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Come ha ricordato il Direttore di Assogomma, Fabio Bertolotti, esistono solo due tipologie di gomme invernali: con marcatura M+S (MUD & SNOW – fango e neve) che indica una auto dichiarazione del costruttore e quelli con marcatura più il pittogramma alpino (una montagna a tre punte con un fiocco di neve al centro) che hanno superato un test omologativo specifico. Assogomma consiglia la seconda opzione mentre non prende particolari posizioni riguardo ai cosiddetti pneumatici quattro stagioni , non espressamente vietati dalla normativa, pur sottolineando come non offrano gli stessi standard di sicurezza di una gomma invernale, quindi come non siano equivalenti. Per far comprendere a fondo questi aspetti, Assogomma e Federpneus hanno promosso sulla pista di Sauze di Cesana, al Sestriere, cinque test drive in differenti condizioni di temperatura e fondo, che è passato dal ghiaccio a una neve quasi bagnata, con altrettante auto, differenziate per segmento, trazione, motorizzazione e equipaggiamento. La prima prova che abbiamo affrontato consisteva nella classica partenza da fermo con progressiva accelerazione in leggera pendenza su fondo misto neve/ghiaccio: a nostra disposizione avevamo una Alfa Romeo Mito Veloce, motorizzazione 1.4 turbo benzina, equipaggiata con gomme Winter Contact e Premium Contact. Con gli pneumatici estivi (o meglio normali), abbiamo rilevato un evidente pattinamento nello spunto da fermo e difficoltà nel prendere velocità, mentre gli invernali ci hanno offerto una maggiore sensazione di controllo, senza slittamenti. Nella seconda siamo saliti a bordo di una Volvo V90 Cross Country D4 a trazione integrale, equipaggiata con pneumatici invernali ed estivi MICHELIN, su un tratto di strada aperto al traffico con fondo variabile, condizioni quindi del tutto simili a una qualunque giornata invernale cittadina. Il nostro compito consisteva nel testare il comportamento del veicolo in termini di guidabilità, aderenza in frenata e in curva: da questo punto di vista le gomme estive non offrono il giusto confort alla guida e costringono a continue correzioni di guida. Successivamente abbiamo affrontato un test di frenata in discesa e accelerazione in salita con una Alfa Romeo Stelvio 4x4 dotata degli pneumatici Bridgestone, in cui è risultato evidente che anche una vettura a trazione integrale, che offre quindi maggiori garanzie di motricità con scarsa aderenza, solo se equipaggiata con gomme invernali garantisce le ottimali condizioni di sicurezza. Nel quarto percorso abbiamo introdotto l'equipaggiamento misto con gomme invernali all'anteriore ed estive al posteriore: questo tipo di soluzione è sconsigliato dalla Direttiva Ministeriale del 30 gennaio 2013, ed è in effetti quello forse più pericoloso. La prova si è svolta in uno steering pad allungato con leggera pendenza, con pneumatici Goodyear su tre Alfa Romeo Giulietta Veloce, 175 CV a trazione anteriore. Siamo passati dal confort dell'equipaggiamento invernale, ad una mancanza di controllo con le coperture estive, fino all'apparente sensazione di sicurezza con l'assetto misto che garantiva è vero stabilità all'anteriore ma decisamente non al posteriore, anche a velocità molto ridotta. In ultima ci siamo confrontati con una frenata in rettilineo, con fondo innevato, su due Maserati Ghibli dotate di pneumatici invernali Pirelli Sottozero 3 e Pirelli Pzero estivi. Anche se test è stato eseguito a circa 25 km/h, la strumentazione elettronica V box ha rilevato che anche con basse velocità la gomma estiva allunga lo spazio di frenata in media del 40% (8 -10 metri) rispetto all’invernale. L'equipaggiamento adatto non è solo necessario in condizioni estreme di ghiaccio e neve, ma anche quando ci si trova ad affrontare un fondo misto, umido o bagnato, magari in una strada trafficata: immaginate potrebbe succedere se il vostro spazio di frenata si allungasse del 40% quando siete a un incrocio o in coda! 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Assogomma e Federpneus per un inverno in piena sicurezza

Abbiamo testato l'efficacia di un corretto equipaggiamento invernale in condizioni estreme

Al Sestriere si sono svolti i test promossi da Assogomma e Fecerpneus: l'obiettivo era quello di dimostrare attraverso dati oggettivi e reali sensazioni di guida la differenza tra pneumatici invernali e normali.

Quando le condizioni dell’asfalto diventano critiche, specie nei mesi invernali dove freddo, acqua, ghiaccio e neve sono all’ordine del giorno, un corretto equipaggiamento sulla propria auto, unito a una opportuna dose di prudenza, può fare decisamente la differenza.

Dal 2004 ad oggi, anche grazie alla normativa che obbliga a montare un equipaggiamento invernale dal 15 novembre al 15 marzo, è aumentata la consapevolezza dei rischi che si possono correre nel dover affrontare condizioni critiche di asfalto.
In quasi 15 anni la vendita degli pneumatici invernali è passata da un milione di pezzi a 10 milioni, rimanendo a 30 milioni la quota totale del mercato.

Come ha ricordato il Direttore di Assogomma, Fabio Bertolotti, esistono solo due tipologie di gomme invernali: con marcatura M+S (MUD & SNOW – fango e neve) che indica una auto dichiarazione del costruttore e quelli con marcatura più il pittogramma alpino (una montagna a tre punte con un fiocco di neve al centro) che hanno superato un test omologativo specifico.
Assogomma consiglia la seconda opzione mentre non prende particolari posizioni riguardo ai cosiddetti pneumatici quattro stagioni , non espressamente vietati dalla normativa, pur sottolineando come non offrano gli stessi standard di sicurezza di una gomma invernale, quindi come non siano equivalenti.

Per far comprendere a fondo questi aspetti, Assogomma e Federpneus hanno promosso sulla pista di Sauze di Cesana, al Sestriere, cinque test drive in differenti condizioni di temperatura e fondo, che è passato dal ghiaccio a una neve quasi bagnata, con altrettante auto, differenziate per segmento, trazione, motorizzazione e equipaggiamento.

La prima prova che abbiamo affrontato consisteva nella classica partenza da fermo con progressiva accelerazione in leggera pendenza su fondo misto neve/ghiaccio: a nostra disposizione avevamo una Alfa Romeo Mito Veloce, motorizzazione 1.4 turbo benzina, equipaggiata con gomme Winter Contact e Premium Contact.
Con gli pneumatici estivi (o meglio normali), abbiamo rilevato un evidente pattinamento nello spunto da fermo e difficoltà nel prendere velocità, mentre gli invernali ci hanno offerto una maggiore sensazione di controllo, senza slittamenti.

Nella seconda siamo saliti a bordo di una Volvo V90 Cross Country D4 a trazione integrale, equipaggiata con pneumatici invernali ed estivi MICHELIN, su un tratto di strada aperto al traffico con fondo variabile, condizioni quindi del tutto simili a una qualunque giornata invernale cittadina.
Il nostro compito consisteva nel testare il comportamento del veicolo in termini di guidabilità, aderenza in frenata e in curva: da questo punto di vista le gomme estive non offrono il giusto confort alla guida e costringono a continue correzioni di guida.

Successivamente abbiamo affrontato un test di frenata in discesa e accelerazione in salita con una Alfa Romeo Stelvio 4×4 dotata degli pneumatici Bridgestone, in cui è risultato evidente che
anche una vettura a trazione integrale, che offre quindi maggiori garanzie di motricità con scarsa aderenza, solo se equipaggiata con gomme invernali garantisce le ottimali condizioni di sicurezza.

Nel quarto percorso abbiamo introdotto l’equipaggiamento misto con gomme invernali all’anteriore ed estive al posteriore: questo tipo di soluzione è sconsigliato dalla Direttiva Ministeriale del 30 gennaio 2013, ed è in effetti quello forse più pericoloso.
La prova si è svolta in uno steering pad allungato con leggera pendenza, con pneumatici Goodyear su tre Alfa Romeo Giulietta Veloce, 175 CV a trazione anteriore.
Siamo passati dal confort dell’equipaggiamento invernale, ad una mancanza di controllo con le coperture estive, fino all’apparente sensazione di sicurezza con l’assetto misto che garantiva è vero stabilità all’anteriore ma decisamente non al posteriore, anche a velocità molto ridotta.

In ultima ci siamo confrontati con una frenata in rettilineo, con fondo innevato, su due Maserati Ghibli dotate di pneumatici invernali Pirelli Sottozero 3 e Pirelli Pzero estivi.
Anche se test è stato eseguito a circa 25 km/h, la strumentazione elettronica V box ha rilevato che anche con basse velocità la gomma estiva allunga lo spazio di frenata in media del 40% (8 -10 metri) rispetto all’invernale.

L’equipaggiamento adatto non è solo necessario in condizioni estreme di ghiaccio e neve, ma anche quando ci si trova ad affrontare un fondo misto, umido o bagnato, magari in una strada trafficata: immaginate potrebbe succedere se il vostro spazio di frenata si allungasse del 40% quando siete a un incrocio o in coda!

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