera visibile. Il dettaglio non è passato inosservato alla giustizia, come dimostrano le numerose sentenze dei Giudici di Pace che hanno portato la vicenda sino all’attenzione del Ministero.

Anni fa, il Giudice di Pace di Lecce (sentenza n. 4285/2007) ha chiarito che: «La sosta in area regolamentata con titolo di pagamento scaduto non costituisce autonoma fattispecie sanzionata dall’art. 7, comma 1, lett. f) del CdS (che sanziona la sosta effettuata senza titolo di pagamento nelle aree regolamentate)».

Nel marzo 2014, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha precisato che: «In materia di sosta, gli unici obblighi previsti dal Codice sono quelli indicati dall’articolo 157, comma 6, e precisamente l’obbligo di segnalare in modo chiaramente visibile l’orario di inizio della sosta, qualora questa sia permessa per un tempo limitato, e l’obbligo di mettere in funzione il dispositivo di controllo della durata della sosta, ove questo esista; la violazione di tali obblighi comporta la sanzione prevista dal medesimo articolo 157, comma 8, del Codice medesimo». Dunque, il MIT ha ritenuto che il pagamento in misura insufficiente (dove la sosta è a tempo indeterminato e subordinata al pagamento di una somma) configura solo un’inadempienza contrattuale.

Il concetto è stato poi ribadito dalla nota del MIT n. 53284 del 12 maggio 2015, che ha affidato ai comuni la possibilità di regolamentare le conseguenze della fattispecie per meglio corrispondere alle specifiche esigenze di fruibilità e utilizzazione degli spazi da parte dei cittadini. Il Comune può, nell’ampia varietà di misure disponibili: «Selezionare e scegliere quelle più idonee per rispondere agli obiettivi che intende perseguire al fine di favorire il ricambio più o meno frequente dei veicoli in sosta».

Tuttavia, la maggior parte dei comuni italiani non ha adottato questa regolamentazione. Infatti, soltanto esibendo davanti al giudice la necessaria documentazione l’ente territoriale può liberarsi nella causa in cui l’automobilista avesse impugnato la multa ritenuta illegittima. In caso contrario, senza un’eventuale ordinanza, la sanzione dovrà essere dichiarata nulla. Ma questo vale nelle aree dove la sosta può avvenire a tempo indeterminato. Se invece nell’area sono fissati dei limiti massimi, la multa è legittima.

Nel 2016 però, la Cassazione (sentenza n. 16258/2016) si è discostata dall’orientamento ministeriale affermando che la permanenza oltre il tempo pagato integra un illecito amministrativo e non un mero inadempimento. Pertanto, sostare nelle strisce blu con il ticket scaduto meriterebbe la multa proprio come avviene quando l’automobilista non si munisce affatto di biglietto.

E se il parchimetro non ha il Bancomat? Dal luglio 2016 è obbligatorio abilitare i pagamenti elettronici sui dispositivi di controllo della durata della sosta a pagamento. Ma parecchi comuni non si sono ancora adeguati e, quindi, può capitare che gli automobilisti non in grado di acquistare il ticket per mancanza del pos si sentano legittimati a non pagare. Essendo però la questione assai recente, non esistono precedenti giurisprudenziali che giustifichino qualunque tipo di iniziativa individuale del cittadino.

E se mancano parcheggi gratuiti nelle vicinanze? Il Codice della Strada (art. 7 comma 8) stabilisce che se il comune assume l’esercizio diretto del parcheggio con custodia (oppure lo dà in concessione o installa dispositivi di controllo di durata della sosta) deve riservare un’adeguata area destinata a parcheggio, rispettivamente senza custodia o senza dispositivi di controllo di durata della sosta. Quest’obbligo non c’è per le zone a traffico limitato, per le aree di pregio storico e per altre zone di particolare rilevanza urbanistica. Questo, in sostanza, rende illegittima una sanzione elevata al trasgressore che non abbia esposto il ticket se mancano, nelle vicinanze, zone in cui la sosta è gratuita.

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