Citroen C4 Cactus 2018: si inizia dal comfort di bordo e poi c’è il resto [TEST DRIVE]

Una gamma composta da motori a benzina e Diesel da 100 a 130 cavalli

Citroen C4 Cactus 2018 – Rinnovato l'aspetto, affinata la meccanica, aumentati i contenuti. Si riassume con questa formula la nuova berlina francese di segmento C

“Nel mondo non ci sono mai state due opinioni uguali. Non più di quanto ci siano mai stati due capelli o due grani identici: la qualità più universale è la diversità.” L’elogio della distinzione firmato dal filosofo e scrittore francese, Michel de Montaigne, risulta utile quando si valuta uno dei punti di forza più evidenti della nuova Citroën C4 Cactus. Il fattore che continua a contraddistinguere la vettura, dopo la precedente generazione: una marcata “diversità estetica e concettuale” rispetto alla concorrenza.

Senza dimenticare gli aspetti tecnici, interessanti dal punto di vista dinamico sebbene non sempre galvanizzanti, estetica e comfort interno spiccano nettamente nella piccola rivoluzione stilistica e progettuale praticata. I caratteristici Airbump®, adesso, appaiono ridimensionati. Rispetto al precedente modello, il design di queste componenti risulta più filante e compatibile nella visione complessiva. Spostati e ridimensionati in basso, esaltano comunque la prospettiva laterale senza essere troppo invasivi.
Restando sull’estetica, le 31 combinazioni possibili per dare un carattere diverso alla vettura, considerando nove tipi di vernici, 4 Pack Color e altrettante tipologie di cerchi in lega, arricchiscono un design già distintivo grazie alle forme rotonde o spigolose che compongono la carrozzeria (protezioni comprese), oltre al disegno luminoso dei gruppi ottici LED. Ma, come accennato, il comfort rappresenta l’altro fattore principe di questa vettura, valutando una lunghezza di 4,17 metri, di cui 2,60 destinati al passo. Misure rapportate a una larghezza di 1,71 e a un’altezza di 1,48. L’abitacolo, già caratterizzato da forme giocose sviluppate in orizzontale, che rimandano al modello precedente, presenta qualche neo dal punto di vista ergonomico. Ad esempio la collocazione un po’ nascosta del pulsante dell’accensione. Ma può essere arricchito dalle opzionali sedute Advanced Comfort (abbinate agli ambienti Wild Grey, Hype Gray e Hype Red), realizzate con l’uso di specifici rivestimenti e una schiuma poliuretanica ad alta densità che ne intensifica le proprietà avvolgenti. Durante la prova, affrontando complessivamente oltre un centinaio di chilometri di percorso, questi sedili hanno dimostrato di contenere adeguatamente il corpo e sostenere la postura in modo gradevole, una volta regolati opportunamente. Gradevole la luce offerta dal tetto panoramico, che esalta la già ampia visibilità offerta dalle superfici vetrate laterali. L’abitabilità poggia anche sul volume di carico del bagagliaio variante dai 358 ai 1.170 litri. Apprezzabile anche l’attenzione riposta sull’insonorizzazione, sebbene si percepisca qualche fruscio a velocità più sostenute.

Oltre alle combinazioni esterne, risulta variegata anche la scelta per gli interni che comprende un rivestimento base in tessuto denominato Mica Grey o un alternativo Metropolitan Red, caratterizzato da un tessuto Silica Beige, caratterizzato da una fascia di tinta rosso scuro nella parte alta dello schienale, plancia rivestita di un rosso scuro e cinghie sulle porte e sul cassettino Top Box di colorazione beige. Mentre il Wild Grey oltre a plancia, cinghie delle porte e cassettino Top Box di colorazione grigia, prevede sedute avvolte da un tessuto Silica Grey e l’accennata fascia di un tenue grigio. Quindi Hype Grey con sedili in pelle goffrata e tessuto Black, quindi un colore grigio per il resto. Infine l’Hype Red con sedute sempre in pelle, ma Nappa Beige e Tessuto Beige, una fascia in Alcantara rosso scuro nella zona alta dello schienale, cassettino Top Box beige come le cinghie delle porte e una plancia rosso scuro.
Questa vivacità estetica è assecondata poi da un’architettura elettronica, che non annovera solo un quadro strumenti interamente digitale, uno schermo infotainment da sette pollici che comprende le mappe di navigazione di Citroen Connect Nav, rafforzato anche dalla connettività della Funzione Mirror Screen con Android Auto, Apple CarPlay™ e MirrorLink®, così come il prezioso CITROËN Connect Box con Pack SOS & Assistance, nonché 12 funzioni di assistenza alla guida, all’interno di una diversificata panoramica di sistemi.

Le versioni testate sulle strade della Provenza dotate entrambe di unità a benzina PureTech da 110 e 130 cavalli, rispettivamente abbinate a una trasmissione automatica EAT6 e a un cambio manuale sei rapporti, hanno proposto un carattere similare piuttosto pacato, data anche una differenza di potenza non così marcata. Una vitalità non eccessiva, allineata all’idea di comfort proposta.
La spinta infatti non è troppo decisa come la ripresa, soprattutto ai bassi regimi, valutando una coppia di 205 Nm a 1.500 giri/minuti nel primo caso e 230 Nm a 1.750 giri/minuto nel secondo. La trasmissione automatica sostiene un po’ di più nella scansione dei rapporti, ma emerge l’indole docile di queste unità, fatte più per macinare chilometri che per stuzzicare il palato dell’esuberanza. Gli innesti del cambio manuale risultano morbidi e precisi, fluidi come quelli trasmessi dal cambio automatico, nonostante il pedale della frizione richieda una spinta leggermente decisa, pur non affaticando troppo nelle fasi di sosta e riavvio.
Nel complesso il ritmo evidenziato dai motori a benzina è fluido, ma non sempre propositivo. Studiato ad esempio per assecondare le esigenze di comfort di una famiglia e stressare il meno possibile guidatore e passeggeri lungo i viaggi. Affine, insomma, a coloro che amano percorrere lunghe distanze per il puro piacere di viaggiare, senza troppa fretta. Soffermandoci su questo aspetto, l’altra interessante novità è rappresentata dalle sospensioni con Smorzatori Idraulici Progressivi™ (Progressive Hydraulic Cushions™ – PHC). Una novità per il segmento e per la produzione destinata ai mercati europei, che amplificano l’idea complessiva di bordo smorzando adeguatamente le asperità del terreno. Allo stesso tempo, però, si percepisce non solo un leggero molleggiamento, quasi una fluttuazione anche gradevole in fase di veleggio, oltre a un tenue beccheggio nella zona anteriore. Sentendosi un po’ navigatori dell’aria.
In termini di efficienza, comunque, pur considerando un contenimento del peso segnalato di 150 kg, rispetto ad altre vetture di segmento C, l’attenzione per un certo comfort di marcia permette anche di contenere i consumi su valori medi segnalati poco inferiori ai 5 litri per 100 km. Nello specifico un valore dichiarato di 4,6 per la versione da 110 cavalli con cambio EAT6 ed emissioni da 105 g/km di CO2, oppure 4,8 ed emissioni da 110 g/km di CO2 passando a quello da 130 cavalli. Nel nostro caso, percorrendo 80 km a bordo della versione meno potente, condizionati da un traffico intenso e dal maltempo che hanno costretto a contenere la media oraria ad appena 47 km/h, il dato medio indicato apparso sul display centrale è stato di 6,6 litri/100 km.

La gamma risulta composta dalle versioni LIVE, FEEL e SHINE, inizialmente spinte dal citato propulsore a benzina PureTech da 110 cavalli abbinato a un cambio manuale cinque marce o automatico EAT6 sei marce, oltre a uno da 130 cavalli legato a un manuale sei marce. In alternativa, subito, un solo un motore Diesel BlueHDi da 100 cavalli associato a una trasmissione manuale cinque rapporti. Successivamente una versione più potente di questo, da 120 cavalli, è prospettata per autunno. Si parte da 17.900,00 Euro.

In sintesi: un’auto adatta a chi apprezza innanzitutto il comfort, più del dinamismo, durante gli spostamenti. Strutturata per rendere i lunghi percorsi meno stressanti, al tempo stesso è spumeggiante dal punto di vista espressivo, leggermente meno sul fronte prestazionale.

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