SEAT: la sua dimensione integrale porta il nome 4Drive [FOTO]

Trent'anni di innovazione

SEAT 4Drive – Una panoramica sulla diversificata proposta della casa spagnola, caratterizzata dalla trazione integrale 4Drive

Cinque generazioni di SEAT 4Drive e ben trent’anni di ricerca riassumono l’esperienza della casa spagnola nel settore dei sistemi a trazione integrale, trasferita su diversi modelli che compongono la versatile gamma presente oggi, arricchita da stile e accenti sportivi.

Dalla nuova SEAT Ateca, passando per le varianti wagon di Leon, ovvero le ST X-Perience e Cupra (quest’ultima da ben 300 cavalli), sino alla più voluminosa Alhambra, il sistema 4Drive di SEAT propone la sua azione quando richiesto, dato che si tratta di una soluzione “non permanente” o come indicato dalla casa stessa: con “approccio diretto”. Di base, in condizioni ideali, la vettura risulta una normale auto a trazione anteriore. Ma quando i sensori del sistema captano una difficoltà di trazione, allora l’albero di trasmissione interviene trasferendo potenza anche alle ruote posteriori, ottimizzando nello stesso intervallo di tempo la coppia, in modo da fornire il giusto apporto di spinta e consentire all’auto di avanzare.
L’azione dei differenziali tradizionali, inoltre, è rafforzata da una soluzione elettronica EDS, fornendo un supporto specifico pur non essendo presente un differenziale autobloccante.
Il sistema 4Drive, inoltre, agisce anche in base ad altri differenti parametri valutati durante il corso della marcia, senza alcuna distinzione tra le differenti modalità di guida, che variano da Normal, Sport, Eco, Individual, Snow o Off-Road, sino alla più funambolica CUPRA. Risulta scollegato unicamente quando si frena o interviene il sistema ESC, che si occupa del controllo della stabilità.

La soluzione 4Drive di SEAT è legata a una frizione multidisco in bagno d’olio, caratterizzata da un azionamento idraulico e una gestione elettronica. Per ottenere un equilibrio opportuno dei pesi e ridimensionare i tempi risposta e l’inerzia, la frizione è stata posta “all’estremità dell’albero motore, di fronte al differenziale dell’asse posteriore.”
I dischi sono accoppiati e uno per ogni coppia è collegato all’albero di trasmissione associato al cambio, mentre l’altro con l’albero di trasmissione legato al differenziale posteriore. Una soluzione affinata nell’ultima generazione, con un peso più contenuto di 1,5 kg. L’azione di un pistone, mosso da un sistema idraulico, interviene sul pacchetto multidisco favorendo l’opportuna pressione dell’olio, in base a quanto segnalato dal sistema.

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