WP_Post Object ( [ID] => 493461 [post_author] => 25 [post_date] => 2018-02-15 17:38:15 [post_date_gmt] => 2018-02-15 16:38:15 [post_content] => Avete presenti quei talk show in cui i politici, delle varie fazioni politiche, battagliano a suon di numeri, disegnando scenari diversi, pur basandosi sulla stessa realtà? Fino a qualche anno fa questi dibattiti appassionavano il pubblico, forse perché, chi all’uno e chi all’altro, ci credevamo di più ai loro numeri. Ora sono trasmissioni i cui ascolti arrancano, come la passione per la politica. Uno dei motivi è legato al fatto che, a conti fatti, quelli veri, fatti di entrate e uscite dai nostri portafogli e conti correnti e non da una tabella basata su stime ed interpretazioni, di solito ci va sempre male. Ecco, a guardare certe tabelle, a noi viene in mente proprio il fatto che i numeri siano spesso esposti a poter essere interpretati in modo fuorviante, portando acqua al proprio mulino. Saremo troppo sospettosi? Vediamo di analizzare questa tabella, che Smart Italia ci ha proposto in occasione di un evento durante la scorsa estate, in cui era presente il nostro direttore, Lorenzo Bellini (ecco il suo articolo) Partiamo dal dire che il prezzo di acquisto e tutte le voci di spesa vengono “spalmati” su 36 mesi, ipotizzando un acquisto con un canone mensile. Analogo l’anticipo, quindi “neutrale” rispetto al confronto, con 3 mila euro, sia per la versione elettrica che per le due sorelle a benzina, con i due step di potenza del propulsore 3 cilindri da 1 litro circa (il più potente turbo da 90 cavalli è un 900). Sono 82 i cavalli per la Smart Electric Drive praticamente a metà strada tra le due varianti a benzina, con prestazioni analoghe, dato che lo 0-100 viene coperto in 12.7 secondi, anche in questo caso con un valore che si piazza tra i 15.1 secondi della Smart “aspirata” e gli 11.3 di quella Turbo. Quanto agli allestimenti, già troviamo una prima forzatura nel confronto previsto, perché Smart Italia prende ad esempio configurazioni diverse: Passion per la elettrica, Urban per le due a benzina. Ipotizzando di scegliere tutte e tre in allestimento Youngster, il divario con la elettrica aumenterebbe di parecchio, dato che la Fortwo 70 ha un prezzo di listino di 13.392 euro, la 90 di 14.562 e la elettrica di 23.920. A conti fatti 10.500 euro abbondanti tra la più economica e la più costosa, contro gli 8.900 circa della tabella proposta: un bel 15% di differenza, casualmente a sfavore della “tesi elettrica”. Passando alle righe successive del confronto, evitiamo di entrare nel merito del costo del premio per la polizza RCA, troppo soggettivo in funzione delle classe di merito e di tanti altri fattori individuali e della tassa di possesso, anche se i 13 euro mensili indicati, uguali per la 70 e per la 90 cavalli, non corrispondono a quanto si paghi effettivamente in Lombardia (circa 11 euro mensili per una, 14 per l’altra). Quello che falsa i calcoli, e di molto, sono i costi ipotizzati per l’accesso alla ZTL e per il parcheggio, ipotizzati nella bellezza di quasi 270 euro mensili, circa 3.200 annui. Anche pensando di accedere a Milano in Area C tutti i giorni, cosa che ben pochi milanesi fanno, moltiplicando i circa 20 giorni lavorativi per 5 euro, siamo a 100 mensili, praticamente metà di quanto indicato. Passando a carburante e manutenzione, anche nella più ottimistica ipotesi di “dar per buoni” i conti di Smart Italia, sono calcolati sulla base di 15 mila Km annui percorsi. Ma chi di noi li fa con un’auto destinata solo all’uso cittadino? Considerando anche che la Smart elettrica non possa recuperare la media dei chilometri percorsi in un utilizzo cittadino, compiendo un viaggio lungo, magari durante le ferie, data la ridotta autonomia consentita, il dato più credibile è di circa 7-8.000 Km annui al massimo, quindi dimezziamo il costo del carburante e della manutenzione. Alla fine, dell’ipotetico vantaggio sulla somma dei costi mensili, 190 euro in meno della 70 cavalli e 244 per la 90, non resta nulla, anzi, a nostro avviso i conti si ribaltano, portando in vantaggio le due Smart a benzina. A tutto ciò si sommano fattori quali un bagagliaio ridotto, che passa da 260 a 185 litri, una maggior comodità dell’elettrica che si paga con una autonomia dichiarata di 154 Km, che si traduce in una reale di circa 100 Km, qualora si utilizzi uno stile di guida non troppo attento, insufficiente per una gita fuoriporta e che rende inipotizzabile utilizzare la Smart elettrica per un viaggio. Alcuni usano la Smart come prima ed unica macchina, con quella elettrica questo è più difficile, o almeno bisogna pensare di andare in ferie senza auto, o con una a noleggio. Forse il futuro sarà elettrico (ne siamo sicuri?), però ad oggi la scelta elettrica resta una soluzione tutt’altro che vantaggiosa dal punto di vista economico, almeno per le esigenze di gran parte degli automobilisti. La vediamo più come una scelta “chic”, per chi non fa dell’aspetto economico il suo primo obiettivo, perché, a conti fatti, per noi il risparmio è molto utopico. 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Smart Electric Drive: a conti fatti, che porti ad un risparmio è un’utopia, o quasi

Per noi la si compra per immagine, più che per un risparmio reale e concreto

Smart Electric Drive - La regina delle cittadine è disponibile anche in una versione full electric, ma davvero può far risparmiare, come Smart Italia (gruppo Mercedes) vuol farci credere? I nostri dubbi, calcolatrice alla mano, restano
Smart Electric Drive: a conti fatti, che porti ad un risparmio è un’utopia, o quasi

Avete presenti quei talk show in cui i politici, delle varie fazioni politiche, battagliano a suon di numeri, disegnando scenari diversi, pur basandosi sulla stessa realtà? Fino a qualche anno fa questi dibattiti appassionavano il pubblico, forse perché, chi all’uno e chi all’altro, ci credevamo di più ai loro numeri. Ora sono trasmissioni i cui ascolti arrancano, come la passione per la politica. Uno dei motivi è legato al fatto che, a conti fatti, quelli veri, fatti di entrate e uscite dai nostri portafogli e conti correnti e non da una tabella basata su stime ed interpretazioni, di solito ci va sempre male. Ecco, a guardare certe tabelle, a noi viene in mente proprio il fatto che i numeri siano spesso esposti a poter essere interpretati in modo fuorviante, portando acqua al proprio mulino. Saremo troppo sospettosi? Vediamo di analizzare questa tabella, che Smart Italia ci ha proposto in occasione di un evento durante la scorsa estate, in cui era presente il nostro direttore, Lorenzo Bellini (ecco il suo articolo)

Partiamo dal dire che il prezzo di acquisto e tutte le voci di spesa vengono “spalmati” su 36 mesi, ipotizzando un acquisto con un canone mensile. Analogo l’anticipo, quindi “neutrale” rispetto al confronto, con 3 mila euro, sia per la versione elettrica che per le due sorelle a benzina, con i due step di potenza del propulsore 3 cilindri da 1 litro circa (il più potente turbo da 90 cavalli è un 900). Sono 82 i cavalli per la Smart Electric Drive praticamente a metà strada tra le due varianti a benzina, con prestazioni analoghe, dato che lo 0-100 viene coperto in 12.7 secondi, anche in questo caso con un valore che si piazza tra i 15.1 secondi della Smart “aspirata” e gli 11.3 di quella Turbo. Quanto agli allestimenti, già troviamo una prima forzatura nel confronto previsto, perché Smart Italia prende ad esempio configurazioni diverse: Passion per la elettrica, Urban per le due a benzina. Ipotizzando di scegliere tutte e tre in allestimento Youngster, il divario con la elettrica aumenterebbe di parecchio, dato che la Fortwo 70 ha un prezzo di listino di 13.392 euro, la 90 di 14.562 e la elettrica di 23.920. A conti fatti 10.500 euro abbondanti tra la più economica e la più costosa, contro gli 8.900 circa della tabella proposta: un bel 15% di differenza, casualmente a sfavore della “tesi elettrica”.

Passando alle righe successive del confronto, evitiamo di entrare nel merito del costo del premio per la polizza RCA, troppo soggettivo in funzione delle classe di merito e di tanti altri fattori individuali e della tassa di possesso, anche se i 13 euro mensili indicati, uguali per la 70 e per la 90 cavalli, non corrispondono a quanto si paghi effettivamente in Lombardia (circa 11 euro mensili per una, 14 per l’altra). Quello che falsa i calcoli, e di molto, sono i costi ipotizzati per l’accesso alla ZTL e per il parcheggio, ipotizzati nella bellezza di quasi 270 euro mensili, circa 3.200 annui. Anche pensando di accedere a Milano in Area C tutti i giorni, cosa che ben pochi milanesi fanno, moltiplicando i circa 20 giorni lavorativi per 5 euro, siamo a 100 mensili, praticamente metà di quanto indicato. Passando a carburante e manutenzione, anche nella più ottimistica ipotesi di “dar per buoni” i conti di Smart Italia, sono calcolati sulla base di 15 mila Km annui percorsi. Ma chi di noi li fa con un’auto destinata solo all’uso cittadino? Considerando anche che la Smart elettrica non possa recuperare la media dei chilometri percorsi in un utilizzo cittadino, compiendo un viaggio lungo, magari durante le ferie, data la ridotta autonomia consentita, il dato più credibile è di circa 7-8.000 Km annui al massimo, quindi dimezziamo il costo del carburante e della manutenzione.

Alla fine, dell’ipotetico vantaggio sulla somma dei costi mensili, 190 euro in meno della 70 cavalli e 244 per la 90, non resta nulla, anzi, a nostro avviso i conti si ribaltano, portando in vantaggio le due Smart a benzina. A tutto ciò si sommano fattori quali un bagagliaio ridotto, che passa da 260 a 185 litri, una maggior comodità dell’elettrica che si paga con una autonomia dichiarata di 154 Km, che si traduce in una reale di circa 100 Km, qualora si utilizzi uno stile di guida non troppo attento, insufficiente per una gita fuoriporta e che rende inipotizzabile utilizzare la Smart elettrica per un viaggio. Alcuni usano la Smart come prima ed unica macchina, con quella elettrica questo è più difficile, o almeno bisogna pensare di andare in ferie senza auto, o con una a noleggio.

Forse il futuro sarà elettrico (ne siamo sicuri?), però ad oggi la scelta elettrica resta una soluzione tutt’altro che vantaggiosa dal punto di vista economico, almeno per le esigenze di gran parte degli automobilisti. La vediamo più come una scelta “chic”, per chi non fa dell’aspetto economico il suo primo obiettivo, perché, a conti fatti, per noi il risparmio è molto utopico.

Smart Electric Drive: a conti fatti, che porti ad un risparmio è un’utopia, o quasi
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5 commenti

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  1. Filippo

    17 Febbraio 2018 at 15:04

    Articolo senza testa ne coda… vado in elettrico da anni e si risparmia eccome

  2. Matteo Pozzi

    18 Febbraio 2018 at 18:11

    Ciao Filippo, nessuno nega che con l’elettrico si possa risparmiare e chi scrive l’articolo è tutt’altro che un detrattore di questo tipo di motorizzazione. Quello che abbiamo piuttosto oggettivamente dimostrato però, è che la tabella di Smart Italia è “forzata”. Mette a confronto versioni diverse e numeri a nostro avviso poco veritieri.

  3. Jo

    21 Febbraio 2018 at 22:32

    Io sono fra quelli che hanno deciso di passare all’auto elettrica. Ho prenotato una Model 3 ed aspetto con pazienza. Però nell’attesa una Smart ED l’avrei comprata per tenerla come seconda auto ma… il prezzo è assurdo! Quasi il doppio della versione a petrolio. 13.392 euro contro 23.920. Per me questa differenza non è giustificata. Sarebbe bello conoscere il costo reale di produzione delle due varianti.

  4. fabius

    15 Marzo 2018 at 14:57

    L’elettrico è conveniente, solo perché (al momento) la differenza la fanno le accise sulla benzina.
    Facendo due conti per ammortizzare il costo delle batterie, ci vuole un tempo eccessivo e forse si devono sostituire prima di averle ammortizzate.
    Probabilmente l’alimentazione a gas è ancora più conveniente.

  5. Fradefra

    2 Aprile 2018 at 18:07

    Onestamente io non credo che un’auto elettrica si compri per risparmiare 🙂
    Un’auto elettrica si compra perché si vuol contribuire alla riduzione dell’inquinamento (se è vero che inquina meno).

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